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Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 28/04/2010, 10:59
by NckRm
Pove wrote: :nono:...quella fu nel 1984...nel 1983, per ricollegarmi a Nckrm, io vidi perdere la "mia" prima finale di Coppa dei Campioni...
Io devo ancora vederne vincere una dal vivo perchè a fine tempi regolamentari mi addormentai  :cheer:
Poi il mio babbo mi svegliò un pò di tempo dopo dicendomi che la Juve aveva vinto.

Lo mandai a cagare perchè volevo dormire  :forza: :forza: :forza:

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 28/04/2010, 11:04
by Mahor
NckRm wrote: Io devo ancora vederne vincere una dal vivo perchè a fine tempi regolamentari mi addormentai  :cheer:
Poi il mio babbo mi svegliò un pò di tempo dopo dicendomi che la Juve aveva vinto.

Lo mandai a cagare perchè volevo dormire  :forza: :forza: :forza:
OT: ma l'esame com'è andato?

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 28/04/2010, 11:06
by NckRm
Mahor wrote: OT: ma l'esame com'è andato?
E' tra un'ora  :forza: :forza: :forza:

Non ne posso più, sono in aula studio ma non sto facendo più una mazza.

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 28/04/2010, 11:53
by ShOwmeHOw2play
Pove wrote: :nono:...quella fu nel 1984...nel 1983, per ricollegarmi a Nckrm, io vidi perdere la "mia" prima finale di Coppa dei Campioni...
vero, avrei dovuto scrivere dell'83/84, perchè intendevo che da quella stagione ho iniziato a seguire :ok:
la partita che mi ricordo era già nell'84 quindi gli anni erano 7.. quasi 8..  :thumbup:

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 29/04/2010, 4:07
by Gilbertology
Alla fine il vincitore della serata è lui:

425,350

:stralol:

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 29/04/2010, 10:25
by Mahor
Gilbertology wrote: Alla fine il vincitore della serata è lui:

425,350

:stralol:
AHAHAHAH!
:stralol: :notworthy:

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 30/04/2010, 17:20
by guerriero
penso che ognuno sia libero di tifare per chi vuole, la passione può nascere per qualsiasi motivo, una parentela, un amico, un evento della propria vita, l'importante è non essere della pagnotta  :lol2:
certo è strano vedere un siciliano tifare Milan o qualsiasi altra squadra del nord e sostengo che sarebbe importante non abbandonare le squadre locali
io sono romano e tifo ovviamente Roma, però i miei genitori sono di Avellino e non disprezzo quando posso di andare a vedere le partite dei biancoverdi, tra l'altro falliti e finiti in lega dilettanti, oppure comprare una maglia, una sciarpa o altro, sono pur sempre le mie origini e mi riesce difficile capire chi non si identifica nella squadra della propria città neanche un pò

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 01/05/2010, 11:03
by doc G
Ma dai, intervengo solo ora, ma davvero vogliamo metterci a ragionare razionalmente sulla cosa più irrazionale che esista?
Io ho iniziato ad essere simpatizzante del Milan per quell'aria da nobile in decadenza della metà degli anni '70, una squadra che poteva pensare di dare un minimo di fastidio alla Juve ma sembrava molto lontana. E poi nobile in decadenza sembrava anche il suo simbolo, Gianni Rivera, che iniziava ad avere i suoi anni. C'erano ragazzini del vivaio che erano la speranza per il futuro, Baresi e Collovati, per il resto una serie di ottimi comprimari che davano il massimo. L'allenatore poi sembrava perfetto per questa mia raffigurazione, il barone Liedholm.
Sono diventato davvero tifoso nei primi anni '80, per reazione alle disgrazie, alla serie B, al calcioscommesse, all'arrivo di Farina presidente.
Perchè ciò?
Non avrei potuto iniziare a tifare per motivi simili altre squadre? Fatte salve il calcioscommesse e la B, cose simili avrei potute dirle per l'Inter, anche per la Roma, che nei primi anni '80 invece divenne sorprendentemente vincente, dopo anni di Rometta.
Ed io vivo ad un tiro di schioppo da Roma e ci vado molto spesso.
Se un romano tifa Juve, o un torinese Milan, o un milanese Napoli (o inventate voi come, cosa e perchè) certamente suona strano, sembra più normale che uno tifi per una squadra della città in cui vive, e di solito questo accade, ma lo rende meno "romano", meno "torinese", meno "milanese"?
Perchè "tradisce le ragioni campanilistiche"?
Maddai, siamo tutti italiani, perchè dobbiamo inventarci robe simili?
Negli anni '80 e nei primi '90 ero abbonato alla Ternana e per 4 anni addirittura ho scritto sul giornalino che era distribuito gratuitamente all'entrata "il rossoverde".
Per un ternano il campanilismo è sentitissimo, allora le "rivali" erano il Perugia ed il Foligno, poi erano il Perugia ed il Gualdo.
Allora scrivevo della squadra ospite, regolarmente scrivevo "polemizzare con i tifosi rivali perchè sarebbero avversari? Perchè dovremmo innalzare il nostro campanile? Ma non abbiamo davvero di meglio a cui pensare?"
Regolarmente il direttore mi cassava questa conclusione, l'unica volta che la lascio fu subissato di lettere di protesta. Ma oggi tornerei a scriverlo ancora. Ma davvero non abbiamo di meglio cui pensare?
Se parliamo della rivalità Milan Inter mi piace prendere per il culo il Poz o altri interisti, ma chi se ne frega se davvero vince l'Inter la coppa? Oddio, forse ho esagerato, poi il Poz chi lo sente, ma questo è un altro discorso...

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 01/05/2010, 17:57
by dreamtim
doc G wrote: Ma dai, intervengo solo ora, ma davvero vogliamo metterci a ragionare razionalmente sulla cosa più irrazionale che esista?
Io ho iniziato ad essere simpatizzante del Milan per quell'aria da nobile in decadenza della metà degli anni '70, una squadra che poteva pensare di dare un minimo di fastidio alla Juve ma sembrava molto lontana. E poi nobile in decadenza sembrava anche il suo simbolo, Gianni Rivera, che iniziava ad avere i suoi anni. C'erano ragazzini del vivaio che erano la speranza per il futuro, Baresi e Collovati, per il resto una serie di ottimi comprimari che davano il massimo. L'allenatore poi sembrava perfetto per questa mia raffigurazione, il barone Liedholm.
Sono diventato davvero tifoso nei primi anni '80, per reazione alle disgrazie, alla serie B, al calcioscommesse, all'arrivo di Farina presidente.
Perchè ciò?
Non avrei potuto iniziare a tifare per motivi simili altre squadre? Fatte salve il calcioscommesse e la B, cose simili avrei potute dirle per l'Inter, anche per la Roma, che nei primi anni '80 invece divenne sorprendentemente vincente, dopo anni di Rometta.
Ed io vivo ad un tiro di schioppo da Roma e ci vado molto spesso.
Se un romano tifa Juve, o un torinese Milan, o un milanese Napoli (o inventate voi come, cosa e perchè) certamente suona strano, sembra più normale che uno tifi per una squadra della città in cui vive, e di solito questo accade, ma lo rende meno "romano", meno "torinese", meno "milanese"?
Perchè "tradisce le ragioni campanilistiche"?
Maddai, siamo tutti italiani, perchè dobbiamo inventarci robe simili?
Negli anni '80 e nei primi '90 ero abbonato alla Ternana e per 4 anni addirittura ho scritto sul giornalino che era distribuito gratuitamente all'entrata "il rossoverde".
Per un ternano il campanilismo è sentitissimo, allora le "rivali" erano il Perugia ed il Foligno, poi erano il Perugia ed il Gualdo.
Allora scrivevo della squadra ospite, regolarmente scrivevo "polemizzare con i tifosi rivali perchè sarebbero avversari? Perchè dovremmo innalzare il nostro campanile? Ma non abbiamo davvero di meglio a cui pensare?"
Regolarmente il direttore mi cassava questa conclusione, l'unica volta che la lascio fu subissato di lettere di protesta. Ma oggi tornerei a scriverlo ancora. Ma davvero non abbiamo di meglio cui pensare?
Se parliamo della rivalità Milan Inter mi piace prendere per il culo il Poz o altri interisti, ma chi se ne frega se davvero vince l'Inter la coppa? Oddio, forse ho esagerato, poi il Poz chi lo sente, ma questo è un altro discorso...
Nobilissime ragione e senza dubio pacate rgionevolezze assortite. Comodezze pure però

Detto questo se questa palese e libera irrazionalità (sempre viva) fosse rivolta anche al fascino di un nobile blasone decaduto, non vedo perchè uno di Brescello non vada a simpatizare Spal se mi passi l'ardire. Uno di Napoli che tifa altro mi pare solare folia. Cosi come a 99% un meneghino non tifa Palermo.
sempre e solo palmares. funziona a doppia velocità sta storia che il tifo è libero e belo; libero una sega va sempre in quelle 3 direzioni  :D

con danni incalcolabili alle realtà locali sia come bacino, sia come risorse "sprecate" anche come interesse di imprenditori di zona, per cosa?
per delle tradizioni locali-sportive che non  li pensano proprio.
Generando perfino una supponenza e un abitudine alla vittoria che in certi casi ritengo stomachevole. punti di vista.

Un romano che si schifa dei caroselli di festa della sua gente, tifa contro la sua città appresso a una squadra che anche in ambito sociale-geografico ha trattato a pesci in facia la sua gente, non è romano doc. Magari se ne frega del calco e va benissimo, niente da dire.
ma non tifa contro.
Semplicemente perchè non ama fino in fondo la sua. Per una squadra con la maglia tipo pigiama mi pare eccessivo se mi passi la battuta.
A vantaggio di una di città che nemeno ha mai visto magari. Solo per un blasone.

Mi spiace resto forte della mia idea; non è che con il tifo si dimostra unità nazionale, semmai si confermano le simpatiche contraddizioni del belpaese.

che venga la gente del centronord a tifare Napoli, Roma e affini. No è che l'unità solo quando vi pare. altrimenti è tifo scatologico.
fascino blasoni decaduti e colori ne abbonda eh  :notworthy:

ieri vado al bar.
uno mi fa "lei mi sembra uno posato di sicuro non è un becero romanista"  gli spiego al volo che sono giallorosso.
lui fa "vabbè ma non è becero, non per dire spero perdiate a Parma, io sono del Milan e se vincete a Parma forse vincete lo scudetto. Dopo farete chiasso e la festa. Odio la festa che fate; quando vince il Milan qua non festeggia nessuno"


quindi tifa cosi per i rivali storici (Inter) e contro la sua città.

Vedi te.  :D

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 01/05/2010, 18:57
by Toni Monroe
Non è esattamente in topic ma potrebbe tranquillamente esserne una deriva: il tifo contro nel nostro paese è vissuto con notevole intensità. Spesso ho parlato con persone che eran quasi più contente per le sconfitte dei rivali che per le vittorie della propria squadra. Questo viene -di solito- spacciato per goliardia, un modo 'simpatico' di vivere la rivalità.. io invece credo sia anche frutto di una mancanza di cultura sportiva. Quando poi una sconfitta altrui ti dà più gioia di una vittoria dei tuoi forse è anche patologico. Dopo di che, torno al discorso fatto da alcuni nel topic: di una squadra ci si innamora e l'amore è irrazionale. Poi crescendo uno fa sempre a tempo ad affezionarsi a chi porta i colori della propria città, se anche da ragazzino avesse iniziato a tifare per altri. L'odio nei confronti della squadra locale -se si tifa per una 'rivale'- fa parte di quella mancanza di cultura di cui sopra, solo che assume contorni ridicoli. Per il resto.. stare a sindacare sulla squadra che ti fa battere il cuore, entusiasmare, sarebbe come sostenere che in amore si debba prendere in considerazione solo e soltanto una specifica categoria di partner. Addio matrimoni interrazziali, tra persone di ceti sociali diversi, di culture diverse.. tutti rinchiusi nel proprio orticello. Fino all'estinzione. Vivendo fino a quel momento un'esistenza triste.. 

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 01/05/2010, 20:45
by Gian Marco
Io sono di Perugia e tifo Inter da quando avevo 7-8 anni. Ogni volta che l'Inter e' venuta a giocare a Perugia sono sempre andato con la maglia nerazzurra... :forza:
Certo non odio la squadra della mia citta'; anzi, ne faccio il tifo tutte le volte che non gioca contro l'Inter.

Pero' e' difficile non concordare con Tim quando dice che "il blasone e' cio' che fa la differenza"  :D Prendete una qualsiasi classe di scuola elementare (magari di qualche anno fa, perche' ora ai bambini non gli interessa piu' il calcio... :D): il 99% saranno interisti, milanisti o juventini. Mica e' una casualita'... :D E io sono uno di quelli, ovviamente  :forza:

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 01/05/2010, 20:49
by Go Colts
Certo non odio la squadra della mia citta'; anzi, ne faccio il tifo tutte le volte che non gioca contro l'Inter.

Se mai ci sarà Varese-Juve in serie A, ovviamente tiferò Varese. E vado a tifare Varese anche a Torino, e orgogliosamente.

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 02/05/2010, 2:06
by Gilbertology
Go Colts wrote: Certo non odio la squadra della mia citta'; anzi, ne faccio il tifo tutte le volte che non gioca contro l'Inter.

Se mai ci sarà Varese-Juve in serie A, ovviamente tiferò Varese. E vado a tifare Varese anche a Torino, e orgogliosamente.
:sbadat:
La prova che Go Colts è interista.

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 02/05/2010, 10:37
by Go Colts
Ma quale interista e interista, per favore! Spero che l'Inter finisca la stagione a secco, così posso sbattere in faccia a MORIGNO il suo ZERU TITULI... Sono semplicemente coerente con la mia città, che viene prima dei grandi club, già oggi mi sento molto più tifoso del Varese che della Juventus. Anche perchè vado allo stadio tutte le domeniche o quasi. Quindi, se mai ci sarà Varese-Juve tiferò Varese, se poi vince la Juve mi potrò consolare... vabbè, ma tanto è fantacalcio. Comunque vorrei tanto vedere in vita mia almeno un Varese-Juve in Serie A...

Re: L'analisi logica del tifo.

Posted: 02/05/2010, 10:43
by davidvanterpool
dreamtim wrote: Nobilissime ragione e senza dubio pacate rgionevolezze assortite. Comodezze pure però

Detto questo se questa palese e libera irrazionalità (sempre viva) fosse rivolta anche al fascino di un nobile blasone decaduto, non vedo perchè uno di Brescello non vada a simpatizare Spal se mi passi l'ardire. Uno di Napoli che tifa altro mi pare solare folia. Cosi come a 99% un meneghino non tifa Palermo.
sempre e solo palmares. funziona a doppia velocità sta storia che il tifo è libero e belo; libero una sega va sempre in quelle 3 direzioni  :D

con danni incalcolabili alle realtà locali sia come bacino, sia come risorse "sprecate" anche come interesse di imprenditori di zona, per cosa?
per delle tradizioni locali-sportive che non  li pensano proprio.
Generando perfino una supponenza e un abitudine alla vittoria che in certi casi ritengo stomachevole. punti di vista.

Un romano che si schifa dei caroselli di festa della sua gente, tifa contro la sua città appresso a una squadra che anche in ambito sociale-geografico ha trattato a pesci in facia la sua gente, non è romano doc. Magari se ne frega del calco e va benissimo, niente da dire.
ma non tifa contro.
Semplicemente perchè non ama fino in fondo la sua. Per una squadra con la maglia tipo pigiama mi pare eccessivo se mi passi la battuta.
A vantaggio di una di città che nemeno ha mai visto magari. Solo per un blasone.

Mi spiace resto forte della mia idea; non è che con il tifo si dimostra unità nazionale, semmai si confermano le simpatiche contraddizioni del belpaese.

che venga la gente del centronord a tifare Napoli, Roma e affini. No è che l'unità solo quando vi pare. altrimenti è tifo scatologico.
fascino blasoni decaduti e colori ne abbonda eh  :notworthy:

ieri vado al bar.
uno mi fa "lei mi sembra uno posato di sicuro non è un becero romanista"  gli spiego al volo che sono giallorosso.
lui fa "vabbè ma non è becero, non per dire spero perdiate a Parma, io sono del Milan e se vincete a Parma forse vincete lo scudetto. Dopo farete chiasso e la festa. Odio la festa che fate; quando vince il Milan qua non festeggia nessuno"


quindi tifa cosi per i rivali storici (Inter) e contro la sua città.

Vedi te.  :D
Scusa se te lo chiedo, siccome non ne sono a conoscenza voglio togliermi questa curiosità ma credimi che esula da ogni tipo di polemica. Sei abbonato alla Roma?