Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

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Emmanuelle
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Emmanuelle »

The Snake 12 wrote: io direi un Fiano di Avellino, cantina Feudi di San Gregorio
doc G wrote: Il consiglio è buono, anche se io, restando in quelle zone, andrei sempre sul greco di tufo, stessa cantina va bene.
Conosco il Greco di Tufo (e mi piace moltissimo), il Fiano no ma rimedierò! Grazie per i consigli!
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doc G
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by doc G »

Emmanuelle wrote: Guarda, non sono mai riuscita a blandirlo con il vino per poi approfittare subdolamente di lui...
Ahi ahi, uno Shilton blandito perchè poi Emmanuelle possa approfittarne subdolamente temo non abbia scampo alcuno! :lol2: :lol2:
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sonofuoridaltunnel
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Re: In Vinum Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by sonofuoridaltunnel »

doc G wrote: I vini sardi li conosco poco, ma quando li ho assaggiati, con quei vitigni dai nomi impossibili, raramente mi hanno deluso. Certo, poi la discussione sui vini suonerebbe così:
"Preferisci un pitigurrutzu del 2007 o uno gnagnacaloscu del 2006?"
"Grazie, con il porceddu meglio un fitzcarraldo del 2005!" :lmao: :lmao:
Comunque per lo meno tutti vitigni autoctoni con sapori diversi dal coro, ben vengano!

:lmao: :lmao: :lmao:
no, tranquillo, le cose sono meno complesse di quel che sembra!
e il porceddu lascialo perdere, te lo spacciano per mvp solo perchè (oltre ad essere obiettivamente buono) è pittoresco e tutto sommato facile da preparare, ma ci sono tantissime prelibatezze sarde che si sposano splendidamente con dei vini squisiti.
adesso ho poco tempo di scrivere, ma giusto a titolo di informazione nei prossimi giorni farò una carrellata di vini che val la pena provare, e magari qualche piatto tipico poco conosciuto... così quando verrete in sardegna potrete fare gli sboroni!
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by rowiz »

questo topic è il mio quasi preferito (la fibra è fibra)
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darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere :notworthy: :notworthy: :notworthy:
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Teo
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Teo »

shilton wrote: non scio venendo da un posto di sciatori,non bevo vino venendo da una terra di vigneti.....per fortuna non abito a Chiavari ( :thumbup: questa è degna del miglior pierino) ma in compenso bevo qualunque altra cosa (salturiamente s'intende).
Però volevo chiedere la recensione dei nostri migliori vini a Teo:

Sassella-Inferno-Grumello
I vini valtellinesi mi piacciono molto, come tutti quelli a base Nebbiolo. Lo Sfursat su tutti perchè è uno dei pochi vini italiani che hanno un'anima personale, non hanno i soliti sentori, ha un profumo e una caratteristica in bocca che non ha nessuno, molto difficile da bere, ma eccellente.

Per il resto prediligo il Sassella piu' dell'Inferno, soprattutto quelli di Triacca
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Re: In Vinum Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Teo »

sonofuoridaltunnel wrote: ragazzi, giù il cappello per la vostra competenza.  :notworthy:
mi piacerebbe farvi assaggiare qualcosa che si produce qui e là a livello locale in cantine giovani che stanno cercando una loro collocazione, non perché siano prodotti di pregio, ma giusto per la mia curiosità di conoscere la vostra opinione.
Due sardi su tutti. Il Vermentino di Gallura della Cantina di Produttori a 8 euro, un culto.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by diavolino »

Emmanuelle wrote: Guarda, non sono mai riuscita a blandirlo con il vino per poi approfittare subdolamente di lui...
Con il Bailey's?
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Emmanuelle »

diavolino wrote: Con il Bailey's?
Ecco, appunto con quello ha funzionato e ho raggiunto il mio sordido obiettivo  :D
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Loadgch »

In vino veritas oggi sono stato alla sagra dei vini novelli a Milis

tutti i vini sardi novelli, tutti buoni  :notworthy:
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Angyair »

Teo una curiosità: ma tu hai fatto uno di quei corsi da sommelier che vengono spesso organizzati dalle associazioni di categoria?
Tempo fa qui nel mio comune ne organizzarono uno però il costo, in quel momento da disoccupato, mi fece desistere dal partecipare nonostante la molta voglia di frequentarlo.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by doc G »

Angyair wrote: Teo una curiosità: ma tu hai fatto uno di quei corsi da sommelier che vengono spesso organizzati dalle associazioni di categoria?
Tempo fa qui nel mio comune ne organizzarono uno però il costo, in quel momento da disoccupato, mi fece desistere dal partecipare nonostante la molta voglia di frequentarlo.
Una notizia te la do io: i corsi AIS (associazione italiana sommelieres) vengono organizzati ormai con una certa frequenza, dato l'elevata partecipazione, ed i primi due hanno un costo accettabile (sono rimasto indietro, ma qualche anno fa costavano poco più di € 200 l'uno, se consideri che c'erano 12 lezioni, i libri e tre assaggi per sera non è molto), il terzo invece costa più del doppio, perchè c'è abbinamenti fra cibo e vino e quindi si mangia pure. Il secondo è molto nozionistico, il terzo molto tecnico, anche se più divertente e godereccio, falli solo se sei realmente interessato o se pensi di sfruttare professionalmente le competenze acquisite. Il primo corso invece lo consiglio a tutti, è completo, divertente, interessante.
Se controlli sulla rete chi è il delegato della tua provincia (Lecce, vero?), puoi contattarlo e chiedergli informazioni in proposito, sia sui costi che sulle date del prossimo corso, poi ovviamente deciderai.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by thom yorke »

Moscato di Trani, ottimo per accompagnare il dessert.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by Angyair »

doc G wrote: Una notizia te la do io: i corsi AIS (associazione italiana sommelieres) vengono organizzati ormai con una certa frequenza, dato l'elevata partecipazione, ed i primi due hanno un costo accettabile (sono rimasto indietro, ma qualche anno fa costavano poco più di € 200 l'uno, se consideri che c'erano 12 lezioni, i libri e tre assaggi per sera non è molto), il terzo invece costa più del doppio, perchè c'è abbinamenti fra cibo e vino e quindi si mangia pure. Il secondo è molto nozionistico, il terzo molto tecnico, anche se più divertente e godereccio, falli solo se sei realmente interessato o se pensi di sfruttare professionalmente le competenze acquisite. Il primo corso invece lo consiglio a tutti, è completo, divertente, interessante.
Se controlli sulla rete chi è il delegato della tua provincia (Lecce, vero?), puoi contattarlo e chiedergli informazioni in proposito, sia sui costi che sulle date del prossimo corso, poi ovviamente deciderai.
Naturalmente il primo. 5 anni fa', quando mi capitò l'occasione, il costo era di 100 euro (c'era il contributo del comune, ma ero disoccupato :D).
Prima o poi lo farò di sicuro.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by One »

Ok, non è un vino ma io con del pesce abbino spessimo il Cuvèe Imperiale della Berlucchi.
Poi ovviamente i vini della mia terra, che già sono stati citati.
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Re: In Vino Veritas....quando bere diventa un Arte...

Post by doc G »

One wrote: Ok, non è un vino ma io con del pesce abbino spessimo il Cuvèe Imperiale della Berlucchi.
Poi ovviamente i vini della mia terra, che già sono stati citati.
Perchè non è un vino? Si tratta di un vino spumante, derivante dalla rifermentazione di un vino bianco fermo, se non ricordo male fatto con pinot nero, pinot grigio e chardonnay.
Lo spumante metodo classico, che sarebbe un metodo champenois, solo che il termine si può usare solo se vinifichi nella regione dello Champagne, attorno Reims, consta nella normalissima vinificazione in bianco di uvaggi normalmente misti, vari pinot e chardonnay, ma possono anche essere usate uve differenti, (ad esempio nell'oltrepò pavese si usa molto il riesling, nelle Marche il verdicchio), poi si imbottiglia aggiungendo un pizzico di lieviti, in modo che il vino fermenti nuovamente. A questo punto si lascia maturare mettendo la bottiglia a testa in giù nelle apposite rastrelliere, il simbolo del talento, lo spumante italiano prodotto in Italia del Nord con il metodo classico; quando è terminata la rifermentazione e si è certi che i residui del lievito si siano depositati, avviene quella che una volta era la fase più delicata: la sboccatura. Infatti occorre stappare, far uscire le fecce dei lieviti e versare un minimo di mosto per ripristinare il livello. Un tempo era un'operazione complicatissima, in quanto occorreva far uscire il minimo indispensabile di un vino frizzante, oggi è relativamente semplice, perchè si immerge la testa della bottiglia in azoto liquido con una temperatura inferiore allo zero, la testa della bottiglia si ghiaccia, il tappo contiene un uncino, girandolo si rompe il ghiaccio e togliendo il tappo si toglie solo l'ultima parte del vino, quello con i residui, quindi si rabbocca con mosto con tutta calma, si tappa con il sughero, si mette la capsula ed ecco pronta la bottiglia di vino spumante.
Una cosa che distingue la maggior parte degli spumanti classici italiani dagli champenois francesi è proprio la cuveè, molto usata nello champagne, meno in Italia. Si mescola infatti, prima della seconda fermentazione, vino prodotto da uve provenienti da vigne diverse e vendemmiate in anni diversi, in modo da rendere più simili possibili i vini nel tempo.
Ma come? Io mi ricordo che 007 prendeva un Dom Perignon del 1953... si, ma quella annata riportata è quella dell'imbottigliamento, mentre di solito la data del vino è quella della vendemmia.
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