Sine wrote:
Come dice Gonzo chiamala, non mandarle un sms, fa più figo e sicuro di sè se la chiami.
La casa libera è un'occasione che NON DEVI SPRECARE, CAZZO!!!!!!
Scusa, mi faccio prendere, è che io la casa libera non ce l'ho mai e c'ho Ernesto ed Evaristo che girano a velocità indicibili.
Per il mangiare non ascoltare me, visto che l'unica cosa che potrei proporre sarebbe dell'ottimo Toast italiano. Italiano perchè lo faccio io, mica per altro.
Però io comunque fossi in te sceglierei qualcosa dai gusti semplici, non lanciarti in progetti troppo ambiziosi, rischieresti di fare una schifezza e rischieresti che magari non le piaccia.
Basta che sia vendibile come italiano, vanno giù di testa per ste cose.
O sennò le fai una bella bistecca, solo per poterle dire, a metà cena, una cosa del tipo:
Puro manzo italiano seguita a ruota dalla faccina

, prolungata per almeno 15 secondi.
Però nel caso portati anche una videocamera, non vorremmo perderci la scena della sua reazione.
Sei liberissimo di scremare le cazzate che ho scritto :lol2:
Tanti, tanti, tanti e poi tanti anni fa (estate 1996... doppia di Bierhoff al golden gol) andai in vacanza studio per quasi due mesi in Irlanda.
Ero ospite, assieme ad un folle madrileno (ma di fede atletica) di nome Jorge della classica famiglia trifogliata composta da:
Padre bancario, di modi piaccioni, dal sorriso facile (quasi rutelliano) di gomito pesante col luppolo e di fianco largo.
Madre smilza, rugosa, testa invasa di pomodoro, amministrativa in supermercato, con due occhi verdi talmente belli che quasi (quasi eh) passava inosservato il contesto decadente tutto tempestato di lentiggini.
Figlio n°1: anni 22, studente universitario, tendente allo sfigato nerdiano. Non credo avesse amici tanto era noioso nella sua paresi facciale. Non c'era una somiglianza fisica ma da subito per me diventò Demon Hill.
Figlio n°2: anni 19, il pezzo forte della famiglia. Per la prima settima fu un ombra (nessuno lo vedeva... rientrava a notte fonda e scappava al mattino presto), l'innominato, la pecora nera di cui nessuno parlava, che nessuno nominava, che nessuno vedeva. Per l’allegra famiglia lavorava molto, diviso tra PUB e supermercato, la realtà invece raccontava di pomeriggi attorno ad un tavolo di POOL e notti a spaccarsi d'erba e birra con gli amici. Inutile dire che diventò il nostro punto di riferimento per il resto della vacanza.
Figlio n°3: anni 9, sosia della madre nel pelo e nelle lentiggini. Viveva come un Oliver Hutton qualunque, con la biglia incollata al piede e la maglia di Cantona tatuata sulle spalle..
Vabbè insomma tutta questa prefazione per dirti che, oltre all'allegra famigliola frequentai una scuola che radunava somari di tutta Europa (russi, tedeschi, spagnoli ed italiani i gruppi di maggioranza) spediti dai genitori ad approfondire la conoscenza con la lingua del futuro. Una sera, con Jorge, organizzammo (cioè il lavoro a rete lo fece lui, io remavo dal fondo come un Berasategui qualunque…) con due tedesche di bella presenza. Il dibatto iniziale fu: andiamo al PUB o “casa nostra”?
Dai cazzo, chiediamo il permesso un sabato che loro vanno via e le portiamo da noi fu il pensiero comune; dopo aver chiesto il giusto aiuto al nostro
tutor per “l'ammazza caffè”, pensammo ad un melting pot culinario che fondesse le due tradizioni culinarie. Cosa meglio di un buffet iniziale a base di paella per poi passare al pezzo forte dell'italica cucina, lo spaghettino al ragù?
Vabbè la faccio corta perché mi sto perdendo… queste figlie di un crauto passarono la sera a magnificare dell'autentica merda (se vi è capitato all’estero di comprare cibo italiano nei supermercati sapete di cosa parlo.. anche la paella faceva schifo, diciamola tutta) perché cmq per i loro standard era buona cucina. Apprezzarono molto anche il fatto che non le portammo al PUB. Apprezzarono molto anche il vino (è squallido da dirsi ma per chi è abituato a bere solo birra, e loro era allenate sull'argomento, due bicchieri di vino sono “veleno”)… insomma, apprezzammo tutti la serata.
Dai, eh.
P.S: prima che arrivi il roll di chi so io per le mie doti culinarie… no, stetti ben lontano dalla patate al forno.