SPOILER
La prima è andata. Sì, è andata in vacca.
Non lo, so, momenti di buona pallacanestro in cui ti brilla la lucina d'amore negli occhi e momenti in cui li odi tutti e se potessi metteresti dentro le riserve degli Idaho Stampede.
Inizio disastroso, quintetto errato a mio avviso, testa chissà dove. Buono il secondo quarto, nel terzo il tracollo. La difesa è stata la nota più dolente di tutta la gara. Organizzata sì, ma poco attenta, pochi interscambi difensivi, il classico "ognuno con gli occhi solo sul suo uomo". E non ci voleva un genio per capire che la zona non gira quando hai Carmelo che ti mette tre triple di fila in testa oppure un Kleiza in letterale calore implacabile dall'arco dei tre punti.
Dato che mi uscirebbe ulteriore veleno preferisco concetrarmi sui singoli giocatori e riempirli di fango uno ad uno. A voi le pagelle "dadiche" - VOTO DA 1 A 6.
Earl Watson - Quando è in campo lui la luce si spegne. Non riesce a far girare la squadra, nonostante qualche assist gli esca dalle mani. Sembra un conducente ubriaco di un vecchio Ford Transit giallo. Inesistente sotto il profilo realizzativo, ben poche idee e neanche un'ombra di quella velocità che l'anno scorso mi ha fatto tanto interessare di lui.
IL DADO DICE: 1. Gli aggiungo una mezzaluna puntiforme per valutarlo 1 e 1/2 visto i 7 assist.
Damien Wilkins - Una rinascita letterale. Se ne diceva gran bene nel pre-stagione ma mai me lo sarei aspettato a questi livelli, ricordando le stagioni passate. Starting five sorprendente, porta avanti la carretta fin quanto il suo talento gli permette di fare. Il fatto che i Sonics siano stati trascinati da questo simpatico mestierante la spiega tutta sul livello attuale della squadra.
IL DADO DICE: 5. (Che sarebbe lo stesso voto se fosse in decimi...)
Chris Wilcox - In campo è l'unico giocatore che riesce ad intimorire adeguatamente i lunghi di Denver, qualche giocata in post-basso e tanto tanto lavoro sporco. Un punto di riferimento fisso, ed anche questo preoccupa, perchè non è minimamente paragonabile ad una stella NBA qualsiasi, faticherebbe ad inserirsi nella lista dei 50 giocatori più importanti della lega. Tuttavia da applausi sinceri.
IL DADO DICE: 4.
Kevin Durant - 18 punti all'esordio, meglio di MJ (16 per lui). 5 rimbalzi e 3 rubate. Il lettore del momento potrebbe rimanere impressionato da queste belle cifre. Ma il campo e le vere statistiche dicono altre cose: 7/22 al tiro (3-14 il primo tempo) e 4 blocks beccate. E' vero, è giovane, s'ha da fare... Però sparacchiare così è assai dannoso. L'emozione dell'esordio può fargli prendere alcune scelte poco ragionate, ci può stare, però si è visto troppo gracile, fisicamente deboluccio. Dimenticare l'ipotesi di schierarlo da 4, o almeno finchè non si fa piacere la palestra, e cominciare a spiegargli un paio di cosuccie.
Per uno che dovrebbe essere un faro nella notte per la nave smeraldo, ieri è sembrato più una di quelle lucette che si attaccano al portachiavi.
IL DADO DICE: Il dado si incastra tra muro e pavimento tra il 2 e il 3. Per sportività lo giro verso il 3.
Nick Collison - Da schierare senza ombra di dubbio tra le poche note positive. Lavora duro, si fa trovare quando serve e tira giù la solita scarrettata di rimbalzi che se non ci fosse lui sarebbero ancor più guai di quanti non ce ne siano già. Anche lui però non può vivere l'intera stagione come prima ed unica opzione di tal mestiere.
IL DADO DICE: 4. (Ma la voglia di metterlo sul 3 mentre nessuno vede è tanta)
Delonte West - Quando entra si odono distintamente i sospiri di sollievo dei tifosi di Seattle seduti sulla poltrona di casa loro a migliaia di miglia di distanza. Non è esattamente l'ordine fatto a persona, ma con la velocità e qualche imprevisto riesce a mettere quel po' di scompiglio negli avversari fino a quando la partita non degenera nel garbage finale. In quel momento spegne il cervello anche lui, domandandosi se non fosse stato meglio giocare tutta la sera con la palla sì in cuoio, ma con dei calzini al posto dei compagni
http://it.youtube.com/watch?v=K6nmHflqcAo, perdendo palloni su palloni e forzando entrate che finiscono inevitabilmente in trombate dritte sulla sua crapa pelata.
IL DADO DICE: 4.
Johan Petro - Ottimo ricambio, di certo non sposta gli equilibri della partita. Buoni rimbalzi anche per lui ma poco propositivo in fase offensiva. Non parlo oltre perchè piangerei su reparto dei lunghi che abbiamo... La mediocrita fatta in persone... E forse proprio questo è il nostro problema: una squadra normale ha i titolari più forti delle riserve, noi invece abbiamo più o meno lo stesso tasso tra campo e bench. E questo fa pensare.
IL DADO DICE: 3.
Jeff Green - Poco in partita, questa settimana farebbe meglio a farsi una sessione supplementare di tiri liberi, perchè sperare ogni volta che quella palla che rimbalza cinque o sei volte sul ferro entri è come ricevere una coltellata e sperare che lo strazio finisca in una maniera o nell'altra, con la salvezza o con la morte. Per il resto evanescente, ma PJ poteva dargli qualche minuto in più se vuole (E DEVE) puntare più su di lui questa stagione.
IL DADO DICE: 2.
Wally Szczerbiak - Poco da dire, è un vecchiaccio maledetto. Uno dei miei giocatori preferiti al tempo, ho esultato quando è arrivato nella città piovosa, ma ieri in campo sembrava davvero un cigno che cantava. Fatica a stare sulle gambe, sia in attacco, sia in difesa, non si trova a suo agio con la palla in mano e gli errori al tiro fanno pensare che la sua titubanza di spararla sia stata motivata. La mentalità e l'impegno traspaiono sempre, ma così non è accettabile, non sembra nemmeno un parente del seppur malandato wally di boston.
IL DADO DICE: 1.
Mickael Gelabale - Bei capelli. 3 minuti sono pochi per fare una valutazione, ma le poche azioni difensive che conduce sono decenti e c'è spazio anche per qualche tiro più o meno corretto. Per lo stipendio che prende va più che bene.
IL DADO DICE: 3. Sì, se lanciassi 3 dadi.
Saer Sene - Toglietevi quei sorrisetti maligni. Entra in garbage assoluto e corre come un disperato avanti e dietro per il campo, un po' goffamente, con le gambe che ruotano come nei cartoni. Vuole far vedere che c'è. La prima palla che riceve in mano lo riempie così tanto di emozione che non si ricorda nemmeno a che sport stia giocando, rischiando l'infrazione di 8 secondi. Poi sforna un bel passaggio che un compagno decide di non trasformare per evitare che gli venga conteggiato un assist immeritato.
E' così grande che nessuno tenta di avvicinarsi a lui a rimbalzo e gli ultimi palloni sotto le tabelle della gara sono tutti suoi. Sul finire, dimenticato dal relativo avversario nonchè dal mondo intero si piazza sotto il canestro e lancia un'occhiata da cucciolo ferito a West che decide di regalargli un alley. Impegno dunque sostanzioso, la fiducia in lui è ancora zero da parte di tutti. Se Kurt gli farà da chioccia quest'anno non riderà più nessuno.
IL DADO DICE: 3.
Luke Ridnour - O che litiga con tutti i coach del mondo o non spiego la sua panchina forzata. Da tradeare subito, o lui o Watson, per un SG (o SF male che vada) decente. Bei capelli davvero.
Robert Swift - Tu invece no.