Re: C'era una volta il Cinema...

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nefastto
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by nefastto »

SafeBet wrote: Quindi tanto vale buttarci dentro qualsiasi stereotipo possibile, di modo da far sembrare lo straniamento più autentico? Mah.
E tra l'altro Sofia Coppola, se non sbaglio, ha anche vissuto per qualche tempo a Tokyo. Affermare che avrebbe potuto girarlo in qualunque altro posto è perlomeno forzato, come anche sostenere che non volesse almeno in parte rendere la città di ambientazione protagonista del film.
assolutamente no. Resta (per sentito da chi a Tokyo ci è stato quindi attendibile fino a un certo punto) che gli stereotipi presenti nel film sono comunque molto presenti nella realtà.
Sul fatto che avrebbe potuto girare il film ovunque siamo daccordo che sia una cagata però rimango che non volesse rendere protagonista la città quanto usarla per caratterizzare i personaggi.
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by SafeBet »

nefastto wrote: assolutamente no. Resta (per sentito da chi a Tokyo ci è stato quindi attendibile fino a un certo punto) che gli stereotipi presenti nel film sono comunque molto presenti nella realtà.
Sul fatto che avrebbe potuto girare il film ovunque siamo daccordo che sia una cagata però rimango che non volesse rendere protagonista la città quanto usarla per caratterizzare i personaggi.
Ma siamo d'accordissimo che ci sia una componente di realtà in ciò che racconta Coppola (come ce n'era, tanto per fare un altro esempio di film che non mi è piaciuto, nella Barcellona di Allen). Probabilmente più che di stereotipo parlerei di approccio un po' caricaturale alla realtà dei fatti, sembra quasi una parodia di Tokyo e dei giapponesi a tratti.
Ininfluente nella storia? Forse. Resta il fatto che, per come vedo io il cinema, se giochi in trasferta (operazione sempre piuttosto complessa) sarebbe auspicabile uno sforzo maggiore per rendere credibile l'ambientazione della tua storia. Altrimenti serve solo a dare un tocco esotico alla pellicola. Oppure, e forse è proprio questo il caso, la banalizzazione della città è funzionale e necessaria allo scopo del film: è probabilmente per questo che il film non mi convince.
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by Alicon »

Tanto per essere un pò più leggeri e leggiadri, ho visto , quasi per caso : "Una notte da Leoni".
Bene, se volete passare 2 ore di risate mai troppo volgari e con una trama curiosa, non perdetelo!
per me, già un cult  :01:
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nefastto
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by nefastto »

Alicon wrote: Tanto per essere un pò più leggeri e leggiadri, ho visto , quasi per caso : "Una notte da Leoni".
Bene, se volete passare 2 ore di risate mai troppo volgari e con una trama curiosa, non perdetelo!
per me, già un cult  :01:
Concordo è stata una sorpresa  :forza:

SafeBet wrote: Ma siamo d'accordissimo che ci sia una componente di realtà in ciò che racconta Coppola (come ce n'era, tanto per fare un altro esempio di film che non mi è piaciuto, nella Barcellona di Allen). Probabilmente più che di stereotipo parlerei di approccio un po' caricaturale alla realtà dei fatti, sembra quasi una parodia di Tokyo e dei giapponesi a tratti.
Ininfluente nella storia? Forse. Resta il fatto che, per come vedo io il cinema, se giochi in trasferta (operazione sempre piuttosto complessa) sarebbe auspicabile uno sforzo maggiore per rendere credibile l'ambientazione della tua storia. Altrimenti serve solo a dare un tocco esotico alla pellicola. Oppure, e forse è proprio questo il caso, la banalizzazione della città è funzionale e necessaria allo scopo del film: è probabilmente per questo che il film non mi convince.
Concordo sulla parte iniziale del tuo post e sul boldato soprattutto. Poi mentre a te (giustamente anche) non convince il modo in cui è stata usata la città, con me, probabilmente essendomi "fissato" di più sulla storia dei protagonisti, ha raggiunto lo scopo che la Coppola si era prefisso :ok:
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by Jakala »

SafeBet wrote:E tra l'altro Sofia Coppola, se non sbaglio, ha anche vissuto per qualche tempo a Tokyo.
E' stata proprio la permanenza a Tokyo a darle l'idea. Il film doveva/voleva rendere il senso di straniamento di un occidentale in quella città.

I due protagonisti si avvicinano l'uno all'altro proprio per il senso di solitudine che gli da una città così diversa da loro. Gli stereotipi in questo caso sono necessari al racconto.
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by SafeBet »

nefastto wrote: Concordo sulla parte iniziale del tuo post e sul boldato soprattutto. Poi mentre a te (giustamente anche) non convince il modo in cui è stata usata la città, con me, probabilmente essendomi "fissato" di più sulla storia dei protagonisti, ha raggiunto lo scopo che la Coppola si era prefisso :ok:
:thumbup:

Comunque già che siamo in tema, segnalo un film con uno sguardo particolare su Tokyo per quelli che, come me, sono terribilmente affascinati dalla capitale nipponica. Si chiama Adrift in Tokyo, regia di Miki Satoshi. Ovviamente mai distribuito in Italia, ma veramente una perla.
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by lleo »

Ma a Tokyo ci siete stati? :forza:
Io aspetto di visitarla prima di rivedere il mio giudizio (ottimo) su Lost In Translation :thumbup:
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PREGO I MODERATORI DI CANCELLARE ANCHE QUESTO POST.
Fight Da Powa!![/align]
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by nefastto »

lleo wrote: Ma a Tokyo ci siete stati? :forza:
Io aspetto di visitarla prima di rivedere il mio giudizio (ottimo) su Lost In Translation :thumbup:
Tokyo e il giappone in generale sono una meta che prima o poi (più poi  :D ) dovrò visitare  :forza:
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by Mikele »

fa vedere assolutamente  :forza: :forza: :forza:

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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by francilive »

Non ricordo con chi ne stavo parlando qui.
Comunque sia, su rai4 stasera hanno dato Mean Machine, l'adattamento calcistico di Quella sporca ultima meta, con il mitico Vinnie Jones  :forza:
Budget veramente modesto, ma film in grado di farsi apprezzare per la sua genuinità. Un vero must per gli amanti del cinema inglese da Lost&Stock in poi...
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by Sberl »

Ho visto Live! Ascolti record al primo colpo....
Film che mi ha lasciato un po' così, una prima parte noiosetta, il culmine durante le prime fasi del gioco e il finale abbastanza prevedibile. Fa discutere, ma è che mi sia piaciuto molto...
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by francilive »

Sberl wrote: Ho visto Live! Ascolti record al primo colpo....
Film che mi ha lasciato un po' così, una prima parte noiosetta, il culmine durante le prime fasi del gioco e il finale abbastanza prevedibile. Fa discutere, ma è che mi sia piaciuto molto...
E' oggettivamente un film di basso livello. Dovrebbe reggersi sul pathos, sulla suspense, non riesce nemmeno in quello.
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by mr.kerouac »

ho scritto la recensione di outlander per il sito con cui collaboro...

In un episodio de I Griffin lo zio di Peter ha a che fare come attore/regista con un film che inizia sulle note di Shaft, riprendendolo anche negli atteggiamenti del protagonista, e termina con un inseguimento che sfocia nel passato, chiara citazione di Ritorno al futuro. La divagazione è giustificata da una parte da una gag precedente sulle abilità nell’arte di copiare della famiglia Griffin, dall’atra si propone come presa in giro di un cinema che oramai ha ben poco da dire, e si limita a voler stupire miscelando diverse tipologie di pellicole. È il caso di Outlander, produzione tedesco-statunitense della Eagle Pictures diretta da Howard Mccain, la storia di un alieno (impersonificato da Jim Caviezel) che giunge nella Norvegia del 708 D.C. per provvedere all’eliminazione di un mostro (una sorta di drago) del tutto incontrollabile che devasta i villaggi e le tribù che si trova di fronte. Il film si presenta come una commistione di più generi: fantascienza, storico-avventura e fantasy. Obiettivi che potrebbero apparire interessanti, se non che si nota da subito una banalità e un grigiore che finiscono con l’aleggiare e condizionare tutto il proseguimento. Innanzitutto: perché l’alieno proiettato dallo spazio è un essere umano del tutto uguale fisiognomicamente agli abitanti della terra? Come fa a sapere, tramite il computer che lo accompagna, di essere giunto nell’età del ferro? Ma soprattutto, perché si fa un viaggio di tali dimensioni e rischi per sconfiggere sto povero drago che non faceva altro che calarsi alla perfezione nel suo ruolo di mostro terrorizzante su un altro pianeta?
Purtroppo tali buchi di sceneggiatura sono difetti risibili rispetto ad altri momenti tragici dell’opera (anche se il termine a dir la verità stona). A cominciare dai dialoghi, di una pochezza e mediocrità difficilmente riscontrabili altrimenti, per continuare con l’utilizzo del tutto inspiegabile ed insensato della musica (una scena su tutte: inquadratura panoramica del villaggio in un qualsiasi giorno feriale, accompagnata da note di stampo eroico-celebrative che non hanno nulla a che vedere con quello che si presenta alla vista). Il cast sfortunatamente non si eleva al di sopra di tali nefandezze: Jim Caviezel continua a dimostrarsi gravemente allergico a titoli di qualità, anche se forse sarebbe più corretto sottolineare la difficoltà nel girare pellicole di qualità con protagonista un attore la cui unica dote (oltre ad un fisico effettivamente scultoreo) è muovere la parte alta del labbro ogni cinque-dieci minuti. Il resto del cast è abbastanza anonimo: ogni tanto si possono vedere espressioni vagamente empatiche, ma se al posto degli attori presenti fossero stati presi dei concorrenti del Grande Fratello, poco sarebbe cambiato.
Gli autori del film dovrebbero spedire un bel cesto di ringraziamenti a casa Pipolo per il suo contributo nel mettere al mondo Moccia, la cui produzione “culturale” (termina che stona maggiormente rispetto a “opera” di cui sopra), li salva dal pericolo di essere nominati tra i peggiori film di tutti i tempi. In un momento storico in cui anche le potentissime majors sono costrette a farsi i conti in tasca, forse sarebbe meglio approfondire e dedicare le risorse a scopi più nobili. 


Dite che ci sono andato troppo pesante? :D
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by nefastto »

I Tenenbaum...sempre bellissimo  :notworthy:
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Re: C'era una volta il Cinema...

Post by DrGonz0 »

Visti ieri per una manifestazione di proiezioni a tema 3 film d'animazione


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Lamù Beautiful Dreamer:
L'avevo già visto a dire il vero, i ritmi sono molto più lenti rispetto la serie televisiva di lamù, però la trama è molto carina (d'improvviso la città dove si svolge la quotidana vita di Ataru e compari si ritrova sul dorso di una tartaruga nelllo spazio) e alcune scelte registiche interessanti, se si è appassionati di lamù o per i nostalgici sarà carino da vedere, anche se alcune sequenze risultano troppo lunghe per essere comunque un film tratto da Lamù, meraviglioso però il finale, con una cavalacata incredibile ed un ritmo serrato, che sembra stridere con il resto del film ma che è di certo appagante.



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"Paprika: sognando un sogno"
Questo anime è stato presentato al festival di venezia del 2006, stiamo parlando di uno psico-oniro-thriller dai disegni molto realistici e dalle trame portate ben oltre il limite dell'incredibile, diciamo che il tutto è ambientato in un futuro non particolarmente lontano nel quale sono state inventate(in fase sperimentale) delle macchinette che permettono di vedere i sogni di chi le indossa, un'invenzione dalle applicazioni in psicanalisi incredibili, poi due di queste macchinette spariscono e da lì comincia il casino perchè i sogni cominciano ad essere vissuti anche da svegli, con conseguenti pericoli fisici per chi li fa e per chi si trova intorno.
Personaggi caratterizzati in modo assolutamente funzionale al dipanarsi della trama, un intreccio basato su continui salti tra sogno e realtà che spiazzano l'approccio logico dello spettatore, ed il regista(Satoshi Kon, Tokio Godfather, Perfect Blue) ci gode in questo. Notevoli anche le citazioni(e le autocitazioni) dal cinema hollywoodiano fino a miyazaki, fino al gran finale: apocalittico, simbolico, carico a suo modo di morale, impossibile da descrivere... bisogna vederlo. E mi sento di consigliarlo senza remore a tutti, ci troviamo di fronte ad un'opera assolutamente adulta, i bambini probabilmente non l'apprezzerebbero a dovere, chi è più grande non potrà che rimanerne invischiato durante i 90 minuti che passano tra un respiro e l'altro. D'altronde è prodotto dalla Mad House, sinonimo di qualità.



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La Ragazza che Saltava nel Tempo
Ecco, del trittico è stato quello che mi ha deluso di più, l'incipit non era male: una ragazza, normale studentessa delle superiori, in seguito ad una serie di eventi scopre di avere la possibilità di "saltare nel tempo" per brevi intervalli, l'avvenimento da vita ad una serie di gag più o meno divertenti, finchè non si rende conto che ogni sua azione ha inevitabilmente delle conseguenze su chi la circonda. Le premesse non erano malvagie, e la regia e la fotografia degne di nota, così come i disegni niente di eccezionale ma molto gradevoli e moderni, il problema sono 3)Svilupparsi della Storia 2)Dialoghi 1)Doppiaggio. Ci troviamo di fronte ad un'idea che poteva essere ben sfruttata e invece si ritrova ad essere uno pseudo teen drama che fa passare bene il tempo più che altro per i commenti che si fanno a margine tra gli spettatori.
Probabilmente le ragazze inguaribili romantiche lo troveranno ottimo, così rimane un'opera che poteva ma non ha voluto, peccato.
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non era DrGonz0, era dio vestito da DrGonz0(NickRamone)
SafeBet wrote: Gonz0 regna.
Scusate la tristezza®
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