Playoffs NBA 2009: considerazioni complessive a posteriori
Posted: 15/06/2009, 17:54
Apro questa discussione per una riflessione a posteriori su questi PO appena conclusi. Sarò prolisso ma c'è molto da dire.
Innanzitutto complimenti ai Lakers e al loro15esimo titolo, complimenti a Jackson che conquista il trofeo per la 10ma volta, complimenti a quel campione straordinario che è Bryant, che per la quarta volta si alza sul tetto del mondo (e questa volta senza Shaq…) e infine complimenti a tutta la squadra lacustre nonché ai Magic.
Detto questo passo ad analizzare turno per turno i vari round di questi PO.
First Round:
Detroit 0 - 4 Cleveland:
Si era già capito da un po’ di tempo che nonostante i giocatori presenti nelle due squadre la sfida non sarebbe stata particolarmente avvincente… Molti (tra cui io) confidavano però che l’orgoglio Pistons evitasse quantomeno lo sweep. Bene, a quanto pare con la partenza di Billups dalle parti di Motown hanno completamente dimenticato il significato della parola “orgoglio” e il risultato è stato una serie quanto mai brutta, il cui mio unico interesse è andato ai numeri da circo di LBJ.
Chicago 3 – 4 Boston
Io sono tifoso di Chicago, quindi la mia imparzialità in questo caso rischia di venire un po’ meno, speriamo non troppo! Quando Chicago incontra i campioni uscenti spesso ne viene fuori qualcosa che verrà ricordato, chiedere a Miami per maggiori informazioni… tuttavia nessuno avrebbe potuto immaginare una serie del genere! Boston senza Garnett è un’altra squadra, ma comunque ottima, la presenza del n° 5 quasi sicuramente ci avrebbe negato il pathos della serie quindi forse meglio cosi. Si può discutere sul livello tattico non eccelso delle partite, su errori banali e su scelte discutibili, ma rimane il fatto che questa è stata la serie più emozionante e combattuta di tutti i PO. Non è mancato praticamente nulla, a partire dagli OT, passando per le performance individuali, episodi arbitrali, ribaltamento del fattore campo e ovviamente gara 7. La bilancia ha continuato a pendere leggermente verso Boston per tutta la serie, ma è innegabile che abbiamo assistito a 7 gare equilibrate e incredibilmente emozionanti e alla fine la squadra più esperta ha avuto la meglio. Purtroppo a mio avviso questa serie è stata un po’ l’eccezione.
Philadelphia 2 – 4 Orlando
Abbinamento deciso all’ultima giornata grazie ad un suicidio (premeditato???) di Chicago che perdendo l’ultima in casa con Toronto va verso i campioni uscenti, lasciando a Philadelphia il piacere di incontrare da vicino Howard e compagni. Anche qui il fattore campo finisce alla prima occasione e ne viene fuori ovviamente una serie molto combattuta, tuttavia emerge un dato che lega le gare a quelle di Chicago e Boston: quando la squadra più forte perde lo fa di pochissimo, quando vince lo fa con qualche punto in più. Orlando inizia con Lewis e il Turco acciaccati, il tiro da 3 stenta ad entrare ed Howard è costretto agli straordinari, aiutato da un insospettabile quanto decisivo Courtney Lee. Una combattutissima gara 4 probabilmente decide la serie, da lì Lewis ma anche il Turco, riprendono le redini della serie e la chiudono vincendone 3 di fila. A Phila mancava Brand e i Magic come sapete benissimo non vedranno Nelson fino alle finali e per me sarebbe stato il caso di non vederlo neanche li. Due buone squadre giovani e poco esperte a cui mancavano elementi importanti, ha vinto quella oggettivamente più forte.
Miami 3 – 4 Atlanta
Personalmente questa serie non mi è proprio piaciuta. Ho visto due squadre impegnarsi solo tra le mura amiche, già appagate dal fatto di aver raggiunto i PO e convinte sin da subito che comunque sarebbe andata, il turno dopo la vincitrice sarebbe sicuramente tornata a casa. Alla fine si è raggiunta gara 7, ma la gara in cui i punteggi sono stati più vicini si è chiusa con un +10. Miami dipendeva troppo da uno Wade stremato per la maratona di fine RS, Atlanta si è affidata al suo solito buon gioco equilibrato facendo il minimo indispensabile per passare il turno: vincere in casa, riposarsi in trasferta. Mi perdonino i tifosi delle rispettive squadre, ma se la sfida tra la 4a e la 5a classificata è questo, bisogna fare un po’ di riflessioni sul livello della lega.
Utah 1 – 4 LA
Parallelo perfetto della sfida 1-8 dell’est: una squadra forte sulla carta ma in profonda crisi, con diversi giocatori non in condizione, incontra una formazione che sembra in missione. L’unica differenza è che i Jazz sono messi un po’ meglio dei Pistons e riescono ad opporre qualcosa ai giallo viola, ma per il resto il copione è lo stesso, unica attrattiva vedere quanti ne segnerà Bryant e come. Serie bruttina e scontata, viste le due squadre era assolutamente legittimo aspettarsi qualcosa di più.
NO 1 – 4 Denver
Situazione anche qui già vista: una squadra in crisi contro una che sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Unica partita combattuta fino alla fine è stata quella vinta dagli Hornets in gara 3, per il resto si è assistito allo show balistico delle pepite guidato da Melo e Billups e ai voli del Birdman. E’ vero che NO era reduce da molti infortuni (costante di quest’anno per la maggior parte delle franchigie), ma da una squadra che l’anno scorso ha mancato di pochissimo le finali, un minimo di opposizione oltre al one-man-show di CP3 era legittimo aspettarsela.
Dallas 4 – 1 SA
Surprise! Ma neanche tanto in realtà. La dinastia Spurs si ripresenta forte del 3° posto a est e della cabala degli anni dispari, ma questa volta c’è poco da fare. Dallas arriva da un ottimo periodo di forma e in 5 gare manda a casa i vecchi e malandati Speroni. Anche qui infortuni importanti da una parte e dall’altra, ma quella che pesa di più è l’assenza di Ginobili, che impoverisce di fantasia l’attacco di SA. Per la verità tutta la manovra offensiva dei nero-argento risulta lenta e macchinosa e anche quando le percentuali sono buone si vede chiaramente la fatica. In difesa Duncan da solo non può più fare miracoli e di certo non aiuta avere Nowitzki di fronte. Dallas nonostante sia calata negli ultimi anni rimane una buona squadra, San Antonio anche, ma non è più quella di un tempo e sta calando vistosamente.
Houston 4 – 2 Portland
La serie più bella dell’ovest è anche l’unica che non si ferma dopo gara 5. Ci si chiedeva quanto una squadra di talentuosi ragazzini potesse andare avanti ai PO senza la dovuta esperienza. La risposta è che hai PO senza esperienza non si va avanti, ma già dall’anno prossimo il fatto di aver giocato il primo turno potrebbe giovare e non poco. Houston (ovviamente senza T-Mac) rompe il tabù, grazie ad una difesa rocciosa, una squadra ben assemblata e uno Yao con il quale Portland fatica non poco. Serie molto gradevole, io avevo pronosticato una vittoria sicura dei razzi e non mi sono stupito troppo del risultato. Finalmente si è vista una squadra in ascesa (Portland) contro un’altra formazione che con qualche aggiustamento (I’m sorry Tracy) l’anno prossimo diventa una vera contender. E speriamo che il tanto discusso alto livello dell’ovest si manifesti anche ai PO.
Resume First Round:
Su otto sfide alla fine di belle ce ne sono state tre (Boston, Orlando e Houston) di cui una spettacolare oltre ogni previsione, e le altre equilibrate ed interessanti. A queste si potrebbe aggiungere Dallas – SA per l’esito finale imprevedibile (ok vittoria Mavs, ma in 5 era difficilmente pronosticabile!) ma avrei preferito vedere una – due gare in più. Delle altre serie, 3 sono state di una noia mortale e una, per quanto abbia portato a gara 7, è stata brutta in ogni singola partita.
Dal mio punto di vista primo round decisamente bruttino, che si ricorderà solo per i 7 overtime di Boston e Chicago, per il resto più sorprese in negativo (Detroit, Utah, NO e SA sottotono, la noia di Miami - Atlanta ) che squadre che hanno giocato sopra le loro possibilità. Insomma ci sono stati sicuramente i meriti per i vincitori ma assieme anche molti demeriti per i perdenti e per lo spettacolo ciò non è certo bene.
Semifinals:
Atlanta 0 – 4 Cleveland
Dal round precedente non mi aspettavo nulla di diverso se non una vittoria di orgoglio per gli Hawks in gara 3. Niente da fare! Da un lato Cavs che volevano dimostrare la loro assoluta superiorità, dall’altro lato Atlanta aspettava solo che fosse finita, già contenta di aver superato il primo turno. Ne esce una serie brutta, mai combattuta in nessuna gara, insomma un cattivo spettacolo per la lega, tanto più considerando che era una semifinale tra la 1a e la 4a.
Orlando 4 – 3 Boston
Alcune squadre hanno il gene della spettacolarità, altre sono in grado di rendere ogni sfida avvincente. Quando team del genere si incontrano lo spettacolo è garantito ed è quello che è successo in questa serie. Sette partite appassionanti, anche se ovviamente non tutte allo stesso modo, fattore campo spazzato via alla prima e sfida decisamente equilibrata. Con Garnett probabilmente finiva in modo diverso e oltre a questa numerose sono state le assenze da parte Celtica. Vero che dall’altra parte mancava anche Nelson, quindi due squadre senza i loro leader emotivi e non solo. Io avevo detto Boston in 7 per la mancanza di esperienza di Orlando (cosa che per ovvi motivi non dovrebbe accadere ai campioni), alla fine ho sbagliato di poco, ma chiunque fosse passato avrebbe a suo modo meritato, bella serie.
Dallas 1 – 4 Denver
Il risultato finale non rende giustizia per la sfida che si è vista, più volte decisa alla fine da episodi e da grandi campioni. Dallas aveva dalla parte sua l’esperienza, la foga di aver passato il turno e nient’altro da perdere. Denver ha avuto una dose di esperienza concentrata nell’arrivo di Billups, che con le sue doti ha chiuso il cerchio e una sana incoscienza. IL tiro di Melo in gara 3 ha dato una svolta decisiva alla serie, ma a conti fatti i Nuggets si sono dimostrati più forti nonché completi e hanno meritatamente passato il turno.
Houston 3 – 4 LA
Serie strana, diciamolo subito. Gli infortuni di Yao e Mutombo lasciano i Rockets sguarniti nel pitturato contro una delle squadre col miglior pacchetto lunghi della lega ed era legittimo aspettarsi 4-5 gare, non di più. Invece la grinta e la determinazione consentono a Houston di tenere sino a gara 7, spaventando più volte i futuri campioni NBA. Serie decisamente poco bella nelle singole partite (chi ha vinto solitamente lo ha fatto di tanto o senza rischiare), ma questo è stato causato dalla necessità per i Razzi di conservare le energie per i momenti chiave. Certo, per lo spettacolo non è un’attenuante. I Lakers hanno optato per la stessa tattica, con la differenza che mentre Houston è arriva a gara 7 con tutte le carte già giocate, per LA il discorso è stato ben diverso e al momento della verità nessuno si è tirato indietro. Alla fine i Texani sono stata la squadra che più ha messo in difficoltà i campioni, pur senza i suoi due uomini migliori, questo grazie ad una difesa arcigna e all’esperienza che, come abbiamo visto, punirà pesantemente Denver e Orlando nei turni successivi.
Resume Semifinals:
Due serie combattute (Orlando e LA) e due no. Due serie belle da vedere nelle varie partite (Orlando e Denver) e due no. Bilancio che segna 50 e 50, quindi soddisfacente? Insomma, io mi aspettavo qualcosa di meglio. Rispetto all’anno scorso ho la netta sensazione che il livello tra le grandi, e le altre, stia aumentando, soprattutto a causa di peggioramenti delle une più che di miglioramenti delle altre. Se una squadra come Atlanta arriva e fa quella fine contro dei Cavs che vengono spediti a casa la settimana dopo bisogna riflettere.
Conference Finals:
Orlando 4 – 2 Cleveland
Innanzitutto notiamo subito una cosa: i Cavs venivano da otto partite di allenamento, i Magic da 13 giorni di guerra. La principale domanda diventava dunque “LBJ e compagni hanno approfittato della pochezza degli avversari o sono in missione?”. Direi che abbiamo avuto la risposta. E’ vero che Cleveland ha pagato un mismatch particolarmente pesante, ma si è anche palesato quello che è stato per tutta RS il mio pensiero e quello di molti altri: offensivamente i Cavs nascono e muoiono con James. Costretti a correre dietro ai tiratori hanno perso l’efficacia della loro difesa impostata sull’affollamento dell’area e appena provavano ad adattarsi Howard puniva nel pitturato. L’unica possibilità di vittoria era dunque il one-man-show del Prescelto, ma complice Pietrus, la buona difesa dei Magic e quindi Van Gundy, la squadra ancora una volta ha avuto la meglio sul singolo. Devo ammettere che durante i PO quasi mi stavo convincendo della bontà di questi Cavs, ma avendo visto pochissime delle loro partite preferendo serie più avvincenti, ho mantenuto il mio giudizio. Del resto il Turco è rimasto nascosto per metà PO e la sua uscita al sole ha tagliato ogni residua possibilità ai Cavalieri. Serie tiratissima, punteggi ravvicinati e giocate decisive negli ultimi secondi, assieme a Chicago – Boston è stata la serie più emozionante dei PO. Delle tre “corazzate” dell’est la prima è caduta per aver perso il suo ammiraglio, la seconda perché si è resa conta di essere praticamente solo il suo ammiraglio e la meno quotata, con il suo uomo-squadra infortunato e senza esperienza, approda miracolosamente ma in modo assolutamente meritato alle Finals.
Denver 2 – 4 LA
La chiave di questa serie può essere definita con una sola parola: esperienza. Poca per i Nuggets e concentrata tutta nel nuovo arrivato Billups, tanta per i vice campioni del 2008 e spalmata su molti giocatori. Le singole gare sono state giocate quasi sempre alla pari, avvincenti, spettacolari. I temi tattici erano molto interessanti e i due attacchi favolosi, gli amanti dei punteggi alti non sono certo stati delusi. Io speravo in una spettacolare gara 7 che però non c’è mai stata, troppo svagati i Nuggets nei momenti cruciali delle partite e troppo esperti i Lakers che hanno punito a carissimo prezzo ogni errore degli avversari. Bryant e la sua fame di titolo naturalmente hanno fatto la parte del leone e non l’avesse fatta probabilmente La Finale sarebbe stata solo un sogno. Per me il potenziale delle due squadre era abbastanza pari, la differenza la potevano fare il talento e l’esperienza maggiori dei Lakers e cosi è stato. Comunque bella serie, peccato non aver visto quella che si preannunciava una folle gara 7, ma devo dire che dopo gara 6 tutti i miei dubbi sul fatto che LA meritasse il titolo sono stati spazzati via. Certo, prima di gioire bisognava vedere cosa pensavano i Magic…
Resume Conference Finals:
Belle, finalmente un round sicuramente positivo! Non ci sono state gare 7 ma poco importa, le serie sono state combattute, tutte e quattro le squadre erano lì per vincere e ci si è divertiti praticamente in ogni singola partita. Orlando mi ha parzialmente sorpreso per la sua determinazione nonostante la mancanza di esperienza e in realtà i Cavs non mi hanno deluso più di tanto, loro volevano almeno la finalissima, ma ancora una volta l’esperienza, o meglio la non esperienza, del loro secondo violino li ha condannati. I Magic, pur giovandosi dei loro singoli, sono stati più squadra. I Lakers mi hanno fatto più volte dubitare, sembravano delle comparse che aiutavano la star Kobe mentre cercava di vincere l’oscar con la miglior performance individuale, e visto il talento che permea tutta la squadra io ho gridato più volte allo scandalo. Fortunatamente l’ultima partita le comparse sono diventate attori di primo piano e hanno legittimato una finale su cui prima nutrivo molti dubbi di merito.
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Innanzitutto complimenti ai Lakers e al loro15esimo titolo, complimenti a Jackson che conquista il trofeo per la 10ma volta, complimenti a quel campione straordinario che è Bryant, che per la quarta volta si alza sul tetto del mondo (e questa volta senza Shaq…) e infine complimenti a tutta la squadra lacustre nonché ai Magic.
Detto questo passo ad analizzare turno per turno i vari round di questi PO.
First Round:
Detroit 0 - 4 Cleveland:
Si era già capito da un po’ di tempo che nonostante i giocatori presenti nelle due squadre la sfida non sarebbe stata particolarmente avvincente… Molti (tra cui io) confidavano però che l’orgoglio Pistons evitasse quantomeno lo sweep. Bene, a quanto pare con la partenza di Billups dalle parti di Motown hanno completamente dimenticato il significato della parola “orgoglio” e il risultato è stato una serie quanto mai brutta, il cui mio unico interesse è andato ai numeri da circo di LBJ.
Chicago 3 – 4 Boston
Io sono tifoso di Chicago, quindi la mia imparzialità in questo caso rischia di venire un po’ meno, speriamo non troppo! Quando Chicago incontra i campioni uscenti spesso ne viene fuori qualcosa che verrà ricordato, chiedere a Miami per maggiori informazioni… tuttavia nessuno avrebbe potuto immaginare una serie del genere! Boston senza Garnett è un’altra squadra, ma comunque ottima, la presenza del n° 5 quasi sicuramente ci avrebbe negato il pathos della serie quindi forse meglio cosi. Si può discutere sul livello tattico non eccelso delle partite, su errori banali e su scelte discutibili, ma rimane il fatto che questa è stata la serie più emozionante e combattuta di tutti i PO. Non è mancato praticamente nulla, a partire dagli OT, passando per le performance individuali, episodi arbitrali, ribaltamento del fattore campo e ovviamente gara 7. La bilancia ha continuato a pendere leggermente verso Boston per tutta la serie, ma è innegabile che abbiamo assistito a 7 gare equilibrate e incredibilmente emozionanti e alla fine la squadra più esperta ha avuto la meglio. Purtroppo a mio avviso questa serie è stata un po’ l’eccezione.
Philadelphia 2 – 4 Orlando
Abbinamento deciso all’ultima giornata grazie ad un suicidio (premeditato???) di Chicago che perdendo l’ultima in casa con Toronto va verso i campioni uscenti, lasciando a Philadelphia il piacere di incontrare da vicino Howard e compagni. Anche qui il fattore campo finisce alla prima occasione e ne viene fuori ovviamente una serie molto combattuta, tuttavia emerge un dato che lega le gare a quelle di Chicago e Boston: quando la squadra più forte perde lo fa di pochissimo, quando vince lo fa con qualche punto in più. Orlando inizia con Lewis e il Turco acciaccati, il tiro da 3 stenta ad entrare ed Howard è costretto agli straordinari, aiutato da un insospettabile quanto decisivo Courtney Lee. Una combattutissima gara 4 probabilmente decide la serie, da lì Lewis ma anche il Turco, riprendono le redini della serie e la chiudono vincendone 3 di fila. A Phila mancava Brand e i Magic come sapete benissimo non vedranno Nelson fino alle finali e per me sarebbe stato il caso di non vederlo neanche li. Due buone squadre giovani e poco esperte a cui mancavano elementi importanti, ha vinto quella oggettivamente più forte.
Miami 3 – 4 Atlanta
Personalmente questa serie non mi è proprio piaciuta. Ho visto due squadre impegnarsi solo tra le mura amiche, già appagate dal fatto di aver raggiunto i PO e convinte sin da subito che comunque sarebbe andata, il turno dopo la vincitrice sarebbe sicuramente tornata a casa. Alla fine si è raggiunta gara 7, ma la gara in cui i punteggi sono stati più vicini si è chiusa con un +10. Miami dipendeva troppo da uno Wade stremato per la maratona di fine RS, Atlanta si è affidata al suo solito buon gioco equilibrato facendo il minimo indispensabile per passare il turno: vincere in casa, riposarsi in trasferta. Mi perdonino i tifosi delle rispettive squadre, ma se la sfida tra la 4a e la 5a classificata è questo, bisogna fare un po’ di riflessioni sul livello della lega.
Utah 1 – 4 LA
Parallelo perfetto della sfida 1-8 dell’est: una squadra forte sulla carta ma in profonda crisi, con diversi giocatori non in condizione, incontra una formazione che sembra in missione. L’unica differenza è che i Jazz sono messi un po’ meglio dei Pistons e riescono ad opporre qualcosa ai giallo viola, ma per il resto il copione è lo stesso, unica attrattiva vedere quanti ne segnerà Bryant e come. Serie bruttina e scontata, viste le due squadre era assolutamente legittimo aspettarsi qualcosa di più.
NO 1 – 4 Denver
Situazione anche qui già vista: una squadra in crisi contro una che sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Unica partita combattuta fino alla fine è stata quella vinta dagli Hornets in gara 3, per il resto si è assistito allo show balistico delle pepite guidato da Melo e Billups e ai voli del Birdman. E’ vero che NO era reduce da molti infortuni (costante di quest’anno per la maggior parte delle franchigie), ma da una squadra che l’anno scorso ha mancato di pochissimo le finali, un minimo di opposizione oltre al one-man-show di CP3 era legittimo aspettarsela.
Dallas 4 – 1 SA
Surprise! Ma neanche tanto in realtà. La dinastia Spurs si ripresenta forte del 3° posto a est e della cabala degli anni dispari, ma questa volta c’è poco da fare. Dallas arriva da un ottimo periodo di forma e in 5 gare manda a casa i vecchi e malandati Speroni. Anche qui infortuni importanti da una parte e dall’altra, ma quella che pesa di più è l’assenza di Ginobili, che impoverisce di fantasia l’attacco di SA. Per la verità tutta la manovra offensiva dei nero-argento risulta lenta e macchinosa e anche quando le percentuali sono buone si vede chiaramente la fatica. In difesa Duncan da solo non può più fare miracoli e di certo non aiuta avere Nowitzki di fronte. Dallas nonostante sia calata negli ultimi anni rimane una buona squadra, San Antonio anche, ma non è più quella di un tempo e sta calando vistosamente.
Houston 4 – 2 Portland
La serie più bella dell’ovest è anche l’unica che non si ferma dopo gara 5. Ci si chiedeva quanto una squadra di talentuosi ragazzini potesse andare avanti ai PO senza la dovuta esperienza. La risposta è che hai PO senza esperienza non si va avanti, ma già dall’anno prossimo il fatto di aver giocato il primo turno potrebbe giovare e non poco. Houston (ovviamente senza T-Mac) rompe il tabù, grazie ad una difesa rocciosa, una squadra ben assemblata e uno Yao con il quale Portland fatica non poco. Serie molto gradevole, io avevo pronosticato una vittoria sicura dei razzi e non mi sono stupito troppo del risultato. Finalmente si è vista una squadra in ascesa (Portland) contro un’altra formazione che con qualche aggiustamento (I’m sorry Tracy) l’anno prossimo diventa una vera contender. E speriamo che il tanto discusso alto livello dell’ovest si manifesti anche ai PO.
Resume First Round:
Su otto sfide alla fine di belle ce ne sono state tre (Boston, Orlando e Houston) di cui una spettacolare oltre ogni previsione, e le altre equilibrate ed interessanti. A queste si potrebbe aggiungere Dallas – SA per l’esito finale imprevedibile (ok vittoria Mavs, ma in 5 era difficilmente pronosticabile!) ma avrei preferito vedere una – due gare in più. Delle altre serie, 3 sono state di una noia mortale e una, per quanto abbia portato a gara 7, è stata brutta in ogni singola partita.
Dal mio punto di vista primo round decisamente bruttino, che si ricorderà solo per i 7 overtime di Boston e Chicago, per il resto più sorprese in negativo (Detroit, Utah, NO e SA sottotono, la noia di Miami - Atlanta ) che squadre che hanno giocato sopra le loro possibilità. Insomma ci sono stati sicuramente i meriti per i vincitori ma assieme anche molti demeriti per i perdenti e per lo spettacolo ciò non è certo bene.
Semifinals:
Atlanta 0 – 4 Cleveland
Dal round precedente non mi aspettavo nulla di diverso se non una vittoria di orgoglio per gli Hawks in gara 3. Niente da fare! Da un lato Cavs che volevano dimostrare la loro assoluta superiorità, dall’altro lato Atlanta aspettava solo che fosse finita, già contenta di aver superato il primo turno. Ne esce una serie brutta, mai combattuta in nessuna gara, insomma un cattivo spettacolo per la lega, tanto più considerando che era una semifinale tra la 1a e la 4a.
Orlando 4 – 3 Boston
Alcune squadre hanno il gene della spettacolarità, altre sono in grado di rendere ogni sfida avvincente. Quando team del genere si incontrano lo spettacolo è garantito ed è quello che è successo in questa serie. Sette partite appassionanti, anche se ovviamente non tutte allo stesso modo, fattore campo spazzato via alla prima e sfida decisamente equilibrata. Con Garnett probabilmente finiva in modo diverso e oltre a questa numerose sono state le assenze da parte Celtica. Vero che dall’altra parte mancava anche Nelson, quindi due squadre senza i loro leader emotivi e non solo. Io avevo detto Boston in 7 per la mancanza di esperienza di Orlando (cosa che per ovvi motivi non dovrebbe accadere ai campioni), alla fine ho sbagliato di poco, ma chiunque fosse passato avrebbe a suo modo meritato, bella serie.
Dallas 1 – 4 Denver
Il risultato finale non rende giustizia per la sfida che si è vista, più volte decisa alla fine da episodi e da grandi campioni. Dallas aveva dalla parte sua l’esperienza, la foga di aver passato il turno e nient’altro da perdere. Denver ha avuto una dose di esperienza concentrata nell’arrivo di Billups, che con le sue doti ha chiuso il cerchio e una sana incoscienza. IL tiro di Melo in gara 3 ha dato una svolta decisiva alla serie, ma a conti fatti i Nuggets si sono dimostrati più forti nonché completi e hanno meritatamente passato il turno.
Houston 3 – 4 LA
Serie strana, diciamolo subito. Gli infortuni di Yao e Mutombo lasciano i Rockets sguarniti nel pitturato contro una delle squadre col miglior pacchetto lunghi della lega ed era legittimo aspettarsi 4-5 gare, non di più. Invece la grinta e la determinazione consentono a Houston di tenere sino a gara 7, spaventando più volte i futuri campioni NBA. Serie decisamente poco bella nelle singole partite (chi ha vinto solitamente lo ha fatto di tanto o senza rischiare), ma questo è stato causato dalla necessità per i Razzi di conservare le energie per i momenti chiave. Certo, per lo spettacolo non è un’attenuante. I Lakers hanno optato per la stessa tattica, con la differenza che mentre Houston è arriva a gara 7 con tutte le carte già giocate, per LA il discorso è stato ben diverso e al momento della verità nessuno si è tirato indietro. Alla fine i Texani sono stata la squadra che più ha messo in difficoltà i campioni, pur senza i suoi due uomini migliori, questo grazie ad una difesa arcigna e all’esperienza che, come abbiamo visto, punirà pesantemente Denver e Orlando nei turni successivi.
Resume Semifinals:
Due serie combattute (Orlando e LA) e due no. Due serie belle da vedere nelle varie partite (Orlando e Denver) e due no. Bilancio che segna 50 e 50, quindi soddisfacente? Insomma, io mi aspettavo qualcosa di meglio. Rispetto all’anno scorso ho la netta sensazione che il livello tra le grandi, e le altre, stia aumentando, soprattutto a causa di peggioramenti delle une più che di miglioramenti delle altre. Se una squadra come Atlanta arriva e fa quella fine contro dei Cavs che vengono spediti a casa la settimana dopo bisogna riflettere.
Conference Finals:
Orlando 4 – 2 Cleveland
Innanzitutto notiamo subito una cosa: i Cavs venivano da otto partite di allenamento, i Magic da 13 giorni di guerra. La principale domanda diventava dunque “LBJ e compagni hanno approfittato della pochezza degli avversari o sono in missione?”. Direi che abbiamo avuto la risposta. E’ vero che Cleveland ha pagato un mismatch particolarmente pesante, ma si è anche palesato quello che è stato per tutta RS il mio pensiero e quello di molti altri: offensivamente i Cavs nascono e muoiono con James. Costretti a correre dietro ai tiratori hanno perso l’efficacia della loro difesa impostata sull’affollamento dell’area e appena provavano ad adattarsi Howard puniva nel pitturato. L’unica possibilità di vittoria era dunque il one-man-show del Prescelto, ma complice Pietrus, la buona difesa dei Magic e quindi Van Gundy, la squadra ancora una volta ha avuto la meglio sul singolo. Devo ammettere che durante i PO quasi mi stavo convincendo della bontà di questi Cavs, ma avendo visto pochissime delle loro partite preferendo serie più avvincenti, ho mantenuto il mio giudizio. Del resto il Turco è rimasto nascosto per metà PO e la sua uscita al sole ha tagliato ogni residua possibilità ai Cavalieri. Serie tiratissima, punteggi ravvicinati e giocate decisive negli ultimi secondi, assieme a Chicago – Boston è stata la serie più emozionante dei PO. Delle tre “corazzate” dell’est la prima è caduta per aver perso il suo ammiraglio, la seconda perché si è resa conta di essere praticamente solo il suo ammiraglio e la meno quotata, con il suo uomo-squadra infortunato e senza esperienza, approda miracolosamente ma in modo assolutamente meritato alle Finals.
Denver 2 – 4 LA
La chiave di questa serie può essere definita con una sola parola: esperienza. Poca per i Nuggets e concentrata tutta nel nuovo arrivato Billups, tanta per i vice campioni del 2008 e spalmata su molti giocatori. Le singole gare sono state giocate quasi sempre alla pari, avvincenti, spettacolari. I temi tattici erano molto interessanti e i due attacchi favolosi, gli amanti dei punteggi alti non sono certo stati delusi. Io speravo in una spettacolare gara 7 che però non c’è mai stata, troppo svagati i Nuggets nei momenti cruciali delle partite e troppo esperti i Lakers che hanno punito a carissimo prezzo ogni errore degli avversari. Bryant e la sua fame di titolo naturalmente hanno fatto la parte del leone e non l’avesse fatta probabilmente La Finale sarebbe stata solo un sogno. Per me il potenziale delle due squadre era abbastanza pari, la differenza la potevano fare il talento e l’esperienza maggiori dei Lakers e cosi è stato. Comunque bella serie, peccato non aver visto quella che si preannunciava una folle gara 7, ma devo dire che dopo gara 6 tutti i miei dubbi sul fatto che LA meritasse il titolo sono stati spazzati via. Certo, prima di gioire bisognava vedere cosa pensavano i Magic…
Resume Conference Finals:
Belle, finalmente un round sicuramente positivo! Non ci sono state gare 7 ma poco importa, le serie sono state combattute, tutte e quattro le squadre erano lì per vincere e ci si è divertiti praticamente in ogni singola partita. Orlando mi ha parzialmente sorpreso per la sua determinazione nonostante la mancanza di esperienza e in realtà i Cavs non mi hanno deluso più di tanto, loro volevano almeno la finalissima, ma ancora una volta l’esperienza, o meglio la non esperienza, del loro secondo violino li ha condannati. I Magic, pur giovandosi dei loro singoli, sono stati più squadra. I Lakers mi hanno fatto più volte dubitare, sembravano delle comparse che aiutavano la star Kobe mentre cercava di vincere l’oscar con la miglior performance individuale, e visto il talento che permea tutta la squadra io ho gridato più volte allo scandalo. Fortunatamente l’ultima partita le comparse sono diventate attori di primo piano e hanno legittimato una finale su cui prima nutrivo molti dubbi di merito.
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