Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

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mr.kerouac
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

Dazed and Confused wrote: Pareri su Inside Man di Spike Lee? Era kerouac che lo aveva adorato, o sbaglio? :penso:
è stato il mio argomento di tesi...
uno dei film più completi e meglio strutturati degli ultimi anni. se non ti è piaciuto ti meriti boldi e de sica :D
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Hank Luisetti
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

Dazed and Confused wrote: Pareri su Inside Man di Spike Lee? Era kerouac che lo aveva adorato, o sbaglio? :penso:
Gran bel film,thriller tra i più divertenti, tesi ed intelligenti degli ultimi anni.
come sempre nei suoi film,ciò che è soprattutto interessante è la descrizione dell’America multietnica che Spike Lee ci offre, un dipinto di un’America in fondo ancora multirazziale e ancora spaventata.
Ottima la fotografia e la colonna sonora e l’uso che se ne fa;regia ispirata ed originale(in questo ricorda molto la 25°ora)

Insomma assolutamente da vedere.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

mr.kerouac wrote: è stato il mio argomento di tesi...
uno dei film più completi e meglio strutturati degli ultimi anni. se non ti è piaciuto ti meriti boldi e de sica :D
L'avevo già visto in passato, ai tempi della sua uscita, però oggi me lo sono rivisto e quindi non mi dispiacerebbe leggere qualche commento in proposito.

Per carità, se lo cito e spingo per discuterne qui dentro significa che lo reputo un buon film. Però mi era sembrato di sentir parlare anche di "capolavoro" e in questo senso a mio avviso i toni sono un po' troppo entusiastici. Non è facile fare un film su una rapina. Lee ci riesce in modo fresco ed originale, strizzando spesso l'occhio a Quel pomeriggio di un giorno da cani (citato anche apertamente) e senza cadere nei soliti stereotipi, dirigendo alla grande un cast di grande livello e in ottima forma. Fatico però a ritenerlo uno dei migliori film del regista americano, che penso in passato abbia fatto decisamente di meglio. Intendiamoci, è un gran bel film, tecnicamente straordinario ed è giusto dargliene atto, però ritengo che sia forse troppo poco personale rispetto al cinema a cui il buon Lee ci ha abituati. Ho avuto un po' l'impressione che a tratti il cineasta americano abbia forse inserito il pilota automatico... mettendoci sotto gli occhi un ritratto della società un po' troppo patinato, meno sofferto e vissuto di come ha saputo fare in passato. Boh, diciamolo pure: forse un po' troppo mainstream per i suoi standard (e per i miei gusti).  :lol2: Insomma, non dico che uno debba sempre riproporre le stesse cose... :D però l'ho trovato meno "personale" e "vissuto", se mi passate i termini, di quanto mi aspettassi da un film di un grande come Spike Lee.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

Hank Luisetti wrote: come sempre nei suoi film,ciò che è soprattutto interessante è la descrizione dell’America multietnica che Spike Lee ci offre, un dipinto di un’America in fondo ancora multirazziale e ancora spaventata.
Ecco, a mio avviso è proprio questo il punto debole del film. Funziona perfettamente come thriller, teso e dal ritmo serrato, ma è nell'andare oltre che l'ho trovato meno ispirato di quanto mi aspettassi. Insomma, bellissimo film, fosse stato diretto da chiunque altro probabilmente lo starei osannando, ma sapendo che dietro la macchina da presa c'era Spike Lee mi sarei aspettato qualcosa di più in questo senso.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

Assolutamente non un capolavoro,ma c'è da tener conta anche dell'insieme..dove si è mosso spike,cioè fare un film per le masse, da botteghino,insomma mainstream
insomma doveva avere rispettare delle esigenze commerciali e forse questo lo ha,come dici te trattenuto un po..non troppo personale(il progetto all’inizio era di Ron Howard :polliceverso: )ma nonostante tutto rimane IMHO un gran film
Last edited by Hank Luisetti on 22/01/2009, 22:28, edited 1 time in total.
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Post by Dazed and Confused »

shilton wrote: Ieri sera mi sono visto il primissimo Al Pacino in Panico a Needle Park,insomma non proprio un filmettino leggero

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http://it.wikipedia.org/wiki/Panico_a_Needle_Park
Bravo Shilton, questo post mi era sfuggito. Questo a mio avviso è davvero un capolavoro. Fra l'altro se non ricordo male lo aveva citato anche kerouac non troppo tempo fa. :penso:

Film intenso come pochi, se non sbaglio primo ruolo da protagonista per un giovanissimo Pacino. Duro, sofferto, emozionante, ci mostra un ritratto del lato dell'America meno pubblicizzato, quello duro, quello sporco e che si vorrebbe nascondere. Attori fantastici, una trascinante e disperata discesa all'inferno condotta con un occhio clinico, consapevole ma profondamente partecipe. Una società priva di speranza, dove chi dovrebbe rappresentare un appiglio di salvezza in realtà è sempre il primo a pugnalarti.

Dei drogati una cosa tieni a mente: tradiscono sempre. Sempre.

Bellissimo.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

Dazed and Confused wrote: L'avevo già visto in passato, ai tempi della sua uscita, però oggi me lo sono rivisto e quindi non mi dispiacerebbe leggere qualche commento in proposito.

Per carità, se lo cito e spingo per discuterne qui dentro significa che lo reputo un buon film. Però mi era sembrato di sentir parlare anche di "capolavoro" e in questo senso a mio avviso i toni sono un po' troppo entusiastici. Non è facile fare un film su una rapina. Lee ci riesce in modo fresco ed originale, strizzando spesso l'occhio a Quel pomeriggio di un giorno da cani (citato anche apertamente) e senza cadere nei soliti stereotipi, dirigendo alla grande un cast di grande livello e in ottima forma. Fatico però a ritenerlo uno dei migliori film del regista americano, che penso in passato abbia fatto decisamente di meglio. Intendiamoci, è un gran bel film, tecnicamente straordinario ed è giusto dargliene atto, però ritengo che sia forse troppo poco personale rispetto al cinema a cui il buon Lee ci ha abituati. Ho avuto un po' l'impressione che a tratti il cineasta americano abbia forse inserito il pilota automatico... mettendoci sotto gli occhi un ritratto della società un po' troppo patinato, meno sofferto e vissuto di come ha saputo fare in passato. Boh, diciamolo pure: forse un po' troppo mainstream per i suoi standard (e per i miei gusti).  :lol2: Insomma, non dico che uno debba sempre riproporre le stesse cose... :D però l'ho trovato meno "personale" e "vissuto", se mi passate i termini, di quanto mi aspettassi da un film di un grande come Spike Lee.
ora parte la filippica...

dunque premettiamo che è uno dei pochi (due) film che Lee gira su commissione. Lo script qui è del debuttante Russel Gewirtz (quello dell'ultimo film di Pacino e De Niro) e la Universal gli ha messo in mano circa 40 milioni di dollari per girarlo, quindi che fosse diretto al grande pubblico è abbastanza evidente.
Qui però sta la grandezza di Lee a mio parere: grandezza derivata dal fatto di riuscire a piegare un prodotto su commissione per infilarci dentro la sua personalissima visione del mondo e del cinema. Quello che ne viene fuori è un film di rapina che però difficilmente è catalogabile come film di genere, anzi, la rapina talvolta è usata solo come un pretesto. Il racconto è infarcito infatti di numerosissime trovate che, se analizzate con la lente d'ingrandimento, lasciano ancora una volta a bocca aperta davanti all'amico di Reggie Miller. Innanzitutto l'inizio: il monologo in primo piano su sfondo nero (poi si capirà dov'è) di Clive Owen è magistrale, la canzone che lo accompagna si intitola "Chaiyya Chaiyya", un brano in urdu-persiano che parla di vergini profumate e versetti del corano, chiaro riferimento al terrorismo e alla paura che paralizza la mela del post 9/11. I fotogrammi di New York che seguono sono posti su un percorso non casuale, un percorso che gira intorno a manatthan, dalle sue zone d'ombra (coney island e alcuni tratti di harlem), al centro nevralgico del denaro (wall-street, nell'immagine precisamente si può vedere l'indicazione stradale posta tra wall-street e broadway, ad indicare il denaro che va a mescolarsi con l'arte). Spike Lee racconta con numerose trovate un paese spaventato da un nemico invisibile, dove basta essere diversi per essere additati come sospetti e vedersi privati dei propri diritti fondamentali (la scena dell'intercettazione dei rapitori additati subito come "russi del cazzo" a far capire che la guerra fredda non è finita e la scena della perquisizione all'impiegato sikh additato subito come arabo).
Il tema fondamentale su cui si articola il film è però il rapporto tra società civile e finanza. Una finanza nata da soldi insanguinati, con scheletri nell'armadio di 50 anni fa, in cui la moralità è ridotta a zero e ci si trova dominati da figure oscure come l'avvocatessa impersonificata da Jodie Foster (unico personaggio discutibile del film imho). Da questo punto di vista il film si presenta come uno spettacolino teatrale dove continuano ad invertirsi i ruoli, dove non sai più chi è buono e chi cattivo, dove il rapinatore è il filosofo (scena del videogioco di 50 cent) e il rapinato è quello senza scrupoli, disposto a tutto per tenere seppelliti i suoi segreti.
Giustamente tu hai sottolineato le numerosi citazioni di Quel pomeriggio di un giorno da cani (dialogo della telefonata, pizze, richiesta di due pullman e un aereo); io ti faccio notare però anche le citazioni di Serpico (in un dialogo tra Owen e Denzel), di Bogart (il cappello alla Bogart portato dal detective Washington) e di Fa la cosa giusta (i cartoni delle pizze recano la scritta "Sal's", la pizzeria di Aiello e Turturro).

Basta?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

shilton wrote: Ieri sera mi sono visto il primissimo Al Pacino in Panico a Needle Park,insomma non proprio un filmettino leggero
la mia personalissima recensione
http://barnecchi.splinder.com/post/1936 ... eedle+Park

fammi sapere che ne pensi... ah, ovviamente invito rivolto anche agli altri, in particolare al maestro Confused
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

Dazed, bestemmio però dicendo che io ho preferito Quel pomeriggio di un giorno da cani rispetto a Panico a Needle Park?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by diavolino »

Ma si è mai parlato di The Millionaire su queste pagine?
Io, dopo aver ascoltato critiche contrastanti sono alfine andato a vederlo e l'ho trovato parecchio gradevole.
Di un romanzone popolare si tratta, tutto sommato, o se volete di una fiaba inverosimile, ma l'idea che sta alla base del racconto, al di là di qualche eccessivo didascalismo che ho ravvisato nelle scene in cui viene descritta l'India moderna attraverso le vicende del protagonista,  l'ho trovata molto originale (e di questo penso che ne vada dato atto all'autore del libro cui si è ispirato il film). Al regista, invece, penso che vada dato il merito di aver saputo trasportare tale racconto sullo schermo con ritmi da action movie, grazie anche all'ottima colonna sonora, ma senza scadere nel becero che in genera costella tali tipi di film.
Che poi The Millionaire sia candidato all'Oscar, dimostrando che la cerimonia di consegnea di queste pseudo-ambite statuette abbia oramai una valenza cinematografica pari a quella del Festival di Sanremo in campo musicale, è un altro paio di maniche; però rimango dell'avviso che questa fatica di danny Boyle valga propio il prezzo del biglietto.

P.S.: Freida Pinto è una gnoccona.
".....più che altro orientato verso la gnocca!" J. Calà
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

shilton wrote: Dazed, bestemmio però dicendo che io ho preferito Quel pomeriggio di un giorno da cani rispetto a Panico a Needle Park?
gusti... io però ho preferito il secondo, non amo eccessivamente Lumet (anche Serpico mi ha deluso un pò...)
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

mr.kerouac wrote: la mia personalissima recensione
http://barnecchi.splinder.com/post/1936 ... eedle+Park

fammi sapere che ne pensi... ah, ovviamente invito rivolto anche agli altri, in particolare al maestro Confused
perfetto,hai descritto perfettamente quello che il film ha trasmesso a me.
Spietato ...ecco il termine giusto.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

:notworthy: e +k a kerouac per l'analisi e per la competenza.

I cartoni della pizza li avevo riconosciuti anch'io! :forza:



Forse il problema sta tutto lì, nei limiti inevitabilmente insiti nel fatto del "film su commissione". D'accordissimo su tutto ciò che hai scritto, i riferimenti all'11 settembre sono più che palpabili (esemplificati per antonomasia nell'episodio dell'"arabo"). E concordo anche sul fatto di ritenere il personaggio di Jodie Foster il meno convincente dell'intero film.

Boh, allora diciamo che io preferisco lo Spike Lee non su commissione. :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

Dazed and Confused wrote: :notworthy: e +k a kerouac per l'analisi e per la competenza.

I cartoni della pizza li avevo riconosciuti anch'io! :forza:



Forse il problema sta tutto lì, nei limiti inevitabilmente insiti nel fatto del "film su commissione". D'accordissimo su tutto ciò che hai scritto, i riferimenti all'11 settembre sono più che palpabili (esemplificati per antonomasia nell'episodio dell'"arabo"). E concordo anche sul fatto di ritenere il personaggio di Jodie Foster il meno convincente dell'intero film.

Boh, allora diciamo che io preferisco lo Spike Lee non su commissione. :D
ti ringrazio... comunque diciamo che la competenza me la sono "fatta" leggendo di qua e di là, quindi non molto è farina del mio sacco, anche se qualcosa c'è.

sull'ultima parte tenderei a trovarmi d'accordo. spike lee è fa la cosa giusta, clockers, jungle fever, capolavori ognuno a suo modo. devo dire che i film su commissione però (la 25a ora e inside man) sono forse quelli che mi hanno dato di più a livello empatico ed emozionale. forse però lo dico solo perchè sono i più freschi... in ogni caso rimane in assoluto il mio regista preferito
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

Continuando a comprare  :fischia: :fischia: la mia videoteca ormai sta esplodendo,ma prima o poi dovrò pur guardare qualcosa.
Diciamo che tra dieci titoli che mi procuro ne vedrò uno ogni quindici giorni (la settimana prossima in ferie recupererò un pò di terreno perso).

Vi posto a caso e in rigoroso ordine alfabetico (prese dal mio catalogo in excel) qualche film di quelli che mi mancano,datemi qualche consiglio anche su qualcosa magari da evitare:

A Beautiful Mind,American Graffiti,Animal factory,Bigh Fish,Blow,Come eravamo,Dead Man,Dal tramonto all'alba,Donnie Darko,Ferro 3,Ghost Dog,Gosford Park,Il Cielo sopra Berlino,il Grande Freddo,il Mistero Von Bulow,il Paziente inglese,il vento che accarezza l'erba,la Stangata,Ladybird Ladybird,Man on the moon,Professione reporter,Quinto potere,un uomo da marciapiede,Walk the line,XXY
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