La Zona Nell'nba
Posted: 27/09/2006, 9:25
Mi ricollego al mio ultimo articolo su playitusa.com (http://www.playitusa.com/articolo.php?id=4790) dove sostanzialmente io critico il fatto che l'NBA abbia introdotto da alcuni anni le difese a zona in quanto questa novità non solo non ha prodotto gli esiti sperati, ma paradossalmente ha creato uno dei principali problemi di cui oggi tutti si lamentano ossia lo svutamento dell'area, con i lunghi che vanno a giocare sul perimetro.
La zona era nata per due esigenze pratiche ossia la prima era quella di limitare i lunghi che dominavano, e la seconda era quella di evitare le isolation sui lati, con l'uomo con palla in mano su un lato e gli altri 4 sull'altro lato, con evidenti spazi aperti per le penetrazioni in uno contro uno, che avevano avuto in Iverson e nei Sixers 2000-01 il loro emblema.
Dopo anni di zona a che risultati siamo arrivati ? Lamentarsi dopo nemmeno tre anni dopo del fatto che non ci sono più lunghi dominanti e che i 2,10 vanno a tirare da tre (e ti credo gli hanno riempito l'area), e comica delle comiche che di isolation ne fanno più di prima solo che prima la facevano su un lato e oggi la fanno in mezzo, basta vedere la serie tra Cavs e Wizard, dove LeBron e Arenas prendevano palla in punta, due compagni per lato lontano dal canestro in grado di tirare da tre, con relativo svuotamento dell'area, e spazio per i due che penetravano a piacimento o andando in fondo o trovando il fallo del lungo che tentava di coprire.
A margine del pezzo qualcuno faceva notare che quando fu introdotta la zona l'unico lungo dominante era Shaq (cosa su cui peraltro non sono d'accordo perchè ad esempio Duncan Webber Nowitzki e Garnett non sono di sicuro personaggi trascurabili come impatto), ma il vero problema della zona non è che limita quelli forti sul serio, che in fin dei conti continuano a dominare, ma limita e di molto l'impatto e la crescita dei giocatori di secondo piano, prima c'erano tanti mestieranti che dal post baso facevano i loro 5-6 canestri a gara, oggi è sparito quel tipo di giocatore, e anche per i giovani che non sono fenomeni la faccenda vicino al canestro con mezza squadra avversaria collassata addosso si fa dura, e Andrew Bogut (prima scelta 2005) mi pare l'esempio più lampante, di una situazione tecnica che ha peraltro mietuto altri potenziali campioni mai sbocciati (magari non solo per quello).
Tanto più che gli americani non usano le classiche zone del basket FIBA (2-3 3-2 e 1-3-1 con varie varianti), ma praticamente usano quasi tutti la "Box & 1" con quattro uomini a zona e un battitore libero spesso sull'esterno più forte, che onestamente ritengo un ibrido di una bruttezza irritante anche se forse è l'unica zona efficacie sul serio quando hai di fronte un top player.
A conti fatti la zona per me oltre a non produrre gli effetti desiderati a peggiorato e non di poco le qualità difensive dei singoli che dietro ad una zona ci nascondono meglio la loro poca voglia di difendere.
La zona era nata per due esigenze pratiche ossia la prima era quella di limitare i lunghi che dominavano, e la seconda era quella di evitare le isolation sui lati, con l'uomo con palla in mano su un lato e gli altri 4 sull'altro lato, con evidenti spazi aperti per le penetrazioni in uno contro uno, che avevano avuto in Iverson e nei Sixers 2000-01 il loro emblema.
Dopo anni di zona a che risultati siamo arrivati ? Lamentarsi dopo nemmeno tre anni dopo del fatto che non ci sono più lunghi dominanti e che i 2,10 vanno a tirare da tre (e ti credo gli hanno riempito l'area), e comica delle comiche che di isolation ne fanno più di prima solo che prima la facevano su un lato e oggi la fanno in mezzo, basta vedere la serie tra Cavs e Wizard, dove LeBron e Arenas prendevano palla in punta, due compagni per lato lontano dal canestro in grado di tirare da tre, con relativo svuotamento dell'area, e spazio per i due che penetravano a piacimento o andando in fondo o trovando il fallo del lungo che tentava di coprire.
A margine del pezzo qualcuno faceva notare che quando fu introdotta la zona l'unico lungo dominante era Shaq (cosa su cui peraltro non sono d'accordo perchè ad esempio Duncan Webber Nowitzki e Garnett non sono di sicuro personaggi trascurabili come impatto), ma il vero problema della zona non è che limita quelli forti sul serio, che in fin dei conti continuano a dominare, ma limita e di molto l'impatto e la crescita dei giocatori di secondo piano, prima c'erano tanti mestieranti che dal post baso facevano i loro 5-6 canestri a gara, oggi è sparito quel tipo di giocatore, e anche per i giovani che non sono fenomeni la faccenda vicino al canestro con mezza squadra avversaria collassata addosso si fa dura, e Andrew Bogut (prima scelta 2005) mi pare l'esempio più lampante, di una situazione tecnica che ha peraltro mietuto altri potenziali campioni mai sbocciati (magari non solo per quello).
Tanto più che gli americani non usano le classiche zone del basket FIBA (2-3 3-2 e 1-3-1 con varie varianti), ma praticamente usano quasi tutti la "Box & 1" con quattro uomini a zona e un battitore libero spesso sull'esterno più forte, che onestamente ritengo un ibrido di una bruttezza irritante anche se forse è l'unica zona efficacie sul serio quando hai di fronte un top player.
A conti fatti la zona per me oltre a non produrre gli effetti desiderati a peggiorato e non di poco le qualità difensive dei singoli che dietro ad una zona ci nascondono meglio la loro poca voglia di difendere.