Sfrutto questo topic.
Sono riuscito a vedere qualche partita del torneo iridato per under 17(trasmesso da eurosport) e ho preso nota di qualche giocatore che mi ha destato buone sensazioni.
Nell’Inghilterra non mi sono dispiaciuti: Daniel Welbeck, Henri Lansbury e Michael Woods.
Il primo è un esterno offensivo (gioca anche da punta, anche se non mi sembra quello il suo ruolo ideale) che viene dall'academy del Manchester, mi sembra ancora molto grezzo ma con ottimo potenziale.
Lansbury è un centrocampista centrale dotato di gran tiro da fuori, buona tecnica e fisico non male (188 per 68 kg). Prodotto dell’Academy dell’Arsenal, è nei Gunners dall’età di 9 anni.
Woods anche lui centrale, sinistra somiglianza fisica (e non solo) con Paul Scholes, è sicuramente più “attaccante” di Lansbury, anche se il giocatore dell’Arsenal mi sembra più intelligente.
Woods che a 16 anni ha già debuttato in FA Cup con la maglia del Chelsea, è stata al centro di una grossa polemica (anche legale) tra Ken Bates (colui che vendette il Chelsea ad Abramovich) presidente del Leeds e il Chelsea, per la dipartita di Woods dall’academy dei “bianchi” di Leeds.
Nella Nigeria gioca quello che ritengo essere il centravanti più forte del torneo: Macauley Chrisantus. 183 per 76 kg, dotato di ottima tecnica e sembra vedere la porta come nessuno in questi mondiali (5 gol nelle prime 3 partite). Sono pronto a scommettere che una volta arrivato in Europa (penso succederà molto presto dopo le sue prestazioni) e fatta la dovuta esperienza potrebbe diventare uno degli attaccanti più forti.
Da tenere d’occhio anche il terzino destro Ganiyu Oseni. Più piccolo rispetto a quasi tutti i partecipanti del torneo (che vede la quasi totalità di giocatori classe 1990) essendo nato nell’agosto del 1991. Mi sembra veramente molto impressionante in fase di spinta, è comunque ancora un po’ grezzo e anche lui avrà bisogno di lasciare la Nigeria per crescere.
Nel Brasile dato come grande favorito del torneo (anche dopo lo stop con l’Inghilterra) segnalerei: Fabio, Alex, Tales e Rafael.
Attualmente in forza alla Fluminense (che lasceranno una volta maggiorenni per accasarsi al Manchester United che li ha “prenotati” a febbraio), Fabio e Rafael sono due fratelli gemelli, nonché i due fluidificanti della nazionale verdeoro. Fabio è sicuramente il più forte dei due, e definirlo un semplice terzino è quasi offensivo. Pur partendo dalla difesa è sicuramente un giocatore a tutto campo nonché vero leader (non a caso capitano) e regista di questo Brasile, in prospettiva è il giocatore su cui punto di più dopo Chrisantus.
L’altro gemello che occupa la fascia destra, è sicuramente il classico terzino brasiliano più portato ad attaccare che a difendere, ottima tecnica per ora non mi convince dal punto di vista dinamico.
Tales centrocampista dell’Internacional di Porto Alegre, possiede una grande abilità nei calci piazzati (anche come assistman) qualità che nel calcio moderno può renderlo un giocatore molto ricercato.
Devo in ogni modo rivederlo per comprendere meglio altri aspetti del suo gioco. Segnalo la strana somiglianza del suo gol con l’Inghilterra con quello segnato da Ronaldinho a Seaman nei mondiali del 2002.
Unico giocatore del Vasco da Gama, Alex Teixeira Santos per il momento (anche se con avversari come Corea e Nuova Zelanda, mentre meno bene con l’Inghilterra) dimostra di segnare e saper far segnare, ricorda abbastanza Robinho, quindi è da verificare la sua adattabilità ad alti livelli in Europa.
James Rodríguez 15enne ma già professionista, gioca nell’Envigado. Figlio d’arte (essendo stato calciatore anche James Rodríguez Senior) è un fantasista più portato alla costruzione del gioco che alla finalizzazione, bravo nei calci piazzati, è ancora un bambino, ma la classe del suo piede sinistro è cristallina. Sempre dalla Colombia arriva Andres Felipe Mosquera, centrale difensivo dell’Independiente Medellin, giocatore dotato di una fisicità debordante, due gol su colpo di testa nel 5-1 a Trinidad e Tobago. Da Medellin viene anche Miguel Julio, classe 1991 ma capitano della selezione.
Meritano una citazione: L’inglese di origine nigeriana Victor Moses, attaccante abbastanza atipico del Crystal Palace. Toni Kroos, fantasista del Bayern Monaco, potrebbe essere in futuro per il calcio tedesco quello che non è riuscito ad essere Sebastian Deisler. Dennis Dowinat del Borussia Moenchengladbach è una seconda punta che porta alla sua nazionale un bagaglio con buona tecnica e ottima velocità. A centrocampo il giapponese Yoichiro Kakitani, ed il Francese Alfred Ndiaye.
Gli argentini Eduardo Salvio e Pablo Rolón.
In conclusione cito i ghanesi Daniel Opare, ottimo fluidificante di fascia destra, il centrocampista Enoch Adu e il numero 10 Ransford Osei. Sui 10 ghanesi ci sarebbe da fare un discorso lungo, come dimenticare Nii Lamptey che a soli 15 anni nel 1991 guida il Ghana alla vittoria proprio del mondiale under 17, e titolo di miglior giocatore per lui. Il Pelè africano dopo aver girato l’Europa (anche qualche gettone di presenza a Venezia per lui) essere stato in Cina e in Arabia Saudita, ha avuto tempo per tornare in patria, mentre oggi a 33anni veste la maglia dei mitici Jomo Cosmos (cosi chiamati dal loro presidente Jomo Sono, “il principe nero del calcio sudafricano”, ex giocatore dei Colorado Caribous e compagno di Pelè nel vero Cosmos) di Johannesburg. Infine qualcuno si ricorderà sicuramente di Derek Boateng, che dopo essere sbarcato in Grecia a soli 16 anni, riuscì a portare il Ghana alla finale del mondiali under 20 nel 2003, per poi vivacchiare in Grecia, prima di passare 3 anni in Svezia, mentre da un paio di stagioni è a Gerusalemme.
Gente come Krcic e Lulinha (che per ora non mi convince se devo essere sincero) sono già talmente famosi e sulla bocca di tutti che non c’è bisogno di dire niente.