Re: Sean Taylor "fighting for his life"

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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by all3n »

chinasky wrote: Guarda che il problema sta proprio qui. A Malibu puoi lasciare macchina e casa aperte, a Hoollywood Boulevard devi sapere a che miglio fermarti perché da un certo punto in avanti rischi la rapina o peggio. E' questo il controsenso. La ghettizzazione da una parte aiuta i quartieri tranquilli a vivere bene, dall'altra crea dei territori senza legge come gli Watts, per citarne uno, dove se non sei residente (quindi armato, duro, cattivo, senza dio e speranza) non entri neanche per farti un caffé sulla linea di confine. Eppure è la stessa nazione, ma è proprio la mentalità del "se si ammazzano tra negri chissene fotte" che porta a questo, a togliere chance in base al quartiere dove cresci. Il caso di Taylor è diverso, se vogliamo, si tratta di rapina, ma gli USA hanno un tasso di criminalità che è il doppio di quello europeo, per cui dire che noi non siamo secondi a nessuno è proprio sbagliato. La nostra è una repubblica delle banane, questo sì, ma il modo in cui si continua a far finta di niente su certi quartieri e sul potere delle lobby delle armi per poi dare la colpa all'heavy metal in ogni strage scolastica comincia ad essere patetico. E' facile puntare il dito contro l'Italia per le sue regioni scandalosamente controllate dalla malavita organizzata, ma prima di farlo bisognerebbe vedere perché della bande fatte di crack fanno il bello e il cattivo tempo in zone dove l'aspettativa di vita è scandalosamente più bassa rispetto a tre chilometri più a ovest. E sono tutti sotto la stessa bandiera...
:applauso:
chinasky
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

all3n wrote: Ok, china, ma ripeto, non sono i coach che devono recuperare i ragazzi, spetta ad altri, loro al massimo possono dare una mano.
Ovvio, ma la mano che possono dare è molto pi importante di quanto sembri.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

all3n wrote: :forza:
Ci sono zone talmente tranquille che tutti hanno una pistola, non scherziamo. In Italia nel 99% dei paesi puoi girare tranquillamente per strada senza aver paura che da qualche macchina esplodano verso di te una cinquantina di colpi, negli USA, invece non è così.
Ti consiglio un bel giro dall'altra parte dell'oceano, non solo nei quartieri più turistici...
Si diciamo che la differenza sta proprio in questo, nei quartieri turistici puoi andare in giro tranquillo, di solito corrisponde al centro cittadino, in altri posti no.
Quando ero in viaggio di nozze a Miami a fine Giugno io e la consorte si voleva andare a fare un po di shopping in quella che viene indicata come la "Free Shopping Zone", una zona dove praticamente non paghi la tassa sull'acquisto e dove porti via tutta roba di marca scontatissima, ebbene, il nostro tour operator non ci ha portato, dicendoci in quattro parole che non era la zona più sicura di Miami, anzi, era una di quelle + malfamate....infatti gli faceva strano che l'avevano messa sul catalogo, in quanto di solito certi quartieri sono totalmente evitati dai turisti perchè ritenuti troppo rischiosi...

diversamente ci sono quartieri e sobborghi, su tutti Coral Gables, che invece sono isole felici...

PS. Mi ha anticipato "This is my moderator".... di cui condivido appieno il pensiero.... :notworthy:
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by matteogb4 »

vikings11 wrote: Si diciamo che la differenza sta proprio in questo, nei quartieri turistici puoi andare in giro tranquillo, di solito corrisponde al centro cittadino, in altri posti no.
Quando ero in viaggio di nozze a Miami a fine Giugno io e la consorte si voleva andare a fare un po di shopping in quella che viene indicata come la "Free Shopping Zone", una zona dove praticamente non paghi la tassa sull'acquisto e dove porti via tutta roba di marca scontatissima, ebbene, il nostro tour operator non ci ha portato, dicendoci in quattro parole che non era la zona più sicura di Miami, anzi, era una di quelle + malfamate....infatti gli faceva strano che l'avevano messa sul catalogo, in quanto di solito certi quartieri sono totalmente evitati dai turisti perchè ritenuti troppo rischiosi...

diversamente ci sono quartieri e sobborghi, su tutti Coral Gables, che invece sono isole felici...

PS. Mi ha anticipato "This is my moderator".... di cui condivido appieno il pensiero.... :notworthy:
ma guardate che non diciamo cose tanto diverse. per quanto riguarda casa nostra siete proprio sicuri che il 99% del paese è così sicuro? io non sono proprio d'accordo e vivo in un paese ancora limitatamente non affollato di stranieri.

il punto è che in america ci sono dei quartieri che sono pericolosi e non ci entri...ma lo sai in precedenza (per fare un esempio: se vado ad LA so già che a compton non ci intrerò mai; però sono abb sicuro che uno di compton non verrà a rompermi le balle a malibù). tutto qui; non volgio dire che gli usa sono un'isola felice.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

matteogb4 wrote: ma guardate che non diciamo cose tanto diverse. per quanto riguarda casa nostra siete proprio sicuri che il 99% del paese è così sicuro? io non sono proprio d'accordo e vivo in un paese ancora limitatamente non affollato di stranieri.

il punto è che in america ci sono dei quartieri che sono pericolosi e non ci entri...ma lo sai in precedenza (per fare un esempio: se vado ad LA so già che a compton non ci intrerò mai; però sono abb sicuro che uno di compton non verrà a rompermi le balle a malibù). tutto qui; non volgio dire che gli usa sono un'isola felice.
No, infatti io nel merito del nostro non ci sono entrato, visto che, senza essere razzista, tra macedoni, albanesi e marocchini ci sono bande che entrano nelle case con te dentro, oppure come capita a 30 km da me, ti aspettano tra il chiaro e lo scuro e si fanno aprire la porta quando stai per entrare in casa, se ti va male riempiendoti pure di botte...
Per fortuna nel mio paesino, essendo un po' sui bricchi, 'sti delinquenti hanno ancora paura che esca il contadino di turno con il fucile in mano, quindi per ora, e dico per ora, stanno ancora ben attenti a sgarrare + di tanto...
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by assioma 2 »

all3n wrote: Suvvia assioma, si chiama college football, mica recupero da cattive compagnie? Che devono fare i coach se frequentano brutte compagnie? Non reclutarli? Quello è un lavoro che, al massimo, doveva essere fatto prima, dalla famiglia. Non diamo colpe a chi non ne ha.
Guarda che non hai capito il mio discorso.
Non è che il coach deve "recuperare" i figli del ghetto, ma l'intero sistema universitario dovrebbe, secondo me, imporre a qualunque atleta di frequentare le classi, dare esami e partecipare alla vita universitaria come qualunque altro studente.
all3n wrote: I programmi sportivi dei college si valutano anche e soprattutto sui risultati.
In disaccordo completo.
Se si chiama college football ci sarà una ragione; lo sport dovrebbe venire dopo l'educazione.
E l'educazione è l'arma più forte per combattere la mentalità con cui sono nati questi ragazzi. Hanno la migliore opportunità per affrancarsi da un pessimo ambiente, ma non sono incentivati a farlo. Anzi, probabilmente vengono invitati a non preoccuparsi troppo dello studio, tanto finchè sono fenomeni in campo...
Tra l'altro, questo secondo me falsa anche la competizione all'interno della NCAA tra college "seri" e college "fabbriche di atleti", ma questo è un altro discorso.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

matteogb4 wrote: ma guardate che non diciamo cose tanto diverse. per quanto riguarda casa nostra siete proprio sicuri che il 99% del paese è così sicuro? io non sono proprio d'accordo e vivo in un paese ancora limitatamente non affollato di stranieri.

il punto è che in america ci sono dei quartieri che sono pericolosi e non ci entri...ma lo sai in precedenza (per fare un esempio: se vado ad LA so già che a compton non ci intrerò mai; però sono abb sicuro che uno di compton non verrà a rompermi le balle a malibù). tutto qui; non volgio dire che gli usa sono un'isola felice.
Se è per questo è facile che se sono a Palermo nessun disadattato dello zen venga a spararmi. Anche i Europa so di non dover entrare in certi quartieri. Tu dici Compton, che guarda caso confina con gli Watts, ma Hollywood Boulevard? La stessa via che da un certo punto è pericolosa e prima no? La stessa via che ha delle laterali in cui è "consigliato" non entrare? Il problema di fondo però non sono gli stranieri (i neri americani, fino a prova contraria, sono cittadini locali) né il fatto che tante città al mondo possano essere pericolose, questo è normale. Il fatto è che negli USA hai più chance di trovare persone armate (molte più chance) per cui anche il "non criminale", a un certo punto, può essere un pericoloso assassino in una situazione che scappa di mano. Il secondo punto è che da sempre ci si volta dall'altra parte per certi quartieri perché, al di là delle opinioni di facciata, la ghettizzazione e il rifiuto per certe classi sociali sono ancora ben vive nella loro cultura.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

vikings11 wrote: No, infatti io nel merito del nostro non ci sono entrato, visto che, senza essere razzista, tra macedoni, albanesi e marocchini ci sono bande che entrano nelle case con te dentro, oppure come capita a 30 km da me, ti aspettano tra il chiaro e lo scuro e si fanno aprire la porta quando stai per entrare in casa, se ti va male riempiendoti pure di botte...
Per fortuna nel mio paesino, essendo un po' sui bricchi, 'sti delinquenti hanno ancora paura che esca il contadino di turno con il fucile in mano, quindi per ora, e dico per ora, stanno ancora ben attenti a sgarrare + di tanto...
Ma quella è l'assenza dello stato. Noi siamo un porto di mare e non ci caga nessuno. Poca polizia, addestrata male e pagata peggio, poco controllo sull'immigrazione eccetera. I soldi preferiscono spenderli (buttarli) in auto blu e lo sappiamo tutti. Non ha niente a che vedere con la nostra cultura di fondo, è solo la solita incompetenza amministrativa italiana imho.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

assioma 2 wrote: Guarda che non hai capito il mio discorso.
Non è che il coach deve "recuperare" i figli del ghetto, ma l'intero sistema universitario dovrebbe, secondo me, imporre a qualunque atleta di frequentare le classi, dare esami e partecipare alla vita universitaria come qualunque altro studente.

In disaccordo completo.
Se si chiama college football ci sarà una ragione; lo sport dovrebbe venire dopo l'educazione.
E l'educazione è l'arma più forte per combattere la mentalità con cui sono nati questi ragazzi. Hanno la migliore opportunità per affrancarsi da un pessimo ambiente, ma non sono incentivati a farlo. Anzi, probabilmente vengono invitati a non preoccuparsi troppo dello studio, tanto finchè sono fenomeni in campo...
Tra l'altro, questo secondo me falsa anche la competizione all'interno della NCAA tra college "seri" e college "fabbriche di atleti", ma questo è un altro discorso.
D'accordo sulla seconda parte, sulla prima resta valido il discorso che o cominciano a lavorarci, magari strutturando meglio istruzione (e salute) pubblica per dare una mano a intere comunità (e non solo a chi corre veloce come un razzo e salta come un grillo) oppoure al college sarà sempre e comunque tardi per recuperare certi personaggi, almeno nel 80% dei casi.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

Tornando a Sean....

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qui c'è la photogallery completa...

http://www.redskins.com/fanzone/photogallery.jsp
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by darioambro »

Tra l'altro, questo secondo me falsa anche la competizione all'interno della NCAA tra college "seri" e college "fabbriche di atleti", ma questo è un altro discorso.


io la penso allo stesso modo, è lo stesso nel college basket, in quelli seri se non studi in modo proficuo, non giochi.
Ma c'è anche il fatto che ,soprattutto nei college dove il football è una religone, si bari o si aiuti gli atleti che "Contano" ad avere buoni risultati agli esami.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by darioambro »

ma avete letto l'articolo della gazetta?
beh, definirlo articolo mi pare esagerato...
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

chinasky wrote: Ma quella è l'assenza dello stato. Noi siamo un porto di mare e non ci caga nessuno. Poca polizia, addestrata male e pagata peggio, poco controllo sull'immigrazione eccetera. I soldi preferiscono spenderli (buttarli) in auto blu e lo sappiamo tutti. Non ha niente a che vedere con la nostra cultura di fondo, è solo la solita incompetenza amministrativa italiana imho.
Quoto.
Ho capito quello che dici....
da loro è una cosa che fa un po' parte della loro storia, del loro DNA, ghettizzazione, integrazione, etc...
da noi invece è questione di assenza di stato...
vero, verissimo, basta vedere quello che è successo un paio di domeniche fa...
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

darioambro wrote: ma avete letto l'articolo della gazetta?
beh, definirlo articolo mi pare esagerato...
si, l'ho già ampiamente commentato io una pagina fa.... :disgusto:

profondo disgusto per la cartaigenica rosa...
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

vikings11 wrote: Quoto.
Ho capito quello che dici....
da loro è una cosa che fa un po' parte della loro storia, del loro DNA, ghettizzazione, integrazione, etc...
da noi invece è questione di assenza di stato...
vero, verissimo, basta vedere quello che è successo un paio di domeniche fa...
Ovvio, noi siamo dei cialtroni e la nostra situazione problematica è spesso legata ad eventi paradossali e male amministrazioni. Da noi vita politica e vita normale non sono più in parallelo da una vita. Gli USA hanno un sacco di punti di vantaggio su di noi in un sacco di cose, ma in tre o quattro cose fondamentali restano come inebetiti appoggiando anche logiche assurde (sanità solo privata, zero controllo sugli acquirenti di armi, ghettizzazione tollerata perché tanto sono negri, ispanici, italiani o peggio...)
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