Re: Pechino 2008 - Generale: 6O-6A-6B @ Day10! Per regolamento la Cina deve vincere!
Posted: 18/08/2008, 13:44
Che due coglioni, anche l'articolo su 1° classe - 2° classe, proprio niente di utile da scrivere eh!
hall of fame
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Due e mezzo rubate. :gazza:shilton wrote: Prima giornata senza medaglie?![]()
Guarda che sei tu sei soddisfatto non è che lo devono essere tutti. Il fatto che nel nuoto sia andata meglio che ad Atene non significa che molti avessero aspettative diverse. Già solo la Pellegrini non doveva essere una da due medaglie solo lei? Non critico gli atleti, non mi pare di averlo fatto, dico solo che mi aspettavo qualcosa in più e non credo di essere il solo.gigio82 wrote: Diciamo che i giudici ci hanno messo del loro.Si è raccolto più che ad Atene... :gazza: E, comunque, visti i tempi segnati dalla concorrenza, non possiamo criticare i nostri atleti (a parte la Pellegrini dei 400). E' una colpa, non essere andati oltre i propri limiti?Anche ad Atene Galiazzo fece bene solo una gara. E comunque l'oro che vinse fu abbastanza casuale, tanto che lui stesso ammise di non essere il più forte.
Da qui a pretendere che vada a medaglia in ogni gara, però, ce ne passa. E tanto.
Io non mi concentrerei tanto su Galiazzo e Pellegrini, e neanche sulla scherma. Alla fine la Pellegrini ci porta un oro, Galiazzo un argento a squadre, la scherma le tre medaglie del fioretto femminile, un oro e due bronzi, il bronzo della sciabola e l'oro di Tagliariol. Speravamo di più, ma il loro l'hanno fatto. Possiamo aver sperato ciò che volevamo, ma alla fine ciò che speravamo è un problema nostro, non possiamo prendercela con atleti che hanno vinto, se noi speravamo stravincessero.chinasky wrote: La cosa che fa un po' incazzare, ma era completamente prevedibile, è il modo in cui siamo scomparsi da certe discipline. Ci voleva qualcosa in più nel nuoto, nello scherma siamo mancati in un paio di gare in modo orrendo, il canottaggio non ne parliamo. Lo stesso ciclismo su pista in passato qualcosa di buono ci ha dato e, da un paese di biciclettari come il nostro ci si aspetta di più delle comparaste di Chiappa, con tutto il rispetto.
Ci mettiamo che qualche oro è svanito anche per un po' di sfiga, che Galiazzo e la Pellegrini (per fare due nomi) portano a casa almeno una medaglia in meno del previsto... insomma, spedizione per ora pessima, difficile raddrizzarla. Tanto più che in atletica le chance sono sempre nulle.
il problema nasce proprio a livello giovanile, per rilanciare i cosidetti sport minori bisognerebbe stimolarne la pratica in età giovanile, compensando i risultati sportivi interessanti con piccoli sconti scolastici generando così il desiderio dei giovani di praticare un sport che possa comunque garantire delle soddisfazioni e nel contempo alleviare il carico scolastico. Oggi invece è così(te lo dico per espererienza personale ma certamente già lo sai) ti fai il mazzo a scuola perchè lo devi a te stesso e in parte ai tuoi che ti mantengono, vai bene in uno sport la tua società ti invita a crederci fino in fondo e quindi a fare dei sacrifici, ma giungi poi ad un momento nel quale devi scegliere sport o studio, perchè o sei un fenomeno e allora ti garantisci con lo sport da vivere anche per l'avvenire, oppure qualora tu riesca ad arrivare anche ad eventi prestigiosi ma come comprimario sei destinato a ritrovarti dopo la fine della carriera con un pugno di mosche in mano....lo scandalo è che c'è gente in serie D che guadagna molto di più di certi medagliati a pechino (premi esclusi :lol2:)doc G wrote: Io non mi concentrerei tanto su Galiazzo e Pellegrini, e neanche sulla scherma. Alla fine la Pellegrini ci porta un oro, Galiazzo un argento a squadre, la scherma le tre medaglie del fioretto femminile, un oro e due bronzi, il bronzo della sciabola e l'oro di Tagliariol. Speravamo di più, ma il loro l'hanno fatto. Possiamo aver sperato ciò che volevamo, ma alla fine ciò che speravamo è un problema nostro, non possiamo prendercela con atleti che hanno vinto, se noi speravamo stravincessero.
Il ciclismo paga la scomparsa della pista, alla fine arrivano medaglie solo se uno stradista di livello non eccelso si da alla pista, come il Martinello di qualche anno fa. Se non ci sono velodromi, ci sono pochissime sei giorni, dove vuoi che vengano fuori i pistard? A cronometro non siamo mai stati cime, ecco che ci sono solo le due gare su strada che possono portare medaglie, e da entrambe una medaglia è arrivata. Speriamo nella mountain bike, ma senza esagerare.
L'atletica è in crisi da anni, tolte marcia e maratona, magari nasce il talento che ti porta l'oro inatteso, ma è veramente un caso. Non per niente i vari Mori e Gibilisco non hanno avuto eredi. Questo è un peccato e, vista la tradizione in gare come il mezzofondo o il salto in lungo qualcosa si potrebbe provare a fare.
Le delusioni cocenti vengono dal nuoto e dal canottaggio, li si poteva sperare in qualcosa di meglio che non è arrivata, e solo la Pellegrini, la FIlippi ed il 4 ci hanno portato tre medaglie, dove ne speravamo monimo il doppio. La ginnastica poi ci ha negato quel paio di medaglie che sognavamo, non tutte per colpa degli atleti.
Nel nuoto bisogna lavorare più e meglio, impensabile il crollo dei nuotatori maschi e la parziale delusione delle donne, dopo anni a buoni livelli ed accenni di crisi già ad Atene.
Le classiche "fabbriche di medaglie", poi, con l'eccezione della scherma, e cioè canottaggio, pallanuoto e ciclismo su pista hanno deluso, e se nella pallanuoto può essere un momento di ricambio generazionale, nel canottaggio e nel ciclismo su pista bisogna lavorare sodo pe rilanciare queste due specialità, che si rischia facciano la fine dell'atletica o del tennis. Non ce lo possiamo permettere, a livello di Olimpiadi. Per il ciclismo su pista sicuramente è tardi, ma convincendo qualche velocista che forse è meglio essere un candidato alla vittoria alle Olimpiadi ed ai mondiali che essere uno del treno del Petacchi della situazione si può ancora rilanciare la specialità, a patto di costruire qualche velodromo e tornare ad organizzare sei giorni.
Nel canottaggio non ho idea, lo seguo troppo poco, ma di sicuro bisogna investire e puntarci di brutto, magari in collaborazione con i vari CUS. Per esempio, io vivo a Terni, nel comune di Terni c'è il lago di Piediluco, dove si allenavano gli Abbagnale (soprattutto Agostino, ma anche i più famosi Carmine e Giuseppe capitavano spesso), un collegamento con le Università di Roma ed alcune marchigiane, come Ancona e Macerata, non sarebbe impossibile.
Certo, c'è tanto lavoro da fare se si vuole sperare di restare stabilmente sopra le trenta medaglie-
È quello che intedevo dire. Peccato per il 4° posto e, chissà come mai, ci sono 2 cinesi sul podio :roll:Paperone wrote: la vedo dura vedere entrambi gli italiani degli anelli a medaglia, ma almeno uno dei due ce lo possiamo aspettare.
Mi ripeto, non critico gli atleti, fanno quello che possono, a volte qualcosa in più. Dico solo che il potenziale per avere oggi 5 medaglie in più a mio giudizio c'era, al di là del crollo in alcuni sport, crollo sul quale si dovrà certamente lavorare ma che non si può contestare oggi che alle Olimpiadi ci siamo arrivati messi così. Questo mi ha un po' deluso, credo sia normale da tifoso. Ciò non toglie che si può ancora vincere tanto e se delle medaglie che ci mancano da qui alla fine molte fossero del metallo più prezioso sarebbe certamente da rivedere il tutto. A oggi però stiamo messi così.doc G wrote: Io non mi concentrerei tanto su Galiazzo e Pellegrini, e neanche sulla scherma. Alla fine la Pellegrini ci porta un oro, Galiazzo un argento a squadre, la scherma le tre medaglie del fioretto femminile, un oro e due bronzi, il bronzo della sciabola e l'oro di Tagliariol. Speravamo di più, ma il loro l'hanno fatto. Possiamo aver sperato ciò che volevamo, ma alla fine ciò che speravamo è un problema nostro, non possiamo prendercela con atleti che hanno vinto, se noi speravamo stravincessero.
Il ciclismo paga la scomparsa della pista, alla fine arrivano medaglie solo se uno stradista di livello non eccelso si da alla pista, come il Martinello di qualche anno fa. Se non ci sono velodromi, ci sono pochissime sei giorni, dove vuoi che vengano fuori i pistard? A cronometro non siamo mai stati cime, ecco che ci sono solo le due gare su strada che possono portare medaglie, e da entrambe una medaglia è arrivata. Speriamo nella mountain bike, ma senza esagerare.
L'atletica è in crisi da anni, tolte marcia e maratona, magari nasce il talento che ti porta l'oro inatteso, ma è veramente un caso. Non per niente i vari Mori e Gibilisco non hanno avuto eredi. Questo è un peccato e, vista la tradizione in gare come il mezzofondo o il salto in lungo qualcosa si potrebbe provare a fare.
Le delusioni cocenti vengono dal nuoto e dal canottaggio, li si poteva sperare in qualcosa di meglio che non è arrivata, e solo la Pellegrini, la FIlippi ed il 4 ci hanno portato tre medaglie, dove ne speravamo monimo il doppio. La ginnastica poi ci ha negato quel paio di medaglie che sognavamo, non tutte per colpa degli atleti.
Nel nuoto bisogna lavorare più e meglio, impensabile il crollo dei nuotatori maschi e la parziale delusione delle donne, dopo anni a buoni livelli ed accenni di crisi già ad Atene.
Le classiche "fabbriche di medaglie", poi, con l'eccezione della scherma, e cioè canottaggio, pallanuoto e ciclismo su pista hanno deluso, e se nella pallanuoto può essere un momento di ricambio generazionale, nel canottaggio e nel ciclismo su pista bisogna lavorare sodo pe rilanciare queste due specialità, che si rischia facciano la fine dell'atletica o del tennis. Non ce lo possiamo permettere, a livello di Olimpiadi. Per il ciclismo su pista sicuramente è tardi, ma convincendo qualche velocista che forse è meglio essere un candidato alla vittoria alle Olimpiadi ed ai mondiali che essere uno del treno del Petacchi della situazione si può ancora rilanciare la specialità, a patto di costruire qualche velodromo e tornare ad organizzare sei giorni.
Nel canottaggio non ho idea, lo seguo troppo poco, ma di sicuro bisogna investire e puntarci di brutto, magari in collaborazione con i vari CUS. Per esempio, io vivo a Terni, nel comune di Terni c'è il lago di Piediluco, dove si allenavano gli Abbagnale (soprattutto Agostino, ma anche i più famosi Carmine e Giuseppe capitavano spesso), un collegamento con le Università di Roma ed alcune marchigiane, come Ancona e Macerata, non sarebbe impossibile.
Certo, c'è tanto lavoro da fare se si vuole sperare di restare stabilmente sopra le trenta medaglie-
della serie intelligenti si nasce...shilton wrote: http://www.gazzetta.it/Speciali/Olimpia ... rini.shtml
jayone wrote: della serie intelligenti si nasce...
smentita, pare sia stato un depistaggio per farla vedere prima ai genitorichinasky wrote: Io non me la leverei fino al rientro a casa e guarda te cosa fa questa... :D
Però io differenzierei le cose: atletica, canottaggio, ciclismo su pista siamo obbiettivamente nulli o dei cessi.doc G wrote: Io non mi concentrerei tanto su Galiazzo e Pellegrini, e neanche sulla scherma. Alla fine la Pellegrini ci porta un oro, Galiazzo un argento a squadre, la scherma le tre medaglie del fioretto femminile, un oro e due bronzi, il bronzo della sciabola e l'oro di Tagliariol. Speravamo di più, ma il loro l'hanno fatto. Possiamo aver sperato ciò che volevamo, ma alla fine ciò che speravamo è un problema nostro, non possiamo prendercela con atleti che hanno vinto, se noi speravamo stravincessero.
Il ciclismo paga la scomparsa della pista, alla fine arrivano medaglie solo se uno stradista di livello non eccelso si da alla pista, come il Martinello di qualche anno fa. Se non ci sono velodromi, ci sono pochissime sei giorni, dove vuoi che vengano fuori i pistard? A cronometro non siamo mai stati cime, ecco che ci sono solo le due gare su strada che possono portare medaglie, e da entrambe una medaglia è arrivata. Speriamo nella mountain bike, ma senza esagerare.
L'atletica è in crisi da anni, tolte marcia e maratona, magari nasce il talento che ti porta l'oro inatteso, ma è veramente un caso. Non per niente i vari Mori e Gibilisco non hanno avuto eredi. Questo è un peccato e, vista la tradizione in gare come il mezzofondo o il salto in lungo qualcosa si potrebbe provare a fare.
Le delusioni cocenti vengono dal nuoto e dal canottaggio, li si poteva sperare in qualcosa di meglio che non è arrivata, e solo la Pellegrini, la FIlippi ed il 4 ci hanno portato tre medaglie, dove ne speravamo monimo il doppio. La ginnastica poi ci ha negato quel paio di medaglie che sognavamo, non tutte per colpa degli atleti.
Nel nuoto bisogna lavorare più e meglio, impensabile il crollo dei nuotatori maschi e la parziale delusione delle donne, dopo anni a buoni livelli ed accenni di crisi già ad Atene.
Le classiche "fabbriche di medaglie", poi, con l'eccezione della scherma, e cioè canottaggio, pallanuoto e ciclismo su pista hanno deluso, e se nella pallanuoto può essere un momento di ricambio generazionale, nel canottaggio e nel ciclismo su pista bisogna lavorare sodo pe rilanciare queste due specialità, che si rischia facciano la fine dell'atletica o del tennis. Non ce lo possiamo permettere, a livello di Olimpiadi. Per il ciclismo su pista sicuramente è tardi, ma convincendo qualche velocista che forse è meglio essere un candidato alla vittoria alle Olimpiadi ed ai mondiali che essere uno del treno del Petacchi della situazione si può ancora rilanciare la specialità, a patto di costruire qualche velodromo e tornare ad organizzare sei giorni.
Nel canottaggio non ho idea, lo seguo troppo poco, ma di sicuro bisogna investire e puntarci di brutto, magari in collaborazione con i vari CUS. Per esempio, io vivo a Terni, nel comune di Terni c'è il lago di Piediluco, dove si allenavano gli Abbagnale (soprattutto Agostino, ma anche i più famosi Carmine e Giuseppe capitavano spesso), un collegamento con le Università di Roma ed alcune marchigiane, come Ancona e Macerata, non sarebbe impossibile.
Certo, c'è tanto lavoro da fare se si vuole sperare di restare stabilmente sopra le trenta medaglie-