Hank Luisetti wrote:
- Dunque il segreto del Berlusconismo quello che stà alla base è sintetizzando la scarsa educazione civica e democratica degli italiani unito ad n uso illegale dei mezzi di comunicazione, giusto? Ma il punto rimane, che ha trovato un terreno fertile..dalla mancanza di un'alternativa in primis..Insomma Berlusconi è un Paperon de'Paperoni che come ogni altro italiano vorrebbe essere, abile e consumato populista che dice agli italiani ciò che vogliono sentirsi dire ovvero che sono belli, intelligenti, simpatici, furbi e che a loro non gliel fa nessuno..
- Dal mio canto il movimento Lega Nord, trae invece forza dalla ignoranza e dalla politica della paura, dalla politica della paura.
Questi fattori esistono, ma non si può nemmeno dire che quelli che hanno cultura, hanno senso dello Stato e magari sono scafati votano a sinistra, quelli ignoranti, menefreghisti, facilmente condizionabili e magari evasori fiscali votano a destra.
Potremmo scrivere decine di pagine sull'argomento (sapete che ne sarei capace!

), per evitare preferisco limitare ad alcuni punti più sintetici possibile, senza ripetere le cose già dette che hanno indubbiamente un loro peso (informazione televisiva, populismo, poco senso dello Stato da parte di molti elettori, mancanza di alternative):
1) A torto o a ragione, c'è una profonda sfiducia nei confronti della classe politica. La maggioranza dei politici attuali, ben lungi dal tentare di recuperare un minimo di rapporto con gli elettori, si sono allontanati sempre di più da loro. Quel che si percepisce è una continua lite su argomenti magari importanti, ma meno decisivi e sentiti di altri. Oltretutto non c'è un singolo governo che abbia una vita normale. Penso non ci sia bisogno di parlare della vita dei governi di sinistra, ciò che è accaduto è di fronte a tutti, ma anche a destra ci sono stati grossi problemi. Il ragionamento di molti elettori è che se non posso fidarmi dei politici in genere, se devo votare comunque per un diavolaccio, meglio scegliere almeno il più bravo di tutti. E non dimentichiamo che l'Italia è un paese con tendenze conservatrici, seppur meno spiccate che altrove, un Berlusconi di sinistra avrebbe avuto vita più difficile.
2) L'oggettivo suicidio, dovuto in gran parte ad incompetenza, della maggior parte degli avversari credibili. La fine politica dei rivali a destra, Segni e Fini, è avvenuta in modo incomprensibile per molti, a sinistra D'Alema e Veltroni si sono di fatto autoeliminati, dimostrando una capacità di gran lunga inferiore a quella di cui erano accreditati. Prodi ha invece dimostrato capacità, ma ha commesso per ben due volte lo stesso errore, sapeva di essere insostituibile ed ha sperato che questo bastasse a renderlo intoccabile anche senza una propria base ben definita. Di certo però fra tutti gli avversari è stato l'unico a far soffrire davvero Berlusconi. Sorvolo sugli ex democristiani per compassione.
Oggi, venuti meno i generali, ci troviamo di fronte a dei colonnelli di 50/60 anni che faticano a spiccare il salto di qualità e pochissimi giovani rampanti che potrebbero emergere nella prossima legislatura. Però se consideriamo a destra i vari La Russa, Formigoni, Tremonti ed a sinistra i vari Franceschini, Letta, lo stesso Bersani il sospetto forte è che fossero colonnelli non perchè la strada era chiusa dai generali, ma perchè erano meno capaci di loro.
3) Il popolo delle partite IVA, che fino agli anni '80 faceva quel che cavolo voleva, a partire dagli anni '90 è stato indicato come la fonte di tutti i mali dell'Italia. Indubbiamente ci sono evasori e furbetti, ma indubbiamente ci sono anche persone oneste. Negli ultimi 20 anni, tutti, salvo rarissime eccezioni, si sono spostati a destra. Anche al di là della reale convenienza, perchè, come scritto tante volte da me, Visco e Tremonti sono due faccie della stessa medaglia dal punto di vista fiscale. Cambia l'approccio, ma la sostanza finora è stata la medesima. Il fatto stesso della differenza di comunicazione ha dato però a costoro almeno la sensazione di avere un minimo di tutela da una parte sola.
4) La sinistra si è accreditata molto nella grande industria, sia fra gli industriali che fra gli operai, ha tentato di accreditarsi nella piccola industria ai tempi del primo governo Prodi, ed all'inizio ci stava riuscendo anche bene. Poi, caduto il primo governo Prodi, la luna di miele con i piccoli industriali (ed in gran parte con i loro dipendenti) è clamorosamente finita. Mentre le partite IVA sono piuttosto solidamente schierate, i piccoli imprenditori lo sono meno, ma con l'eccezione del 1996 hanno quasi sempre finito per votare in massa a destra.
5) I bacini forti della sinistra, come ad esempio i dipendenti pubblici e gli operai, sono molto meno legati di una volta ai partiti di sinistra. Se gli operai finiscono spesso per continuare a votare a sinistra, come i magistrati, per ovvie ragioni (ma quanti saranno in tutto?) gli altri bacini non sono più certezze.
Si uniscono quindi ai punti già indicati da altri anche la forte attrazione personale di fronte al rigetto della maggior parte delle altre personalità, la ricerca di quello che è ritenuto, a torto o a ragione, come l'unico politico capace, il forte legame politico da parte di importanti bacini elettorali di fronte alla perdita progressiva dei bacini elettorali degli avversari.