Un anno fa. Che se ci penso ora sembra ieri: era un sabato sera, ero in chat, non mi ricordo bene chi ci fosse, sicuramente Simo, forse A.O. e altri...non eravamo in pochi, si cazzeggiava, forse si discuteva dall’ anticipo del sabato sera, quando qualcuno ha dato la notizia "è morto Pantani", "ma che cazzo dici?", "lo stanno dicendo su rai2", accendo la tele…la classica trasmissione calcistica del sabato sera, non parlavano di calcio, parlavano di qualcosa che non capivo, o che forse non volevo capire, non era un "è morto Pantani" ma un "è stato ritrovato un corpo che potrebbe essere quello di Marco Pantani"...non so perché ma per me non faceva alcuna differenza, il mio sangue si era già gelato, ghiacciato e il senso di sgomento era tale che fai fatica a collegare il senso delle frasi che senti alla realtà delle cose. L’ istinto mi portò ad aprire un topic qui sul forum, non per dare la notizia ma per cercare di sfogare quel magone che mi stava crescendo dentro...
Poi senti i giornalisti dire "Marco era morto a Madonna Di Campiglio"...e ti prende una voglia di spaccare tutto, di andare lì ed urlar loro in faccia che si dovrebbero vergognare, che invece di riempirsi la bocca di banalità angoscianti dovrebbero essere i primi a chiedersi cosa è successo DOPO Madonna Di Campiglio. Pantani non l’ha ucciso la coca, non l’ ha ucciso il doping, Pantani l’ ha ucciso chi l’ ha elevato a DIO IN TERRA e 30 secondi dopo averlo scoperto umano l’ ha scaricato in un mare di merda. Riprendendo il titolo di questo topic "Marco non ti dimenticheremo mai", giustissimo, io voglio aggiungerci una considerazione: "Marco se non ti avessimo dimenticato quando bisognava ricordarsi di te….forse ora non ci staremmo ponendo l’ impegno di non dimenticarti mai". Ho letto molto circa la morte del NOSTRO Pirata, raramente (mai?) ho letto un minimo accenno di autocritica, di esame di coscienza, da parte di qualcuno, tutti a incolpare le sue cattive amicizie, tutti a cercare lo spacciatore che ha ucciso Marco, sinceramente ne avevo perso la speranza, poi ieri:
E’ passato un anno eppure Marco è vivo e il ricordo di quel ragazzo di Cesenatico continua a bussare alla porta delle nostre coscienze
Non so se Bergonzi ha voluto dire quello che ci leggo io…ma se fosse così certo che non è mai troppo tardi.
Comunque sto andando fuori dal seminato, con questo post voglio ricordare Pantani per come l’ ho "conosciuto" da bimbo di 12 13 anni che correva a casa un venerdì (o un sabato) dal catechismo per non perdersi il finale della tappa, arrivare in casa e chiedere al nonno a che punto erano e sentirsi dire che c’ erano
uno con dieci minuti di vantaggio,
uno giovane,
uno nuovo. Uff io volevo vedere i big all’ attacco, volevo vedere Chiappucci, Bugno, chi era questo qui?? Potevo rimanere all’ oratorio a giocare invece di vedermi una fuga-bidone in una delle tappe più attese del Giro....
Il giorno dopo (o quello dopo ancora) ecco ancora quell’
uno tornare a scalare le montagne, non si sarebbe più fermato, la sorte avrebbe provato a fermarlo, ma lui non si sarebbe più fermato, non in salita, non in bicicletta, per fermarlo hanno dovuto escogitare altro (non parlo del 5 giugno ’99, parlo del dopo..).
Io sono un romantico, lo sport è una botta di vita, lo sport è forse la botta di vita più grande che abbia mai assaporato e Marco Pantani è uno dei maggiori esponenti del MIO sport, lo era anche dopo il 5 giugno ’99, lo è anche ora che non c' è più ma che continua a vivere dentro ogni suo tifoso che non l’ ha mai abbandonato, che ha sofferto vederlo soffrire in bicicletta, continua a vivere in quegli scatti fatti con le mani basse sul manubrio, quella bandana gettata via, quel sorriso da uomo felice che nessuno potrà mai cancellare.
Concludo questo farfugliato discorso con delle parole non mie, le parole di una giovane sciatrice che come me come tanti altri ha sognato o magari ha imparato a sognare guardandolo pedalare:
Caro Marco, il tuo ricordo è ancora vivo in me, di te mi piaceva tutta la tua forza, il tuo coraggio, le tue mille qualità.
Con le tue imprese sono cresciuta, il tuo sorriso illuminava il mondo.
Marco mi hai fatto innamorare e sei stato tu a darmi la forza di recuperare dai tanti miei infortuni.
Nella tua vita hai sofferto tanto, non te lo meritavi e mi dispiace. Ma io voglio ricordarti felice, quando alzavi le braccia al cielo: era la cosa più bella e mi hai dato tantissime emozioni.
Sarai sempre nel mio cuore, non ti dimenticheremo mai.
Grazie di tutto, Marco! Ti voglio bene.

"A volte chiudiamo gli occhi perchè la realtà non ci piace...se però smettiamo di comunicare, non riusciamo più ad assaporare la vita e a scrivere la nostra storia. Il mio linguaggio è la bici..e voglio continuare a scrivere quel capitolo del mio libro che da troppo tempo ho lasciato in sospeso", Marco Pantani