Deuce wrote:
Vorrei spostare un attimo la discussione dalla scelta dell'artista un tempo noto come Chosen One alle conseguenze che può avere la stessa a livello di lega.
Dovesse davvero passare l'idea per cui i big devono fare comunella anzichè sfidarsi dietro le rispettive bandiere come logica sportiva vorrebbe, questo trend potrebbe sorpassare a destra i principi che imho rendono unico lo sport americano (l'attenzione maniacale all'equilibrio e alle "pari opportunità", la costruzione di piccoli miracoli sportivi attorno al franchise player, il 'sogno americano' valido tanto per la metropoli quanto per la cittadina redneck, ecc), concentrando il talento artificiosamente in pochi punti mirati e creando delle oasi di all-star in mezzo al nulla.
Vedremo, ma intanto si parla già di giri di telefonate tra le altre 'lone stars' per confluire da qualche parte alla scadenza dei loro contratti.. babbabia.
Lo sport americano sarà anche unico per i motivi che hai esposto ma poi con leghe da 30 squadre la vedo difficile manterere fede a questi principi.
Non è da leggersi come giustificazione a chi decide/deciderà di fare "comunella tutti insieme" (anche perchè non ho ancora deciso se c'è qualcosa di cui giustificarsi) ma a rigor di logica che gli puoi dire?
Entrano nell'NBA, li trattano come dei principi, li mettono in copertina, li ricoprono di soldi eccetera eccetera.
Ma poi gli ricordano che tutto questo "don't mean a thing without a ring", sfogliano un almanacco illustrato NBA e scoprono che nell'ultima decade l'argenteria se l'è messa in casa chi era in 3-4 squadre. Fanno 2+2.
30 squadre NBA sono troppe e se non avessimo avuto un certo tipo di economia in crisi magari adesso sarebbero pure 32.
Se Stern si beveva il cervello rischiavamo pure gli expansion teams transcontinentali.
E saremmo peggio di adesso dove comunque "er mejo" di una draft class favolosa si è messa d'accordo per giocare insieme (manca solo Darkone. Ma scusa, Carmelo?! :shocking: No, no. Darkone

) e altri pensano e progettano di fare la stessa cosa.
Sarò romantico e nostalgico io (come tutti gli over 35) ma mi è facile pensare che una NBA più piccola (28 squadre? 26? Badabum. 24?!) offrirebbe molta più qualità e aumenterebbe statisticamente la possibilità di vincere il titolo in una squadra che non sia allenata da JacksonRileyPopovichRivers.
E con 8-10 "vere" contender sarebbe più facile rimanere dove si è.
L'NBA farà qualcosa in tal senso?!
A scanso di drammatiche recessioni economiche direi proprio no. Speriamo di no.
E quindi ci teniamo la lega a 30 squadre.
Ma non l'ha ordinata il dottore per cui ci teniamo anche i giocatori che per (provare a) vincere 'sto benedetto anello fanno quel che ritengono necessario.