tzara wrote:
Il caso di Mitchell si può riassumere con la frase: non se lo meritava il premio due anni fa.
Per quanto riguarda Rivers, ti faccio un paragone con un altro sport: perchè nella formula uno, un pilota che ha dei risultati poco poco decenti, con qualche spunto interessante ma complessivamente nella mediocrità, se va a finire in un top team lotta immediatamente per le vittorie, le pole positions e addirittura per le classifiche finali?
Chi ha mai sentito parlare di Eddie Irvine prima della Ferrari? E di Heinz-Harald Frentzen prima della Williams?
Allo stesso modo, la macchina che si è trovato a guidare Rivers era della migliore qualità disponibile sul mercato, i risultati degli anni precedenti non possono essere manco presi a paragone.
Credo sia proprio così, ed il paragone non poteva essere più azzeccato. Al massimo si può aggiungere che ci sono allenatori diversi per squadre diverse: il segreto è trovare quello giusto per quella giusta.
Da tifoso di Boston, per esempio, mi sono scagliato a lungo contro la gestione Rivers dei giovani Celtics pre-Garnett, individuando confusione nelle scelte ed assenza di progetto chiaro, con lanci improvvisati di giocatori (Gomes, Perkins, Allen, West) solo a causa di infortuni ma non per reale necessità di valorizzarli.
D'altronde è noto che Rivers non sia mai stato un coach strutturato in grado di creare identità tecnico-tattica dal nulla, mentre lo ritenevo perfetto come gestore di uomini, "players coach", nel mettere insieme un gruppo di stelle. Addirittura lo proponevo come CT di qualche nazionale se non proprio di Team USA, per il quale sarebbe semplicemente perfetto essendo una pasta d'uomo.
Ho chiesto per anni che venisse affiancato da maestri dell'attacco e della difesa, esattamente come fu per Larry Bird ad Indiana (Dick Harter per la difesa, Carlislie per l'attacco e varie ed eventuali). Per altro non ritenevo Larry così superiore e più preparato tecnicamente del Doc, ma in quella Indiana gli bastava dire due o tre perle di saggezza per motivare il gruppo, tanto poi agli X&O ed ai segni sulla lavagna ci pensavano i suoi assistenti.
Sono bastati un Thibodeau ed altre due stelle (hai detto niente!) per la rivalutazione istantanea di Rivers, ma come non mi sognavo di dire che altri coach al posto suo avrebbero fatto record così nettamente migliori con i giovani, così mi pare lampante che anche altri coach avrebbero potuto portare questi Celtics al titolo.
Ma scegliere il coach (e lo staff tecnico, ormai indispensabile nel giudizio!) giusto per la squadra giusta, torno a dire, può fare la differenza ed essere il dettaglio decisivo tra una stagione vincente ed una perdente.
Restando al topic, già non ho un grande rapporto per i premi individuali per gli sport di squadra, ma trovo l'uso ed il metodo di assegnazione del premio di Coach of the Year una delle cose peggiori della NBA degli ultimi 10 anni.