Io vivo a "Gomorra",non esattamente nella famigerata Casal di Principe ma neanche troppo lontano,non abbastanza lontano per evitare di vedere i posti di blocco combinati Carabinieri+Esercito che mi lasciano nella testa immagini che richiamano non l'idea di un paese civile ma di un qualcosa di ancora valutabile come sottosviluppato.
Non vivo troppo lontano da potermi considerare tranquillo e non coinvolto,vivo la dimensione di chi leggendo il libro di Saviano non è rimasto sconvolto e sconcertato ma solo più incazzato perchè non c'è niente da fare finche i problemi non ti vengono sbattuti in faccia,ordinati in uno schema come il Saviano ha fatto non ti sembra vero e non capisci che i 10 km che ti dividono dall'ultimo morto e che ti sembrano un infinità sono in realtà poco più di una sottile linea.
Oltre a questo tipo di reazione immagino che lo scrittore napoletano da Roma in su abbia suscitato scalpore,abbia ha portato nei 43 paesi in cui Gomorra è stato venduto una nuova visione di qualcosa di vecchio che da decenni ha martoriato la Campania rendendola la zona franca che oggi tanto faticosamente lo stato sta cercando di ri-colonizzare.
E' proprio nelle stanze del governo che Knives di Warhol ha avuto secondo me l'impatto più forte,quei coltelli rosa a capo di 300 e passa pagine di accuse e racconti hanno risvegliato in chi ci governa l'interesse verso qualcosa di cui tutti sapevano ma di cui nessuno parlava,i blitz successivi alla semi-chiusura di Spartacus i nuovi pentiti e la rete che la DDA di Napoli sta stringendo attorno a Schiavone & co. sta cominciando a funzionare,almeno cosi sembra.
In tutto questo però c'è la triste storia di un uomo che ha fatto molto che ha probabilmente dato nuova linfa a questo processo che dal 1993 si trascinava senza svolte in varie aule,c'è la storia dell'uomo che ora deve avere paura di quei coltelli.
Saviano è con le spalle al muro purtroppo.
A Napoli non è riuscito a prendere in fitto una casa a causa del suo nome e del suo "lavoro",l'aver aperto gli occhi a chi non voleva vedere gli è costato caro,ha perso molto di quello che aveva fino a quando era un semplice ragazzo napoletano che filosofeggiava per via Mezzocannone all'uscita della facoltà di lettere.
Ora gli amici gli voltano le spalle ed a Casal di Principe è di moda scrivere sui muri "Saviano uomo di niente",l'accusa di aver voluto fare i soldi sale forte e si va ad aggiungere alla condanna che Setola e i nuovi casalesi pare abbiano già controfirmato,pare sia tutto pronto esplosivo detonatore a telecomando e punto in cui l'esecuzione avrà luogo(l' A3 ndr.),Saviano adda muri!
La reazione del 28enne scrittore è di quelle che più giuste non si può,se ne va!
Lascia quel paese che tanto ha aiutato per non avere più paura per poter uscire la sera e poter continuare a fare il suo lavoro,per non sentirsi responsabile di quegli angeli custodi che sono stati indicati dai clan come compagni di viaggio ideali per il trapasso.
Che dire...Grazie e in bocca al lupo!!
Vi linko un articolo della repubblica da cui ho appreso la notizia e che riporta una diretta testimonianza di Saviano:
[url=http://"http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-3/lascio-italia/lascio-italia.html"]Link[/url]












