Coach of the Year

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BomberDede
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Coach of the Year

Post by BomberDede »

Scusate se apro un topic a parte ma mi assale questo dubbio:
capisoc che i giocatori perdano smalto, velocità etc etc e peggiorino.
Ma un Coach bene o male dovrebbe tenere il suo livello con continuità negli anni no?
allora perchè capita che gente con Mitchell un anno era coach of the year e quello dopo faceva schifo??
oppure Doc Rivers che un ora prima stava per essere silurato come incapace e ora è un genio??

come si spiega? semplice trend della squadra se vince o perde(e quindi ottusità nel dare il premio o comunque nel ritenere un coac migliore di un altro) oppure semplice idiozia dei Coach stessi? :forza:
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tzara
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Re: Coach of the Year

Post by tzara »

BomberDede wrote: Scusate se apro un topic a parte ma mi assale questo dubbio:
capisoc che i giocatori perdano smalto, velocità etc etc e peggiorino.
Ma un Coach bene o male dovrebbe tenere il suo livello con continuità negli anni no?
allora perchè capita che gente con Mitchell un anno era coach of the year e quello dopo faceva schifo??
oppure Doc Rivers che un ora prima stava per essere silurato come incapace e ora è un genio??

come si spiega? semplice trend della squadra se vince o perde(e quindi ottusità nel dare il premio o comunque nel ritenere un coac migliore di un altro) oppure semplice idiozia dei Coach stessi? :forza:
Il caso di Mitchell si può riassumere con la frase: non se lo meritava il premio due anni fa.
Per quanto riguarda Rivers, ti faccio un paragone con un altro sport: perchè nella formula uno, un pilota che ha dei risultati poco poco decenti, con qualche spunto interessante ma complessivamente nella mediocrità, se va a finire in un top team lotta immediatamente per le vittorie, le pole positions e addirittura per le classifiche finali?
Chi ha mai sentito parlare di Eddie Irvine prima della Ferrari? E di Heinz-Harald Frentzen prima della Williams?
Allo stesso modo, la macchina che si è trovato a guidare Rivers era della migliore qualità disponibile sul mercato, i risultati degli anni precedenti non possono essere manco presi a paragone.
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BomberDede
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Re: Coach of the Year

Post by BomberDede »

tzara wrote: Il caso di Mitchell si può riassumere con la frase: non se lo meritava il premio due anni fa.
Per quanto riguarda Rivers, ti faccio un paragone con un altro sport: perchè nella formula uno, un pilota che ha dei risultati poco poco decenti, con qualche spunto interessante ma complessivamente nella mediocrità, se va a finire in un top team lotta immediatamente per le vittorie, le pole positions e addirittura per le classifiche finali?
Chi ha mai sentito parlare di Eddie Irvine prima della Ferrari? E di Heinz-Harald Frentzen prima della Williams?
Allo stesso modo, la macchina che si è trovato a guidare Rivers era della migliore qualità disponibile sul mercato, i risultati degli anni precedenti non possono essere manco presi a paragone.
beh allora un pò mi dispiace ma 'sto premio a questo punto me lo metto sotto le scarpe dai.
Stimo molto di più un coach con una squadra modesta che sa farla girare e la porta ai playoff magari uscendo al primo turno piuttosto che uno con tutti i campioni che vince.
Per me questa cosa non ha alcun senso.
Gerry Donato
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Re: Coach of the Year

Post by Gerry Donato »

tzara wrote: Il caso di Mitchell si può riassumere con la frase: non se lo meritava il premio due anni fa.
Per quanto riguarda Rivers, ti faccio un paragone con un altro sport: perchè nella formula uno, un pilota che ha dei risultati poco poco decenti, con qualche spunto interessante ma complessivamente nella mediocrità, se va a finire in un top team lotta immediatamente per le vittorie, le pole positions e addirittura per le classifiche finali?
Chi ha mai sentito parlare di Eddie Irvine prima della Ferrari? E di Heinz-Harald Frentzen prima della Williams?
Allo stesso modo, la macchina che si è trovato a guidare Rivers era della migliore qualità disponibile sul mercato, i risultati degli anni precedenti non possono essere manco presi a paragone.
Credo sia proprio così, ed il paragone non poteva essere più azzeccato. Al massimo si può aggiungere che ci sono allenatori diversi per squadre diverse: il segreto è trovare quello giusto per quella giusta.

Da tifoso di Boston, per esempio, mi sono scagliato a lungo contro la gestione Rivers dei giovani Celtics pre-Garnett, individuando confusione nelle scelte ed assenza di progetto chiaro, con lanci improvvisati di giocatori (Gomes, Perkins, Allen, West) solo a causa di infortuni ma non per reale necessità di valorizzarli.
D'altronde è noto che Rivers non sia mai stato un coach strutturato in grado di creare identità tecnico-tattica dal nulla, mentre lo ritenevo perfetto come gestore di uomini, "players coach", nel mettere insieme un gruppo di stelle. Addirittura lo proponevo come CT di qualche nazionale se non proprio di Team USA, per il quale sarebbe semplicemente perfetto essendo una pasta d'uomo.

Ho chiesto per anni che venisse affiancato da maestri dell'attacco e della difesa, esattamente come fu per Larry Bird ad Indiana (Dick Harter per la difesa, Carlislie per l'attacco e varie ed eventuali). Per altro non ritenevo Larry così superiore e più preparato tecnicamente del Doc, ma in quella Indiana gli bastava dire due o tre perle di saggezza per motivare il gruppo, tanto poi agli X&O ed ai segni sulla lavagna ci pensavano i suoi assistenti.

Sono bastati un Thibodeau ed altre due stelle (hai detto niente!) per la rivalutazione istantanea di Rivers, ma come non mi sognavo di dire che altri coach al posto suo avrebbero fatto record così nettamente migliori con i giovani, così mi pare lampante che anche altri coach avrebbero potuto portare questi Celtics al titolo.

Ma scegliere il coach (e lo staff tecnico, ormai indispensabile nel giudizio!) giusto per la squadra giusta, torno a dire, può fare la differenza ed essere il dettaglio decisivo tra una stagione vincente ed una perdente.

Restando al topic, già non ho un grande rapporto per i premi individuali per gli sport di squadra, ma trovo l'uso ed il metodo di assegnazione del premio di Coach of the Year una delle cose peggiori della NBA degli ultimi 10 anni.
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Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci. (M.J. Jordan)
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tzara
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Re: Coach of the Year

Post by tzara »

BomberDede wrote: beh allora un pò mi dispiace ma 'sto premio a questo punto me lo metto sotto le scarpe dai.
Stimo molto di più un coach con una squadra modesta che sa farla girare e la porta ai playoff magari uscendo al primo turno piuttosto che uno con tutti i campioni che vince.
Per me questa cosa non ha alcun senso.
La concezione di coach, fortunatamente, non vive solo di grandi nomi, ma anche di schemi, giochi, adattamenti con gli avversari. Un'interpretazione errata di quanto ho scritto rischia di portare il discorso verso l'estremo opposto, ossia sminuendo troppo l'effettivo lavoro (immenso) di un capo allenatore NBA.
La questione: è meglio adattare il gioco ai giocatori vs è meglio adattare i giocatori al gioco è annosa, e ricorda da vicino quella dell'uovo e della gallina. Onestamente non se ne sa trovare la risposta. Alcuni allenatri hanno un loro metodo di gioco e riescono a esportarlo in maniera egregia ovunque; altri riescono ad adattarsi a seconda delle caratteristiche di chi hanno davanti. In maniera del tutto arbitraria e approssimativa, si può dire che gli allenatori del primo tipo siano più adatti ad allenare in un contesto NBA, mantre quelli del secondo tipo, per caratteristiche ed adattabilità, sono più adatti ad allenare in un contesto collegiale. Ripeto, affermazione che presta il destro a opinazioni varie e legittime.
Quindi, non solo un grande allenatore da grandi giocatori, ma anche il contrario.
La questione del premio, secondo me lascia il tempo che trova, ma come tutti gli altri premi elargiti dalla lega praticamente SOLO per un fattore di mercato, di autopubblicità: alla fine, che in un anno di regular season sia stato più determinante un Bryant piuttosto che un James, o un Nash, poco importa. Non sigioca per questo. L'NBA foraggia giustamente queste cose in quanto crea una sorta di "culto della personalità" nei confronti dei giocatori, elevandoli a star, a idoli all'interno della macchina organizzativa totale.
E ben venga, ma ovviamente dandole la giusta importanza.
Alla fine, che uno abbia vinto il premio di coach of the year, una due, tre, o zero volte, poco importa.
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HOUSTON84
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Re: Coach of the Year

Post by HOUSTON84 »

Il premio al miglior allenatore lascia il tempo che trova.Io ritengo che l'allenatore conti il 15-20 % del rendimento della squadra.IL risultato di tale premio è solo quello di far innalzare le quotazioni di un allenatore sul mercato.Quindi è un premio pilotato al massimo
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