Nuova intercettazione tra De Santis e Rossetti...
Roma, 28 mag (Il Velino) - Il 30 maggio 2005, il giorno dopo Lecce-Parma (ultima di campionato, finita 3-3, obbligando allo spareggio il Parma col Bologna), l’arbitro Roberto Rosetti chiama il collega Massimo De Santis, che ha diretto il match. I dirigenti del Parma, fa sapere De Santis, lo hanno accusato dell’esistenza di “un disegno”. Poi nello spogliatoio, sempre a quanto fa sapere l’arbitro, Vignaroli si rende protagonista di una minaccia per un’ammonizione (“Te lo giuro su mia madre, ti vengo a prendere fino a casa…”, “Se sei ‘n omo m’aspetti fuori…”). Poi arriva Cinquini, all’epoca dirigente sportivo del Parma, per chiedere “una mano” per i troppi cartellini gialli. “A me la partita iniziava al primo minuto e finiva al novantesimo minuto”, gli risponde De Santis, lasciando intendere di non essere interessato alla sorte dei diffidati. “Ma chi li pensa!”, aveva detto prima riferito alle preoccupazioni degli emiliani.
DE SANTIS - Pronto!
ROSETTI - Buongiorno, la prima telefonata del mattino, eh?
DE SANTIS - Ti senti un po’ più tranquillo eh?
ROSETTI - Meno male, va, lascia stare…
DE SANTIS - Infatti pensavo a te durante ‘a partita…
ROSETTI - Come stai?
DE SANTIS - Bene, va, tutto a posto
ROSETTI - Tutto a posto? Ho visto…
DE SANTIS - Tranquillo….
ROSETTI - Secondo me hai arbitrato molto bene, proprio bene bene bene
DE SANTIS - So’ stato un po’ troppo duro, troppo severo
ROSETTI - Mah, secondo me ci stavano tutte perfettamente
DE SANTIS - Ma chi li pensa, è venuto Cinquini: “questo è un disegno…”
ROSETTI - Disegno, sì… disegno… artistico!
DE SANTIS - Episodi non ce ne so’ stati
ROSETTI - Zero, zero… anzi… anzi, ti devo dir la verità, che la punizione quando fanno il primo gol, cioè poteva anche non starci, per dirti no?
DE SANTIS - Sì, perché gli pesta il piede…
ROSETTI - Eh eh eh, per cui…
DE SANTIS - …la scarpa
ROSETTI - No guarda secondo me hai arbitrato benissimo. Allora mi porti a fare il quarto con te, il prossimo anno a giugno…
DE SANTIS - Secondo me stavi come stavo io quando è successo Parma-Juve.
ROSETTI - (risate)
DE SANTIS - Alla fine quando è finita la partita, ho detto, dico “Com’è annata a finì…?”, dice “no, ce l’ho spareggio cor Bologna…”. a fine partita, che non è successo niente, poi ho dovuto ammonì quer deficiente di (incomprensibile) che ha preso a palla, m’ha buttata davanti e me la butta ‘n tribuna, no?
ROSETTI - Ma infatti, infatti…
Mentre andavo via, viene Vignaroli che mi fa: “bravo bravo, sei un fenomeno a fenomeno”, a me questo. C’era pure lì Minotti vicino a me. Ho detto, dico: “Minotti hai sentito?” e ho scritto 40 sul taccuino, il numero.
ROSETTI - Eh…
DE SANTIS - Questo qui ritorna, mi fa: “Te lo giuro su mia madre, ti vengo a prendere fino a casa…”. A me? A me, Vignaroli? Sono andato l’ufficio indagini, ho detto: “Sentito?” Me lo portano via. Scendo le scalette, lui l’avevano portato via… riscende le scalette, ‘n antra vorta viene rincontro: “Se sei ‘n omo m’aspetti fuori…”
ROSETTI - Così ti diceva?
DE SANTIS - A me! Ho detto: “Scusa, scusa ma…”. Stava a torso nudo no?
ROSETTI - Eh…
DE SANTIS - Allora gli faccio: “Scusa, ti puoi rimettere la maglietta, perché… non so chi sei? p***o giuda, è diventato verde, Roby! Io tranquillo, no? Allora a un certo punto, lui se n’è andato via, è venuto (incomprensibile), mi fa: “Nove!” E io je faccio: “A Renà, questo se pensa che so’ de Busto Arsizio…”
ROSETTI - (Risate)
DE SANTIS - Difatti m’ha detto (incomprensibile) …si stavano ammazzando dalle risate. Dopo appena… ‘n ‘antra volta gli ho fatto: “Ma lo volete portà via questo?” Mentre arrivo sopra le scalette trovo Cinquini..
ROSETTI - Eh, eh…
DE SANTIS - Con quella faccia che c’ha lui, già pronto a..
ROSETTI - Sì sì…
DE SANTIS - Allora mi fa “no perché…”. Gli ho detto: “No perché qua non ce poi sta, perché non sei autorizzato. E quindi via, sparisci dalla mia vista. Via…”
ROSETTI - (risate)
DE SANTIS - È rimasto con la bocca aperta cor dito così… Io so’ entrato e so’ andato dentro ar sottopassaggio. Arriva quello di Sky che mi fa: “Ma Vignaroli?” “Vignaroli mo je scrivo io”, gli ho fatto, a quello de Sky, che era ‘n amico, no? Insomma dopo un po’, dopo… 20 minuti, un quarto d’ora, torna Cinquini nello spogliatoio. Bussa: “Scusa, posso entrare”. Io certo che puoi entrare… (…) Allora lui mi fa: “No, io non ho niente da dire, però non m’è sembrata una partita cattiva, per cui tutte queste ammonizioni… con un po’ di buonsenso…” Allora ho fatto, dico: “Senta, Cinquini, allora le dico la verità. A me, primo: non cita il buonsenso. Secondo: non stabilisce che il fallo per essere bisognoso di ammonizione deve essere necessariamente cattivo”. “No, perché…” Ho detto: “Terzo: penso, Cinquini, che lei non è la persona più idonea a vedermi e a insegnare come si arbitra. Mi potrebbe insegnare a fare il dirigente sportivo, ma questo è un altro tipo di discorso che non mi interessa (…) Comunque, stringi, in termini poveri, che devo fa: te devo dà ‘na mano? Volevi questo? Allora io mi chiamo Massimo De Santis, sono un arbitro di calcio, sono venuto qui ad arbitrare Lecce-Parma, ultima giornata di campionato, a me la partita iniziava al primo minuto finiva al novantesimo minuto. A me dei diffidati, de quello, de quell’altro… io ho applicato il regolamento (…)”. Me so’ girato, ho detto: “Ma che c’avemo il contratto cor Parma noi?” Se so’ messi tutti a ride…
ROSETTI - Fatto bene.
DE SANTIS - Mi vuol dire che le devo dare una mano? Eccole la mano: arrivederci. (…) Dopo cinque minuti entra Minotti: “Scusa, Massimo, ma che è stato ammonito anche Gilardino?” “Sì” “No, perché noi non ce ne siamo accorti”. “Ma Gilardino se ne è accorto?” “Sì” “Allora basta: basta che me ne so’ accorto io, se n’è accorto Gilardino, stamo a posto tutti…”