
Se la Federazione Russa è afflitta da problemi di varia natura, come la grave crisi demografica (oltre 700.000 morti l'anno, l'80% dei quali sono uomini)
Le cose vanno invece meglio (per quanto sia una cosa di importanza infima) nel calcio.
Dopo la vittoria del CSKA di Mosca nel 2004-05, una nuova squadra russa arriva in finale di Coppa Uefa.
Questa volta è il turno dello Zenit di San Pietroburgo, squadra composta in maggioranza da giocatori sconosciuti nel resto di Europa, ma che avendo dietro un colosso come la Gazprom, può spendere come una delle grandi del calcio europeo.
Solo per Tymoschuk, Fatih Tekke, Hubocan, Domínguez e per il bomber Pogrebnyak, hanno speso sui 55 milioni.
Grazie al risultato dello Zenit, nel 2009-10, la Russia potrebbe avere 3 squadre in Champions League, avendo scavalcato il Portogallo nel ranking uefa.
Ma a godere del benessere economico della Premier League russa, è soprattutto la nazionale allenata da Guus Hiddink.
Se ai Mondiali del 2002, ma soprattutto agli Europei del 1996, il 50% dei giocatori della nazionale giocava sparsa per il vecchio continente, oggi il solo Izmailov gioca fuori dai patri confini, visto che Boudianski del Lecce (ma di proprietà dell'Udinese) non è ancora stabilmente nel giro della nazionale.
Per trovare una situazione del genere, bisogna tornare ai tempi della nazionale sovietica allenata da Valeri Lobanovsky.










