USA vs Brasile, diretta
Posted: 09/09/2007, 23:17
Commento primo tempo
Non c’è il tutto esaurito al Soldiers’ Field di Chicago, lo stadio della vittoria in Gold Cup, forse anche per il prezzo dei biglietti fino a $250.
Brasile in campo con il romanista Doni in porta; difesa composta da destra a sinistra dall’interista Maicon, Lucio (Bayern Monaco), Juan (AS Roma), e Gilberto (Hertha Berlino). Centrocampo con Mineiro (Hertha Berlino) e Gilberto Silva (Arsenal) a correre e proteggere le giocate di Kakà, Ronaldinho e Robinho. In avanti, a dar peso all’attacco, Afonso, centravanti dell’Heerenveen, reduce da un campionato con 34 gol all’attivo ma attualmente in rotta con la sua società.
Stati Uniti al gran completo per questa sfida di lusso. Tra i pali ovviamente Tim Howard (Everton). Linea difensiva con il rientrante Steve Cherundolo (Hanover ’96), a destra, il lento Oguchi Onyewu (Standard Liegi) e il capitano Carlos Bocanegra (Fulham FC) in mezzo, e Heath Pearce (Hansa Rostock) a sinistra, che sostituisce Jonathan Bornstein, pupillo del CT Bob Bradley, impegnato in contemporanea con i suoi Chivas USA contro i New York Red Bulls. Centrocampo americano assortito composto dal duo centrale composto da Michael Bradley (Heerenveen) e Benny Feilhaber (Derby County), alla sua prima partita assoluta dalla Copa America del luglio scorso dopo i problemi per ottenere il visto per il Regno Unito. Con loro DaMarcus Beasley (Rangers Glasgow), con sulle fasce pronti all’incursione e a scambiarsi Clint Dempsey (Fulham FC) e Landon Donovan (Los Angeles Galaxy). Attaccante unico Josh Wolff (Monaco 1860), veloce uomo d’esperienza, al rientro dopo i Mondiali 2006. Bradley punta quindi sull’esperienza, cercando di evitare di mettere in campo davanti al Brasile un gruppo di dilettanti allo sbaraglio come in Copa America.
All’8’, imbeccato da una magia in verticale di Ronaldinho, stop volante e tiro che finisce sul palo con Howard battuto. Al 16’ Robinho e Romaldinho danno spettacolo con un triangolo ma la palla finisce tra le mani di Howard.
Gli Stati Uniti comunque, a differenza dell’altro grande scontro giocato quest’anno, contro l’Argentina in Copa America, non scendono in campo con un atteggiamento rinunciatario, ma cercano subito di farsi valere, mettendola molto sul fisico, senza però essere fallosi, con i giovanotti Bradley e Feilhaber a randellare a centrocampo aiutati però da tutta la squadra, che riesce ad evitare di dare punti di riferimento ai brasiliani e a raddoppiare la marcatura a tutto campo.
E al 20’ sul primo calcio d’angolo della partita, tirato da Landon Donovan, arriva in modo non troppo sorprendente il vantaggio degli USA con colpo in contro balzo di Carlos Bocanegra che sorprende il colpevole Doni. Al 21’ ancora gli USA, tiro di DaMarcus Beasley, e Doni è costretto a deviare in angolo. Brasile in difficoltà con gli Stati Uniti che pressano a tutto campo e creano un muro sulla propria trequarti, pronti a ripartire in contropiede giocando di prima, con la coppia centrale brasiliana che spesso subisce i taglia di Donovan e Dempsey. Al 23’ è proprio Clint Dempsey a creare pericolo con una delle sue solite incursioni, Donie esce ma l’arbitro aveva fischiato il fuorigioco.
Al 28’ si rivede il Brasile con Afonso, ancora servito da Ronaldinho, che di testa mette nell’angolo alla destra di Howard che salva in tuffo. Ma lincredibile accade al 32’. Grandissima azione del brasile in contropiede su una palla persa nell’area brasiliana da Josh Wolff . Parte Mineiro, palla a Robinho che libera Kakà verso l’area. Il milanista di destra mira all’angolo, ma Howard in uscita parà alla grande. La palla finisce però sull’accorrente Onyewu che insacca nella sua rete.
Gli USA non si scoraggiano, e al 35’ ripartono sulla destra con Donovan che supera Gilberto e va al cross. Salta Dempsey da solo ma manda di poco alto. Al 43’ siparietto di Robinho che cerca di nascondere la palla, ferma, con i suoi giochi di gambe a Cherundolo, che molto essenzialmente va dritto sul pallone e lascia lì il brasiliano, per l’entusiasmo del Sam’s Army
Un minuto dopo ancora un’occasione per Kakà sulla destra, ma il suo tiro da dentro l’area viene bloccato in modo sicuro da un Howard padrone della porta. Nel recupero Robinho si porta via sulla sinistra Donovan e Cherundolo ed entra in area. Onyewu con la sua solita delicatezza allunga la gamba e sgambetta il funambolo del Real Madrid sulla linea di fondo. Rigore sacrosanto, ma l’arbitro messicano Archundia inventa una simulazione e ammonisce persino Robinho, per poi fischiare la fine primo tempo, che si chiude sull’1-1.
Bene gli Stati Uniti, con Donovan e Bocanegra i migliori e con Wolff però forse un po’ solo in attacco, insoddisfacente invece il primo tempo del Brasile, con Ronaldinho e Robinho evanescenti e leziosi, meglio invece Kakà, fondamentale sul gol e autore di una bellissima volata di 70 metri rovinata solo da un brutto rimbalzo del pallone nell’area americana.
Non c’è il tutto esaurito al Soldiers’ Field di Chicago, lo stadio della vittoria in Gold Cup, forse anche per il prezzo dei biglietti fino a $250.
Brasile in campo con il romanista Doni in porta; difesa composta da destra a sinistra dall’interista Maicon, Lucio (Bayern Monaco), Juan (AS Roma), e Gilberto (Hertha Berlino). Centrocampo con Mineiro (Hertha Berlino) e Gilberto Silva (Arsenal) a correre e proteggere le giocate di Kakà, Ronaldinho e Robinho. In avanti, a dar peso all’attacco, Afonso, centravanti dell’Heerenveen, reduce da un campionato con 34 gol all’attivo ma attualmente in rotta con la sua società.
Stati Uniti al gran completo per questa sfida di lusso. Tra i pali ovviamente Tim Howard (Everton). Linea difensiva con il rientrante Steve Cherundolo (Hanover ’96), a destra, il lento Oguchi Onyewu (Standard Liegi) e il capitano Carlos Bocanegra (Fulham FC) in mezzo, e Heath Pearce (Hansa Rostock) a sinistra, che sostituisce Jonathan Bornstein, pupillo del CT Bob Bradley, impegnato in contemporanea con i suoi Chivas USA contro i New York Red Bulls. Centrocampo americano assortito composto dal duo centrale composto da Michael Bradley (Heerenveen) e Benny Feilhaber (Derby County), alla sua prima partita assoluta dalla Copa America del luglio scorso dopo i problemi per ottenere il visto per il Regno Unito. Con loro DaMarcus Beasley (Rangers Glasgow), con sulle fasce pronti all’incursione e a scambiarsi Clint Dempsey (Fulham FC) e Landon Donovan (Los Angeles Galaxy). Attaccante unico Josh Wolff (Monaco 1860), veloce uomo d’esperienza, al rientro dopo i Mondiali 2006. Bradley punta quindi sull’esperienza, cercando di evitare di mettere in campo davanti al Brasile un gruppo di dilettanti allo sbaraglio come in Copa America.
All’8’, imbeccato da una magia in verticale di Ronaldinho, stop volante e tiro che finisce sul palo con Howard battuto. Al 16’ Robinho e Romaldinho danno spettacolo con un triangolo ma la palla finisce tra le mani di Howard.
Gli Stati Uniti comunque, a differenza dell’altro grande scontro giocato quest’anno, contro l’Argentina in Copa America, non scendono in campo con un atteggiamento rinunciatario, ma cercano subito di farsi valere, mettendola molto sul fisico, senza però essere fallosi, con i giovanotti Bradley e Feilhaber a randellare a centrocampo aiutati però da tutta la squadra, che riesce ad evitare di dare punti di riferimento ai brasiliani e a raddoppiare la marcatura a tutto campo.
E al 20’ sul primo calcio d’angolo della partita, tirato da Landon Donovan, arriva in modo non troppo sorprendente il vantaggio degli USA con colpo in contro balzo di Carlos Bocanegra che sorprende il colpevole Doni. Al 21’ ancora gli USA, tiro di DaMarcus Beasley, e Doni è costretto a deviare in angolo. Brasile in difficoltà con gli Stati Uniti che pressano a tutto campo e creano un muro sulla propria trequarti, pronti a ripartire in contropiede giocando di prima, con la coppia centrale brasiliana che spesso subisce i taglia di Donovan e Dempsey. Al 23’ è proprio Clint Dempsey a creare pericolo con una delle sue solite incursioni, Donie esce ma l’arbitro aveva fischiato il fuorigioco.
Al 28’ si rivede il Brasile con Afonso, ancora servito da Ronaldinho, che di testa mette nell’angolo alla destra di Howard che salva in tuffo. Ma lincredibile accade al 32’. Grandissima azione del brasile in contropiede su una palla persa nell’area brasiliana da Josh Wolff . Parte Mineiro, palla a Robinho che libera Kakà verso l’area. Il milanista di destra mira all’angolo, ma Howard in uscita parà alla grande. La palla finisce però sull’accorrente Onyewu che insacca nella sua rete.
Gli USA non si scoraggiano, e al 35’ ripartono sulla destra con Donovan che supera Gilberto e va al cross. Salta Dempsey da solo ma manda di poco alto. Al 43’ siparietto di Robinho che cerca di nascondere la palla, ferma, con i suoi giochi di gambe a Cherundolo, che molto essenzialmente va dritto sul pallone e lascia lì il brasiliano, per l’entusiasmo del Sam’s Army
Un minuto dopo ancora un’occasione per Kakà sulla destra, ma il suo tiro da dentro l’area viene bloccato in modo sicuro da un Howard padrone della porta. Nel recupero Robinho si porta via sulla sinistra Donovan e Cherundolo ed entra in area. Onyewu con la sua solita delicatezza allunga la gamba e sgambetta il funambolo del Real Madrid sulla linea di fondo. Rigore sacrosanto, ma l’arbitro messicano Archundia inventa una simulazione e ammonisce persino Robinho, per poi fischiare la fine primo tempo, che si chiude sull’1-1.
Bene gli Stati Uniti, con Donovan e Bocanegra i migliori e con Wolff però forse un po’ solo in attacco, insoddisfacente invece il primo tempo del Brasile, con Ronaldinho e Robinho evanescenti e leziosi, meglio invece Kakà, fondamentale sul gol e autore di una bellissima volata di 70 metri rovinata solo da un brutto rimbalzo del pallone nell’area americana.