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Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 09/12/2012, 4:52
by anto
Con tutto il rispetto(autentico) per questa versione dei Sixers, viste anche le loro assenze, la vittoria di oggi rende ancora più irritante la sconfitta di ieri.
Le note positive vengono ancora da Green.
Meglio non dirlo troppo a voce alta, ma sembra che ci sia stata una svolta.
Altra buona notizia: solo 23 minuti in campo per Garnett, in grandissima serata di tiro.
Mi piacerebbe sapere quando è stata(se c'è mai stata) l'ultima partita in cui ha finito con nessun rimbalzo all'attivo.
Adoro il modo di stare in campo di Sullinger.
Non sarà mai un fenomeno, ma può venirne fuori un giocatore solidissimo.
Una specie di Udonis Haslem meno atletico ma molto più tecnico.
Rispetto a ieri i Celtics hanno messo in campo una maggiore continuità, anche se il 13-0 preso nel finale di terzo quarto grida vendetta.
Barbosa non sembra avere particolari problemi fisici.
Mi piacerebbe capire perchè, da qualche partita, è finito fuori dalle rotazioni di Rivers e gioca solo il garbage time.

EDIT: Garnett non finiva una partita senza rimbalzi dal 1997... :shocking:

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 15:08
by Steve Nash
Qualcuno mi spiega il pianto di McHale nella notte?

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 15:26
by Ndello
Steve Nash wrote:Qualcuno mi spiega il pianto di McHale nella notte?

3 settimane fa è morta la figlia.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 15:55
by Steve Nash
Ndello wrote:
Steve Nash wrote:Qualcuno mi spiega il pianto di McHale nella notte?

3 settimane fa è morta la figlia.
Azz, mi dispiace. Ma il nesso con Garnett?
E come mai proprio stanotte c'è stata questa scena?

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 16:11
by Rakim
Steve Nash wrote:
Azz, mi dispiace. Ma il nesso con Garnett?
E come mai proprio stanotte c'è stata questa scena?
Be, McHale è una delle bandiere storiche di Boston e tutti ci hanno tenuto a dimostrarsi vicini a lui e alla famiglia con abbracci e condoglianze. Il perchè lo abbiano fatto proprio stasera credo sia legato al fatto che era la prima volta che si incontravano da quando è accaduta la digrazia.
In più ha un rapporto di amicizia con KG perchè hanno vissuto assieme gli anni a Minnesota e, se non sbaglio, è stato proprio McHale a draftarlo.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 16:56
by The_Quick_9
Rakim wrote: e, se non sbaglio, è stato proprio McHale a draftarlo.

corretto

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 15/12/2012, 21:14
by lebronpepps
lo ha draftato McHale e hanno vissuto in simbiosi praticamente tutta l'era KG a Minnesota con Saunders in panca e Kevin come GM

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 4:23
by anto
Considerazioni impopolari su Rivers, al termine del primo tempo di una partita che siamo avviati a perdere, un po' sulla falsa riga di quella con gli Spurs.
Il distacco non è abissale(7 punti), ma i Celtics non danno veramente mai la sensazione di poterla vincere.
Rivers è molto amato, sia dalla stampa che dalla stragrande maggioranza dei tifosi Celtics.
Io non sono mai stato un suo grande estimatore.
Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare i suoi pregi, e non sono pregi da poco.
E' un player-coach che, in linea di massima(per me il caso-R.Allen presenta diversi punti oscuri che lo rendono difficile da giudicare), riesce a mantenere uniti i propri giocatori e a motivarli.
Sembra una banalità, ma non è una cosa da poco, specialmente quando devi gestire più di una stella, e, a maggior ragione, nel mondo iperviziato dell'Nba.
Dal punto di vista umano, poi, per quanto se ne sa e per quanto mostra, sembra una persona veramente a posto e gradevole.
Detto questo, per quanto mi riguarda, iniziano le note dolenti.
Se dovessi descrivere con un solo termine il suo modo di allenare la difesa non potrei non usare la parola improvvisazione.
Chi si ricorda la difesa dei Celtics nell'era pre big three non può non notare delle sinistre similitudini rispetto al modo di difendere di questi Celtics.
E' come se l'effetto Thibodeau si fosse esaurito poco a poco nel corso di un paio d'anni.
Difficoltà allucinanti nella gestione del pick&roll, e difesa perimetrale troppo perforabile.
In passato si dava la colpa agli interpreti, e certo un po' la povertà del roster c'entrava...
Secondo me non era tutta colpa degli interpreti, così come non lo è per la grande altra nota dolente: il rendimento della panchina.
I Celtics, nel corso degli anni, hanno avuto diversi tipi di panchine, di diversi livelli.
Non credo ne abbiano mai avuta una, sulla carta, dello stesso livello di quella di quest'anno, per profondità.
Eppure i panchinari di Rivers sono riusciti a fare la differenza solo nell'anno del titolo.
Tutta colpa degli interpreti?
Anche in questo caso, secondo me, no.
Il punto è che l'attacco di Rivers si basa su situazioni di lettura individuale che funzionano(e non sempre, perchè spesso, nei momenti culminanti, i Celtics vanno in tilt comunque) con i giocatori di livello più alto in campo.
Le stesse situazioni(di base isolamenti), messe in pratica da giocatori di livello inferiore, perdono grandissima parte della loro efficacia.
Potrei continuare con esempi più specifici, ma mi accorgo di essermi dilungato troppo.
Tutto questo sproloquio è per dire che a questa edizione dei Celtics non basta il classico player coach per essere competitiva ai massimi livelli.
Ci vorrebbe un allenatore di una categoria alla quale, secondo me, Rivers non appartiene.
La categoria dei Jackson, dei Thibodeau, dei Popovich.
Allenatori che fanno veramente la differenza.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 14:01
by maxdance
anto wrote:Considerazioni impopolari su Rivers, al termine del primo tempo di una partita che siamo avviati a perdere, un po' sulla falsa riga di quella con gli Spurs.
Il distacco non è abissale(7 punti), ma i Celtics non danno veramente mai la sensazione di poterla vincere.
Rivers è molto amato, sia dalla stampa che dalla stragrande maggioranza dei tifosi Celtics.
Io non sono mai stato un suo grande estimatore.
Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare i suoi pregi, e non sono pregi da poco.
E' un player-coach che, in linea di massima(per me il caso-R.Allen presenta diversi punti oscuri che lo rendono difficile da giudicare), riesce a mantenere uniti i propri giocatori e a motivarli.
Sembra una banalità, ma non è una cosa da poco, specialmente quando devi gestire più di una stella, e, a maggior ragione, nel mondo iperviziato dell'Nba.
Dal punto di vista umano, poi, per quanto se ne sa e per quanto mostra, sembra una persona veramente a posto e gradevole.
Detto questo, per quanto mi riguarda, iniziano le note dolenti.
Se dovessi descrivere con un solo termine il suo modo di allenare la difesa non potrei non usare la parola improvvisazione.
Chi si ricorda la difesa dei Celtics nell'era pre big three non può non notare delle sinistre similitudini rispetto al modo di difendere di questi Celtics.
E' come se l'effetto Thibodeau si fosse esaurito poco a poco nel corso di un paio d'anni.
Difficoltà allucinanti nella gestione del pick&roll, e difesa perimetrale troppo perforabile.
In passato si dava la colpa agli interpreti, e certo un po' la povertà del roster c'entrava...
Secondo me non era tutta colpa degli interpreti, così come non lo è per la grande altra nota dolente: il rendimento della panchina.
I Celtics, nel corso degli anni, hanno avuto diversi tipi di panchine, di diversi livelli.
Non credo ne abbiano mai avuta una, sulla carta, dello stesso livello di quella di quest'anno, per profondità.
Eppure i panchinari di Rivers sono riusciti a fare la differenza solo nell'anno del titolo.
Tutta colpa degli interpreti?
Anche in questo caso, secondo me, no.
Il punto è che l'attacco di Rivers si basa su situazioni di lettura individuale che funzionano(e non sempre, perchè spesso, nei momenti culminanti, i Celtics vanno in tilt comunque) con i giocatori di livello più alto in campo.
Le stesse situazioni(di base isolamenti), messe in pratica da giocatori di livello inferiore, perdono grandissima parte della loro efficacia.
Potrei continuare con esempi più specifici, ma mi accorgo di essermi dilungato troppo.
Tutto questo sproloquio è per dire che a questa edizione dei Celtics non basta il classico player coach per essere competitiva ai massimi livelli.
Ci vorrebbe un allenatore di una categoria alla quale, secondo me, Rivers non appartiene.
La categoria dei Jackson, dei Thibodeau, dei Popovich.
Allenatori che fanno veramente la differenza.
Non posso non essere d'accordo, analisi perfetta.

Rivers è l'allenatore che è passato dalle 15-17 vittorie in stagione al vincere un titolo guarda caso quando sono arrivati Garnett e Ray Allen. Brava persona e ottimo player coach, ma la lettura della partita e le impostazioni degli schemi non sono il suo forte.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 14:31
by MVPizza
anto wrote:....
potresti entrare nello specifico con degli esempi?
in generale sono d'accordo con te ma vorrei qualche approfondimento tattico

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 15:24
by nolian
daccordo o meno, e pur con tutta la stima e fiducia per coach Thibo
leggere il suo nome accanto a Jackson e Popovich stona e non poco
se non altro per la storia che i 3 si portano dietro...
poi magari tra 10-15anni può anche ribaltarsi la situazione, ma per ora...

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 16:08
by datruth34
maxdance wrote:
anto wrote:Considerazioni impopolari su Rivers, al termine del primo tempo di una partita che siamo avviati a perdere, un po' sulla falsa riga di quella con gli Spurs.
Il distacco non è abissale(7 punti), ma i Celtics non danno veramente mai la sensazione di poterla vincere.
Rivers è molto amato, sia dalla stampa che dalla stragrande maggioranza dei tifosi Celtics.
Io non sono mai stato un suo grande estimatore.
Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare i suoi pregi, e non sono pregi da poco.
E' un player-coach che, in linea di massima(per me il caso-R.Allen presenta diversi punti oscuri che lo rendono difficile da giudicare), riesce a mantenere uniti i propri giocatori e a motivarli.
Sembra una banalità, ma non è una cosa da poco, specialmente quando devi gestire più di una stella, e, a maggior ragione, nel mondo iperviziato dell'Nba.
Dal punto di vista umano, poi, per quanto se ne sa e per quanto mostra, sembra una persona veramente a posto e gradevole.
Detto questo, per quanto mi riguarda, iniziano le note dolenti.
Se dovessi descrivere con un solo termine il suo modo di allenare la difesa non potrei non usare la parola improvvisazione.
Chi si ricorda la difesa dei Celtics nell'era pre big three non può non notare delle sinistre similitudini rispetto al modo di difendere di questi Celtics.
E' come se l'effetto Thibodeau si fosse esaurito poco a poco nel corso di un paio d'anni.
Difficoltà allucinanti nella gestione del pick&roll, e difesa perimetrale troppo perforabile.
In passato si dava la colpa agli interpreti, e certo un po' la povertà del roster c'entrava...
Secondo me non era tutta colpa degli interpreti, così come non lo è per la grande altra nota dolente: il rendimento della panchina.
I Celtics, nel corso degli anni, hanno avuto diversi tipi di panchine, di diversi livelli.
Non credo ne abbiano mai avuta una, sulla carta, dello stesso livello di quella di quest'anno, per profondità.
Eppure i panchinari di Rivers sono riusciti a fare la differenza solo nell'anno del titolo.
Tutta colpa degli interpreti?
Anche in questo caso, secondo me, no.
Il punto è che l'attacco di Rivers si basa su situazioni di lettura individuale che funzionano(e non sempre, perchè spesso, nei momenti culminanti, i Celtics vanno in tilt comunque) con i giocatori di livello più alto in campo.
Le stesse situazioni(di base isolamenti), messe in pratica da giocatori di livello inferiore, perdono grandissima parte della loro efficacia.
Potrei continuare con esempi più specifici, ma mi accorgo di essermi dilungato troppo.
Tutto questo sproloquio è per dire che a questa edizione dei Celtics non basta il classico player coach per essere competitiva ai massimi livelli.
Ci vorrebbe un allenatore di una categoria alla quale, secondo me, Rivers non appartiene.
La categoria dei Jackson, dei Thibodeau, dei Popovich.
Allenatori che fanno veramente la differenza.
Non posso non essere d'accordo, analisi perfetta.

Rivers è l'allenatore che è passato dalle 15-17 vittorie in stagione al vincere un titolo guarda caso quando sono arrivati Garnett e Ray Allen. Brava persona e ottimo player coach, ma la lettura della partita e le impostazioni degli schemi non sono il suo forte.
su alcune cose potrei essere d'accordo, ma sono un po' esasperate... su altre proprio no!

la difesa è quella che è, da molti anni in RS... la giochiamo a sprazzi, quando ne abbiamo voglia... e la voglia in difesa è il fattore più importante... ai PO però sappiamo cosa e come fare... l'anno scorso mi sembra fossimo cmq una delle migliori difese NBA...

anche sui panchinari non sono d'accordo... Big Baby è uno che ha fatto spesso la differenza, anche Nate nel suo breve periodo l'ha fatta... Leon Powe anche, così come Tony Allen... lo scorso anno, per quel che valevano, anche Pietrus, Dooling e Stiegsma hanno fatto bene...

guarda gli spurs: da quando Duncan non è + Duncan, anche la loro difesa è andata a pallino, tantè che in fondo non ci arrivano più... ci vogliono anche le gambe, e i nostri senatori hanno più di 15 stagioni NBA alle spalle...

sono più in linea con te sulle situazioni offensive... sono anni che giochiamo sempre allo stesso modo, ma siamo anche l'unica squadra che consegna l'intera totalità delle soluzioni, nelle mani del suo Play...

Pierce e KG non hanno più le gambe per battere sistematicamente i loro avversari e se non crei superiorità son dolori... è per questo che nei finali si soffre... siamo da qualche anno una squadra troppo perimetrale, non abbiamo un gioco interno credibile...

è questo il nostro più grande problema...

anche TT senza gli interpreti giusti fatica a far segnare alla sua squadra 85 pt a partita...

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 17:34
by RR9
Io sono d'accordo con Datruth. Poi sarò sincero, le colpe le ha anche Doc, ma all'80 % mi sembra un problema di voglia e di stimoli.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 19/12/2012, 20:22
by anto
MVPizza wrote: potresti entrare nello specifico con degli esempi?
in generale sono d'accordo con te ma vorrei qualche approfondimento tattico
Guarda...Prendo la partita di ieri come summa dei nostri problemi più specifici...
E' vero, come ha scritto chi ha postato dopo di me, che è anche un problema di stimoli e di età, ed io questi elementi li davo, ovviamente, per scontati, così come davo per scontato che la difesa disastrosa dell'era pre big three, dipendeva anche dalla qualità non all'altezza degli interpreti a disposizione.
Il fatto è, secondo me, che i demeriti di Rivers vanno al di là delle attenuanti che sicuramente ci sono.
I problemi della difesa li ho già accennati(pick&roll, rotazioni degli esterni principalmente) e preferisco dilungarmi sull'attacco.
Problema numero uno: dipendiamo troppo da Rondo, cosa che diventa ancora più grave se Rondo, pur mettendo insieme sempre cifre di tutto rispetto, non attacca il ferro in modo neanche lontanamente paragonabile a quello che faceva in passato.
Problema numero due: molto spesso entriamo nei giochi con grave ritardo, con un attacco statico che vive del penetra e scarica o delle intuizioni di Rondo, o altrimenti si risolve nell'isolamento per Pierce e Garnett.
Tutte situazioni base che dipendono quasi esclusivamente dall'abilità dei singoli nell'uno contro uno e dalla loro capacità di lettura(improvvisazione).
Intendiamoci, tutti gli attacchi, anche i più organizzati, richiedono queste capacità, ma per quanto riguarda i Celtics penso che si esageri veramente.
Solo Okc, secondo me, gioca un basket ancora più "rozzo", una pallacanestro che nell'nba era normalità negli anni '80 e che si basa quasi esclusivamente sulle zingarate a turno di Durant e Westbrook.
Tornando ai Celtics, non è un caso che quando entra la second unit(per inciso, il concetto di second unit mi ha sempre fatto schifo, ma se lo applicano tutti gli allenatori un motivo ci sarà, anche se per i Celtics la second unit costituisce il problema numero 3...) vadano praticamente sempre in difficoltà.
Ieri è stato uno dei mille episodi...
Basterebbe andarsi a vedere i plus/minus, e non solo di ieri.
Il quintetto base fa lo sforzo e arriva a -3...Entra la second unit ed è notte fonda.
In attacco improvvisazione assoluta.
Il gioco più frequente è palla in isolamento a Green, il che è tutto dire...
Il bello è che Green non ha nemmeno la cattiveria sufficiente, è dopo avere tenuta ferma la palla per una decina di secondi è capace di ripassarla fuori, creando grandissimo imbarazzo, tiri impossibili di compagni disperati o direttamente infrazione di 24 secondi.
I Bulls hanno quello che secondo me è di gran lunga il miglior allenatore difensivo della lega, e se non sai letteralmente cosa fare con la palla in mano non puoi fare altro che crollare.
A quel punto è meglio fare come fa, saggiamente Thibodeau, che è tutt'altro che eccezionale per quanto riguarda il suo contributo all'attacco, ed
affidarsi a giocatori in grado di improvvisare, come Robinson, che non è per niente un caso faccia parte della panchina dei Bulls, anche se apparentemente non c'entrerebbe niente con le esigenze di Thibodeau.
Thibodeau che resta, secondo me, il vero fautore, dal punto di vista tecnico, della straordinaria stagione del titolo dei Celtics.
L'identità difensiva alla squadra l'ha data lui.
Per questo lo vedo all'altezza di altri coach che hanno vinto molto più di lui, anche perchè hanno avuto la possibilità di allenare di più.
Ieri i suoi Bulls, sempre privi di un giocatore come Rose, non dimentichiamolo, hanno avuto sequenze difensive da lacrime agli occhi.
E vogliamo dire che la panchina dei Bulls sia lontamente paragonabile, per qualità a quella dei Celtics, anche se poi Robinson ha seganto più di tutta la panchina dei Celtics messa insieme???
Io non direi. E' una questione di organizzazione, di avere un'identità precisa.
Ed è proprio la mancanza di una fisionomia ben definita che al momento mi preoccupa di più nella Celtics.
Cosa farei io?
Prima di tutto cercherei di eliminare la grande bestialità di Ainge sul mercato.
Sperando di trovare qualche pollo o una situazione favorevole, confezionerei un pacchetto avente per base Green(il suo rinnovo, soprattutto a certe cifre, è qualcosa di quasi impossibile da spiegare), una delle guardie in sovrannumero, e a seconda del giocatore a cui si mira o da quello a cui si può arrivare, anche altro.
Tanto per ricostruire c'è sempre tempo, e questa squadra, se vuole restare contender, ha bisogno almeno di un altro giocatore di spessore.
Nomi appetibili? Josh Smith, oppure un lungo vero, come Varejao oppure, perchè no, Gasol, anche se non lo vedo come il rinforzo ideale...
Per i limiti di Rivers, purtroppo, non credo ci sia rimedio nel breve.
Meglio mettergli a disposizione giocatori migliori da allenare, sfruttando così il suo miglior pregio, vale a dire al capacità di gestire i giocatori.

Re: Boston Celtics - The House Of Pride

Posted: 20/12/2012, 0:21
by Winnipeg Jets
Secondo me il capolinea è arrivato.
Certo che se per ripartire volete prendere Evans..