guerrero_27 wrote:
Quello che mi sento di dire è che logicamente non tutti i giocatori scelti al primo giro arriveranno nelle Major, o vi lasceranno almeno un importante segno. (Qualcuno non ha mica letto da qualche parte se ci sono dei numeri a riguardo? Tipo quante prime scelte sono arrivate a fare un tot. di apparizioni nelle Major e simili...)
Sono pochissime le stelle che arrivano nelle Majors. Ho in piedi un progetto (da secoli) che non riesco a finire perchè troppo grosso sui draft dal 2001 al 2005. In ogni caso per ora ho fatto 2001 e 2002. Questi sono i dati:
Nel 2001 sono stati draftati 1484 giocatori (656 HS, 828 college). Nelle Majors sono arrivati 36 dal liceo e 90 dal college, per un totale di 126 giocatori. Nel primo giro ci sono stati 44 giocatori, di cui 23 sono arrivati in MLB (16 dal college, 7 dal liceo). Nel secondo giro 32 giocatori, di cui 12 in MLB. Nei giri successivi, 91 giocatori sono arrivati in MLB.
Nel 2002 sono stati draftati 1486 giocatori (572 HS, 914 college). Nelle Majors sono arrivati 33 dal liceo e 79 dal college, per un totale di 112. Nel primo giro ci sono stati 41 giocatori, di cui 24 sono arrivati in MLB (13 dal college, 11 dal liceo). Nel secondo giro 31 giocatori, di cui 14 in MLB. Nei giri successivi, 74 giocatori sono arrivati in MLB.
Ok, c'è da dire che molti giocatori di questi draft saliranno negli anni a venire in MLB, anche se è improbabile che diventino giocatori di impatto. La maggior parte di quelli forti sono già arrivati. Cosa si evince però da un'osservazione iniziale corroborata da questi pochi dati?
I giocatori di college hanno una percentuale di successo notevolmente superiore a quella dei liceali. Metà dei giocatori del primo giro non arriva neanche nelle Majors. Solo circa 1 first rounder su 5 ha un impatto serio e solo 1 su 10 può considerarsi una stella, in genere tra i primissimi scelti, fino alla posizione numero 10 circa. Nei giri successivi le percentuali cadono drasticamente e violentemente, e beccare il Granderson o il Martin di turno diventa affare di fortuna. Ancora non sono arrivato al draft 2005 dei Red Sox per esempio, ma può considerarsi probabilmente il migliore della storia a livello di "scelte". Come giocatori firmati è comunque uno dei migliori (se non il migliore, di sicuro un primo giro senza eguali) e lo vedremo nei prossimi 2-3 anni in particolare, ma se pensate che abbiano scelto anche Pedro Alvarez (prima scelta 2008, scelto al 14° giro - pensate che nel 2006 al 14° abbiano scelto Matt LaPorta! Nel 2007 è stato Jake Cowan, che gli porti bene!) e non siano stati in grado di firmarli perchè volevano troppi soldi e volevano andare al primo giro, vi fate un'idea di cosa siano riusciti a scovare. Dovranno accontentarsi di Ellsbury, Hansen (nonostante tutto), Buchholz, Lowrie, Bowden (tutti first rounders), e ci sono anche sleepers come Egan, Engel, Wagner, Exposito, Natale, Bubba Bell, tutta gente che non dovrebbe avere impatto serio ma che potrebbe tranquillamente un giorno arrivare in Major League.
Mi è balzata all'occhio un altra osservazione: nonostante i giocatori venissero dalle università, non si sono dimostrati pronti per le Majors in tempi più brevi di quelli delle high school, come auspicato.
E' una considerazione errata in realtà. I giocatori di college non solo arrivano marginalmente prima, ma arrivano meglio. Quando si parla di giocatori "più pronti" per l'MLB, significa non che abbiano necessariamente meno tempo da trascorrere nelle minors (anche se quasi sempre è
anche così), ma si intende che abbiano meno da svilupparsi, ergo hanno meno modi di perdersi. I giocatori di liceo devono sgrezzarsi molto di più, infatti numericamente arrivano molto meno in Major League rispetto ai collegiali.
Quanto alla realizzazione dei prospetti del 2002 di Oakland, bisogna fare ulteriori approfondimenti. Beccatevi questo:
Nessuna squadra ha avuto più scelte del 2002 (rispetto ad Oakland) in grado di arrivare nelle Majors. Solo i White Sox hanno avuto lo stesso numero di giocatori (7), ma con una qualità estremamente inferiore. Oakland ha trovato, fra gli altri, Swisher, Blanton, Teahen e Jared Burton. I White Sox invece come "stelle" del draft hanno Royce Ring e Brandon McCarthy, non so se rendo l'idea.
Le uniche
2 squadre (oltre ad Oakland) che possano dire di aver draftato 3 giocatori di impatto sono i Dodgers (Loney, Broxton e Martin, scelto molto alto quasi per caso) e i Braves (Francoeur, McCann, Chuck James). Per il resto le altre o non hanno avuto niente (Yankees, Mariners, Astros, Cardinals e Rangers facevano prima a non presentarsi), o hanno avuto un paio di ottimi giocatori ma niente quantità (Detroit, con Granderson e Zumaya, o gli Angels con Saunders e Kendrick) o buona quantità ma meno qualità di Oakland (White Sox o Marlins, che sono riusciti a prendere Hermida, Josh Johnson e Scott Olsen, anche se questi ultimi 2 sono stati solo un fuoco di paglia).
Insomma, quello che non viene mai sottolineato è quanto successo abbia avuto quel draft per gli Athletics. Gente come Kazmir, Fielder e Upton è andata troppo in alto e non era sceglibile. Hanno fatto le nozze coi fichi secchi. Poi leggo che "tutto sommato a parte Brown, le altre scelte sono costate quanto i normali first rounders". Non è vero. Hanno risparmiato dai 100 ai 250 K in media per ogni giocatore scelto. Sembrerà poco, ma Beane ha chiuso quel draft con meno di 10 milioni spesi alla fine nonostante 7 first rounders da prendere. Matt Wieters l'anno scorso ha preso 6 milioni da solo. Il punto è che ha pagato meno dello slot ogni giocatore. E facendo questo, ha ottenuto gli stessi risultati globali (o migliori) delle squadre che hanno draftato in maniera tradizionale e pagando molto di più.
Intendiamoci, chi si aspettava miracoli, ossia un primo giro stile Red Sox del 2005 appunto, è rimasto deluso. Ma non è quello il punto della sabermetrica (anche se il fatto che sia una squadra sabermetrica ad aver fatto quel primo giro nel 2005 qualche importanza l'avrà). L'obiettivo non è quello di non sbagliare mai. A baseball giocano uomini che possono migliorare, sedersi sulle siringhe casualmente a cicli regolari :lol2: o scomparire per i motivi più disparati (com'è accaduto a Beane, che tutto sommato non aveva voglia di giocare). La sabermetrica però migliora le possibilità, riduce i rischi, migliora il rapporto qualità-prezzo. Se Beane ha speso meno di qualsiasi altra squadra in quel draft e nessuno ha scelto più giocatori di impatto o anche solo più giocatori totali in grado di arrivare in Major League, qualcosa significherà, no? E' inutile andare a prendere Fritz o Colamarino e dire che abbiano fallito (non l'hai fatto tu, ma viene fatto regolarmente per screditarlo) per indicare il fallimento della sabermetrica. Perchè sennò io rispolvero Brien Taylor. Certi metodi aiutano a fare meglio, ma la perfezione non esiste e non esisterà mai finchè esisteranno gli uomini. E' importante comprenderlo, ma pare che i tradizionalisti pensino che i sabermetrici non lo sappiano. E' frustrante, ma che si deve fare? Prendere in considerazione gli ottimi risultati ed andare avanti.
Poi è anche importante ricordarsi che una squadra con parecchi soldi possa prendersi uno Scott Kazmir. Tanto se va male, chi se ne frega... abbiamo tanti soldi! Ma se una squadra ha pochi soldi, deve farli fruttare. Magari accettare un potenziale finale inferiore a quello che si auspicherebbe, ma cercare di ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo. Ed il draft del 2002 degli Athletics è stato eccellente anche per questo.