dreamtim wrote:
Dunque, al grido; scusate senza offese io sono granturchese :lol2:;
l'amico nostro;
- è rimasto coinvolto nella querelle Sim Svizzere (che ridimensionaniamo vabbene) e non so, vogliamo far finta di niente?
- aveva sottomano il traffico di contratti/procure più importante della A (ricordiamo i procuratori che dicevano che senza nn lavoravano più?)
- è rimasto schiacciato dalle intercettazioni più scottanti del lotto.
- ha praticamente fatto passare sottosilenzio grazie allla sua influenza lo scandalone creatina. Caso strano dopo con lui timoniere dei destini calciofili, una nota squadra di a non ha praticamente cominciato due campionati (citazione del designatore arbitrale)
poi ah poco prima di Calciopoli c'è stato il processo invisibile di cui riporto le tracce;
25/7/1998 - Zeman, allenatore della Roma, dichiara: Il calcio deve uscire dalle farmacie.
9/8/1998 - Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello apre un' inchiesta e convoca il boemo, che viene ascoltato il 12.
14/8/1998 - Alessandro Del Piero apre la lunghissima serie di calciatori interrogati da Guariniello. Il 22 agosto tocchera' a Ronaldo. Sentiti anche medici sportivi e allenatori.
24/8/1998 - E' l' ora dei dirigenti: il primo testimone e' il presidente del Coni Mario Pescante.
29/8/1998 - La Juventus viene formalmente coinvolta nell' inchiesta: sequestrate le cartelle cliniche dei giocatori bianconeri.
4/9/1998 - Guariniello scopre gravissime carenze nel sistema dei controlli antidoping. Fioccheranno le dimissioni.
27/11/1998 - Deposizione notturna di Diego Armando Maradona.
29/5/2000 - Ricevuta dai propri consulenti la perizia sull'uso dei farmaci alla Juventus, la procura chiude l'inchiesta: sono indagati l'amministratore delegato Giraudo e il medico Riccardo Agricola. L'avvocato difensore Vittorio Chiusano dichiara: Non c'e' niente.
11/7/2000 - Per una complicata questione di procedura gli atti vengono trasmessi alla corte costituzionale. il processo è sospeso per dieci mesi.
22/5/2001 - La Juventus chiede al Gip una super-perizia: negata.
30/5/2001 - Guariniello rinvia a giudizio Agricola e Giraudo.
31/1/2002 - Comincia il processo.
23/5/2002 - In aula Luciano Nizzola, ex presidente di Lega e Figc: Di doping nel calcio ce n’è poco.
21/7/2003 - Cinque giocatori chiamati in tribunale: sono Del Piero, Birindelli,Ttacchinardi, Pessotto e Conte.
19/12/2003 - Testimoniano Baggio, Ravanelli, Peruzzi, Lombardo, Amoruso, Ferrara. Montero si intimidisce e non parla: C' e' troppa gente.
26/1/2004 - In aula Vialli e Zidane.
28/6/2004 - Perizia dell' ematologo Giuseppe D' Onofrio, secondo lui la Juve ha usato l' epo.
15/7/2004 - I pm contestano ad Agricola e Giraudo anche l' accusa di epo.
7/10/2004 - Dopo una lite con il giudice Giuseppe Casalbore, l' avvocato difensore Luigi Chiappero abbandona il processo e viene denunciato. Dopo qualche giorno l' incidente si ricompone.
25/10/2004 - I pm chiedono di condannare Agricola a 3 anni e 2 mesi e Giraudo a 2 anni e 1 mese.
18/11/2004 - La difesa invoca l' assoluzione.
26/11/2004 - La sentenza: Agricola condannato a 1 anno e 10 mesi, assolto Giraudo.
sintesi a leggervi;
-Moggi non è vero che le sim blabla, non è vero che la gea blabla.....(ma che faceva tutto per filantropia?)
- A parte le inetrcettazioni vi dite puliti,evvabene.
l'unico cattivo juve degli ultimi anni è stato...Agricola? boh.
non regge, di certo Moggi ha spettacolari avvocati.
Certo che sei di una faziosità leggendaria eh...
fa comodo presentare il conto sul processo doping omettendo che anche qui si è indagato in una sola direzione vero? Perchè tutti ci scordiamo le belle squalifiche che arrivavano da tutte le parti prima e dopo il processo doping, come una che mi pare di ricordare coinvolse anche Peruzzi e Carnevale ai tempi, ma sicuramente eravamo negli anni '80 e certamente dietro a tutto questo c'era la Juve che fece in modo di svalutare Angelone per prenderlo a prezzi di saldo.
"Il Calcio doveva uscire dalle farmacie", al principio, ma poi si scoprì che alla fine era solo
"La Juve che doveva uscire dalle farmacie", perchè sulle altre squadre, nemmeno hanno provato ad indagare, più facile puntare al bersaglio grosso e far finta che niente intorno si muovesse.
Comunque vedo che sei bravo a cogliere solo i punti che ti interessano, perchè dalla storia Epo la Juve è uscita pulita, con un'assoluzione piena...
In sintesi, la Suprema Corte respinge il ricorso per quanto riguarda la somministrazione di eritropoietina: il fatto non sussisteva e continua a non sussistere. Ora ci sarebbe da zittire tutti quei giornalisti (?) che per anni si sono riempiti la bocca parlando di “Juve epo-cale” e di “epo-pea bianconera” con una sfacciataggine ed una presunzione senza confini.
Eppure qualcuno ha trovato ugualmente il modo di rialzare la testa: la sentenza della Cassazione lascia intendere che si sarebbe anche potuto discutere il ricorso in merito all’abuso di farmaci ma che sarebbe stato completamente inutile, visto il sopraggiungere della prescrizione. Questo ha dato modo ai più ciarlieri di parlare di “assoluzione per prescrizione”, nell’ennesimo slancio forcaiolo e giustizialista. Pare invece di trovarsi di fronte ad una sentenza cerchiobottista: la Juve non è colpevole ma Guariniello non ha lavorato a vuoto. I giornali invece insistono menzionando la prescrizione, ma parlando tra le righe e a denti stretti del fallimento dell’accusa di doping vero e proprio, ovvero dell’uso di Epo. Una sconfitta in piena regola, solo parzialmente mitigata dall’illusione che l’abuso di farmaci possa “in astratto” essere considerato pratica dopante. Abuso di farmaci, come si è visto, praticato da tutti, come e più della Juventus.
Strano infine che nessun organo di informazione si sia premurato di sottolineare un fondamentale particolare: la Cassazione non entra nel merito delle sentenze, «Non giudica sul fatto, ma sul diritto: ciò significa che non può occuparsi di riesaminare le prove, ad esempio, ma può solo verificare che la procedura relativa ai gradi precedenti del giudizio si sia svolta secondo le regole». Il processo, al limite, si sarebbe dovuto rifare. Quindi, dov’è la tanto millantata “assoluzione per prescrizione» (“solo la prescrizione salva la Juventus” titola il Corriere della Sera)? Semplicemente era inutile proseguire, ma questo probabilmente un concetto che non andrà mai giù a certi scrivani che hanno nella Juventus la loro ragione di vita (e di retribuzione).
La storia è finita e non rimane che citare le parole dell’avvocato Chiappero:
E’ stato un grande successo che sconfessa anni di gogna mediatica perché, con riferimento al tema principale del processo, e cioè l’accusa di somministrazione di Epo, il ricorso del procuratore generale è stato addirittura dichiarato inammissibile.
e del dottor Agricola:
Per quanto concerne l’altra parte della sentenza è finalmente terminato il doloroso iter che vedeva imputato solo me per l’utilizzo di farmaci che tutti i medici dello sport senza eccezioni hanno usato negli anni oggetto d’indagine.
Poi possiamo anche parlare della perizia D'Onofrio, una perizia screditata dopo anni da lui stesso in un'intervista su Cycling Pro (2007)....
Così parlava del processo doping :
“Analizzando questi valori e valutando l’andamento generale, alcuni casi specifici in cui c’erano dei movimenti di emoglobina e tenendo conto come parametro principale dell’antidoping la stessa emoglobina, ho fatto la perizia. La domanda era se quei valori erano fisiologici o meno: quei valori non erano fisiologici, in generale potevano essere indicatori di una stimolazione esterna. Nel primo grado il giudice ha ritenuto che sia la mia perizia sia quella del Professor Muller fossero sufficienti per condannare il medico Agricola e non l’amministratore delegato Giraudo, che erano i due imputati. Mentre poi in appello c’è stata una sorte di insufficienza di prove. Il giudice scrisse che la mia perizia era fragile.”
Attenzione! D'Onofrio afferma che “si può in qualche modo interpretare una situazione di uso di sostanze”, chiarendo quindi che non esiste la certezza assoluta che dalla sola analisi dei dati ematologici si possa dedurre l'uso di sostanze dopanti. Cioè in determinati casi si può intuire l'uso di sostanze dopanti. Nel caso del processo Juve si poteva farlo?
Ci risponde lo stesso D'Onofrio.
Leggiamo in un'intervista concessa a 'Cycling Pro' del dicembre 2007, in cui si parla di doping e passaporto biologico:
“L'errore ci può essere sempre. Nel caso del processo contro il calcio Parma, ad esempio c'era un problema di calibrazione degli strumenti, in quello della Juve un caso di errata conservazione dei campioni”.
Cioè i campioni non erano utilizzabili!
Ma ritorniamo alla “contraddizione macroscopica”, come ebbe modo di definirla Tosatti. Sempre nell'intervista concessa a 'Cycling Pro' si legge:
D “Chi era l'imputato?”
R “Il dott. Michele Ferrari”
D “Come dovevate assisterlo?”
R “Beh dovevamo capire se le variazioni dei parametri ematici nelle schede degli atleti sequestrati presso il suo studio potevano o no essere considerati naturali”
D “Potevano o no?”
R “ Tecnicamente potevano, perché erano raccolte ed analizzate con un metodo opposto rispetto a quella che è una corretta prassi analitica. Ferrari faceva i prelievi in maniera sporadica, magari teneva le provette a casa per ore prima di portarli al laboratorio, che non era sempre lo stesso. In questo caso, ogni anomalia può essere giustificata. Non dovemmo faticare troppo, dunque”.
Ovvero l'esatto contrario rispetto a quanto ha affermato il prof. D'Onofrio nella perizia del processo Juve!
Riassumendo, nel caso della Juve:
- i campioni prelevati erano viziati da una “errata conservazione”;
- non vi sono stati prelievi costanti secondo “una corretta prassi analitica” (i casi sospetti riguardavano i soli Conte, i cui dati analizzati sono successivi all'infortunio muscolare della finale di Champions League di Roma, e Tacchinardi, anch'egli reduce da infortunio muscolare, due soggetti quindi in una situazione “anomala”, i cui valori ematologici sono influenzati dagli infortuni, come è emerso in fase dibattimentale);
- i laboratori utilizzati non sono mai gli stessi (emblematico il caso di Conte, per cui sono state controllate le analisi realizzate da almeno tre laboratori diversi).
Insomma, se vi erano tutti questi vizi, bene hanno fatto la Corte d'Appello prima e la Corte di Cassazione poi, a ritenere fragile la perizia del prof. D'Onofrio.
Se si raccontano le cose sarebbe quantomeno doveroso raccontarle fino in fondo, e raccontarle bene, visto che l'avvocato lasciò l'aula sdegnati quando si rese conto che le sue obiezioni sul metodo adottato da D'Onofrio nella sua perizia non verranno prese in considerazione dai giudici, una perizia che il perito stesso ammette a distanza di anni non essere per nulla corretta.
Raccontare tutto dicevo, non solo la parte che fa più comodo.