Cammellaio Patto wrote:
se parliamo di lavoro pagato nessuno, se parliamo di lavoro nel senso di applicazione quotidiana studio e passione, e inculature, faccio quel che mi capita per arrivare alla regia. quindi vado a fare delle riprese per qualcuno, un montaggio per qualcun'altro, aiuto regia per un altro ancora. le poche cose che ho pagate non sono nel cinema, ma per concerti o eventi simili.
è per questo che certe cose non le posso leggere, considerando sopratutto che il mio stile di cinema è sicuramente più vicino a queste scuole denigrate dalla massa che al cinema che vende oggi. anzi, il problema non è venderli ma proprio riuscire a farli.
Bel tentativo, non è semplice, ma bel tentativo.
Ti ammiro, per tanti anni ho coltivato l'idea di scrivere un romanzo, poi per tanti motivi, come pigrizia, scarsa continuità e poca fiducia ho finito per scrivere solo raccontini brevi che solo una decina di amici hanno letto.
Vai fino in fondo, sarà dura, ma persevera.
Magari avrai successo, magari nessuno vedrà la tua opera, ma comunque avrai seguito il tuo sogno.
E comunque basterebbe il fatto che siano una delle pochissime possibilità di seguire questo sogno per giustificare in pieno l'esistenza dei festival.
ShoFunaki wrote:
Silvio Orlando è un buon attore? Ma dai...
La gente vuole vedere i film di Moretti, Corsicato, Avati, per non parlare degli iraniani, dei cinesi o di quel pirla di Lynch? Solo 3 intellettualoidi saccenti, il più delle volte di sinistra.
La gente preferisce vedere Spiderman, Batman, Harry Potter o Boldi e De Sica! Allora perchè si finanziano con soldi pubblici (quindi anche miei) certi mattoni spacciati per opere intellettuali, quando poi si sa che non incasseranno nulla perchè la gente li evita?
Il giorno in cui Pieraccioni, Vanzina o Aldo Giovanni e Giacomo (ovvero i film che piacciono alla gente normale) vincerà una palma d'oro o un premio simile, allora avrò un minimo di fiducia nei festival.
Senza nulla togliere al lavoro di Cammellaio Patto
Ecco, quello sarà il giorno in cui si potranno abolire i festival.
Fare film leggeri, con ritmi elevati, dove si ride, si piange o si tifa per il buono, che siano ben fatti o no, è il modo per andare sul sicuro e vendere tanto, infatti sono i films che vengono pubblicizzati a manetta.
Fra i films differenti ce ne sono stati alcuni molto buoni e di ottimo successo e sono stati il trampolino di lancio di grandi autori o registi.
Quando seguivo i film dei festival, fino a dieci anni fa, grazie ad essi si facevano conoscere autori come Van Sant, i fratelli Coen, Rodriguez, lo stesso Tarantino, prima sconosciuti.
E poi scusa, quale altro modo hai per vedere o conoscere qualcosa di differente? Quale altro modo hai per non vedere e sentire sempre le stesse identiche cose, quelle che ti vuole far vedere la pubblicità?
E poi mi citi i personaggi giusti. Vanzina ha fatto due o tre buoni film, che non passeranno alla storia, ma sono ben fatti e godibili, come il primo Sapore di Mare. Poi ha sempre replicato se stesso, inaugurando i filoni dei film vacanzieri d'estate e dei folm sulle vacanze di Natale, sempre uguali. A che pro vederne un paio all'anno? Ti vedi il primo e poi se non hai un accidenti da fare te ne vedi qualche spezzone in televisione. Pieraccioni? Ha fatto il Ciclone che, senza essere un capolavoro, faceva ridere, poi anche lui ha iniziato a copiare se stesso all'infinito.
Aldo Giovanni e Giacomo già meglio, ma anche loro tendono a replicare i loro spettacoli di cabaret attorno ad una trama esile, anche se per lo meno uno sforzo di fantasia lo fanno.
Silvio Orlando non è un buon attore? Mi pare di aver capito che non hai mai visto un suo film.
Confronta quando vuoi un "Ferie d'Agosto" con un qualsiasi film vacanziero; non passerà alla storia neanche quello, ma rispetto ad un vacanze di Natale qualsiasi ha una trama decente, è meglio recitato, è meglio diretto, ha un senso e non è banale, poi certo, i protagonisti non li vedi il sabato sera a Paperissima o al varietà della lotteria.