Tornando on topic è notizia di questi giorni che Moggi abbia querelato Gazzoni Frascara che lo ha sempre indicato come principale responsabile del fallimento del Bologna avendo, sempre secondo l'ex patron rossoblù, falsato il campionato provocando la retrocessione, tra le altre, della sua squadra...
Moggi querela Gazzoni Frascara
Secondo quanto riportato da Tuttosport, il principale imputato nel processo Calciopoli 2 in corso a Napoli avrebbe querelato Gazzoni Frascara. L'ex presidente del Bologna lo avrebbe infatti diffamato nel corso di alcune interviste televisive e radiofoniche, inerenti alla vicenda Calciopoli. La ruggine tra l'ex direttore generale juventino e l'ex numero uno rossoblu risalgono ormai a diversi anni fa, dai tempi dell'ultima retrocessione tra i cadetti del Bologna (primi anni 2000). Lo stesso Moggi, secondo i tifosi felsinei, è ritenuto colpevole di aver determinato "a tavolino" la discesa in B della loro squadra, favorendo invece la salvezza di Fiorentina e Lazio, poi punite con delle pesanti penalizzazioni.
Naturalmente, dopo la querela partita dai legali dell'ex AD bianconero, non si è fatta attendere la risposta, comica, di Gazzoni...
Gazzoni Frascara: La querela di Moggi è un onore
Gazzoni Frascara l'ha presa bene, a quanto pare: per lui la querela di Moggi "Ah sì? Bene, è un onore per me - dice al 'Corriere di Bologna'. Non sono affatto sorpreso, penso che questa azione faccia parte della cortina di fumo che stanno alzando i suoi difensori in questi ultimi tempi. Fa parte della controffensiva legata alle nuove intercettazioni: sparano tutte le bordate che possono. Non ho idea a cosa possa riferirsi. Mi sembra strano perché io ho sempre detto che lui non aveva il Bologna nel mirino, ma che lui doveva solo controllare il calcio e far vincere la Juve. Nessuno gli ha imputato la retrocessione in B del Bologna, quella è stata una conseguenza di altro". E poi, secondo lui, la vera anima nera non era Moggi, bensì Giraudo: "E allora diciamo che io ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora che Moggi era solo il braccio operativo di Giraudo: il vero stratega di tutta questa situazione era l’ad della Juve, non Moggi". Comunque, è ben lungi dal preoccuparsi: "Mah, anche Della Valle mi ha querelato e poi ha rimesso tutto. Farà così anche Moggi. Per me non c’è problema, l’ho rivisto anche in questi anni. A Porta a Porta, mi pare, mi disse: 'Oh, questo non è il mondo suo, lei è una persona per bene'. Insomma, non ho alcun problema ad incrociarlo di nuovo". Ma il Corriere di Bologna ha voluto sentire anche la replica di Luciano Moggi, cui vengono riferite le parole di Gazzoni Frascara, quelle relative alla 'mente' Giraudo: "Ah sì? Su certe radio non ha detto questo. - ribatte Moggi - Adesso dice così? Bene, gli faccia fare queste dichiarazioni, riporti quello che dice, meglio così".
juventinovero
Sempre su ju29ro oggi però compare questo articolo, che ancora una volta ribadisce come uno dei grandi accusatori di calciopoli abbia detto una serie di fregnacce inenarrabili, tanto che lo stesso curatore della parte civile, incalzato dagli avvocati della difesa, ha dovuto chiarire le cose e ammettere che ci furono operazioni sospette in cui Moggi e la Juve, tanto invisa e tanto odiata, non centrano nulla.
Il fallimento del Bologna e il falso nesso Moggi
Nel maggio 2009 Gazzoni Frascara venne sentito come testimone al processo Calciopoli di Napoli.
La sua testimonianza fu un misto di sentito dire e pareri personali senza nessuna prova portata a suffragare le sue affermazioni. Ma qui vogliamo ricordare la sua battaglia contro il doping amministrativo. Rileggiamo uno stralcio di un' ANSA del 2 ottobre 2007:
“L'indagine romana prese le mosse da una denuncia dell'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara secondo il quale alcuni club di serie A sarebbero ricorsi a trucchi di bilancio per aggiustare la propria situazione economica. Fu lo stesso Gazzoni Frascara a coniare il termine 'doping amministrativo'”.
E più volte, ed in più sedi, Gazzoni Frascara ha stigmatizzato il ricorso al doping amministrativo da parte di molte società di calcio.
Ed ancora di recente in un libro intitolato "La rete" scritto con l'aiuto del giornalista Ivan Zazzaroni, altro fustigatore dei costumi moggiani, ha ribadito la sua verità su Calciopoli e sul doping amministrativo. Riaffermando che la sua rovina, ed il fallimento di Vittoria 2000 è colpa di Calciopoli.
Capirete lo stupore di molti addetti ai lavori quando la società Vittoria 2000 srl, proprietaria del Bologna calcio il cui maggiore azionista era Gazzoni Frascara, è stata dichiarata fallita e il tribunale di Bologna ha ipotizzato l'accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio per i suoi amministratori. Ma come, il fustigatore Gazzoni che incorre negli stessi problemi dei fustigati?
Ma cos'è realmente successo? A chiarire il tutto è utile riferire della deposizione, nel corso del processo Calciopoli a Napoli, del curatore fallimentare di Vittoria 2000 srl, Enea Cocchi.
La Vittoria 2000 srl, parte civile nel processo Calciopoli, è la società che aveva nel proprio portafoglio la quota totalitaria delle azioni del Bologna calcio. La società è stata dichiarata fallita il 30 marzo 2006 dal tribunale di Bologna.
A tale data non possedeva più alcuna azione del Bologna Football club, azioni cedute nel settembre 2005. La procedura fallimentare è iniziata successivamente alla retrocessione in serie B, dopo che in sede di approvazione del bilancio 2004/2005 si era dovuta svalutare la partecipazione nel Bologna calcio per una cifra pari a 36 milioni di euro. Cocchi ha chiarito, rispondendo al Presidente Casoria, che tale svalutazione è scaturita in seguito a valutazione dei vecchi amministratori (Gazzoni Frascara) senza nessuna perizia a supporto.
La tesi della parte civile appare chiara: c'è un nesso causa effetto tra retrocessione e fallimento. Cocchi però in sede di controesame da parte dell'avvocato Bonatti, difensore di Pairetto, ha affermato che lui non ha indagato nel merito delle partite sportive, quindi non è in grado di affermare se la retrocessione fosse corretta o meno, la sua era stata solo una analisi numerica, di valutazione di poste di bilancio. Cocchi rispondendo agli avvocati Picca, Prioreschi e Milella ha inoltre fornito le seguenti informazioni.
1. Il 28 aprile 2010 vi è stato il rinvio a giudizio per due vecchi amministratori (tra cui Gazzoni Frascara), per il presidente del collegio sindacale e per un consulente del Gazzoni Frascara. L'ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.
2. Negli anni 2002-03 vi sono state almeno tre operazioni societarie molto sospette, ovvero:
- nel 2002 conferimento del 90% delle quote del Bologna calcio a società dello stesso gruppo della Vittoria 2000, con presunto gonfiamento del valore delle stesse generando delle plusvalenze fittizie a copertura delle perdite;
- nel 2003 cessione del marchio Bologna calcio sempre a società del gruppo, anche in questo caso con presunte sopravvalutazione e generazione di plusvalenze fittizie per coprire le perdite;
- a fine 2003 copertura delle perdite con versamenti ritenuti fittizi.
Apprendiamo infine che, sempre secondo quanto riferito dal Curatore fallimentare, in quegli anni il Bologna non avrebbe avuto i requisiti per iscriversi al campionato. Quando nel 2004 Gazzoni Frascara bollava molte società di calcio come “illegali”, essendosi iscritte ai campionati di calcio in forza di artifici contabili, egli stesso, secondo la ricostruzione in questione, si sarebbe macchiato degli stessi reati. Anzi forse peggio, visto che proprio il 28 aprile scorso il tribunale di Bologna ha rinviato a giudizio Gazzoni Frascara ed altri con l'accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.
Ricordiamo che Gazzoni Frascara è stato un acerrimo accusatore di Luciano Moggi e della cupola. Ha sostenuto che il fallimento del suo Bologna è stato dovuto alle operazioni illecite messe in atto ai danni del Bologna stesso, e che lo hanno fatto retrocedere in serie B.
La deposizione del dott. Cocchi riporta una versione dei fatti che lo smentirebbe clamorosamente; il fallimento di Vittoria 2000 srl sarebbe stato il frutto di precedenti operazioni su cui si pronuncerà il tribunale di Bologna. E in tale fallimento il mostro Moggi non ha nessun merito.