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La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 21:59
by shilton
Non vorrei aprire questo topic, ma voglio che mi aiutiate a capire.

Nella mia mente il calcio è sempre stato un sport con pochi rischi, ho visto pugili morire, ho visto per casualità purtroppo ciclisti morire, tutti sappiamo quali rischi comportino gli sport motoristici, tanti nostri idoli se ne sono andati, anche recentemente.

Il calcio ha avuto delle tragedie per fattori esterni, penso alle tragiche morti piuttosto recenti per incidenti stradali di Pisani, di Mayelè, di Mero, scusandomi se non vado avanti con questa triste lista perchè tutti ovviamente meriterebbero un ricordo.

Ci ricordiamo di Taccola, di Manfredonia che (forse) grazie all'intervento del Dott.Alicicco riuscì a scampare alla morte.

Ma poi mi rendo conto che alla fine morire in campo è sì raro, ma nemmeno troppo.
La tragedia di Foè nel 2003 è ancora davanti agli occhi di tutti, come quella del povero Feher del Benfica l'anno dopo senza dimenticarci dell'assurda morte di Puerta.

Ieri se ne è andato Morosini, leggere oggi sulla Gazzetta la sua storia personale mi ha fatto piangere. Ho pianto per una persona che nemmeno conoscevo e se c'era una persona che non meritava di andarsene dopo il conto che la vita gli aveva più volte presentato era lui.
Nessuno si merita la morte ma perchè proprio lui? Un ragazzo di 25 anni che dopo aver perso madre,padre e fratello suicida ancora aveva la forza di sorridere e dare gioia a chi gli stava vicino.
Una tragedia che mi ha toccato tantissimo, dei discorsi sul fatto che sia giusto o no sospendere francamente mi interessa poco.


Ma qui chiederei il vostro contributo, cosa diavolo sta succedendo?
Perchè, e ci riallacciamo anche alla morte di Bovolenta, muoiono in campo atleti sani, controllati, senza particolari problemi di salute o complicazioni dove sta l'errore? Possibile che sia sempre il maledetto destino?

Francamente alcuni miei compagni di calcetto, e non posso dargli torto, cominciano quasi ad avere paura di praticare sport ai nostri livelli. Se succede a loro, perchè non può succedere a noi?

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 22:11
by BruceSmith
shilton wrote: Ma qui chiederei il vostro contributo, cosa diavolo sta succedendo?
Perchè, e ci riallacciamo anche alla morte di Bovolenta, muoiono in campo atleti sani, controllati, senza particolari problemi di salute o complicazioni dove sta l'errore? Possibile che sia sempre il maledetto destino?
aspettiamo gli interventi dei medici.
il punto è che - ovviamente non sono teorie mie, ma di medici - una serie di problemi possono colpirti anche se sei molto controllato e addirittura 'sano'.

e l'intervento di medici e paramedici spesso salva la vita o riduce i danni causati dal malore: ma non è detto che basti.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 22:13
by francilive
per non parlare della miracolosa ragione per cui Muamba è ancora vivo.
E' da capire perchè ultimamente si stiano verificando episodi simili con questa frequenza. Ci sono stati in ogni caso anche altri periodi in passato con molti incidenti di questo genere. Sicuramente c'è una forte incidenza di casualità.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 22:24
by Pove
Intanto pare si stia facendo strada l'ipotesi dell'aneurisma celebrale piuttosto dell'infarto.
Per il resto io sono per la fatalità e il destino...cioè puoi essere controllato e allenato quanto vuoi, ma c'è sempre la possibilità che il fisico, come qualsiasi macchina, di colpo si rompa...e questo può succedere ad un atleta così come ad un comune mortale.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 22:30
by Dietto
Sì, parlano di qualcosa al cervello.
Inoltre non è vero che non ci fosse il defibrillatore. Un medico lì presente ha dichiarato che ce n'erano 2, ma che non c'era segno di attività elettrica e quindi era inutile usarlo

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 22:35
by Toni Monroe
Infatti un medico intervenuto a skytg24 spiegava che intanto ci sono due problemi che posson capitare: cardiaci e cerebrali. E che per quanto si possano ridurre i rischi, non verranno mai azzerati perché certe anomalie si possono presentare di punto in bianco e non si potrebbero scoprire se non con dei complicati esami specifici che però non è ipotizzabile fare a persone sane, giovani e che non presentano sintomi particolari. Non puoi prevenire tutto, il succo credo sia questo.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 23:13
by Hobbit83
Tra l'altro leggevo un titolo sulla gazzetta che diceva fosse morta pure una pallavolista, nel weekend, ma non ho letto subito l'articolo e ora non lo trovo più.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 23:21
by BruceSmith
Hobbit83 wrote:Tra l'altro leggevo un titolo sulla gazzetta che diceva fosse morta pure una pallavolista, nel weekend, ma non ho letto subito l'articolo e ora non lo trovo più.
Veronica Gomez, 27 anni.
http://www.corriere.it/sport/12_aprile_ ... 4bd1.shtml

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 23:28
by BRANDONE
A me ha detto un amico cardiologo di mio padre che l'unico esame per capire veramente le condizioni di un cuore è la coronarografia,un test invasivo che però permette chiaramente di vedere come è messo il cuore.Gli atleti non la fanno perchè erroneamente è considerata rischiosa quando in realtà è rischiosa solo per le persone anziane

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 23:36
by MarcoRVD
Non vorrei suonare troppo "freddo", perché a me questa notizia ha colpito (anche perché ero a White Hart Lane il giorno del dramma-Muamba, e rivedere certe scene non è stato affatto piacevole). Però secondo me non è assolutamente vero che ci sia un aumento di certi fenomeni. Molto più semplicemente siamo di fronte ad un classico caso di "cluster news". Per capirci: quando c'è un evento di un certo tipo, che ottiene una certa risonanza mediatica, tutti gli eventi simili acquistano spazio sui media che altrimenti non avrebbero. Faccio un esempio: quando cade un aereo, specialmente di qualche compagnia aerea molto nota, nei giorni seguenti vengono riportate tantissime notizie su aerei che cadono o hanno guasti, che ovviamente nulla hanno a che spartire con l'evento originale. Ma comunque tutto questo da l'impressione che gli incidenti aerei siano in aumento, quando magari dell'aereo che cade in Botswana non avrebbero mai parlato sui media nostrani, se l'aereo "responsabile" della notizia originale non fosse mai caduto. E lo stesso sta accadendo qua. La notizia, terribile, della pallavolista sbattuta in prima pagina sulle home di Corriere della Sera e Gazzetta, secondo me non l'avremmo mai saputa se non fosse accaduto il fattaccio del povero Morosini. Anche perché è accaduto nel campionato, se non sbaglio, dell'Azerbaijan. A leggere certi titoli ho avuto l'impressione che giocasse in Italia, e sono sicuro di non essere stato l'unico. A questo aggiungiamo l'onda emotiva delle notizie legate a Muamba e Bovolenta, e la frittata è fatta. Panico, allarme, fenomeno in aumento, atleti dopati. Intendiamoci, la sicurezza degli atleti è fondamentale. Ma non credo che fenomeni di questo tipo siano in aumento. Semplicemente, se ne parla di più.

Re: La morte in campo

Posted: 15/04/2012, 23:42
by johnOJ
MarcoRVD wrote:.
D'accordissimo con Marco. Stessa cosa (ma siamo OT) per i suicidi degli imprenditori, la mia impressione è che ora se ne parli mentre magari la variazione rispetto al 2011 sia minima (ma nessuno dice quanti ce ne siano stati l'anno scorso). Ora basta che uno s'ammazzi perchè l'ha lasciato la fidanzata e magari viene buttato nel calderone dei suicidi per colpa della crisi.
Era capitato anche dopo l'affondamento della Concordia, improvvisamente si è parlato di due o tre navi in difficoltà (un'altra della Costa, ricorderete, che in altri casi non si sarebbe filato nessuno).

Re: La morte in campo

Posted: 16/04/2012, 3:35
by joesox
D'accordo con Marco e con Toni Monroe.
Il mio contributo.

Dopo la morte di Bovolenta, il dott. Volpi, medico sociale Inter anni 90, intervistato da Radiodue ha spiegato che, nonostante tutti i controlli, una percentuale infinitesima di rischio rimane. Anche facendo analisi approfondite, che, ad esempio fanno tutti coloro che giocano nelle nazionali, c'è sempre la possibilità di non diagnosticare qualcosa di grave. E' raro, rarissimo ma può accadere.

Maurizio Casasco, il presidente della Fmsi, la federazione dei medici sportivi italiani, preferisce attendere gli esiti dell'autopsia sul corpo di Morosini "Bisogna attendere gli esami autoptici prima di esprimere dei pareri tecnici - ha detto Casasco - e capire se questa morte poteva essere prevista o meno attraverso gli esami di idoneita', valutando dunque se ci siano responsabilita' mediche o si tratti di tragica fatalita'". Per Casasco, "quello su cui pero' bisogna mettere un punto fermo e' che non puo' essere un caso tragico ed eclatante a creare allarmismi: in merito alla prevezione, il sistema italiano e' di assoluta eccellenza e, grazie ad una legge dello Stato unica al mondo ed al lavoro congiunto con il Coni, si garantisce la massima sicurezza a chi fa sport. E' un sistema certo migliorabile ma e' fondamentale sapere che grazie a questo si salvano tantissime vite perche' l'idoneita' viene rilasciata da specialisti in medicina dello sport, nata a Milano e prima nel mondo". Anche in quest'ottica, Casasco propone "un pronto soccorso sportivo per l'emergenza in campo che abbiamo elaborato e brevettato da un anno e che non si limita al solo aspetto cardiologico". Insomma, la tragedia di Morosini deve essere di stimolo ad una prevenzione ancora piu' massiccia ma non puo' essere in qualche modo 'screditare' un sistema italiano che e' preso come modello anche nelle altre parti del mondo, sia per l'eccellenza dei suoi medici che per i risultati che riesce ad ottenere nell'ambito dell'attivita' sportiva.

Il giocatore spagnolo Puerta del Siviglia morì per una displasia ventricolare destra.
Non sono un medico.
Ma leggendo trovo che "meno frequentemente, la morte improvvisa insorge in un quadro totalmente asintomatico". Questo si verifica soprattutto in corso di esercizio fisico intenso in pazienti giovani. Per la diagnosi della displasia si possono fare ECG, ecocardiografia, angiogramma e MRI cardiaca. Questi quattro esami scoprono circa il 90% delle displasie. Ma anche facendoli tutti e quattro potrebbe restare incertezza. Se c'è familiarità, ma non ci sono sintomi, il dilemma dei medici è ovvio: intervenire su una persona che potrebbe essere sana? Anche perchè se i farmaci non funzionano, c'è solo il trapianto.

Purtroppo il dolore per la morte di ogni atleta e di ogni persona rimane immenso.

Re: La morte in campo

Posted: 16/04/2012, 13:42
by shilton
In effetti avete ragione, nella fretta ho mischiato un pò troppo le carte.
Concordo con il pensiero di Marco, è l'emotività che alle volte ti fa perdere la percezione della realtà.

Ieri sera ho visto la replica di Sky in campo, finalmente ho visto qualcosa di interessante e oltre alla solita immancabile retorica, si è tentato di spiegare.
C'erano ospiti in studio il dott Volpi e il cardiologo Carrù.

http://sport.virgilio.it/calcio/morte-m ... sport.html

Più o meno il pensiero loro è quello del link che vi posto.
E' in corso comunque l'autopsia.

Re: La morte in campo

Posted: 16/04/2012, 14:03
by jay jay okocha
La penso come Marco, e aggiungo che, preso un campione statistico delle morti nello sport agonistico sotto i 30 o 35 anni, non penso si discosti molto dalla stessa statistica relativa a gente comune, che non fa sport.
Per un atleta che muore, ce ne sono decine di migliaia solo in Italia che ogni settimana scendono in campo in competizioni agonistiche, charamente alcuni saranno sottoposti a controlli più stringenti ( i professionisti), ma non mi pare che le percentuali di decesso nell'attività sportiva siano in questo senso preoccupanti.

Re: La morte in campo

Posted: 16/04/2012, 15:20
by lele_warriors
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