Scusa, mi era scappato, commento non tanto perchè io sia uno di quelli che si intendono di economia in modo particolare, ma perchè ho letto parecchio.Porsche 928 wrote:Vorrei fare una domanda a chi si intende di economia più di me(e qui dentro ce ne sono a iosa).
Ma l'art 81 della costituzione o "pareggio di bilancio costituzionale" non è un trampolino per l'Italia nell'andare in default assicurato? Non siamo mai riusciti ad andare in pareggio nemmeno quando i mercati risplendevano e ci vogliamo andare in piena peggior crisi economica del ventunesimo secolo?
Oggi l'Italia è in netta recessione e stiamo galoppando verso la depressione e questi pensano al "pareggiare il bilancio", considerando poi che questa classe politica è esemplare sul come evitare e correggere tutti gli sprechi, mi immagino già come possa avvenire il "pareggio".
Non avete la minima idea di quanto spero di sbagliarmi ma sbagliarmi in una maniera tale come mai successo in vita mia.
Tanto per iniziare spazziamo via tutte le cazzate populistiche che si sentono dai vari partiti, per alcuni abbiamo finalmente risolto il problema del debito pubblico, per altri abbiamo svenduto la democrazia inchinandoci al grande capitale. Addirittura in giro per la rete si trovano manifesti a morto per la democrazia dopo l'approvazione di questa norma, assieme a scene di giubilo. Tutte, ovviamente, cazzate. Di commenti sensati però in giro se ne leggono tanti.
In primo luogo noi in teoria già avevamo stabilito nella Costituzione che le spese andavano coperte. In teoria se l'assessore di piripicchio city vuole effettuare una spesa, prima di sottoporla alla giunta ed al consiglio deve indicare la copertura ed al momento dell'approvazione del bilancio devono essere indicate i finanziamenti. Che, in teoria, possono essere tratti da debiti, ma debiti che si dovrebbero pagare e dovrebbero essere indicati mezzi di pagamento differenti da nuovi debiti. Abbiamo visto quanto questo sia servito. Anche perchè quando l'economia tira, se si presentano alle elezioni Tizio, che dice di spendere, fare grandi opere, pensare all'istruzione ed al sociale e Caio che suggerisce, adesso che si può, di far quadrare il bilancio, almeno da noi vince sempre Tizio. E se, quando le cose vanno male, se Tizio dice che bisogna pensare agli ultimi e spendere per rilanciare l'economia e Caio dice di fare attenzione ed effettuare tagli di spesa vince sempre Tizio.
In secondo luogo il pareggio di bilancio non è un pareggio puro e semplice, ma l'impegno a che il debito non cresca più del PIL. Chi misura il PIL? Come lo misura? E quali sarebbero le previsioni assolutamente esatte della crescita del PIL da un anno all'altro?
Mossa piuttosto inutile, non credo che cambierà nulla. A mio parere sarebbe stato, al limite, più utile un potenziamento dei controlli della Corte dei Conti ed un forte inasprimento delle sanzioni all'amministratore che non rispetta i vincoli di bilancio. Se le spese approvate non hanno una copertura esatta che non derivi da nuovo debito allora sanzioniamo in modo più severo gli amministratori che hanno proposto le spese e predisposto il bilancio ed i politici che lo hanno approvato. Anche questo abbiamo visto come sia una minaccia più di facciata che reale, ma già sarebbe stato una presa in giro minore.
Un paio di fonti:
Tito Boeri ed un economista che leggo sempre molto volentieri, Fausto Panunzi:
http://www.lavoce.info/articoli/-conti_ ... 03023.html
E qui Mario Seminerio, che commenta (ed in parte critica) l'articolo dei primi due:
http://phastidio.net/2012/04/19/lideona ... tituzione/


[/align]