Le Croniche di Playit. Vol. II. Ogni promessa è debito.
Posted: 02/09/2009, 17:02
Le Croniche di Playit.
Vol II. Il ritorno di Yuppidù
19 Beni Hatirla?
Nuova Playit. Millemila anni dopo. Un vecchiardo dalla barba bianca arranca tremante sul ripido viale che porta al Palazzo delle Capre. Le guardie lo osservano sghignazzando. Giunto all’ingresso, il vecchio si rivolge a uno dei due energumeni, un grosso, grasso pelatone chiamato Ilunderscorejasone, lo fissa negli occhi con aria convinta, ed esibendogli uno strano artefatto metallico con due cerchi penduli che si è trascinato su per la china, con voce altempostessamente stentata e stentorea, siffattamente lo apostrofa: “in nome del Sacro Triciclide io ti ingiungo di aprirmi l’accesso et accompagnarmi nelle Segrete dei Bannati a Vita”.
Alcuni minuti dopo, ripresa conoscenza, e dopo essersi non senza difficoltà liberato dai rottami del triciclide che Ilunderscorejasone gli aveva attorcigliato attorno al collo, il vecchio si alza faticosamente in piedi e si guarda attorno. Si trova in un angusto corridoio, umido et raccapricciante. E buio anche. E si odono dei passi metallici avvicinarsi. Una luce coraggiosa passa negli occhi dell’anziano, che prontamente rimanda l’iniziale impulso di dar soddisfazione alla prostata, e risolutamente si prepara a vender cara la pelle. Gettandosi a terra per fingersi morto.
“Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… ancora svenuto questo sta!” esclama TheAnswerPalermitano, stregone di corte e gran collezionista di rubinhi.
Poi, rivolgendosi sempre ai due energumeni di prima: “’sta faccia nun mi è nuova, comunque per intanto schiaffatelo in qualche cella che poi vedremo”.
Poco dopo, con gran cigiolicchiamento, trambusto e rumor di ferraglia, Il vecchio si ritrova in una cella oscura. “Che, la giusta via hai smarrita?” chiede una voce.
Il vecchietto apre un occhio e ne vede altri 4 che lo fissano da vicino. “Chi sei? –dice una voce femminile- Che ci fai qui” Che succede là fuori? Sono 2 anni che siamo rinchiusi qui dentro!”
“Beni hatirla?” bisbiglia il vecchio “beni hatirla?” e intanto agguanta i rottami del triciclide, sferruzza un momento, ne estrae un piccolo oggetto. Un temperino. Un temperino rosso con una piccola croce bianca.
Allora la donna lo afferra per un braccio e bisbigrida “ma tu… tu sei… sei…”
Vol II. Il ritorno di Yuppidù
19 Beni Hatirla?
Nuova Playit. Millemila anni dopo. Un vecchiardo dalla barba bianca arranca tremante sul ripido viale che porta al Palazzo delle Capre. Le guardie lo osservano sghignazzando. Giunto all’ingresso, il vecchio si rivolge a uno dei due energumeni, un grosso, grasso pelatone chiamato Ilunderscorejasone, lo fissa negli occhi con aria convinta, ed esibendogli uno strano artefatto metallico con due cerchi penduli che si è trascinato su per la china, con voce altempostessamente stentata e stentorea, siffattamente lo apostrofa: “in nome del Sacro Triciclide io ti ingiungo di aprirmi l’accesso et accompagnarmi nelle Segrete dei Bannati a Vita”.
Alcuni minuti dopo, ripresa conoscenza, e dopo essersi non senza difficoltà liberato dai rottami del triciclide che Ilunderscorejasone gli aveva attorcigliato attorno al collo, il vecchio si alza faticosamente in piedi e si guarda attorno. Si trova in un angusto corridoio, umido et raccapricciante. E buio anche. E si odono dei passi metallici avvicinarsi. Una luce coraggiosa passa negli occhi dell’anziano, che prontamente rimanda l’iniziale impulso di dar soddisfazione alla prostata, e risolutamente si prepara a vender cara la pelle. Gettandosi a terra per fingersi morto.
“Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… ancora svenuto questo sta!” esclama TheAnswerPalermitano, stregone di corte e gran collezionista di rubinhi.
Poi, rivolgendosi sempre ai due energumeni di prima: “’sta faccia nun mi è nuova, comunque per intanto schiaffatelo in qualche cella che poi vedremo”.
Poco dopo, con gran cigiolicchiamento, trambusto e rumor di ferraglia, Il vecchio si ritrova in una cella oscura. “Che, la giusta via hai smarrita?” chiede una voce.
Il vecchietto apre un occhio e ne vede altri 4 che lo fissano da vicino. “Chi sei? –dice una voce femminile- Che ci fai qui” Che succede là fuori? Sono 2 anni che siamo rinchiusi qui dentro!”
“Beni hatirla?” bisbiglia il vecchio “beni hatirla?” e intanto agguanta i rottami del triciclide, sferruzza un momento, ne estrae un piccolo oggetto. Un temperino. Un temperino rosso con una piccola croce bianca.
Allora la donna lo afferra per un braccio e bisbigrida “ma tu… tu sei… sei…”