Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
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Hank Luisetti
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
...e il quasi avvocato in L'uomo della pioggia ..
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Emmanuelle
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Perchè ti sei abituato ai lungometraggi da tre ore dopo aver visto Addio mia concubina.shilton wrote: Di sicuro può essere considerato un film innovativo (anche se concentrato in circa 90 minuti,un pò pochini...).
Sottoscrivo.SafeBet wrote: E' che ho sempre avuto un debole per i film parlati.
Nam Sibyllam quidem Cumis ego ipse oculis meis vidi in ampulla pendere,
et cum illi pueri dicerent: Σίβυλλα τί θέλεις; respondebat illa: ἀποθανεῖν θέλω.
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shilton
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
non ci crederai ma ieri l'ho messo in coda su mysky.Emmanuelle wrote: Perchè ti sei abituato ai lungometraggi da tre ore dopo aver visto Addio mia concubina.
Mi serve ancora un pò di preparazione e di allenamento,poi sarò pronto per la visione.


Shilton meglio di Buffon (Pap)Raramente in vita mia ho visto dal vivo compiere interventi simili (Dazed)
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Emmanuelle
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Naaaaa!! Non ci credo neanche se me lo racconti scena per scena!shilton wrote: non ci crederai ma ieri l'ho messo in coda su mysky.
Mi serve ancora un pò di preparazione e di allenamento,poi sarò pronto per la visione.
Amor meu, domani sera pizza da asporto e film tagiko sottotitolato in tedesco?
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shilton
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
la prima che hai dettoEmmanuelle wrote: Naaaaa!! Non ci credo neanche se me lo racconti scena per scena!
Amor meu, domani sera pizza da asporto e film tagiko sottotitolato in tedesco?


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SafeBet
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Ma non mi pare ci fossere due opzioni, Shil. Se vuoi la pizza ti becchi anche ilshilton wrote: la prima che hai detto
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

qualcuno l'ha visto?
pareri?
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Hank Luisetti
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Erano passati 5,6 anni dall'ultima volta che lo avevo visto,era l'anno del mio profondo innamoramento per la Germania,cominciata per una gentil ed avvenente donzella,e subito tramutatasi in ardore per il suo cinema(tedesco) per Monaco(e la Baviera) e la birra..
...dicevo erano passati 6 anni quasi dall'ultima volta che avevo visto M ...e questo sabato pomeriggio vista l'assenza di sole nelle terre di toscana,ho riesumato questo fondamentale DVD..
M-Il Mostro di Dusseldorf

REGIA: Fritz Lang
CAST: Peter Lorre, Ellen Widmann, Inge Landgut, Otto Wernicke, Gustaf Grundgens
ANNO: 1931
TRAMA:La piccola Elsie viene avvicinata da un passante che le offre un palloncino. Il giorno dopo viene trovata morta nel parco. E’ la nona vittima di un sadico assassino che ammazza e, probabilmente, sevizia, le bambine di una città tedesca. A braccarlo sia la polizia che brancola nel buio e procede a rilento a causa di problemi burocratici, sia la malavita del paese che ci tiene a mantenere l’ordine e a far sì che la polizia non entri nei loro affari.
...Un uomo dallo sguardo terrorizzato che si volta verso lo specchio: e sulle sue spalle legge, tracciata col gesso, la lettera M di morder,assassino!..raramente immagini sono state più efficaci ed incisive..

Troppo spesso si parla di capolavori..ma quando si vede questo gioiellino di Friz Lang allora tale termine riacquista tutto il suo pieno significato...film che influenzerà il cinema,specie il noir ed il thriller, in maniera indelebile.
Il film ha un'idea di sceneggiatura straordinaria: quella del mondo della criminalità che, allarmato dalle continue indagini, si allea con la giustizia e non solo lo cattura,ma gli monta addosso anche un grottesco processo: come può una giuria composta di criminali pretendere di essere in grado e di avere il diritto di giudicare un altro criminale? Le risate quasi malefiche di questo folto gruppo di delinquenti, uniti ai primissimi piani dei loro volti che ce ne mostrano i difetti e le debolezze (Lang ha asserito che alcune delle comparse utilizzate per la giuria, erano dei veri e propri criminali),fanno quasi più orrore del vero e proprio mostro posto in ginocchio davanti a loro
Altra magnifica trovata del regista, quella di fare del protaginista,l'assassino appunto,non un meschino e ferosce pervertito da odiare, ma una tragica figura ammalata e capro espiatorio destinato a mondare le coscienze di una società tutt'altro che innocente.
Immortale l'interpretazione di Peter Lorre,può essere considerata una delle interpretazioni più importanti e incisive della storia del cinema. L’aspetto quasi innocente e innocuo dell’attore, unito al monologo quasi straziante nel quale il mostro racconta della sua “malattia”, del diavolo che lo possiede e lo costringe e a compiere le terribili azioni che ha compiuto.
Il film,uno dei primi esempi di sonoro,non spiazza il regista Lang, anzi ne evidenzia ulteriormente tutta la sua grandezza;alla prese infatti con questo nuovo strumento fece proprio dell'uso della musica un punto chiave della trama(..il fischiettare dell'assassino,suo marchio,..fatalmente riconosciuto da un cieco..) ed un motivo di estrema intenzità drammatica
M il mostro di Dusseldorf rimane ancora, a distanza di quasi 80 anni, un film attualissimo ed interessantissimo con tematiche tutt’ora scottanti e irrisolte mostrate con uno stile asciutto ed elegantissimo.
Voto: inestimabile..
...dicevo erano passati 6 anni quasi dall'ultima volta che avevo visto M ...e questo sabato pomeriggio vista l'assenza di sole nelle terre di toscana,ho riesumato questo fondamentale DVD..
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TRAMA:La piccola Elsie viene avvicinata da un passante che le offre un palloncino. Il giorno dopo viene trovata morta nel parco. E’ la nona vittima di un sadico assassino che ammazza e, probabilmente, sevizia, le bambine di una città tedesca. A braccarlo sia la polizia che brancola nel buio e procede a rilento a causa di problemi burocratici, sia la malavita del paese che ci tiene a mantenere l’ordine e a far sì che la polizia non entri nei loro affari.
...Un uomo dallo sguardo terrorizzato che si volta verso lo specchio: e sulle sue spalle legge, tracciata col gesso, la lettera M di morder,assassino!..raramente immagini sono state più efficaci ed incisive..

Troppo spesso si parla di capolavori..ma quando si vede questo gioiellino di Friz Lang allora tale termine riacquista tutto il suo pieno significato...film che influenzerà il cinema,specie il noir ed il thriller, in maniera indelebile.
Il film ha un'idea di sceneggiatura straordinaria: quella del mondo della criminalità che, allarmato dalle continue indagini, si allea con la giustizia e non solo lo cattura,ma gli monta addosso anche un grottesco processo: come può una giuria composta di criminali pretendere di essere in grado e di avere il diritto di giudicare un altro criminale? Le risate quasi malefiche di questo folto gruppo di delinquenti, uniti ai primissimi piani dei loro volti che ce ne mostrano i difetti e le debolezze (Lang ha asserito che alcune delle comparse utilizzate per la giuria, erano dei veri e propri criminali),fanno quasi più orrore del vero e proprio mostro posto in ginocchio davanti a loro
Altra magnifica trovata del regista, quella di fare del protaginista,l'assassino appunto,non un meschino e ferosce pervertito da odiare, ma una tragica figura ammalata e capro espiatorio destinato a mondare le coscienze di una società tutt'altro che innocente.
Immortale l'interpretazione di Peter Lorre,può essere considerata una delle interpretazioni più importanti e incisive della storia del cinema. L’aspetto quasi innocente e innocuo dell’attore, unito al monologo quasi straziante nel quale il mostro racconta della sua “malattia”, del diavolo che lo possiede e lo costringe e a compiere le terribili azioni che ha compiuto.
Il film,uno dei primi esempi di sonoro,non spiazza il regista Lang, anzi ne evidenzia ulteriormente tutta la sua grandezza;alla prese infatti con questo nuovo strumento fece proprio dell'uso della musica un punto chiave della trama(..il fischiettare dell'assassino,suo marchio,..fatalmente riconosciuto da un cieco..) ed un motivo di estrema intenzità drammatica
M il mostro di Dusseldorf rimane ancora, a distanza di quasi 80 anni, un film attualissimo ed interessantissimo con tematiche tutt’ora scottanti e irrisolte mostrate con uno stile asciutto ed elegantissimo.
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Last edited by Hank Luisetti on 28/03/2009, 17:16, edited 1 time in total.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Di Lang ho visto solamente Metropolis, se mi capita, seguirò il tuo consiglio 


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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Ho colmato una grande lacuna,oggi ho finalmente visto Noi ragazzi dello zoo di Berlino...che dire 



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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Io ho letto il libro e vorrei evitare la solita delusione post visione della trasposizione cinematografica.Merita?è fedele al racconto del libro?rende bene i "passaggi forti" della carta stampata?Sheeeeeed wrote: Ho colmato una grande lacuna,oggi ho finalmente visto Noi ragazzi dello zoo di Berlino...che dire![]()
Fui buttato fuori dall'Universita' il primo anno. Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica.Sbirciavo nell'anima del mio vicino.
Non so se Dio esista. Ma se esiste spero che abbia una buona scusa.
Grazie a Dio sono ateo.
Grazie Woody.
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Sheeeeeed
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Personalmente il libro non l'ho letto,secondo me è un film che merita,mi ha suscitato un certo senso di angoscia oltre che per il crudo tema trattato,soprattutto per le giovani età dei protagonisti,per la sensazione di degrado e annientamento della persona che si avverte man mano che il film entra nel vivo...passaggi forti ce ne sono,ma ripeto non avendo letto il libro non posso farti un paragone tra i due...comunque il film lo consiglio :gazza:PENNY wrote: Io ho letto il libro e vorrei evitare la solita delusione post visione della trasposizione cinematografica.Merita?è fedele al racconto del libro?rende bene i "passaggi forti" della carta stampata?
Last edited by Sheeeeeed on 28/03/2009, 21:45, edited 1 time in total.



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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
rivisto I tre giorni del condor la scorsa settimana, è sempre un piacere riscoprire pietre miliari del thriller cospirativo anni '70.
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Emmanuelle
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
Per quel che vale, io lessi il libro e vidi il film moltissimi anni fa, da adolescente, però ricordo che la trasposizione cinematografica mi era parsa piuttosto fedele al libro. Due opere scioccanti, ma che meritano di essere conosciute.PENNY wrote: Io ho letto il libro e vorrei evitare la solita delusione post visione della trasposizione cinematografica.Merita?è fedele al racconto del libro?rende bene i "passaggi forti" della carta stampata?
EDIT: e comunque la resa italiana del titolo (qualcosa come Wir Kinder der Banhof Zoo, perdonatemi l'ortografia, non so il tedesco) è l'ennesimo esempio di cattiva traduzione.
Last edited by Emmanuelle on 29/03/2009, 0:42, edited 1 time in total.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema
visto Amores Perros, bellissimo ! Come ha scritto qualche recensore, un film girato con la pancia. Opinione che mi trova pienamente d'accordo. A questo punto mi manca solo Babel per completare la trilogia della morte ("Amores Perros", "21 Grammi" e "Babel").

