Per quanto riguarda i dipendenti pubblici ho letto il pezzo de Linkiesta (sito che adoro e leggo tutti i giorni), come altri, e su alcuni aspetti non ha torto.
Ci sono però alcuni problemi.
In primo luogo un problema tecnico.
Licenziamento per motivi economici
Parlarne in rapporto ai dipendenti pubblici fa ridere. Come si fa, per esempio, a legare il lavoro di un dipendente dell'anagrafe o del catasto a risultati economici? Serve il lavoro, ad esempio, di un vigile del fuoco? Allora non lo si può licenziare, quella attività deve essere svolta. E come potrà mai non essere in perdita economica il lavoro di un vigile del fuoco? Quale sarebbe mai l'introito?
Diventa anche difficile immaginare licenziamenti individuali. Chi mai si prenderebbe la briga di licenziare un dipendente senza un motivo solidissimo, con il rischio di ricorsi al TAR? Il vero scandalo è che non si preveda una disciplina rigorosa per i licenziamenti disciplinari. Ci raccontiamo tante belle cose sui politici che rubano e dovrebbero finire in galera, anzi, meglio ancora fucilati in pubblica piazza, ma se si becca un dipendente pubblico a rubare (come definire, per esempio, chi per abitudine timbra il cartellino ed esce, se non ladro?) è difficile licenziarlo.
Produttività. Se è assurdo immaginare licenziamenti di dipendenti pubblici per ragioni economiche, sarebbe doveroso invece collegare il mantenimento del livello di occupazione alla produttività, calcolata nell'insieme prima e dove ci fossero carenze nel dettaglio. L'esempio dei vigili del fuoco, fatto sopra, qui non è pertinentissimo, difficile calcolare la loro produttività, ma gli altri due reggono. La produttività dell'insieme degli impiegati del catasto o dell'anagrafe è misurabile, come vengono misurate le produttività dei dipendenti privati. Sappiamo però come hanno reagito i dipendenti pubblici a tutti i tentativi di misurazione della produttività e quali siano state le conseguenze sulle decisioni dei politici. Basta pensare che ancora ci sono polemiche per i test INVALSI, che vengono diramati addirittura per circoli didattici, non sono nemmeno misurati per i singoli insegnanti.
Congruità. Una attività serve davvero? Serve davvero che la svolga un ente pubblico? Servono davvero tutti i dipendenti assunti? Sono tre domande fondamentali. Ma come abbiamo visto non le ha mai poste nessun politico con potere decisionale. Se ci sono tante attività fondamentali che lo Stato deve svolgere (come i tre esempi di cui sopra) ci sono tanti esempi di attività che non serve siano pubbliche. Esempio: a che serve che esistano le farmacie comunali, che poi sono oltretutto in genere in perdita? Ci sono tanti esempi di attività doppie e triple, come il famoso caso di motorizzazione e PRA, a che serve che esistano due enti? Le poche volte che ci sono state privatizzazioni spesso sono state mascherate ed i politici hanno mantenuto il controllo. Basta pensare alle banche, controllate dalle fondazioni. Ma chi sono i consiglieri delle fondazioni bancarie? O, in alternativa, alcune privatizzazioni sono avvenute a prezzi ridicolmente bassi, vedi il caso di Buitoni ed AST in Umbria, cedute meno di 3 anni dopo a 3 o 4 volte il valore.
Se diventa quasi ridicolo parlare di motivi economici, ancora una volta il governo Monti ha fatto delle scelte, spingendosi più in la dei suoi predecessori, ancora una volta ha preso decisioni che potrebbero avere anche conseguenze economiche positive, ma ancora una volta si è guardato bene dall'intervenire nei settori dove gli eventuali problemi sarebbero stati maggiori. Per carità, meglio, e molto, di tutto ciò che c'era prima e meglio, e molto, di tutto ciò che sarebbe potuto esserci in alternativa, ma non parliamo di scelte coraggiose, per carità.
ahimè sì
Si parla di statali per distrarre .
Con questa riforma le piccole imprese, quelle con 2 o 3dipendenti, non assumeranno più.
Chi può , con un fatturato ondivago, pagare un dipendente con una buonuscita di 15 o 27 mensilità? ( a tiramento di natiche di un giudice a cui peraltro il suo stipendio gli arriva bello intero nonostante le sue cazzate).
Ma anche quelli che vivevano con i collaboratori esterni ( le fantomatiche partite iva); moriranno e con loro tutti gli altri .
Per parare le chiappe a dei sindacati che vivono grazie a inscritti per lo più pensionati o dipendendti pubblici( e nonostante ciò evocano scenari di lotta)
Purtroppo è molto giusto. Anche se per le imprese con due o tre dipendenti non so quanto sia corretto, infatti il limite delle mensilità da 15 a 27 vale per quelle per cui valeva l'articolo 18, dai 15 dipendenti in su, ancora non sappiamo quali saranno le modifiche dei licenziamenti per le PMI, o almeno ancora non lo so io. Se restasse la disciplina precedente non penso che il cambio di contratto di ingresso influirebbe più di tanto. Invece influiranno le partite IVA. Sul resto nulla da dire, è sacrosanto.