mookie#22 wrote:
Da un lato a me pare che il roster, limitandosi a considerare nome per nome i giocatori, sia inferiore a quello dello scorso anno. L'assenza di Posey (pù che di Cassel e Brown) incide notevolmente nel giudizio. Però..
1. Rondo è diventato una delle (3?) migliori point guard della Eastern Conference, se mi è concesso direi che ora c'è un big 3,5;
2. Mai sottovalutare i role-players ed i gregari in genere dopo aver vinto un titolo: quasi sempre alzano il livello del gioco. Non mi sorprenderei di vedere Powe, Allen (Tony) o House "trasformarsi" durante i playoff.
3. Chissà che Ainge non porti un veterano per allungare la panchina prima della deadline.
D'accordo con il pensiero-interrogativo di Max sul nervosismo della squadra biancoverde.
Una personale ipotesi è che KG e compagni vogliano dare continuamente una prova di forza, dominare la regular season ed arrivare ai PO da superfavoriti. Una sorta di "strategia del terrore" che non è poi tanto diversa da quella con cui Kicco concludeva il suo ultimo pezzo.
KG inculca una certa mentalità nei compagni, Boston acquisisce una precisa identità e ne consegue un preciso messaggio per gli altri. Ultimamente certi atteggiamenti sono così appariscenti che ci dev'essere uno scopo, no?
Anche perché in realtà squadre come i Celtics (o gli Spurs) non hanno così bisogno di finire in testa la RS. Saranno comunque i favoriti.
Complessivamente concordo con te, Michele, Rondo quest'anno è diventato ancora più protagonista e leader, del comprimario non ha più nulla, che poi sia la terza, la quinta o la sesta point guard all'est dice poco, è un giocatore ideale per il sistema dei celtics ed ormai ha la personalità, la maturità e la sicurezza per essere un leader. Deve assolutamente mettere a posto il tiro, è ancora troppo battezzabile, ma insomma, finchè i tre reggono non sarà un problema irrisolvibile.
I giovani della panchina, i vari Allen (che poi giovanissimo non è, ma solo ora sta riprendend a pieno dal bruttissimo infortunio), Powe, Davis potrebbero crescere ulteriormente, personalmente non amo i tiratori folli come House, ma in una squadra da titolo uno come lui in certi frangenti può servire.
Il problema che vedo senza Posey è uno ed uno solo: non vedo come possano pensare di schierare il quintetto basso, con KG e 4 esterni, contro avversarie di livello, e questo in alcune circostanze può essere un problema.
Ad esempio nella partita di Natale, senza voler dare ad una partita del primo terzo di regoular season più importanza di quanta ne abbia, si è visto che con un centro bloccato su Bynum i Celtics non riuscivano a rispondere ai giochi a due fra Bryant e Gasol, con Kobe che attirava i raddoppi molto perimetrale e li eludeva dando palla a Gasol, KG non poteva allontanarsi troppo dall'area, il suo compagno di reparto era troppo fermo, quindi Gasol ha goduto di uno spazio che con la sua mano, la sua visione di gioco e la sua completezza tecnica non ha avuto difficoltà a sfruttare. Spesso lo scorso anno con KG unico lungo, Posey in difesa usciva a pressare sui giochi a due come un ossesso ed i Lakers non riuscivano a tenere in difesa contro una squadra molto dinamica.
Problema irrisolvibile? No.
Soluzione in meno da poter sfruttare? Al momento si.
Non sarà neanche facilissimo colmare questo con un veterano, dato che non sono molti i giocatori a poter essere sfruttati in quel modo. Un Joe Smith, per fare un nome che è circolato, sarebbe ad esempio un ottima addizione, ma non è certo dinamico e mobile come Posey.
Per quanto riguarda KG ed i suoi atteggiamenti non mi pronuncio, a me personalmente non piacciono per niente, ed il fatto di dover inculcare una mentalità ai compagni aveva senso lo scorso anno, quest'anno, dopo un titolo, in una squadra che pare un gruppo di lupi famelici, meno. Però lo sport americano è questo, questi comportamenti sono frequenti fra molti giocatori, spesso di colore, e sono molto apprezzati da molti americani. L'alternativa per coloro che, come me, non li amano, è ignorarli o guardare altri sports. Dato che l'NBA mi piace troppo, preferisco far finta di nulla ed ignorarli.