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Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 17:46
by Toni Monroe
Mi pare inutile proseguire con gli off topic sul regolamento. Parliamone qui
Non seguo la NCAA da tempo, ma mi pare che lì i regolamenti siano interpretati come quelli FIBA. Quindi è sempre la NBA che ne dà una propria. Forse perchè la NBA è vista più come prodotto di marketing che come sport e lo si adegua alle esigenze delle platee televisive. In questo senso saremo sempre in contrasto con la mentalità americana.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 18:11
by SafeBet
La questione dei passi, nella mia ottica, non è nemmeno una questione di due regolamenti. I passi sono regolati allo stesso modo in FIBA come nella NBA. E' l'applicazione della regola che è erronea, tanto nella NBA che in FIBA (perché anche al di qua dell'oceano sono in deciso aumento le infrazioni non fischiate).
Il punto, a mio modo di vedere, è che un regolamento non può lasciare spazio a troppe interpretazioni individuali, e non può farlo mai nel caso una regola sia precisa ed empiricamente acclarabile come quella dei passi.
Peraltro, oltre che un trend e un'abitudine, l'approccio alla regola dei passi da parte del mondo arbitrale nasconde anche una crescente incompetenza. Proprio durante una partita dei Giochi Olimpici, ho visto a pochi minuti di distanza una partenza lanciata di Wade con tre passi prima del palleggio non fischiata, e una partenza omologa di Bryant secondo me regolare fischiata da due arbitri contemporaneamente.
Nella NBA, ad esempio, si fischiano in molti casi i cosiddetti "passi estetici", nel senso che se uno fa un movimento brutto da vedere, seppur regolare, capita che gli vengano fischiati i passi.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 18:56
by Toni Monroe
SafeBet wrote: Nella NBA, ad esempio, si fischiano in molti casi i cosiddetti "passi estetici", nel senso che se uno fa un movimento brutto da vedere, seppur regolare, capita che gli vengano fischiati i passi.
Tipico della mentalità americana: lo spettacolo prima di tutto. Le differenze di approccio al gioco e di interpretazione dei regolamenti mi fanno pensare che per la NBA il basket sia più un prodotto da vendere che uno sport con regole precise. Ma avere più interpretazioni possibili su un'infrazione è deleterio: si sta con questa spada di damocle sulla testa che può colpire da un momento all'altro. Se non li fischi è tollerato, se li fischi non ci si può lamentare perchè dopo tutto non sono consentiti..
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 19:13
by SafeBet
Guarda io trovo che il metro NBA sia piuttosto coerente, o perlomeno stabile. Il fatto che si dia maggiore importanza al lo spettacolo ci sta, sopratutto considerando che si tratta, alla fine, di un'azienda privata che ha come scopo precipuo quello di guadagnare dei soldi (perché di questo si tratta).
Semmai, rimango un po' perplesso quando si dice che il vero basket è giocato al di là dell'oceano, o che magari si dovrebbero utilizzare le regole NBA per le competizioni internazionali. Il vero basket (se mai è esistito) è morto molti anni fa, ed è uno sport in continuo mutamento, in cui le regole vengono adattate alle diverse situazioni tecniche che si vengono a creare. Oppure si potrebbe anche dire che esistono tanti diversi tipi di basket, e che nessuno di questi è il vero basket. Sono tante possibili variazioni, anche regolamentari, di uno stesso schema di base.
Se poi si vuole andare a sceverare il regolamento nelle sue minime parti e discutere dove quello FIBA sia migliore di quello NBA, e viceversa, io partecipo volentieri alla discussione.
Al momento, in entrambi i regolamenti, anche se per ragioni diverse, una questione di grande rilevanza mi sembra quella dei falli antisportivi. Da una parte (la FIBA) è lasciata troppa discrezionalità al corpo arbitrale, dall'altra (l'NBA) c'è un caso di clamorosa incoerenza all'interno del regolamento, che sanziona in maniera diversa la stessa situazione tecnica a seconda del momento della partita in cui essa occorre (l'hack-a-shaq).
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 20:07
by Toni Monroe
Immagino che la questione dei passi, nello specifico, sia vista come di poco conto. Il fatto che ci siano tante differenze a seconda dei momenti della stagione (regular season, PO, competizioni internazionali) lo vedo anch'io, ma non mi piace per niente. Mi tornano in mente certi santoni del giornalismo sportivo italiano che lamentano una desuetudine dei calciatori italiani a giocare col metro di giudizio FIFA. Ridicolo. Se il fallo da dietro va punito con l'espulsione ti regoli di conseguenza. Se il portiere che commette fallo da rigore va espulso, si espelle e basta. Perchè, invece, gli arbitri italiani applicano un metro in europa ed un altro in italia? E nel basket la questione dei contatti, dei falli antisportivi è piuttosto pesante. In quest'ottica è chiaro che i passi diventano un peccato veniale. Ma certi fallacci commessi da alcuni Spurs (me ne vengono in mente due a caso: Horry e Bowen) negli ultimi anni mi fanno pensare che il metro NBA non sia necessariamente il migliore possibile. Il possesso successivo alla squadra che ha subito certi falli mi pare sacrosanto, perchè mica si può sostenere che la colpa sia solo del singolo giocatore e limitarsi a punire lui..
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 20:25
by NckRm
Toni Monroe wrote:
Immagino che la questione dei passi, nello specifico, sia vista come di poco conto. Il fatto che ci siano tante differenze a seconda dei momenti della stagione (regular season, PO, competizioni internazionali) lo vedo anch'io, ma non mi piace per niente. Mi tornano in mente certi santoni del giornalismo sportivo italiano che lamentano una desuetudine dei calciatori italiani a giocare col metro di giudizio FIFA. Ridicolo. Se il fallo da dietro va punito con l'espulsione ti regoli di conseguenza. Se il portiere che commette fallo da rigore va espulso, si espelle e basta. Perchè, invece, gli arbitri italiani applicano un metro in europa ed un altro in italia? E nel basket la questione dei contatti, dei falli antisportivi è piuttosto pesante. In quest'ottica è chiaro che i passi diventano un peccato veniale. Ma certi fallacci commessi da alcuni Spurs (me ne vengono in mente due a caso: Horry e Bowen) negli ultimi anni mi fanno pensare che il metro NBA non sia necessariamente il migliore possibile. Il possesso successivo alla squadra che ha subito certi falli mi pare sacrosanto, perchè mica si può sostenere che la colpa sia solo del singolo giocatore e limitarsi a punire lui..
Se vogliamo sviscerare la questione dei falli di tutti i generi ci potremmo stare su diversi mesi :D
In ottica generale direi che in NBA, poichè si mira più allo spettacolo (cliché) si tende a lasciar molto correre anche su situazioni tecnicamente importanti ma non così spettacolari. Mi riferisco ad esempio alla tendenza di alcuni giocatori di spingere quando vanno a rimbalzo. E di giocatori con tecnica da rimbalzo come quella di un Barkley o di un Mutombo stanno piano piano svanendo a favore o di saltatori da Olimpiade o da giocatori fisicamente enormi. Ciò che la causa (o meglio, che la concausa) è alla fine una piccolezza, però questa cosa c'è, e si sta notando.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 20:38
by Hobbit83
SafeBet wrote:
[...]dall'altra (l'NBA) c'è un caso di clamorosa incoerenza all'interno del regolamento, che sanziona in maniera diversa la stessa situazione tecnica a seconda del momento della partita in cui essa occorre (l'hack-a-shaq).
Puoi spiegare bene cosa accade, per favore?
EDIT: a posto, mi son documentato su wiki. Sapevo dell'Hack-a-Shaq ma non della regola dei due minuti.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 25/08/2008, 21:07
by Sir Iverson
La questione è sui passi in partenza o del terzo tempo a 3 passi?
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 1:33
by thebigdipper
I passi ? Gli fanno anche di qua
Sulla eccessiva spettacolarizzazione del prodotto NBA ci andrei con i piedi di piombo...
.....visto che se non si fosse trattato di un prodotto ad alto indice di spettacolo a quest'ora nessuno e dico NESSUNO di noi la seguirebbe
.....neanche un vecchio scassamaroni come goat :gazza:
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 8:19
by Toni Monroe
thebigdipper wrote:
I passi ? Gli fanno anche di qua
Sulla eccessiva spettacolarizzazione del prodotto NBA ci andrei con i piedi di piombo...
.....visto che se non si fosse trattato di un prodotto ad alto indice di spettacolo a quest'ora nessuno e dico NESSUNO di noi la seguirebbe
.....neanche un vecchio scassamaroni come goat :gazza:
Che lo spettacolo porti la gente nei palazzetti e la tenga incollata alla tv lo riconosco anch'io e non è di questo che mi lamento. Ma quando diventa eccessivo il desiderio di
vendere il prodotto può creare problemi. Poichè se ci si abitua a giocare in un certo modo, con un certo metro arbitrale, a furia di giocare sempre con quello, è ovvio che poi si acquisiscano degli automatismi. Questi sono evidenti in molte giocate degli americani. Se non che nelle manifestazioni internazionali la
pretesa è di confrontarsi e vincere o perdere sul campo, non di produrre spettacolo. E' chiaro poi che chi ha gli interpreti migliori potrà riuscire anche a dare motivo agli spettatori di entusiasmarsi, ma ritrovarsi a
dover prendere atto che certe infrazioni vengono commesse in modo pressocchè sistematico è una bella
rogna; perchè se si fischiasse tutto a un certo momento il gioco sarebbe fin troppo spezzettato e allora ecco che vengon fuori considerazioni sull'
effettivo vantaggio nel commettere una certa infrazione.. Dal punto di vista psicologico il vantaggio c'è, se sai che i passi è più probabile che non te li fischino non ti poni il problema, viceversa arrivi sulla palla con un atteggiamento diverso. Nelle situazioni 1vs0 non ci si rende conto della differenza, ma quando la situazione è più complessa, con gli avversari che non sono poi così lontani, le cose cambiano. Si guadagnano o perdono delle frazioni di secondo che possono creare uno squilibrio. Allora sarebbe meglio cambiare la regola e amen.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 10:29
by frog
Toni Monroe wrote:
Immagino che la questione dei passi, nello specifico, sia vista come di poco conto. Il fatto che ci siano tante differenze a seconda dei momenti della stagione (regular season, PO, competizioni internazionali) lo vedo anch'io, ma non mi piace per niente. Mi tornano in mente certi santoni del giornalismo sportivo italiano che lamentano una desuetudine dei calciatori italiani a giocare col metro di giudizio FIFA. Ridicolo. Se il fallo da dietro va punito con l'espulsione ti regoli di conseguenza. Se il portiere che commette fallo da rigore va espulso, si espelle e basta. Perchè, invece, gli arbitri italiani applicano un metro in europa ed un altro in italia? E nel basket la questione dei contatti, dei falli antisportivi è piuttosto pesante. In quest'ottica è chiaro che i passi diventano un peccato veniale. Ma certi fallacci commessi da alcuni Spurs (me ne vengono in mente due a caso: Horry e Bowen) negli ultimi anni mi fanno pensare che il metro NBA non sia necessariamente il migliore possibile. Il possesso successivo alla squadra che ha subito certi falli mi pare sacrosanto, perchè mica si può sostenere che la colpa sia solo del singolo giocatore e limitarsi a punire lui..
Premetto che in linea di principio sono d'accordo con il tuo discorso, però l'esempio calcistico che tu dai non è quello giusto, nel senso che le critiche dei santoni di cui parli non sono riferite a quelle situazioni di gioco. La differenza di arbitraggio tra l'Italia e l'Inghilterra è nota a tutti quelli che seguono abitualmente le partite di calcio in quanto certi tipi di intervento abbastanza rudi, che entrano nella riscrezionalità del direttore di gioco, li vengono lasciati andare, qui no. Ecco che allora spesso ci sono giocatori che, abituati a volare per terra al primo contatto, non si vedono fischiare nulla in campo internazionale, proprio per il diverso metro di arbitraggio. Questo accade nelle regole che si prestano all'interpretazione dell'arbitro e ci sono anche nel basket, però il discorso sui passi è diverso in quanto li la regola scritta è chiara, ma non viene rispettata. Allora tornando al calcio mi chiedo, quanti rispettano la distanza nelle punizioni ? Quanti rigori vengono eseguiti in maniera regolare, con il portiere fermo e nessun giocatore nell'area di rigore prima che parta il tiro ? Quante rimesse vengono eseguite nel punto esatto dove è uscita la palla ? Quanti giocatori vengono trattenuti in area di rigore senza che venga fischiato nulla ? Anche queste regole sono chiare e non dovrebbero avere nessuna discrezionalità, però...
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 11:20
by Gerry Donato
La differenza più importante tra i due mondi è a mio parere nell'approccio proprio a livello culturale degli arbitri e di chi deve applicare il regolamento, che si riscontra persino nella giustizia civile e penale a stelle e strisce.
Negli USA hanno regole, codici e principi chiari, ma da lì si elabora nel momento del giudizio con i vari giudici e arbitri che possono trovarsi anche nella condizione di fare o di dover fare giurisprudenza, creando cioè nuove norme o nuove interpretazioni non previste o solo parzialmente previste dalle leggi che dovrebbero rispettare. Si sviluppa così il principio del "precedente vincolante", per cui se quella decisione viene giudicata sensata anche i colleghi si adeguano, in attesa che la novità venga ratificata per iscritto.
A livello NBA questo mi pare si manifesti in quello che ritengo un pregio enorme: si adatta il fischio allo spirito del gioco, valutando il vantaggio tecnico!
Così se un giocatore riceve palla indisturbato a metà campo, non attacca il ferro e fa due passi prima di mettere palla a terra, anche se dal punto di vista rigoroso sarebbe infrazione l'arbitro USA tende a lasciar correre.
Così se un giocatore costringe l'attaccante ad una semi palla persa o ad una forzatura e si dimostra attivo e volenteroso sulla conseguente palla vagante, nel dubbio l'arbitro tende a premiarlo.
Così se un attaccante va deciso verso il ferro, l'arbitro è più propenso ad agevolarlo sull'eventuale contatto (questo lo riscontro anche in Europa da qualche anno).
E' una situazione pericolosissima, perchè ci si affida ancora di più all'interpretazione di uomini che in quanto tali sono fallaci e si concedono gesti atletico-tecnici che in realtà non andrebbero permessi (ed ecco in parte che nascono le polemiche sui "passi olimpici" di Team USA).
Eppure credo che il bilancio sia nettamente in attivo, anche perchè la preparazione degli arbitri USA in questo senso è veramente notevole ed alcuni fischi sono autentici capolavori. Ad onor del vero molti arbitri europei si stanno "americanizzando" in questo senso negli ultimi anni, pur mantenendo il rigore della scuola europea.
Poi i difetti ed i "contro" ci sono sicuramente in tutti i sistemi ed anche gli USA hanno i loro punti fermi discutibili (la sacralità della mano del tiratore ed il poco rilievo dato al "cilindro", quando cioè è il tiratore che si sposta verso il difensore per cercare il contatto; o ancora i "passi estetici" ricordati perfettamente da SafeBet) o alcune regole del tutto scriteriate fuori dallo spirito del gioco (l'aberrante ed orripilante ed allucinante semicerchio sotto canestro), però questo tipo di approccio arbitrale mi pare vincente e non è un caso che molte "zebre" siano ex giocatori dotati quindi di una dimensione in più nella conoscenza "di come va il gioco".
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 11:53
by Toni Monroe
frog wrote:
Premetto che in linea di principio sono d'accordo con il tuo discorso, però l'esempio calcistico che tu dai non è quello giusto, nel senso che le critiche dei santoni di cui parli non sono riferite a quelle situazioni di gioco.
Era un esempio per far capire come si possano creare certi automatismi nei giocatori. Sono d'accordo sul fatto che gli arbitri nel calcio in troppe situazioni è come se alzassero le mani in segno di manifesta impotenza. Per risolvere bisognerebbe essere rigidi, inflessibili e punire i comportamenti sbagliati, ma se non riescono nemmeno a stroncare il gioco violento (io uno come Materazzi lo disprezzo, tanto per fare un esempio, e non c'entra il tifo..), non ha nemmeno senso guardare alla distanza o ai piedi per terra nell'effettuare una rimessa laterale.. Credo che nel calcio la cosa più discussa e discutibile sia il fuorigioco. Da una parte è bene che ci sia perche costringe le squadre ad essere
corte dall'altra è un crocevia che fa perdere l'orientamento a chiunque in certe situazioni..
Gerry Donato wrote:
A livello NBA questo mi pare si manifesti in quello che ritengo un pregio enorme: si adatta il fischio allo spirito del gioco, valutando il vantaggio tecnico!
Sono d'accordo, ma diventa un problema quando questa filosofia non viene applicata anche negli arbitraggi dei Mondiali o delle Olimpiadi. Bisognerebbe uniformarsi. In fondo il punto è proprio questo: utilizzare un metro coerente nel giudicare le varie situazioni.
Re: Un gioco, due regolamenti?
Posted: 26/08/2008, 12:26
by bonzo
Gerry Donato wrote:
Poi i difetti ed i "contro" ci sono sicuramente in tutti i sistemi ed anche gli USA hanno i loro punti fermi discutibili (la sacralità della mano del tiratore ed il poco rilievo dato al "cilindro", quando cioè è il tiratore che si sposta verso il difensore per cercare il contatto; o ancora i "passi estetici" ricordati perfettamente da SafeBet) o alcune regole del tutto scriteriate fuori dallo spirito del gioco (l'aberrante ed orripilante ed allucinante semicerchio sotto canestro), però questo tipo di approccio arbitrale mi pare vincente e non è un caso che molte "zebre" siano ex giocatori dotati quindi di una dimensione in più nella conoscenza "di come va il gioco".
Concordo, se c'è un acosa contro lo spirito del gioco è il semicerchio in area....