Mr. Clutch wrote:
Anche io il post di CP3 l'ho letto ieri.. Beh è notevole come al solito, in tutti i sensi :D
Però voglio che
approfondisca l'argomento Amauri - Iaquinta
Pronti.
Amauri e Iaquinta non saranno a livello dei vari Eto'o, Drogba e Torres, ma hanno le caratteristiche perfette (soprattutto Iaquinta) per fare rendere al meglio Diego.
Per spiegarela mia posizione, riprendo una questione tattica che avevo lasciato sospeso in estate, ovvero quella del modulo: quale fosse il modulo migliore per la rosa di quest'anno. Allora mi ero schierato per un 4-2-3-1, perché pensavo avessimo giocatori perfetti per alcuni ruoli di questo modulo (come Amauri, che è il tipico attaccante che può fare reparto da solo) e avrebbe mascherato alcune lacune della nostra rosa, come quella dei terzini.
Dunque, non bisogna possedere una sfera di cristallo per prevedere che Diego sarà il perno della nostra manovra: il gioco passerà tassativamente dai piedi di costui. Quindi sciolgo le riserve che avevo manifestato nei confronti del rombo, a cui avevo detto preferire un 4-2-3-1: lo dicevo perché non conoscevo bene Diego. Il brasiliano è un trequartista che ha assolutamente bisogno di due punte in campo in grado di offrirgli un ventaglio di soluzioni più ampio. Diego ha bisogno di due punte che gli giocano davanti e che eseguano una gamma di movimenti, di tagli che possano dettare al fantasista brasiliano una pluralità di soluzioni di gioco. E qui vorrei introdurre la questione attaccanti: come ha detto Kratos, non è questione di congedare due campioni assoluti come Del Piero e Trezeguet, che per quello che ci hanno dato dovremmo baciare il suolo che calpestano. Come ha detto qualcuno più sù, Del Piero-Trezeguet è la coppia della mia generazione: siamo cresciuti a pane, Del Piero e Trezeguet. E'la coppia che ho visto più volte scendere in campo. Ma ora è questione che è nata la Juventus di Diego: non credo che si possa negare che ora come ora sia il giocatore più in grado di fare la differenza tra quelli che abbiamo in rosa (alla pari con Buffon). E' questione che Iaquinta e Amauri sono i due centravanti che mettono Diego in condizione di rendere meglio. Un grande accentratore di gioco come Diego ha bisogno infatti di tre cose:
- spazi
- soluzioni di gioco
- ricevere palla fronte alla porta ogniqualvolta sia possibile
Fatemi prima però definire meglio il tipo di giocatore che è Diego. Prendiamo prima un altro giocatore, Gourcouff: è una altro giocatore con mezzi tecnici straordinari, ma tra lui e Diego sussistono differenze importanti. Gourcouff è decisamente più uomo squadra di Diego, il 4-2-3-1 è effettivamente il modulo perfetto per il bretone, con 2-3 giocatori che gli ruotano sempre intorno e in velocità, con i quali cerca sempre il dialogo, l'uno-due, il dai-e-vai, il tutto sempre eseguito molto velocemente, giocando a uno o due tocchi.
Diego è altro rispetto a Gourcouff: come ha detto Buffa martedì sera su Sky (e occhio che Buffa ne sa anche di calcio) è molto meno uomo squadra, è anarchico tatticamente, nel senso che tiene tantissimo la palla e con la palla al piede fà ciò che gli pare e và dove gli pare, e saranno poi gli altri che si devono adeguare a quello che fa lui e muoversi di conseguenza, stando attenti a non sovrapporre la propria linea di corsa con quella di Diego, al fine di evitare di comprimere gli spazi e diminuire il raggio d'azione di Diego. Quando entra in possesso di palla cerca sempre una giocata che sia già definitiva, ovvero o la conclusione o un passaggio smarcante: in altre parole, punta sempre la porta, appena possibile. E' da considerarsi un terminale offensivo più che un rifornitore delle punte, tant'è che in Germania aveva una media gol da attaccante, certo, non da prima punta, ma di certo il numero di gol stagionali di Diego è più o meno quello di una seconda punta. Se infatti si eccettua la gara con la Lazio, in cui è uscito troppo prematuramente, per il momento con la maglia della Juve, comprendendo sia amichevoli che partite ufficiali, ha un gol a partita di media: ha giocato quattro partite ed ha segnato quattro gol.
Quindi, ripeto, è un terminale offensivo. Ama tenere e gestire la palla, ma non ama altrettanto muoversi senza palla. Per questo non avrebbe senso affiancargli un giocatore come Zarate ad esempio, un altro giocatore con un trattamento di palla sublime che lo porta a tenere troppo la palla (questo qui a 25 km/h, in scatto, ha ancora la palla incollata, mai a più di una spanna dal piede), si toglierebbero spazio a vicenda.
La caratteristica principale di un giocatore che possa affiancare Diego deve essere l'umiltà: l'umiltà di capire che è Diego che dirige l'orchestra e l'umiltà di sacrificarsi per lui, mettersi nelle condizioni di muoversi senza palla, e di correre tanto a vuoto, ma non "a vuoto" nel senso di inutilmente, ma nel senso che spesso Diego non servirà il movimento degli attaccanti, ma sfrutterà lo spazio che crea tale movimento per puntare la porta. Chi prenderebbe uno Zarate per assegnargli questo tipo di lavoro? Se compri Zarate lo utilizzi come va utilizzato un giocatore di tale spessore tecnico, ovvero lo servi palla al piede o sulla scorsa e poi, detto volgarmente, ti scansi.
Insomma, serve gente in grado di eseguire alla perfezione un fondamentale, ovvero il movimento senza palla: gente capace ad attirare su di sè l'attenzione della difesa, per favorire gli inserimenti di Diego nello spazio liberato dal suo movimento, aprendogli la strada verso la porta: poi starà a lui decidere se darti palla in profondità o mettersi in proprio.
Perché dovremmo compiere lo stesso errore che lo scorso anno è stato compiuto a soli 150 km di distanza? Perché secondo voi è fallita la convivenza in campo tra Kakà e Ronaldinho? Semplice, perché Kakà è un giocatore che ha bisogno di spazi, che diviene veramente devastante quando trova spazio in cui inserirsi e pertanto ha bisogno di gente che si muova, che tagli il campo in ampiezza o in profondità, di gente che gli offra soluzioni di gioco, o dettandogli un passaggio o liberandogli spazio muovendosi senza palla. Ronaldinho l'anno scorso giocava in modo troppo statico, occupava sempre la stessa zona del campo e soprattutto non si muoveva senza palla, la voleva sempre nei piedi, con l'unico risultato di mangiare spazio a Kakà. Seedorf non sarà una una punta, ma cavolo, è uno in gamba, sapeva come mettere Kakà in condizione di rendere meglio, ad esempio svariando spesso sull esterno, ma comunque è uno di quei giocatori che offre sempre una soluzione di gioco al compagno.
Questa è la mia idea: Iaquinta deve essere sempre in campo, titolare inamovibile, e non deve mai essere schierata la coppia Amauri-Del Piero, al massimo solo uno dei due.
Perché Iaquinta sempre titolare? No, non sono parente di Iaquinta. Però tra le caratteristiche dei nostri attaccanti in grado di esaltare Diego, ve n'è una posseduta esclusivamente da Iaquinta: non so se sia un caso, ma per il momento le quattro volte che Diego è sceso in campo (due amichevoli e le prime due di campionato), Ferrara non ha mai rinunciato a Iaquinta (se non nella partita contro la Lazio, ma perché in quel caso Iaquinta necessitava di un po' di riposo, dopo il doppio impegno con la Nazionale). Non si tratta di una coincidenza: la verità è che Iaquinta è quanto si avvicina di più ad un neurogeno tra gli attaccanti che abbiamo in rosa (va detto che questa è una lacuna: non abbiamo effettivamente un neurogeno puro nel nostro parco attaccanti) e pertanto risulta il più efficace nell'attaccare la profondità. E con Diego in campo, il movimento verso la profondità è irrinunciabile: serve un giocatore che gli apra il campo, portandosi con sè un uomo della difesa (ovvero quello che assorbe il taglio) e che detti ad un passatore come Diego il passaggio in profondità. Senza Iaquinta saremmo menomati, perché perderemmo la dimensione della profondità. Trezeguet e Amauri non sono giocatori che attacchino così spesso la profondità, Del Piero invece sì, ma con l'età ha un po'perso lo spunto in velocità che aveva anche solo 4-5 stagioni fa. Iaquinta è la punta più veloce, quella che si smarca in profondità con i tempi migliori, e non solo è quasi un neurogeno, ma anche un metabolico, quindi è in grado di attaccare la profondità per 90 minuti. Ma vi ricordate Milan-Juve dello scorso anno? La partita che pareva avesse risollevato le quotazioni di Ranieri? Ecco, in quella partita Iaquinta avrà fatto in 90 minuti 10-15 scatti verso la profondità: ma dove lo trovi un altro così? Soprattutto adesso che c'è anche uno in grado di darla con i tempi giusti, ovvero Diego.
Certo, poi anche Del Piero e Amauri sanno tagliare il campo in ampiezza, ovvero svariare sull'esterno palla al piede, e tutti e quattro i nostri attaccanti eseguono benissimo un fondamentale, ovvero il contromovimento lungo-corto, ovvero quel movimento che si esegue sul portatore di palla per ricevere spalle alla porta. E anche questo movimento sarà fondamentale, sia per allungare gli avversari (e quindi per dilatare lo spazio tra i reparti della squadra avversaria, lo spazio tra le linee, ovvero dove dovrà giocare Diego) ma anche perché molti schemi che hanno il fine di mettere il trequartista fornte alla porta cominciano con il contomovimento lungo-corto di un attaccante. Pensiamo al secondo gol di Diego con la Roma: Cannavaro in fase di impostazione. Iaquinta esegue un contromovimento lungo-corto proprio su Cannavaro, ossia sul possessore di palla. A quel punto Cannavaro verticalizza su Iaquinta, spalle alla porta. A questo punto Diego fa la miglior giocata che si possa fare su un campo da calcio: eseguire un movimento di smarcamente non sul possessore di palla, ma sull'uomo che sta per entrare in possesso di palla, ovvero detta già la soluzione di gioco successiva quando ancora non si è del tutto realizzata la situazione di gioco precedente: dicasi pensare in anticipo. Infatti, Diego era andato ad attaccare la profondità alle spalle di Iaquinta prima ancora che quest'ultimo entrasse in possesso palla. Iaquinta si è accorto del taglio di Diego, e ha prolungato con il tacco e verso Diego la verticalizzazione di Cannavaro. Oppure uno molto più semplice: l'attaccante esegue un contromovimento lungo-corto a ricevere sul portatore di palla e, una volta ricevuta la palla spalle alla porta, scrica di prima sul trequartista che deve essere bravo a farsi vedere in questi casi. Dopo lo scarico di sponda di una punta, l'altra punta scatta in profondità dettando subito al trequartista il passaggio.
Ma Iaquinta rimane il più credibile nel movimento opposto, ovvero il contomovimento corto-lungo.
E poi ci sarebbe anche un altro discorso, quello della fase di non possesso: avete visto cosa succede? I tre là davanti formano un triangolo il cui vertice alto è Diego, l'unico a non tornare mai dietro la linea della palla. Diego è l'unico che può esimersi dal rientrare, cose che Ferrare chiede di fare ad entrambe le punte. E questo per due motivi:
1- esentare Diego, ovvero il nostro giocatore più importante in fase offensiva, dalla fase difensiva, per non fargli spendere energie
2- Diego non facendo pressing mantiene sempre la propria posizione. Quindi, in caso dovessimo recuperare palla, il punto di riferimento della manovra, ovvero Diego, si trova già in posizione
Ora, dato questo utilizzo delle punte in fase di non possesso di Ferrara, ma volgiamo mettere quello che possono dare in fase di pressing Amauri e Iaquinta rispetto a Del Piero e Trezeguet? Si parla di giocatori con tutt'altra forza fisica che nei contrasti possono dare molto più fastidio di quanto non diano gli altri due.
Che poi volgio dire, ma cosa vi ha fatto di male Iaquinta? Stessimo parlando di uno scarso...per carità non ha una base di talento per nulla eccezionale, ma è un Centravanti con la C maiuscola, a cui hanno insegnato a giocare a calcio, con tutti i fondamentali tattici e tecnici a posto. E poi non è una coppia facile da gestire per le difese avversarie quella composta da Iaquinta e Amauri: due giocatori alti, grossi, forti nelle palle aeree, ma al tempo stesso veloci (sopratutto Iaquinta) e con una coordinazione e un trattamento di palla non proprio così diffuso tra giocatori di quell'altezza (Amauri).