Angyair wrote:
(forse perché sono più grande di te ed ho perso un po' di quell'idealità che si ha da giovani? :D anche se non so quanti anni hai, ma se vai ancora all'università sei di sicuro più giovane).
23.
E può essere sia quello.
Teo wrote:
Che vuoldire?
Che è un intervento interessante.
Si ricollegava al cambiamento dei tempi e, di conseguenza, delle generazioni.
Quando mio padre mi racconta della sua infanzia/adolescenza me ne dice davvero di ogni (alcune cose anche da mani nei capelli, in realtà :D)... io ho avuto la fortuna di essere lasciato piuttosto libero di correre, sudare, rompermi il braccio, avere traumi contusivi di ogni tipo, ecc. :D
Ma già quando ero piccolo io c'erano amici miei le cui madri si raccomandavano di non sudare quando giocavano a calcio... :lol2:
Adesso se c'è il tempo coperto ed organizziamo di andare a fare due tiri all'aperto non vengono per il maltempo... oppure se ci sono meno di 18 gradi non vengono perché fa troppo freddo...

Per non parlare dei bambini di oggi. Quando li portiamo (tempo permettendo, ovviamente) in giardino a giocare è ovvio che, soprattutto i maschietti che giocano a calcio, si sporcano facilmente... e capita diverse volte che i genitori, arrivando a prenderli, li rimproverino.
MA DE CHE OH?

Mia madre e mia nonna (pace all'anima sua) dovevano infilarmi in lavatrice assieme ai miei vestiti tutti i giorni, quando ero
pischello... :lol2: ma se non altro mi sono fatto le mie esperienze e non ho vissuto nella bambagia.
Dicevo che c'è da riflettere su quanto dici perché dal mio punto di vista è quasi ovvio che un ragazzo cresciuto con i genitori sempre addosso che ogni due per tre gli dicevano "non correre!", "non sporcarti!", "non sudare!", "copriti!", "non uscire, piove!" ecc ora si comportino come da te descritto.
Ed anch'io, come te, sono piuttosto deluso da ciò.
Dicevo quindi di rifletterci sopra proprio per andare a sviscerare ciò di cui si sta parlando...
Jakala wrote:
Per la mia passata esperienza di educatore ho visto sempre di più genitori che hanno abidicato al loro ruolo per essere invece degli "amici", cosa sbagliata perché un amico difficilmente di dirà quando sbagli o te li perdona più facilmente.
Solo che aspettarsi che le funz. educative passino dai genitori alla scuola è utopica, ecco perché i vari tentativi di corsi di ed. civica sono inutili a priori. Se io ti insegno ad esempio che è bene riciclare e i genitori buttano tutto tranquillamente dalla macchina...
Vedo che tutti siamo d'accordo che alla fine è un problema di tagli, ma quando si vanno ad indicare dove tagliare è sempre un problema trovarci d'accordo.
Sulla prima affermazione quotata sono solo parzialmente d'accordo.
Sicuramente molti genitori abdicano al loro ruolo genitoriale, ma non sempre per fare gli amici. Alle volte abdicano e basta.
Posso dirti che l'anno scorso mi è capitato un caso particolare ed ogni volta che ci ripenso ci sto molto male... perché un bambino che ha problemi (a livello comportamentale, non che avesse handicap) abbandonato a sè stesso come farà a venirne fuori e sperare in un futuro tranquillo quando nessuno gli ha insegnato ad amarsi e a stare bene con gli altri?
E sto malissimo anche perché so di aver fatto il mio meglio per lui, ma in realtà ben poco ho potuto fare... ed è un senso desolante di impotenza quello che mi pervade.
Al di là dei genitori che abdicano punto e stop... io credo che un approcio più morbido rispetto al passato (diciamo alla generazione di quando i nostri nonni erano bambini) sia auspicabile... il punto non è saper essere più morbidi, vicini al piccolo e saperlo ascoltare e confortare... il punto è essere poi capaci, quando serve, di essere inflessibili su certe questioni...
Ma qui vabbè, stiamo davvero andando troppo lontano dal punto focale del discorso, perché parlare del ruolo genitoriale è davvero troppo off topic.
Sulla seconda invece ti do pienamente ragione, dato che ti ricolleghi - anche involontariamente - a quanto da me già detto.
Un maestro ed un educatore possono dare il meglio di loro stessi e svolgere un ottimo lavoro, ma come dici tu ci deve essere una famiglia alle spalle che continui quel lavoro e non che lo butti via.
Sono stato ad un corso di formazione quest'estate e c'erano ragazze (:offtopic: perché ovviamente una delle cose più belle di questo lavoro è che ti trovi a lavorare quasi solo con donne :D

) che stavano vivendo esperienze lavorative differenti rispetto alle mie, lavorando in centri diurni a contatto con ragazzini che avevano problemi familiari ecc... ed anche loro sottolineavano questo fatto, il cercare di costruire qualcosa durante il tempo passato col bambino, per vedere poi tutto crollare sotto i colpi delle idiozie fatte dai genitori (ripeto, in questo caso parliamo di
situazioni problematiche, quindi comunque casi più estremi rispetto alla norma).
Ma la cosa poi si può applicare anche nel quotidiano.
Il tuo esempio è calzantissimo, ma qualcosa ancora più in piccolo mi è capitata l'anno scorso: tenevo, nel momento dei compiti, i bimbi di quarta... i loro compiti cominciano ad essere qualcosa di un pochino corposo, quindi facevo svolgere quasi tutto (a parte proprio i casi in cui si trovavano a svolgere cose estramamente facili) prima in brutta, per poi ricopiare in bella... il tutto soprattutto per poter presentare alle maestre compiti che oltre che corretti fossero ORDINATI...
Beh, diverse mamme a casa dicevano ai loro figli di NON PERDERE TEMPO con la brutta, che era inutile, e di fare direttamente tutto in bella.
Ovviamente poi io tutte le volte dovevo mettermi a discutere coi bambini per far capire loro (anche a fronte di esempi pratici) come fosse meglio svolgere prima la brutta... poi mi è capitato anche di discutere con le madri stesse, che alla fine si vennero a lamentare della cosa.
Risultato: qualche bimbo per un paio di settimane si limitò alla bella... dato però che quando facevano i compiti troppo incasinati gli facevo strappare la pagina e copiare tutto... e quando erano passabili erano comunque spesso poco ordinati (cancellature, ecc) alla fine anche le madri sono arrivate a più miti consigli, ed i bambini a quel punto, vedendo me e le mamme dire la stessa cosa, hanno cominciato a capire e ad apprezzare l'uso della brutta (che non era più solo una perdita di tempo).
E' brutto vedere come si cerchi di dare un buon modo di lavorare ad un bambino per poi vedere i genitori intervenire per distruggere la cosa... e tutto perché? Perché quando avevano tanti compiti dovendo svolgere prima la brutta capitava ci fossero volte che non finivano in tempo e poi dovevano terminare a casa... ma loro (i genitori) non avevano tempo (o forse voglia?) di seguirli in questo...
E con questo discorso mi ricollego a quanto dicevo prima a Doc... ci saranno senz'altro casi di genitori modello (cioè, non ci saranno... ci sono!), ma mi pare che mediamente il "coefficiente educativo" all'interno di una famiglia vada via via diminuendo... e come dice giustamente Jakala non si può pensare che la scuola sopperisca in toto a ciò (questo anche prima dei tagli, eh :D).
Sul resto del discorso non intervengo, perché si aprirebbe un'altra pagina troppo ampia su cui dibattere, e sposteremmo comunque il punto focale da questa riforma ad altro...
Poi se dovessi parlare di spesa militare, posizione in politica estera, ecc finirei col fare più "filosofia" che altro...
Invece ciò di cui stiamo parlando riguardo all'istruzione è qualcosa di molto concreto.
Trovo comunque triste vedere approvata una riforma che trova così pochi consensi nella popolazione. Perché PD e sindacati avranno marciato sull'opposizione fatta da studenti ed insegnanti e tutto ciò che volete... ma conosco diverse persone che hanno votato questo governo (di AN come di FI come della Lega) che non sono affatto contente di questa riforma...
A dire il vero non ho ancora sentito nessuno (che non fosse un politico :D) dirsi favorevole.
Al massimo, come qualcuno dice qui, che erano necessari dei tagli... non che sia buono ciò che è stato fatto.
Insomma, ancora una volta trovo troppa differenza tra ciò che fanno i "nostri" politici e ciò di cui avrebbe bisogno il paese.