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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 13:26
by Pozz4ever
ma vieri quando sarà convocato?

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 13:34
by NckRm
Pozz4ever wrote: ma vieri quando sarà convocato?
In ogni caso è un processo con segreto di stato. Già non riportano le notizie dei processi "pubblici" figuriamoci per quello.

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 15:23
by vikings11
Interessante pezzo tratto dal blog di Antonio Corsa www.uccellinodidelpiero.com
DIECI MOTIVI PER CUI CALCIOPOLI CONTINUA A NON CONVINCERMI

10) LA PRESCRIZIONE

Sono garantista, e rispetto l'istituto della prescrizione, un fondamento del nostro sistema giuridico, una tutela indispensabile per ogni imputato, un diritto fondamentale. Vale per tutti, anche per l'Inter. Ed è della durata di 4 anni, non di 8 (come da modifica dei codici avvenuta nel luglio 2007). La si potrebbe bypassare con un atto "politico", ma questo è un altro discorso, che non mi interessa. Restiamo alle regole e alle interpretazioni "di diritto": c'è.

Fine? No.

Perchè quello che è successo dal 2006 in poi non è così facilmente banalizzabile. La Procura di Napoli ha ufficialmente chiuso le indagini il 7 aprile 2007. In un Paese normale, prima, non si sarebbe dovuto sapere niente. Niente intercettazioni sui giornali, niente forca, niente processi mediatici e, men che meno, niente processi sportivi. La prescrizione, alla quale ora gli Onesti si aggrappano, sarebbe valsa in grandissima parte anche per la Juventus. Ma non è successo. Perchè? Perchè, nel maggio del 2006, qualcuno ha pensato di "stopparla", facendo finire interi libroni pieni di trascrizioni (e addirittura qualche file audio) alle varie testate giornalistiche a tiratura nazionale che, pur di pubblicare il tutto, hanno persino dimenticato di censurare i numeri di telefono. Una corsa allo scoop che ha travolto alcune squadre ed interrotto la prescrizione. Moggi era il mostro e, per la Juventus (e le altre coinvolte in Calciopoli-1), la prescrizione non è scattata solo perchè qualcuno ha fatto finire tutto, in maniera illegale, sui quotidiani. Le telefonate dell'Inter, invece, non ci sono finite (nel maggio 2006) per vari motivi (leggi: parzialità delle indagini condotte da Auricchio, immobilismo della Figc che - nonostante abbia interrogato De Santis, Bergamo e Pairetto, e nonostante tutti e tre avessero confermato al "super"procuratore Borrelli di aver avuto contatti telefonici, e non, anche con l'Inter - non ha mai inteso indagare in tal senso ritardando fino all'aprile 2010 l'apertura di una nuova inchiesta, ormai prescritta). Solo per questo, ora, il club nerazzurro può invocare la prescrizione.

E allora non va bene.

Perchè, nel caso della non prescrizione della Juventus, è avvenuto un fatto illegale - una fuga di notizie - ad interromperla. Ma, per l'Inter, si è arrivati a prescrizione solo ed esclusivamente perchè la Figc, pur avendo avuto già in mano delle carte dalla procura, pur avendo avuto confessioni di soggetti interrogati e, persino, pur avendo avuto in mano le carte dei pedinamenti e delle intercettazioni illegali Telecom disposte nei confronti di alcuni tesserati (Fabiani, Moggi, ecc..), si è "dimenticata" (diciamolo diplomaticamente) di aprire una nuova inchiesta contro i nerazzurri.

Va bene perciò, e l'ho fatto in premessa, dire che è tutto prescritto. Ma, per onestà intellettuale, bisognerebbe anche spiegare il perchè.

9) GLI ERRORI DELLE INFORMATIVE E DI DE GREGORIO

Ve ne sono davvero tantissimi, decine. C'è di tutto: gol annullati mai avvenuti, risultati alterati, ammonizioni dolose di giocatori in realtà non diffidati, espulsioni mai avvenute, espulsioni dolose a seguito di un pugno in faccia. Una compilation di orrori, che rendono poco credibile l'intera indagine e, purtroppo, anche la sentenza per il rito abbreviato di De Gregorio. In particolare, c'è un episodio che mi ha particolarmente colpito, e riguarda l'ex arbitro Paolo Dondarini, condannato a due anni di carcere. Vi riporto quello più inquetante, e riguarda uno dei due capi d'imputazione per i quali è stato condannato.

Faccio riferimento alla partita Chievo-Fiorentina 1-2.

Così la sentenza della Corte di Appello Federale (CAF) presieduta da Cesare Ruperto a proposito della partita arbitrata da Dondarini che dolosamente favorì la Fiorentina negando un rigore a tempo scaduto al Chievo (ovviamente il tutto inserito nel contesto di salvataggio della Fiorentina dalla retrocessione, con coinvolti i Della Valle, Lanese e ovviamente Moggi e Bergamo. Quella parte ve la risparmio): per la Corte è illecito sportivo, art. 6.

Grazie alla pressante iniziativa di Mazzini era ottenuta la designazione dell’arbitro Dondarini della quale il Mazzini metteva al corrente il Mencucci (conversazione telefonica del 5 maggio 2005 ore 13:26 – prog. 12528) rivendicando per sé il merito della vittoria della Fiorentina e l’apporto determinante dell’arbitro Dondarini che, in effetti, nei minuti di recupero del secondo tempo aveva negato al Chievo un evidente fallo da rigore commesso sul calciatore veronese Cossato (conversazione telefonica dell’8 maggio 2005 ore 16:59 – prog. 12779);

Per la sola cronaca, il fallo lo commise Ujfalusi, ed effettivamente ci poteva stare (mia valutazione personale).

Di seguito l'interpretazione della Corte Federale presieduta da Piero Sandulli che derubrica ad art. 1 il comportamento dei soggetti protagonisti delle telefonate di "contorno" alla partita, e che assolve Dondarini perchè è impossibile dimostrare che l'illecito si sia davvero compiuto dolosamente (e che, insomma, l'errore non sia stato solo un errore).

La CAF ha ritenuto provate tutte le accuse d’illecito formulate con riguardo alla gara Chievo Verona-Fiorentina dell’8 maggio 2005 e concernenti, come già ricordato, Diego Della Valle, Andrea Della Valle, Sandro Mencucci, Innocenzo Mazzini e l’ACF Fiorentina SpA per condotte tendenti all’alterazione della gara e l’arbitro Paolo Dondarini per avere ricevuto ed accolto da Bergamo indicazioni e direttive specifiche circa il comportamento da tenere nel corso della stessa allo scopo di garantire un arbitraggio favorevole alla società toscana. I primi giudici hanno conferito peso determinante a colloqui telefonici intercorsi tra i vari incolpati (ad eccezione di Dondarini), che avrebbero avuto valore preparatorio del risultato illecito auspicato, e ad un colloquio telefonico, di poco posteriore alla gara avvenuto tra il Presidente Lanese ed un giornalista, di commento negativo della prestazione dell’arbitro, al quale, secondo lo stesso giornalista, sarebbero stati “mandati segnali”. Ora, la Corte ritiene, in accoglimento dell’appello degli incolpati, che manchi la prova sufficiente della commissione dell’illecito di cui si discute, fatte salve le precisazioni che seguono relativamente alla prospettabilità di condotte sanzionabili ex art. 1 CGS. In particolare, il giudizio di inadeguatezza probatoria deriva, in modo preponderante, dall’impossibilità di ritenere accertata la sussistenza del segmento tecnico. Ed infatti, nulla prova, né consente il sospetto, che l’arbitro Dondarini fosse stato messo al corrente dell’altrui disegno illecito, che vi avesse prestato, in qualsiasi forma, adesione, che egli abbia improntato a favoritismo verso la Fiorentina la propria direzione di gara, che il presunto (solo alla stregua di una malevola conversazione telefonica tra terzi) errore tecnico fosse viziato da dolo, né che fosse stato raggiunto da qualsivoglia “segnale”. Mancando, per le ragioni appena esposte, il segmento arbitrale – ciò che, ovviamente, comporta il proscioglimento di Dondarini dall’incolpazione per la quale è stato deferito, con conseguente riforma sul punto della decisione impugnata – viene, come effetto naturale, irrimediabilmente incrinata la prospettata struttura dell’illecito addebitato alle altre persone deferite, ai cui atti deve disconoscersi la necessaria efficacia causale al raggiungimento dello scopo. Ed invero, le varie conversazioni telefoniche svoltesi nei giorni immediatamente precedenti la partita avevano, ancora una volta, carattere generico ed alludevano sempre alla necessità che la Fiorentina si sottraesse all’incombente pericolo di retrocessione. Ma in nessuna di esse si parlava di interventi volti ad influenzare la designazione arbitrale; né vi sono, negli atti del processo, colloqui concernenti la designazione concretamente avvenuta o prove di interventi presso l’arbitro. Altrettanto generica si rivela la telefonata, post gara, tra Mencucci e Mazzini in cui verosimilmente si definisce “fallo di confusione” quello che non sarebbe stato fischiato dall’arbitro in area di rigore della Fiorentina: nulla prova che tale riferimento implicasse la mala fede o la connivenza di Dondarini, potendosi ragionevolmente presumere che l’affermazione fosse il prodotto dell’euforia per la vittoria della squadra di Mencucci. La Corte ritiene, tuttavia, uniformandosi al ragionamento già posto a supporto di decisioni relative a fattispecie analoghe, presenti in questo procedimento, che le condotte di tutti gli incolpati (ad eccezione, ovviamente, di Dondarini, la cui posizione appare assolutamente tersa e lontana da ombre di qualsiasi natura), rivelatrici di impropri, inopportuni ed eccessivamente confidenziali rapporti telefonici tra soci e dirigenti di una società ed il Vice Presidente Federale (che avrebbe dovuto essere garante della terzietà ed imparzialità della federazione, piuttosto che attivo sostenitore di una delle società affiliate e propulsore di ulteriori contatti tra Diego Della Valle ed uno dei designatori arbitrali) non possano non riverberare, nell’ottica dell’articolo 1, per la loro carica di slealtà e scorrettezza.

Personalmente, dalle carte a disposizione che si possono leggere, mi pare l'interpretazione più razionale e garantista. Non sta ovviamente a me formulare questi giudizi, ma una opinione è lecita darla.

Così infine il GUP De Gregorio nelle motivazioni della condanna penale nel processo abbreviato di primo grado nei confronti di Dondarini. Vi riporto solo un estratto, pag. 157.

"D'altra parte in questa fattispecie deve sottolinearsi che Dondarini, annullando un gol al Chievo per motivi non chiari ed addirittura nei minuti di recupero, adottò una decisione determinante del risultato favorevole alla Fiorentina e compatibile con la ritenuta sua parzialità."

Siamo al gol annullato, mai segnato!! Anche questa è, se volete, Calciopoli. Ed è esattamente per questo che non è credibile.

8) LO SCUDETTO ASSEGNATO DA NESSUNO


Chi l'ha assegnato lo Scudetto 2005/06? Sentiamo un pò di pareri dei diretti interessati..

Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex Presidente della Commissione di Appello Federale (CAF) della Figc durante Calciopoli. Emise la prima durissima sentenza, il 14 luglio 2006.

« Andatevi a rileggere la mia sentenza: revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia 2004/05; non assegnazione del titolo di campione d’Italia 2005/06 ».

Piero Sandulli, ex Presidente della Corte federale della Figc durante Calciopoli. Emise la seconda sentenza, il 25 luglio 2006.

« A suo tempo espressi parere negativo sull'assegnazione dello scudetto 2006 all'Inter, perchè gli scudetti vanno conquistati sul campo e non a tavolino. Sarebbe stato più opportuno non assegnarlo, come quello del campionato precedente. Non so se ci furono pressioni da parte dell'Uefa affinchè il titolo fosse assegnato comunque ma la nostra stessa decisione lasciava trasparire che non era opportuno assegnare quello scudetto. La nostra fu una condanna etica per aver violato ripetutamente l'articolo 1 del codice, quello della lealtà sportiva».

Luca Pancalli, presidente del Comitato Paraolimpico ed ex Commissario straordinario della Figc nell’immediato post-Calciopoli.

« Fretta nell’assegnare lo scudetto all’Inter? L’ex commissario Guido Rossi in quel periodo si affidò al parere del comitato dei saggi che delineò la situazione spiegando bene che lo scudetto poteva essere assegnato o non assegnato. Alla luce di quella che era la decisione dell’epoca Rossi decise di assegnarlo all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegnato ».

Gerhard Aigner, ex segretario generale dell’Uefa, uno dei tre saggi nominati da Guido Rossi per vedere se vi erano i presupposti per l'assegnazione dello Scudetto all'Inter, come richiesto da Masismo Moratti.

«Fu Rossi e non io a dare lo scudetto all’Inter. Da me arrivò solo un parere positivo in base agli statuti alla generica possibilità di riassegnare il titolo dopo la revoca alla Juventus»

Roberto Pardolesi, professore ordinario di Diritto privato comparato alla Luiss Guido Carli e anche lui uno dei tre saggi nominati da Guido Rossi.

«Se ci fossero elementi nuovi, evidentemente il procedimento andrebbe reistruito. È ovvio che se si configurassero elementi nuovi rispetto a quelli che sono stati offerti alla nostra valutazione, questa dovrebbe essere fatta ex novo o quanto meno reintegrata. Se il materiale che abbiamo avuto a disposizione fosse stato incompleto, la nostra valutazione sarebbe superata dai fatti, ma questo io non lo so. Se emergessero fatti nuovi, questi potrebbero essere esaminati; bisognerebbe aprire un nuovo procedimento e dunque sotto questo profilo non ci sono ancora i termini per la prescrizione».

La Uefa ha un suo regolamento. In particola c'è l'art. 1.02 delle regole della competizione secondo la quale i nerazzurri sarebbero stati considerati comunque «winner of the top domestic league championship», anche senza ottenere il titolo di campione d’Italia. E avrebbero perciò partecipato regolarmente alla successiva Champions League senza passare dai preliminari.

Franco Carraro, presidente della Figc dimessosi subito dopo lo scoppio di Calciopoli.

« Un grave errore di politica sportiva commesso dal Commissario Guido Rossi. Ho letto sui giornali che le motivazioni sono state le sollicitazioni da parte dell'Uefa e del CIO. Escludo qualsiasi tipo di sollecitazione ».

Resta solo Guido Rossi, che però - siamo pur sempre in Italia - ha a sua volta rigettato al mittente l'accusa dicendo che ad assegnare lo Scudetto all'Inter sono stati Luciano Moggi e Franco Carraro (assolto) con i loro comportamenti.

Uno scaricabarile indegno. Una cosa è certa: l'ha ufficialmente chiesto e ottenuto Massimo Moratti.

Così si espresse infatti il 16 luglio 2006: «Lo scudetto ci spetta perché è necessario fare un distinguo fra chi ha portato avanti un certo sistema e chi invece si è sempre comportato secondo le regole: fra chi ha barato e chi è onesto. Sì - continua -, sarebbe un messaggio sbagliato non assegnare lo scudetto. Un brutto segnale non solo all’Italia sportiva, ma a tutto il mondo. Un qualcosa che autorizzerebbe a pensare che proprio tutti erano sporchi. Noi no, alziamo la mano e urliamo: "Noi no. Con questo sistema sporco proprio non c’entriamo". Ripeto, direi le stesse cose se al terzo posto fossero arrivate altre squadre. Lo scudetto è un diritto di chi si è comportato bene, il titolo va dato a chi si è distinto più di altri». Patetico.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 15:24
by vikings11
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7) IL RUOLO DI GALDI, DELLA GAZZETTA DELLO SPORT

Vi riporto uno splendido final firmato da Enzo Ricchiuti:

Conosco (di vista) Maurizio Galdi. L’inviato della Gazzetta al processo a Napoli. E’ un pacioso e silenzioso signore. Spesso in ultima fila. Pochi appunti, il telefonino, qualche giornale. Il profilo più basso di tutti, quasi a toccare terra. Sembra a disagio. In un’altra dimensione. Come se contasse scazzato e fiducioso solo il tempo che passa. Come stesse a una visita di circostanza fatta per non essere scocciato. Avulso dal frenetico contesto. Tra l’assorto e il disturbato. E non ci sono controesami che tengano. In quella batteria di gente che dubita e curiosi da ogni dove, l’unica costante è il suo disinteresse. In quella benedetta stanza delle udienze può cambiare tutto per non cambiare Galdi. Ed il fatto che si muova così: da (sopra) immobile. Insomma. Una certezza. L’unico dubbio era se tutto ciò fosse imbarazzo o semplicemente noia. Ma pure su quello abbiamo messo un punto fermo.

Dal verbale di assunzione di informazioni della Procura della Repubblica di Roma sulla fuga di notizie sulle indagini di Calciopoli.

Dichiarazioni del maggiore Auricchio:

“Galdi era una fonte utile per le indagini sul mondo del calcio…I contatti con Galdi sono iniziati dalla fine del 2003. Siamo amici e io l’ho anche utilizzato per apprendere notizie investigative nell’ambito delle indagini sul calcio. Mi chiamava frequentemente per tenermi informato su tutti i fatti che conosceva all’interno del mondo sportivo. Lo faceva perché era gratificato dal collaborare con gli investigatori…”

Dichiarazioni del maresciallo Di Laroni:

“Durante le indagini per la procura di Napoli abbiamo utilizzato Galdi per chiedere informazioni sul calcio, soprattutto per cercare siti web che fossero utili per le indagini ma anche informazioni in genere. Aveva contatti con il maggiore Auricchio e con me; i contatti erano sporadici, a volte a voce a volte al telefono. I contatti sono avvenuti soprattutto all’inizio delle indagini, negli ultimi mesi del 2004; mi chiamava frequentemente per chiedermi notizie sulle indagini; io lo chiamavo per avere le notizie che mi interessavano…Durante le redazione della seconda informativa noi cercavamo di comprendere le modalità del sorteggio arbitrale e io chiesi notizie al Galdi ed egli sulla casella istituzionale di posta del reparto mi inviò una mail che conteneva le norme in base alle quali i designatori avevano stabilito di fare i sorteggi. Io gli ho fatto per cortesia un ricorso avverso una sanzione per violazione al codice della strada…”

“… Aggiungo che il Galdi, dopo la fuga di notizie, si lamentò con me ed il maggiore Auricchio del fatto che lui aveva fornito apporto alle indagini senza nulla ricevere, a differenza di alcuni suoi colleghi”

Carta dei doveri del giornalista:

Principi: “… Il giornalista non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale. Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento…”

Presunzione d’innocenza: “In tutti i casi di indagini o processi, il giornalista deve sempre ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva e non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone che non siano state giudicate tali in un processo…”

Incompatibilità: “… Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione“

6) COLLINA MAI PUNITO, NE' INDAGATO: PERCHE'?

Come abbiamo potuto apprendere ascoltando le telefonate "piaccia o non piaccia" in questi giorni, l’ex arbitro e attuale designatore arbitrale Pierluigi Collina intratteneva rapporti molto amichevoli con Leonardo Meani, e si rivolgeva ad Adriano Galliani (e alla Fazi?) per sponsorizzare la sua candidatura a futuro designatore arbitrale. Un fatto inaccettabile (immaginatevi se Moggi avesse intrattenuto rapporti con De Santis, e se lo stesso si fosse rivolto a Bettega per fare carriera una volta appeso il fischietto al chiodo..). Ma il 10 aprile 2010 abbiamo appreso dalle parole del “cretino che conta” Giancarlo Abete che “l’intercettazione tra Collina e Meani uscita nei giorni scorsi e pubblicata come nuova in realtà è vecchia, nota ed è già stata valutata dagli organi di giustizia sportiva”.

Valutata? E come? Approfondiamo.

Quella telefonata tra Collina e Meani è stata vagliata, esaminata e giudicata da Marcello Cardona, procuratore arbitrale nazionale, ed aveva portato al deferimento di Pierluigi Collina “per aver intrattenuto nel corso della stagione 2004-05 e, comunque, fino alla fine del mese di agosto 2005, irregolari contatti con soggetti tesserati dell’Ac Milan aventi ad oggetto argomenti attinenti l’attività arbitrale; in particolare riguardo ai contatti con il tesserato Leonardo Meani. Si contesta la circostante aggravante del pregiudizio arrecato per la notorietà dei fatti all’immagine dell’Aia”. L’atto del deferimento trasmesso da Marcello Cardona alla Figc, stigmatizzava il comportamento dell’ex arbitro: “La condotta tenuta da Collina risulta disciplinarmente significativa per la palese inopportunità dei rapporti intrattentuti con il Meani all’indomani di una gara del Milan da lui arbitrata, con accese polemiche, originate da alcuni decisioni arbitrali. Tale comportamento è stato senza dubbio inopportuno e contrastante con la posizione di imparzialità e di indipendenza che, anche a livello di immagine, connotano l’essenza della figura arbitrale. Giova evidenziare che anche il rapporto con il Presidente della Lega si è rivelato inopportuno, infatti, come Collina ha ammesso, Galliani ebbe modo di lamentarsi per quanto accaduto durante la gara Siena-Milan”. E da Cardona sono state giudicate inaccettabili le giustificazioni di Collina per aver contatto Meani come tramite verso Galliani.

Nello smistamento del 2006 tra fatti, telefonate, squalifiche e deferimenti ora dovrà essere spiegato anche perché qualcuno e in nome di cosa decise che il deferimento di Collina firmato dal procuratore arbitrale Marcello Cardona, dovesse finire dimenticato in un cassetto della Figc e non sul tavolo della giustizia sportiva. La procura arbitrale aveva trasmesso la relazione all’Ufficio indagini e il procuratore Marcello Cardona nell’atto del deferimento chiedeva provvedimenti disciplinari. Quell’atto è finito in un cassetto della Figc e Collina è diventato designatore arbitrale. Chi ha deciso di chiudere quel cassetto? In quell’anno ha pagato una intera classe arbitrale, mentre Collina è stato premiato con la promozione a designatore.

5) LE INTERCETTAZIONI PERSE (O MAI AVUTE) DALLA FIGC

Così il direttore generale della Figc Antonello Valentini il 16 aprile scorso: “Per qualsiasi vicenda di carattere giudiziario noi ci mettiamo in scia alla magistratura ordinaria. Abbiamo accertato con il Procuratore federale (Palazzi, ndr) che non abbiamo mai avuto quei dischetti. Il 15 dicembre 2007 Palazzi chiese i documenti a Napoli e alla vigilia di Natale ci furono recapitati tre faldoni cartacei su fatti che tra l’altro erano caduti in prescrizione sei mesi prima”. Tradotto: in Figc non hanno mai avuto i CD con gli audio di tutte le telefonate intercettate dai Carabinieri. Come l'hanno istruita Calciopoli? Leggendo la Gazzetta?

4) LA FUGA DI NOTIZIE: CHI E' STATO E PERCHE'?

L'allora maggiore Auricchio ha dichiarato nel 2007 dinanzi alla Procura della Repubblica del tribunale di Roma che le tre informative riepilogative dal suo nucleo redatte su "Calciopoli" erano protette da una password, comunicate ai colleghi che lavoravano assieme a lui alle indagini. La password era nota anche al suo allora superiore Col. Arcangioli (googlatevelo, per curiosità) che chiese ed ottenne di conoscerla. Sabato 13 maggio 2006 il maresciallo Auricchio interroga l'arbitro Gianluca Paparesta, che rilascia "dichiarazioni particolarmente interessanti sotto il profilo investigativo". Pochi giorni dopo, si verifica una fuga di notizie che finisce nella trasmissione Matrix e, successivamente, sul Corriere della Sera, che riportano le dichiarazioni rese durante l'interrogatorio. A quel punto Auricchio e i colleghi cercano di ricostruire la vicenda. La domenica successiva all'interrogatorio, sempre l'Arcangioli chiede e ottiene dai colleghi Di Laroni e Vucetic copia cartacea del verbale dell'interrogatorio. Auricchio vede Arcangioli assieme alla giornalista Sarzanini e Galdi gli rivela di aver visto un fascicolo sulla scrivania della giornalista, probabilmente quello di Paparesta.

Quanto invece alle informative vere e proprie, pur essendo stato L'Espresso il primo giornale a dare notizia delle indagini di Napoli, l'ha fatto, secondo Auricchio, basandosi sulle informative di Torino, e non sulle loro. Il Libro nero del calcio è stato invece, secondo lui, semplicemente acquistato da altro giornale quando le informative erano già "sul mercato" (a dimostrazione di ciò il fatto che le offrirono anche a Panorama).

Il primo giornale ad aver invece pubblicato notizie dalle loro informative è stato Il Romanista, diretto da Riccardo Luna. Per Auricchio, Luna aveva diversi agganci "istituzionali".

"Non credo che la rivelazione delle notizie sia avvenuta per motivi economici perché necessiterebbe una mentalità criminale; ritengo invece che si siano accumulati più interessi, come quello di pregiudicare le indagini". Così ha concluso la sua deposizione Auricchio. Difficile da credere. Resta la domanda: perchè avvenne allora tale fuga, se pregiudizievole per le indagini? Probabilmente, al netto dell'Auricchiese, perchè di penalmente rilevante c'era poco, mentre sportivamente parlando c'era materiale a sufficienza per imbastire un processo al calcio (che poi piaccia o non piaccia non toccò l'Inter). Senza tale fuga, infatti, è bene sempre ricordarlo, il tutto sarebbe sportivamente caduto in prescrizione, anche per la Juventus. E, sempre per lo stesso motivo, il fatto che allora non uscirono le telefonate dell'Inter ha permesso alle stesse di cadere in prescrizione.

Chi ha avuto interesse a far uscire queste notizie sui giornali? E perchè? La riposta a questa domanda probabilmente risolverebbe parecchi degli attuali misteri di Calciopoli.

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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 15:25
by vikings11
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3) GLI STRANI INTRECCI INTER-TELECOM-FIGC-FIAT

Intrecci pericolosi, quelli avvenuti sull’asse Figc-Telecom-Fiat. Proviamo a riorganizzare un po’ le idee facendo mente locale:

2006: Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza prima di Pirelli e poi di Telecom, ammette sotto interrogartorio presso la Procura della Repubblica di Milano che Massimo Moratti aveva organizzato un’indagine su Calciopoli con più di due anni d’anticipo ri­spetto al maggiore Attilio Auricchio, ordinando indagini ai limiti della legalità su arbitri, designatori e Juventus. Già dal 2002, insomma, iniziò una indagine – illegale – contro alcuni degli imputati di Calciopoli. Ovviamente la fonte è Giuliano Tavaroli, e la responsabilità di tali dichiarazioni è sua.

16 Maggio 2006: Guido Rossi, ex Presidente di Telecom, diventa Commissario straordinario della Figc. Così lo annuncia Gianni Petrucci: “Dovevamo scegliere una persona fuori dal nostro mondo, come avevamo detto, e il professore è una persona di cui nessuno può dire ‘è amico di... non è amico di.’”. Dichiarazione quantomeno opinabile, non fosse altro che era stato certamente, fra le altre cose, dirigente finanziario dell’Inter e membro del CdA dei nerazzurri. Come se non bastasse, un suo vice, Paolo Nicoletti, è il figlio dell’avv. Francesco Nicoletti, calabrese, che difende da decenni la famiglia Moratti.

23 Maggio 2006: Guido Rossi nomina Francesco Saverio Borrelli come nuovo Capo Ufficio Indagini della Figc, succedendo allo sfiduciato Pappa. Uno dei due vice è Federico Maurizio D'Andrea, tenente colonnello della Finanza del nucleo di Bergamo.

15 Settembre 2006: Dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, Guido Rossi viene nominato nuovamente presidente di Telecom Italia.

20 Settembre 2006: Terminata Calciopoli, Saverio Borrelli e i suoi vice D’Andrea e Falcicchia rassegnano le dimissioni dall’Ufficio Indagini. Il D’Andrea passerà alla Telecom, al servizio security prendendo il posto di Tavaroli. Diventa di fatto il n. 3 di Telecom.

21 Settembre 2006: Il Commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, neopresidente della Telecom, rimette il suo mandato, così come i suoi vicecommissari Vito Gamberale e Paolo Nicoletti. Il suo posto viene assunto da Luca Pancalli.

27 Settembre 2006: Dopo un colloquio col nuovo Commissario straordinario della Figc Luca Pancalli, Francesco Saverio Borrelli ci ripensa, e ritira le sue dimissioni.

Marzo 2007: La Procura di Milano invia alla Figc un fascicolo contenente, fra le altre cose, le già citate dichiarazioni di Giuliano Tavaroli sui pedinamenti della Telecom.

Aprile 2007: L’ex arbitro Massimo De Santis accusa la Telecom di averlo illegalmente intercettato e pedinato. Stessa sorte capita fra gli altri a Bobo Vieri e all’ex Dirigente del Messina Fabiani. Leggete cosa ha detto al riguardo l’avv. Silvia Morescanti, difesa Fabiani e Bergamo, durante lo speciale Calciopoli andato in onda su Sportitalia lo scorso 6 aprile 2010:

"Nel processo Telecom a Milano è emerso, ma agli atti c'era gia dal lontano 2006, che alcuni arbitri ed alcuni dirigenti, tra cui Fabiani, sono stati seguiti e pedinati. Tutto questo materiale è arrivato nelle mani del Dottor Francesco Saverio Borrelli nell'aprile del 2007. Nel 2007 la Federazione sapeva perfettamente quello che era successo. Cosa ha fatto nei confronti dell'Inter visto che da quell'indagine è emerso chiaramente che i mandanti per far seguire e pedinare determinate persone del mondo del calcio sono stati Moratti e Facchetti? La Federazione queste documentazioni le ha, io ho le prove, io ho la documentazione e l'ho portata anche al CONI quando ho difeso Fabiani e, addirittura, l'ho mandata per far riaprire il procedimento anche nei confronti dell'Inter. La Federazione ha taciuto ed ha ritenuto di non dover riaprire un procedimento così importante".

Così invece Emanuele Cipriani, l'uomo dei dossier Telecom, in una intervista rilasciata alla trasmissione Report di Rai Tre del 16 maggio 2010:

D. Tra i suoi dossier ci sono anche alcuni che riguardano i giocatori dell'Inter, l'arbitro De Santis..
R. Si..
D. ..poi al centro di Calciopoli, no?
R. Si, come no!
D. Queste cose voi le fate su indicazione di chi?
R. L'operazione sull'arbitro De Santis fu richiesta e pagata da Pirelli, mentre la verifica del comportamento - perchè anche lì c'erano voci che questi calciatori c'avessero frequestazioni non troppo ortodosse e potevano non rendere in campo - arrivò sempre da Pirelli, però con l'indicazione di fatturare all'Inter.
D. E veniva informato Tronchetti Provera di questi rapporti, che lei sappia?
R. In mia presenza diverse volte il signor Tavaroli ha alzato il telefono, gli accennava l'esito e, automaticamente, spessissimo - dato che erano le pratiche più delicate - Tavaroli si alvaza, mi lasciava lì e andava direttamente in via Negri dal dott. Tronchetti.

2 Aprile 2007: Giancarlo Abete diventa il nuovo Presidente della Figc succedendo al Commissario straordinario Luca Pancalli.

6 Aprile 2007: Guido Rossi rassegna le dimissioni da Presidente e membro del CdA della Telecom.

Giugno 2007: Francesco Saverio Borrelli si dimette nuovamente.

23 Giugno 2007: il procedimento contro l’Inter per il “caso Telecom” viene ufficialmente archiviato dalla Figc per prescrizione.

1 Luglio 2007: entra in vigore il nuovo Codice di Giustizia Sportiva.

8 Marzo 2008: Fabio Tamburini de Il Sole 24 Ore scrive che Guido Rossi è da alcune settimane consulente FIAT

10 Marzo 2008: L'Avv. Berardino Libonati viene nominato presidente Telecom Italia Media. Tra le tante cose, è il legale di fiducia di Gabetti (Presidente Exor) nella causa intentata da Margherita per far chiarezza sull'eredità di Gianni Agnelli.

Sarà così che funziona l’alta finanza, e saranno tutte persone, quelle scelte, di stimata professionalità e intaccabile moralità. Certo, alcune scelte sono, questo si può dire, un po’ inopportune.

2) PIACCIA O NON PIACCIA, HANNO IGNORATO L'INTER


Vi cito un articolo del 27 ottobre 2008 dell'Ansa:

Napoli, 27 ottobre – ”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo…”. Cosi’ il pm Giuseppe Narducci liquida la tesi secondo la quale, nell’ambito dei contatti illeciti tra dirigenti, designatori e arbitri emersi dall’inchiesta Calciopoli, ci si troverebbe in fondo di fronte a ‘’sollecitazioni da parte di tutti nei confronti di tutti”. Una tesi che è stata sostenuta da alcuni imputati del processo e con la quale, a parere degli inquirenti, si intenderebbe soltanto ridimensionare il ruolo e le responsabilità di quanti sono rimasti coinvolti nella vicenda giudiziaria. A confutare tale versione, più volte proposta anche in commenti e interviste, è stato il pm Narducci nel corso della requisitoria in apertura della prima udienza, davanti al gup Eduardo De Gregorio, del processo nei confronti di 11 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato. Una requisitoria che richiederà a Narducci e al pm Filippo Beatrice, almeno altre due udienze a cominciare dal 12 dicembre prossimo. Per il pm napoletano, sono ”balle smentite dai fatti” le tesi sull’esistenza di un sistema generalizzato in cui erano tutti a parlare con tutti. Nelle migliaia di intercettazioni, ha sottolineato il magistrato, ”ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perchè solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio”. ”I cellulari – ha aggiunto – erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”. E ciò vale anche per le schede ”occulte”, cioè le schede sim segrete che Moggi aveva fornito a arbitri e designatori. ”Schede del signor Moratti e del signor Sensi non ce ne sono, ci sono invece quelle schede di cui abbiamo parlato”, ha affermato Narducci.

Riletto a due anni di distanza, non credo serva aggiungere altro. O forse sì.

Così Paolo Bergamo l'8 giugno 2006 in una intervista concessa a Repubblica:

D. Ma parlava o no al telefono con Moggi?
R. "Con Moggi? Certo che parlavo con lui, ma io parlavo con tutti. Come era logico che fosse. Parlavo con Capello, con Sacchi... Normale, normalissimo"

D. Però i carabinieri sostengono che c'è stato un pranzo segreto a casa sua, a Collesalvetti, con i dirigenti della Juve.
R. "Macché segreto e segreto. Il campionato era praticamente finito, la Juventus giocava a Livorno e aveva già vinto lo scudetto. Sì, Moggi e Giraudo sono venuti a cena a casa mia, e allora?"

D. I carabinieri erano appostati al cancello...
R. "Al cancello, lungo la stradina, ovunque stavano... In passato avevo invitato a cena anche Galliani, dirigenti dell'Inter e di altre società. Scusate, ma che male c'è?"

Sempre lo stesso giorno, gli uomini del pool di Borrelli interrogano Bergamo dalle 9.10 alle 18. Bergamo confessa subito ai vicecapi dell'allora Ufficio Indagini, D’Andrea e De Feo, che sentiva tanti altri dirigenti. Come si può leggere dal verbale d'interrogatorio, questa fu la dichiarazione di Bergamo: "Non ho mai negato di parlare della probabile formazione della griglia, che comunque dovevo confrontare con Pairetto, anche con tutti gli altri dirigenti di società che me ne avessero fatto richiesta. Questa consuetudine di parlare della griglia o di quegli arbitri che potevano andare nella griglia, ribadisco, ce l’avevo anche con altri dirigenti (tra gli altri Facchetti, Meani, Capello, Sacchi). Non so dire se Pairetto si confrontava con altri su questi temi. E preciso che la conoscenza della griglia era il “segreto di Pulcinella” in quanto gli arbitri erano certamente individuabili per gli addetti ai lavori".

La giornata si conclude, alla sera, con la partecipazione del Begamo ad una puntata di Matrix. "Intervenuto in TV alla trasmissione condotta da Enrico Mentana, Paolo Bergamo ha affermato che le telefonate a lui ed al suo collega Pierluigi Pairetto da parte dei dirigenti delle diverse squadre erano molto frequenti. Bergamo ha candidamente rivelato di essere solito parlare con tutti ed ospitare in casa sua, persino per la notte, il presidente interista Giacinto Facchetti. In particolare, ha dichiarato che riceveva spesso telefonate dai dirigenti dell'Inter, squadra a cui è stato assegnato successivamente lo Scudetto 2005-2006. Sempre nel corso dell'intervista, l'ex designatore, ha detto che durante la stagione calcistica 2003-2004 ha parlato più volte con l'allora allenatore della Roma, Fabio Capello".

Passiamo all'ex arbitro Massimo De Santis: così disse nel corso di una trasmissione su Antenna 3 il 30 aprile 2007:

"Io dichiaro di non aver mai, e dico mai, parlato al telefono con Luciano Moggi e di non aver mai preso da Moggi alcuna sim straniera. Anzi. Dico di più. Ero solito parlare abitualmente con altri dirigenti calcistici. Mi sentivo spesso con Facchetti e Meani. Con Giacinto Facchetti avevo un buonissimo rapporto e devo dire che lui in parecchie circostanze è stato molto ossessivo. (...) Queste cose le sa benissimo anche Moratti. Mi spiace parlare di una persona che purtroppo non c'è più. Ma io sono disponibilissimo a rendere pubblici i miei tabulati telefonici, di modo che tutti sappiano che questi rapporti erano reali. Meani? mi sentivo spessissimo anche con lui e mi viene da sorridere quando viene trattato come un fattorino o una badante".

Così, infine, Rosario Coppola, ex assistente della Can A, intervistato da calciomercato.com il 6 aprile 2010 che conferma una sua testimonianza resa nel processo di Napoli:

D. Lei raccontò tutto prima in Figc, poi, scoppiata Calciopoli, ai carabinieri.
R. «Quando incontrai i carabinieri rimasi sorpreso dal loro atteggiamento: sembrava che l’argomento non gli interessasse forse perché quello che stavo raccontando non andava nella direzione da loro intrapresa. Furono molto sbrigativi dicendo che sull’Inter non avevano intercettazioni».

D. Oggi, ci sono.
R. «Non sono sorpreso. Ora si parla dell’Inter, ma lo facevano tutti».

D. Perché ha parlato solo lei?
R. «Perché io ho smesso di fare il guardalinee».

Vi ricordo, infine, che grazie al lavoro dell'amico Gabriele Capasso, ho realizzato questo dossier che mette a confronto le telefonate della Sentenza Caf che "inchiodano" Luciano Moggi con quelle emerse di Giacinto Facchetti, allora Presidente dell'Inter. Tutti sicuri che non fossero "rilevanti"?

1) LA SENTENZA "ETICA" APPELLABILE

La Juventus è finita in Serie B con penalizzazione perdendo 2 Scudetti senza di fatto aver alterato alcun risultato sportivo. Nessun art. 6, ma una somma di art. 1 divenuti art. 6. Un "illecito strutturato" creato appositamente per giustificare la durezza della penalizzazione, che doveva venire incontro alle esigenze dal sentimento popolare, che chiedeva pulizia. Non serve aggiungere altro. I precedenti 9 punti sono tutti importanti, ma la realtà è che non sarebbe neanche servito questo nuovo filone di intercettazioni per chiedere la revisione del processo sportivo. Bastava volerlo.

Antonio Corsa
http://www.uccellinodidelpiero.com/dieci-motivi-per-cui-calciopoli-continua-a-non-convincermi/

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 15:33
by vikings11
E per chi non ha avuto modo di leggerla, intervista a Nicola Penta, lo sbobinatore delle nuove intercettazioni...
D. Come esperto di Comunicazione oltre che di Marketing, quanto ha pesato secondo lei l’effetto mediatico su questa storia
P. ”Direi che è stata basata soprattutto su quello. Negli ultimi anni, i processi mediatici influiscono dove, non essendoci le prove, si cerca di coinvolgere emotivamente le persone attraverso i media che tengono la parte dell’accusa, condizionando le menti con gli indizi, che ricordiamolo non sono prove ma ipotesi investigative”
D. Il processo di Napoli era iniziato sotto una luce funesta sembrava che avessero in mano la verità. Ma fin da subito si è capito che qualcosa non quadrava.
P. ”Pensi che Nucini, l’arbitro spia utilizzato dal Presidente dell’Inter disse di aver ricevuto una sim nel presunto incontro segreto con Moggi a Torino.. Bene, di segreto non c’era nulla perché l’Hotel Concorde, luogo dell’incontro, era la sede del ritiro di tutte le partite casalinghe della Juventus, oltre ad essere utilizzato dagli arbitri quando giocava il Torino in casa, e la presunta scheda, disse di averla gettata dal finestrino della sua auto mentre tornava a casa..queste erano alcune delle prove che non quadravano
D. Nel 2006, molti domandavano a Moggi di scusarsi con il mondo del calcio per quanto aveva fatto. Dopo quanto abbiamo assistito a Napoli, crede che sia arrivato il momento per altri di chiedere scusa a lui e a tutti gli sportivi che hanno subito calciopoli?
P. “Direi che quello che ci è stato raccontato non è proprio la verità, ritengo a mio modesto parere che è ora di fare chiarezza su tutto, poi ci saranno i tempi delle scuse e delle responsabilità”
D. Ad oggi sono stati ascoltati tutti i testi dell’accusa, che idea si è fatto fino ad ora, e quali testi lei ad oggi ritiene importanti ai fini del lavoro della difesa?
P.” Certamente i due Notai che assistevano ai sorteggi, che verranno sentiti nelle udienze di giugno, saranno determinanti per confermare che i sorteggi erano regolari; dei testi dell’accusa mi rimase impresso Armando Carbone, noto alle cronache per essere stato uno degli artefici del calcio scommesse del 1980, quando il giudice gli chiese che lavoro faceva, lui rispose che comprava gli arbitri e aggiustava le partite”
D. Tra questi testi hanno deposto il colonello Auricchio e il maresciallo Di Laroni, che hanno mostrato evidenti falle nelle indagini condotte all’epoca.
P. Direi che più che falle sono voragini. Il col. Auricchio disse chiaramente, sotto giuramento, che l’obbiettivo dell’indagine ad un certo punto era Moggi, Giraudo e la Juventus. Ci sarebbe da parlare un anno di quello che è stato fatto, di sicuro la notizia di oggi, che il m.llo Di Laroni facesse i ricorsi delle multe ad un giornalista è una cosa vergognosa e secondo me da inchiesta, queste sono le cose che succedevano in quel periodo
D. Dopo mesi di lavoro finalmente sono venute fuori le telefonate che Bergamo e Pairetto hanno denunciato da parte di tanti altri club e soprattutto di alcuni importanti dirigenti: tra questi la madre di tutte le telefonate, Facchetti-Bergamo.
P. ”Io non parlerei di madri, padri o zie, è chiaro che sono telefonate rilevanti, sia ai fini processuali-come ampiamente sottolineato dal giudice- che a livello di giustizia sportiva..Come ho già detto varie volte, il nostro lavoro è quello di fare luce e chiarezza su un procedimento che sino ad oggi si è dimostrato unidirezionale”
D. Siete in attesa dei cd contenenti le telefonate di Pairetto e pare i famosi brogliacci delle indagini, li avete recuperati, e cosa vi aspettate di trovarvi dentro?
P. Il 18 l’ing. Porta sarà a Napoli per ritirare il materiale, non sappiamo ancora cosa ci sia dentro, ma sicuramente alcune telefonate mancanti che sappiamo esserci, ma stiamo lavorando, e contiamo di chiedere l’acquisizione di altre 50 telefonate interessanti”
D. In una recente trasmissione Matrix lei, Moggi e Prioreschi avete avuto modo di dire la vostra, ma come abbiamo notato tutti, ci sono persone come Liguori che continuano a fare disinformazione e non dicono la verità
P. “Non abbiamo avuto modo di dire la nostra, purtroppo, ma la diremo presto. La disinformazione regna sovrana, oramai quello che dicono i media è la Bibbia. Liguori ahimè è ignorante in materia, non si è documentato, riporta quello che ha letto sui giornali. Un altro “travagliato”; per fortuna la gente non si lascia incantare da certi personaggi , che al posto di informare, disinformano, fosse per loro e qualche altro, basterebbero i PM, non ci sarebbe bisogno di fare i processi, cosa che invece, bontà loro, in democrazia succede.. Quando non si hanno argomenti la si butta in caciara innervosendo gli “avversari” e non facendo capire nulla ai telespettatori..”
D. Tanti parlano delle famose sim svizzere, che non possono essere intercettate, e gente come lo stesso Liguori, reputano la pistola fumante a disposizione dell’accusa in quanto anche senza intercettazioni sarebbero la prova dell’esistenza della Cupola, anche se lei ha dimostrato come una telefonata tra Moggi e Bergamo venisse da una sim svizzera.
P. “Vede, Liguori non sapeva questa cosa, come non la sapevano in molti.. Le sim svizzere possono essere intercettate come tutte le altre sim estere, ma come è emerso nella telefonata, Moggi non dice a Bergamo “mandami quell’arbitro lì che mi deve far vincere”, c’è ancora un sorteggio da fare, e il sorteggio era regolare”
D. Come giudica gli organi di informazione, che hanno dimostrato interesse su questo processo con enorme ritardo? Secondo lei, perché per tanto tempo ci si è “dimenticati” di questo processo?
P.” Purtroppo in Italia si è passati dal garantismo degli anni 70/80 al giustizialismo degli ultimi anni, alla Torquemada per intenderci, dove bastava non mangiare il maiale per essere considerati degli infedeli e torturati alla ruota per poi essere bruciati..Detto questo, diciamo che essendo un inchiesta basata su intercettazioni e su tabellini di giornali, sarebbe stata sicuramente archiviata, con la fuga, che a me tanto fuga non sembra, di notizie, si creò uno tsunami mediatico che portò ai processi sportivi e a tutto quello che è successo. Ora è evidente che la realtà che stiamo vivendo non può più essere occultata dai media, è interesse di tutti i cittadini capire come funziona la giustizia e chi svolge le indagini”
D. Molti continuano a considerare le Sim svizzere l’aspetto cruciale dell’intera vicenda. Una volta per tutte, quelle Sim erano intercettabili? Per intercettarle, serviva una rogatoria?
P.” Il fatto evidente è che le sim svizzere come quelle di altri paesi esteri sono certamente intercettabili, ma dopo aver sentito il contenuto della famosa grigliata fatta da Bergamo dal telefono di casa sulla scheda svizzera di Moggi, forse fa più effetto far pensare che non erano intercettabili; penso che la rogatoria non serva quando il traffico viene effettuato sul territorio, ragion di più per intercettarle, ma il mio pensiero su questo l’ho appena espresso”
D. Sempre in relazione alle Sim svizzere, sembrano esserci strane ed evidenti incongruenze tra le celle che venivano “agganciate” e gli effettivi spostamenti delle persone accusate di esserne in possesso. Qualcuno suppone addirittura che quelle schede fossero in realtà utilizzate da pedinatori sulle tracce degli stessi arbitri. Lei che idea si è fatto a tale proposito?
P.”Penso che tutta la storia delle schede svizzere sia una bufala, basta ascoltare un migliaio di telefonate per capire che il sorteggio era regolare, che Moggi temeva di essere spiato dalla Telecom, che Montezemolo faceva fuori Giraudo e Moggi alla fine dell’anno e portava Baldini alla Juve, che Baldini un anno e due mesi prima annuncia il ribaltone perché vive per quello prima di essere sentito ufficialmente dai carabinieri, che Manfredi Martino era del Milan come la Fazi, che Trefoloni Puglisi e Copelli idem, che Collina voleva incontrare Galliani di nascosto al ristorante di Meani, che Paparesta chiedeva a Galliani di interessarsi della sua azienda presso Letta per un piacere personale, che Bergamo faceva di testa sua con Pairetto, che Collina non refertava come Paparesta chi entrava e urlava nello spogliatoio a fine gara, che Meani passava 10 ore al giorno al telefono con arbitri e assistenti per convincerli degli errori projuve, che De Santis rideva come un pazzo perché con il suo arbitraggio in Juve-Inter 0-1 fece entrare in silenzio stampa la Juventus, che chi perdeva urlava al complotto e chi vinceva era contento ecc.. Non credo ai pedinatori con le schede, ma ai pedinatori ed intercettatori si”
D. Cosa emergerà nei prossimi mesi in relazione alle intercettazioni inedite?
P.” Che era un mondo dove tutti pensavano ai propri interessi, e attenti a non farsi fregare , come ancora oggi succede nel mondo del calcio e non solo.."
D. Può anticiparci qualcosa riguardo ai testi che la difesa chiamerà in aula? E su quali di questi ritenete di poter trarre informazioni importanti per la vostra causa?
P.” Gli avvocati Trofino e Prioreschi stanno valutando chi saranno i 50 testi da sentire come difesa Moggi , ma sicuramente Tavaroli, Moratti e Baldini saranno i primi”
D. Ritiene che alla conclusione del processo penale si possa intervenire per riottenere gli Scudetti tolti e come si potrebbe fare? E cosa riterrete ancora di poter ottenere dopo questo processo?
P. “Penso che lo scudetto lo revocheranno di certo, subito dopo, sicuramente la Juventus farà un ricorso per la riassegnazione, quello del 2004-05 credo che rimarrà senza padrone, chi riteneva e continua ancora oggi a ritenere sia stato il più grave scandalo del calcio mondiale è in pieno delirio, oltre ad essere fazioso, prima del processo sportivo fù dichiarato che erano successi fatti gravissimi e questo ha influito sui giudici. Vi fù invece un fatto anomalo, e cioè concentrare il potere nelle mani di una persona che tra l’altro ha assegnato uno scudetto a tavolino che invece era stato vinto sul campo meritatamente”
D. Nelle ultime settimane l’interesse si è rivolto in modo particolare, ad alcune telefonate di facchetti, suscitando il polverone e l’indignazione di tutti, lo stesso figlio ha avuto dichiarazioni forti rispetto all’eventuale “tarocca mento” di una telefonata, consegnando poi ai pm un memoriale, riterrete opportuno chiamarlo a testimoniare ed eventualmente avete ancora altre intercettazioni che possano essere ritenute rilevanti?
P.” Io nella vita ho sempre lavorato e non ho mai fatto né il figlio né il nipote , detto questo, in quel memoriale non c’è niente di nuovo se non che Moratti rappresentato dall’avvocato Nicoletti firmò i diritti televisivi per SKY insieme a Giraudo e Galliani nello studio dell’Avvocato Cantamessa, e Facchetti che lavorava per mettere insieme la cordata da opporre al Milan e alla Juventus, quando seppe che il suo lavoro era stato vanificato da quell’accordo vi lascio immaginare quale fù la sua reazione..”
D. Si voleva dimettere?
P.” Non chiedetelo a me, altri lo sanno.."
D. Ma perché l’arbitro Nucini si rivolse a Facchetti?
P."Fabio Monti scrisse un articolo sul Corsera chiedendo come mai l’arbitro Nucini che non veniva mai utilizzato perchè scarso, non veniva dismesso, ho fatto uno studio su questo, quello che è emerso è imbarazzante, e dato che sapeva che sarebbe stato dismesso iniziò a guardarsi intorno per trovare un lavoro dato che il suo l’aveva lasciato per fare l’arbitro, oltretutto sotto giuramento ha dichiarato che veniva vessato dai designatori, è invece emerso l’esatto contrario dalle telefonate ”
D. Il giornalista Bruno Bartolozzi durante un Controcampo difendeva a spada tratta il compianto Presidente dell’Inter, arrivando al punto da far abbandonare lo studio a Mughini, a Matrix invece non ha detto quasi nulla
P.”Non era ancora a conoscenza di quello che pensava di lui il Presidente dell’Inter, una volta appreso il contenuto del memoriale, forse ha cambiato idea, tuttavia ritengo che anche lui non fosse a conoscenza di tante cose, e di molte altre che usciranno”
D. Ritornando al lavoro di ascolto delle telefonate abbiamo già detto che mancano ancora molte delle 190.000 intercettazioni, può anticiparci i nomi di persone che usano più frequentemente il telefono?
P.” Diciamo che oltre l’ex Dir.della Juventus ci sono la Fazi Meani e Bergamo che sono costantemente al telefono, poi arriva Mazzini che è uno spasso ascoltarlo”
D. A proposito di griglie e arbitri nelle teorie dell’accusa si parla molto dei favori arbitrali e di come arbitri della presunta cupola siano non solo a favore della stessa ma godano di una certa immunità. Sappiamo però che voi avete invece verificato e confutato con dati certi la teoria esattamente contraria.
P.” Le verifiche ed i riscontri effettuati danno un esito totalmente opposto, cioè che la Juventus faceva meno punti con gli arbitri asseritamente “amici” che con gli altri, ma c’è uno studio che stiamo verificando, dopo le dichiarazioni di Ancellotti che stimo molto come allenatore, che in qualche modo si sentiva defraudato, sembra invece che gli arbitri della così detta cupola fossero dalla sua, visto che non ha mai perso una partita con i loro arbitraggi, ma ha sempre vinto fuori casa ad eccezione della gara pareggiata a Torino 0-0. Basta pensare che l’arbitro De Santis ha arbitrato il Milan nel derby con l’Inter ed ha vinto 1-0, a Firenze 2-1, Racalbuto a Reggio C. con il Milan vincente 1-0, Pieri a Parma ed ha vinto 2-1..mi fermo se nò gli avvocati ..”
D. Ancora ieri sono uscite dichiarazioni di Guido Rossi in relazione alle sentenze di calcioopli può commentarle?
P.” Penso che siano deliranti, fuori dalla realtà, mi sembra di vedere “4000” dove uno sparisce per 10 anni dalla Terra e non sa cosa è successo..Il Prof.Sandulli disse che fù una forzatura di Rossi Guido ad assegnare lo scudetto all’inter, e cosa volevamo aspettarci da un tifoso che è stato anche membro del CdA dei nerazzurri? Le sue dichiarazioni le ricordo ancora, “sono successi fatti gravissimi” il giorno stesso del processo sportivo, e ora vuole farci tacere? Per il bene di tutti, anche dei tifosi dell’Inter, deve essere fatta chiarezza, e se l’inter come altri hanno fatto le stesse cose di quelli squalificati è giusto che paghino. Altrimenti non fiinirà più.."
D. A suo parere, che differenza c’è tra Moggi che provava ad indovinare, peraltro non riuscendoci, una griglia al telefono con il designatore, e Facchetti che chiedeva di formare una griglia ad hoc, così da vedersi assegnato l’arbitro preferito?
P.Quello che posso dire è che Facchetti tutelava la sua società, e Moggi faceva altrettanto, i designatori andavano per la loro strada facendo credere, a tutti quelli che chiamavano, di assecondarli”
D. Ritiene ci siano dei responsabili alla Juventus per come è stata condotta la strategia difensiva al processo sportivo?
P.”Direi di si, Blanc e Cobolli con l’avvocato Zaccone, verranno ricordati per essere quelli che hanno mandato in B la Juventus, ma lo dissi a loro direttamente all’assemblea degli azionisti del 2006, ma Blanc mi rise in faccia..”D. Oltre ai responsabili già citati, pensa ci siano altri responsabili all’interno della società, della situazione drammatica vissuta negli tempi dalla Juventus?
P.”ritengo che le responsabilità siano equamente suddivise, e come azionista,direi che è giunta l’ora di dare una svolta a livello tecnico e manageriale”
D. Crede che con l’ingresso di Andrea Agnelli, la Juventus cambierà linea radicalmente riguardo Calciopoli?
P. “Credo che Andrea Agnelli in questo momento sia la migliore soluzione per quanto riguarda la Presidenza della società, per le sue capacità e la sua fede, e come suo padre, il Dott.Umberto che non viene mai ricordato abbastanza, saprà scegliere bene i propri uomini, lo dico anche in qualità di azionista, sul discorso calciopoli anche lui vorrà fare chiarezza e penso che qualcosa cambierà”

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 15:54
by Biron 43
Vik  :notworthy: anche se sotto sotto un po' ti odio perchè dovrei studiare e invece perdo tempo a leggere ste cose  :lol2:

Comunque mi fanno sempre più schifo tutti quelli che hanno condotto ste indagini alla cazzo e tutti quelli che hanno spalato vagonate di merda sulla Juve per 4 anni senza essere a conoscenza dei fatti...spero vivamente che venga fatta giustizia

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 18/05/2010, 19:53
by doc G
"Nel processo Telecom a Milano è emerso, ma agli atti c'era gia dal lontano 2006, che alcuni arbitri ed alcuni dirigenti, tra cui Fabiani, sono stati seguiti e pedinati. Tutto questo materiale è arrivato nelle mani del Dottor Francesco Saverio Borrelli nell'aprile del 2007. Nel 2007 la Federazione sapeva perfettamente quello che era successo. Cosa ha fatto nei confronti dell'Inter visto che da quell'indagine è emerso chiaramente che i mandanti per far seguire e pedinare determinate persone del mondo del calcio sono stati Moratti e Facchetti? La Federazione queste documentazioni le ha, io ho le prove, io ho la documentazione e l'ho portata anche al CONI quando ho difeso Fabiani e, addirittura, l'ho mandata per far riaprire il procedimento anche nei confronti dell'Inter. La Federazione ha taciuto ed ha ritenuto di non dover riaprire un procedimento così importante".
Chi è che scrive qui?
Se confermato esattamente che c'erano le prove documentali di questi fatti qui non si parla più di giustizia sportiva, ma di penale.
Non sapremo fino alle sentenze cosa avviene in un processo secretato, ma se le prove documentali vengono presentate ad un organo di giustizia, anche se specifico, e questo non avvia un procedimento (non parlo di condanna, di avvio di procedimento, cosa ben diversa) c'è una evidente omissione di atti di ufficio.
E se non ricordo male in quel ruolo c'era pure qualcuno che ha diretto altre indagini clamorose, che quindi avrebbe dovuto sapere queste cose...
Quello di cui mi stupisco è che non ci siano querele per diffamazione ed allo stesso tempo non ci sia un clamore su questi fatti.

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 19/05/2010, 0:15
by ShOwmeHOw2play
doc G wrote: Chi è che scrive qui?
Se confermato esattamente che c'erano le prove documentali di questi fatti qui non si parla più di giustizia sportiva, ma di penale.
Non sapremo fino alle sentenze cosa avviene in un processo secretato, ma se le prove documentali vengono presentate ad un organo di giustizia, anche se specifico, e questo non avvia un procedimento (non parlo di condanna, di avvio di procedimento, cosa ben diversa) c'è una evidente omissione di atti di ufficio.
E se non ricordo male in quel ruolo c'era pure qualcuno che ha diretto altre indagini clamorose, che quindi avrebbe dovuto sapere queste cose...
Quello di cui mi stupisco è che non ci siano querele per diffamazione ed allo stesso tempo non ci sia un clamore su questi fatti.
Intanto sento sempre solo gente che non ammette di essere implicata... oppure non si sente più nulla
dopo il rumore di nemici... il silenzio degli onesti...  :lol2:

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 19/05/2010, 0:31
by vikings11
doc G wrote: Chi è che scrive qui?
Se confermato esattamente che c'erano le prove documentali di questi fatti qui non si parla più di giustizia sportiva, ma di penale.
Non sapremo fino alle sentenze cosa avviene in un processo secretato, ma se le prove documentali vengono presentate ad un organo di giustizia, anche se specifico, e questo non avvia un procedimento (non parlo di condanna, di avvio di procedimento, cosa ben diversa) c'è una evidente omissione di atti di ufficio.
E se non ricordo male in quel ruolo c'era pure qualcuno che ha diretto altre indagini clamorose, che quindi avrebbe dovuto sapere queste cose...
Quello di cui mi stupisco è che non ci siano querele per diffamazione ed allo stesso tempo non ci sia un clamore su questi fatti.
E' una dichiarazione dell'avvocatessa Morescanti, che ha seguito Fabiani e De Santis nel processo Telecom e che sta seguendo Bergamo e, mi pare, Fabiani in quello di Calcipoli. Disse queste cose in un intervento ad uno speciale su Sportitalia andato in onda nei primi giorni in cui uscivano le nuove intercettazioni. Come sempre, notizia abilmente fatta passare sottotraccia.

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 19/05/2010, 16:52
by Mikele
Letto tutto... Vik  :notworthy: :notworthy: :notworthy:

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 20/05/2010, 14:08
by vikings11
:fischia:
La Procura di Tivoli su Lazio-Inter - La procura di Tivoli (competente per la zona di Formello, dove ha sede il campo d'allenamento della Lazio) ha aperto un fascicolo a carico di ignoti, per violenza privata e minacce, appunto sulle minacce ricevute dai giocatori laziali da parte di tifosi biancocelesti prima della partita-biscotto con l'Inter. Il procuratore Lugi De Ficchy ha sentito come testimone il centrocampista della Lazio Roberto Baronio. La Lazio tuttavia smentisce che i suoi calciatori abbiano subìto minacce, precisando che dalla società stessa non è partita alcuna denuncia. De Ficchy va comunque per la sua strada, anzi, in un'intervista concessa al 'Romanista', si chiede perché la giustizia sportiva abbia assolutamente ignorato l'episodio: "Non so perché la giustizia sportiva non abbia aperto un'inchiesta, dovreste chiederlo a loro. Immagino, però, abbiano letto I giornali così come li abbiamo letti noi. Ho letto i giornali dei giorni precedenti e successivi a Lazio-Inter e mi è venuto naturale aprire un'inchiesta visto che si è parlato ovunque di presunti reati commessi". Ma anche Claudio Ranieri (decisamente più battagliero da quando è alla 'sua' Roma) è tornato sulla questione: "Come si vince la battaglia per uno sport pulito? Con tifosi che incitano la loro squadra, pretendendo il massimo, senza mettere al centro dei propri dogmi le altrui disgrazie e senza necessità di spettacoli desolanti come quello dello Stadio Olimpico. Alcuni aspetti delle ultime settimane mi hanno indignato. Quelle parole così nette dei vincitori ad esempio, 'Abbiamo vinto uno scudetto contro tutto e contro tutti'. Questa sicumera, anche un po' ridicola, mi fa riflettere. Non sono bastate le immagini di Lazio-Inter per stendere un velo definitivo su quello che è accaduto davvero? Hanno visto un film che non esisteva e nell'isola italiana hanno trovato tante persone che hanno abboccato a una storiella risibile. Mi lascia l'amaro in bocca. Ogni allenatore, presidente, tifoso, può declinare un suo cahier de doléances, stilare una lista delle recriminazioni, ma perlomeno chi vince in quel modo, abbia il buon gusto di non dire nulla".

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 20/05/2010, 15:24
by francilive
vikings11 wrote: :fischia:

Anche a Tivoli sono quattro barboni (cit.)

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 20/05/2010, 15:28
by Mikele
Ogni allenatore, presidente, tifoso, può declinare un suo cahier de doléances, stilare una lista delle recriminazioni, ma perlomeno chi vince in quel modo, abbia il buon gusto di non dire nulla".
non è certo la prima volta...  :fischia:

Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato 2

Posted: 20/05/2010, 15:29
by francilive
Mikele wrote: non è certo la prima volta...  :fischia:
se per questo manco l'ultima...