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Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 12:13
by hispanico82
Luca10 wrote: Sei un kobista! (cit.)
Io non mi allargherei a pensare sull'arco dei 7 anni eh. Il fatto che abbiano firmato solo per 4 mi pare indicativo di tante cose. :naughty:

Detto questo qualsiasi cosa sotto a quattro mi pare palese che sia un fallimento; di three-peat troppi ce ne sono stati, e non c'è stato bisogno di mettere insieme i Three Egos, per cui...! :gazza:
Mah, io dico che 3 titoli comunque sono un ottimo traguardo, non sottovalutiamolo perchè si è mosso tutto sto casino. Già vincerne due consecutivi sarebbe per loro un traguardo.

Anzi, facciamo che iniziamo a vedere QUANDO vincono il primo, poi se ne parla. Detto ciò, ribadisco anche io questo concetto:
Spree wrote: Quarto perché insomma, va bene che James è forte, ma perché volerlo mettere al volo insieme ai 6 più forte della storia, e misurarlo su di loro?

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 12:16
by WhiteManCanJump
thebigdipper wrote: come ho scritto sopra...quale sarebbe stata la scelta coraggiosa allora ?

andare a new york a vincere un paio di titoli da solo ? sempre che ci fosse riuscito

rimanere a cleveland ? no

andare ai clippers ? no

ed è questo il punto cazzo: non c'erano scelte coraggiose, c'erano scelte più o meno intelligenti

Ad entrare nei primi 5 di tutti i tempi (ovvero compromesso tra vittorie personali e di squadra) non lo fa un anello o due...tutte le dita devono essere occupate: james questo lo sa, e pure wade lo sa
secondo me non è così...però capisco il tuo punto di vista.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 13:02
by mxm89
doc G wrote: Detto altrove: si sono cercati e voluti, tutti e tre sicuramente si sforzeranno di convivere, almeno all'inizio. Non vedo alcuna possibilità di una situazione tipo Lakers 2004. In attacco nessuno dei tre è un tiratore da 3, sia Wade che Lebron preferiscono attaccare il ferro, ma tutti e due al tiro non sono certo mattonari, non puoi battezzarli tio Rondo, il problema potrebbe esserci solo all'inizio, quando i meccanismi non saranno oliati, poi non credo. Inoltre, pur essendo monopolizzatori come tutti i realizzatori attuali, hanno delle buone doti di passaggio, se si sforzano di passarsela, come è probabile facciano, possono coesistere bene e sarebbe molto ma molto difficile difendere su di loro. Bosh in attacco è leggero e troppo perimetrale, vero, però alla fine se hai due penetratori simili non puoi andare con un'ala forte tipo Jefferson o Randolph, devi liberarla l'area, non occuparla.
Bosh potrebbe essere il più preoccupante, perchè quello con più tendenza ad essere un buco nero, però sente la personalità degli altri due e non penso farà storie a prendersi qualche tiro in meno. Nel team Usa hanno convissuto molto bene.
Chalmers è acerbo, ma se cresce è il play ideale con Wade e James. Serve un centro, perchè Haslem, da confermare, con Bosh non li vedo benissimo se non per qualche minuto giocato a tutta velocità e con lunghi mobili all'europea. Però intendiamoci, non sarebbe indispensabile un Gasol, basterebbe un Perkins, anzi, pure meno.
In difesa è difficile da dire. Se valutiamo dall'ultima stagione dovremmo parlare di disastro annunciato, ma non penso le cose andranno così. In fin dei conti anche valutando l'ultima stagione dei tre di Boston prima di giocare assieme avremmo dovuto immaginare un disastro difensivo, invece hanno messo su la migliore difesa dell'NBA. E poi non sappiamo ancora se Spoelstra avrà la personalità per gestirli, ma quelle le ha di sicuro Riley. E Spoelstra ha dimostrato di avere le doti per poter diventare un ottimo allenatore, anche se ancora non è certo all'altezza di un Jackson o di un Rivers.
Wade e James hanno il fisico per essere ottimi difensori, Bosh è leggerino, ma se impiegato in difesa sui 4 può anche far decentemente se impiegato in un sistema difensivo più che in marcatura singola, e poi c'è Haslem.
Manca qualcuno che possa rendere un minimo la vita a Gasol ed Howard, forse pure un Garnett se giocherà ancora vicino a canestro.
Potrebbero non riuscire a contendere per il titolo da subito, ma dall'anno prossimo direi che non ci possono essere dubbi.
una telefonatina a sheed?

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 13:06
by guglielmo
Drugo Lebowski wrote:
allora non hai mai visto una partita dei Raptors  :forza:, ja in difesa è stato una cosa indegna!
bè a vederle le ho viste, e ho sempre ritenuto esacerbazioni retoriche le critiche mossegli contro negli anni..

provo ad argomentare con vari punti:

- parliamo di scarso contributo difensivo, ma nel sistema dei raptors che avrebbe dovuto fare? tranne derozan (in prospettiva) e belinelli (Evans è stato out quasi tutta la stagione) la squadra era piena di "fanfaroni" difensivi, vedi il Mago, il Turco, Calderon e compagnia cantante.. in un sistema del genere dove tra l'altro sei anche il primo violino offensivo (ruolo chiaramente non cucito per lui)non puoi essere leader e specialista anche in difesa, perchè sei sempre Chris Bosh e non Hakeem Olajuwon.

- Ha estimatori dappertutto nelle lega, primo tra i quali Phil Jackson che dal 2006  ad oggi non ha mai nascosto una certa stima nei suoi riguardi. E se finora non è arrivato a LA , IMHO, è stato per lasciare intatte le responsabilità e il minutaggio di  Odom, che non per ruolo ma per età si presta meglio di CB4 a fare da chioccia al futuro (dominante??  :truzzo: ) Bynum

- Già per come ha giocato l'ultimo anno nei Raptors ha mostrato una grandissima aggressività a rimbalzo..non dico che sia Garnett, ma non è nemmeno sta schifezza, se pensiamo ad Amar'è e Boozer, li possiamo parlare di telepass..con Bosh serviva quantomeno la viacard  :forza:

-Ha 26 anni, incredibili margini di miglioramento nella comprensione del gioco, ancora non ha esperienza significativa a livello di playoff: non ha mai avuto 2 compagni come gli attuali tali da consentirgli di mantenere lucidità sul parquet e di concentrarsi su quello che serve alla squadra..ricordi Gasol a Memphis o il primo Ray Allen? giocatori che a inizio carriera difendevano con licenza facoltativa, ma che con il tempo, inseriti in un contesto che li ha responsabilizzati a non dover fare i superuomini, sono progrediti    veramente molto al punto da essere decisivi o quasi (la difesa di Gasol nelle Finals 2009 o quella di Allen nell'ultima gara7)

insomma, non voglio dire che sia un fenomeno difensivo, ma se contestualizziamo la sua finora breve carriera e ragioniamo sul potenziale mostrato a sprazzi, ci rendiamo conto che gli Heat in quello spot difficilmente avrebbero trovato di meglio..

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 13:15
by ..Voro..
guglielmo wrote: bè a vederle le ho viste, e ho sempre ritenuto esacerbazioni retoriche le critiche mossegli contro negli anni..

provo ad argomentare con vari punti:

- parliamo di scarso contributo difensivo, ma nel sistema dei raptors che avrebbe dovuto fare? tranne derozan (in prospettiva) e belinelli (Evans è stato out quasi tutta la stagione) la squadra era piena di "fanfaroni" difensivi, vedi il Mago, il Turco, Calderon e compagnia cantante.. in un sistema del genere dove tra l'altro sei anche il primo violino offensivo (ruolo chiaramente non cucito per lui)non puoi essere leader e specialista anche in difesa, perchè sei sempre Chris Bosh e non Hakeem Olajuwon.

- Ha estimatori dappertutto nelle lega, primo tra i quali Phil Jackson che dal 2006  ad oggi non ha mai nascosto una certa stima nei suoi riguardi. E se finora non è arrivato a LA , IMHO, è stato per lasciare intatte le responsabilità e il minutaggio di  Odom, che non per ruolo ma per età si presta meglio di CB4 a fare da chioccia al futuro (dominante??  :truzzo: ) Bynum

- Già per come ha giocato l'ultimo anno nei Raptors ha mostrato una grandissima aggressività a rimbalzo..non dico che sia Garnett, ma non è nemmeno sta schifezza, se pensiamo ad Amar'è e Boozer, li possiamo parlare di telepass..con Bosh serviva quantomeno la viacard  :forza:

-Ha 26 anni, incredibili margini di miglioramento nella comprensione del gioco, ancora non ha esperienza significativa a livello di playoff: non ha mai avuto 2 compagni come gli attuali tali da consentirgli di mantenere lucidità sul parquet e di concentrarsi su quello che serve alla squadra..ricordi Gasol a Memphis o il primo Ray Allen? giocatori che a inizio carriera difendevano con licenza facoltativa, ma che con il tempo, inseriti in un contesto che li ha responsabilizzati a non dover fare i superuomini, sono progrediti    veramente molto al punto da essere decisivi o quasi (la difesa di Gasol nelle Finals 2009 o quella di Allen nell'ultima gara7)

insomma, non voglio dire che sia un fenomeno difensivo, ma se contestualizziamo la sua finora breve carriera e ragioniamo sul potenziale mostrato a sprazzi, ci rendiamo conto che gli Heat in quello spot difficilmente avrebbero trovato di meglio..
non tutti hanno Thibodeau...

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 13:38
by Deuce
Vorrei spostare un attimo la discussione dalla scelta dell'artista un tempo noto come Chosen One alle conseguenze che può avere la stessa a livello di lega. Dovesse davvero passare l'idea per cui i big devono fare comunella anzichè sfidarsi dietro le rispettive bandiere come logica sportiva vorrebbe, questo trend potrebbe sorpassare a destra i principi che imho rendono unico lo sport americano (l'attenzione maniacale all'equilibrio e alle "pari opportunità", la costruzione di piccoli miracoli sportivi attorno al franchise player, il 'sogno americano' valido tanto per la metropoli quanto per la cittadina redneck, ecc), concentrando il talento artificiosamente in pochi punti mirati e creando delle oasi di all-star in mezzo al nulla. Vedremo, ma intanto si parla già di giri di telefonate tra le altre 'lone stars' per confluire da qualche parte alla scadenza dei loro contratti.. babbabia.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:05
by Drugo Lebowski
guglielmo wrote: bè a vederle le ho viste, e ho sempre ritenuto esacerbazioni retoriche le critiche mossegli contro negli anni..

provo ad argomentare con vari punti:

- parliamo di scarso contributo difensivo, ma nel sistema dei raptors che avrebbe dovuto fare? tranne derozan (in prospettiva) e belinelli (Evans è stato out quasi tutta la stagione) la squadra era piena di "fanfaroni" difensivi, vedi il Mago, il Turco, Calderon e compagnia cantante.. in un sistema del genere dove tra l'altro sei anche il primo violino offensivo (ruolo chiaramente non cucito per lui)non puoi essere leader e specialista anche in difesa, perchè sei sempre Chris Bosh e non Hakeem Olajuwon.

- Ha estimatori dappertutto nelle lega, primo tra i quali Phil Jackson che dal 2006  ad oggi non ha mai nascosto una certa stima nei suoi riguardi. E se finora non è arrivato a LA , IMHO, è stato per lasciare intatte le responsabilità e il minutaggio di  Odom, che non per ruolo ma per età si presta meglio di CB4 a fare da chioccia al futuro (dominante??  :truzzo: ) Bynum

- Già per come ha giocato l'ultimo anno nei Raptors ha mostrato una grandissima aggressività a rimbalzo..non dico che sia Garnett, ma non è nemmeno sta schifezza, se pensiamo ad Amar'è e Boozer, li possiamo parlare di telepass..con Bosh serviva quantomeno la viacard  :forza:

-Ha 26 anni, incredibili margini di miglioramento nella comprensione del gioco, ancora non ha esperienza significativa a livello di playoff: non ha mai avuto 2 compagni come gli attuali tali da consentirgli di mantenere lucidità sul parquet e di concentrarsi su quello che serve alla squadra..ricordi Gasol a Memphis o il primo Ray Allen? giocatori che a inizio carriera difendevano con licenza facoltativa, ma che con il tempo, inseriti in un contesto che li ha responsabilizzati a non dover fare i superuomini, sono progrediti    veramente molto al punto da essere decisivi o quasi (la difesa di Gasol nelle Finals 2009 o quella di Allen nell'ultima gara7)

insomma, non voglio dire che sia un fenomeno difensivo, ma se contestualizziamo la sua finora breve carriera e ragioniamo sul potenziale mostrato a sprazzi, ci rendiamo conto che gli Heat in quello spot difficilmente avrebbero trovato di meglio..



A parte che la difesa sull'uomo di Bargnani è nettamente migliore di quella mostrata in 7 anni da Bosh, ma cmq, il fatto di essere la prima opzione offensiva non lo giustifica per niente ad essere indecente al punto in cui ha giocato quest'anno in difesa, considerando pure che fisicamente (a parte un po' il tonnellaggio) non è che stia messo proprio male. Lo stesso Lebron i primi anni era da tutti additato come un telepass, ma nonostante questo è nettamente migliorato tanto da essere un ottimo difensore al momento. Se poi vogliamo dare la colpa al sistema difensivo dei Raptors, già è un discorso diverso e che condivido!

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:23
by guglielmo
infatti non nego che sia stato tutt'altro che rivedibile come difensore finora, ma deresponsabilizzato in attacco in un sistema difensivo alla Riley (qualora ci onorasse di un rientro..) può dare molto di più di quello che altri (C-Booz e Amar'è) non avrebbero mai potuto dare..c'è da lavorare, ma il progetto Miami, comprensivo della oramai celeberrima "tassa Bosh" difensiva  non è campato in aria, anzi tutt'altro..questo è il senso della mia idea.

poi , detto tra noi, se farà schifo non potrò che esserne lieto (vedi avatar  :naughty: )
..Voro.. wrote: non tutti hanno Thibodeau...
Fessi LBJ  e Bosh..fossero andati a Chicago, lo avrebbero avuto..ma Riley (vabbè siamo scontati) e Spoelstra non sono Triano e Mitchell..con tutto il rispetto

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:28
by Drugo Lebowski
guglielmo wrote: infatti non nego che sia stato tutt'altro che rivedibile come difensore finora, ma deresponsabilizzato in attacco in un sistema difensivo alla Riley (qualora ci onorasse di un rientro..) può dare molto di più di quello che altri (C-Booz e Amar'è) non avrebbero mai potuto dare..c'è da lavorare, ma il progetto Miami, comprensivo della oramai celeberrima "tassa Bosh" difensiva  non è campato in aria, anzi tutt'altro..questo è il senso della mia idea.

poi , detto tra noi, se farà schifo non potrò che esserne lieto (vedi avatar  :naughty: )


Ok ok che è tutto da vedere è quello che penso anche io. La mia idea su Bosh è sempre stata che gran parte dei suoi lati negativi sono dovuti al fatto che è stato cresciuto (cestisticamente) da bambina viziata. Però sul fatto che possa cambiare e "adattarsi" migliorando in questi aspetti, è cmq tutto da vedere, non è per niente certo.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:39
by torrisone
Deuce wrote: Vorrei spostare un attimo la discussione dalla scelta dell'artista un tempo noto come Chosen One alle conseguenze che può avere la stessa a livello di lega.
Dovesse davvero passare l'idea per cui i big devono fare comunella anzichè sfidarsi dietro le rispettive bandiere come logica sportiva vorrebbe, questo trend potrebbe sorpassare a destra i principi che imho rendono unico lo sport americano (l'attenzione maniacale all'equilibrio e alle "pari opportunità", la costruzione di piccoli miracoli sportivi attorno al franchise player, il 'sogno americano' valido tanto per la metropoli quanto per la cittadina redneck, ecc), concentrando il talento artificiosamente in pochi punti mirati e creando delle oasi di all-star in mezzo al nulla.
Vedremo, ma intanto si parla già di giri di telefonate tra le altre 'lone stars' per confluire da qualche parte alla scadenza dei loro contratti.. babbabia.
Lo sport americano sarà anche unico per i motivi che hai esposto ma poi con leghe da 30 squadre la vedo difficile manterere fede a questi principi.
Non è da leggersi come giustificazione a chi decide/deciderà di fare "comunella tutti insieme" (anche perchè non ho ancora deciso se c'è qualcosa di cui giustificarsi) ma a rigor di logica che gli puoi dire?
Entrano nell'NBA, li trattano come dei principi, li mettono in copertina, li ricoprono di soldi eccetera eccetera.
Ma poi gli ricordano che tutto questo "don't mean a thing without a ring", sfogliano un almanacco illustrato NBA e scoprono che nell'ultima decade l'argenteria se l'è messa in casa chi era in 3-4 squadre. Fanno 2+2.

30 squadre NBA sono troppe e se non avessimo avuto un certo tipo di economia in crisi magari adesso sarebbero pure 32.
Se Stern si beveva il cervello rischiavamo pure gli expansion teams transcontinentali.
E saremmo peggio di adesso dove comunque "er mejo" di una draft class favolosa si è messa d'accordo per giocare insieme (manca solo Darkone. Ma scusa, Carmelo?!  :shocking: No, no. Darkone :metal: ) e altri pensano e progettano di fare la stessa cosa.

Sarò romantico e nostalgico io (come tutti gli over 35) ma mi è facile pensare che una NBA più piccola (28 squadre? 26? Badabum. 24?!) offrirebbe molta più qualità e aumenterebbe statisticamente la possibilità di vincere il titolo in una squadra che non sia allenata da JacksonRileyPopovichRivers.
E con 8-10 "vere" contender sarebbe più facile rimanere dove si è.

L'NBA farà qualcosa in tal senso?!
A scanso di drammatiche recessioni economiche direi proprio no. Speriamo di no.
E quindi ci teniamo la lega a 30 squadre.
Ma non l'ha ordinata il dottore per cui ci teniamo anche i giocatori che per (provare a) vincere 'sto benedetto anello fanno quel che ritengono necessario.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:42
by DNGMRZ
Deuce wrote: Vorrei spostare un attimo la discussione dalla scelta dell'artista un tempo noto come Chosen One alle conseguenze che può avere la stessa a livello di lega. Dovesse davvero passare l'idea per cui i big devono fare comunella anzichè sfidarsi dietro le rispettive bandiere come logica sportiva vorrebbe, questo trend potrebbe sorpassare a destra i principi che imho rendono unico lo sport americano (l'attenzione maniacale all'equilibrio e alle "pari opportunità", la costruzione di piccoli miracoli sportivi attorno al franchise player, il 'sogno americano' valido tanto per la metropoli quanto per la cittadina redneck, ecc), concentrando il talento artificiosamente in pochi punti mirati e creando delle oasi di all-star in mezzo al nulla. Vedremo, ma intanto si parla già di giri di telefonate tra le altre 'lone stars' per confluire da qualche parte alla scadenza dei loro contratti.. babbabia.
vediamo se stern batte un colpa ma ne dubito.
penso che a lui vada bene la cosa.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:52
by bonzo
Deuce wrote: Vorrei spostare un attimo la discussione dalla scelta dell'artista un tempo noto come Chosen One alle conseguenze che può avere la stessa a livello di lega. Dovesse davvero passare l'idea per cui i big devono fare comunella anzichè sfidarsi dietro le rispettive bandiere come logica sportiva vorrebbe, questo trend potrebbe sorpassare a destra i principi che imho rendono unico lo sport americano (l'attenzione maniacale all'equilibrio e alle "pari opportunità", la costruzione di piccoli miracoli sportivi attorno al franchise player, il 'sogno americano' valido tanto per la metropoli quanto per la cittadina redneck, ecc), concentrando il talento artificiosamente in pochi punti mirati e creando delle oasi di all-star in mezzo al nulla. Vedremo, ma intanto si parla già di giri di telefonate tra le altre 'lone stars' per confluire da qualche parte alla scadenza dei loro contratti.. babbabia.

secondo me con questa situation si è aperta una porta che sarà difficile richiudere.

Ormai i vincoli per controllare i giocatori sono molto pochi, una volta le bandiere erano tali anche perché avevano le mani legate.
In futuro aspettiamoci una NBA sempre più simile ai campionati europei dove le grandi squadre, e i grandi mercati la faranno da padrone.
Questo permetterà di aver 3/4 squadre al top, con i migliori giocatori,  con molte squadre che faticheranno ad avere giocatori che vendono maglitte, ma avranno solo onesti mestieranti del parquet.

VEdiamo come Stern e company permetteranno anche ad una Utah di avere dei giocatori di livello assoluto nei prossimi anni: chi cavolo vuole andare a giocare a salt lake city se può scegliere Miami, Ny, LA ecc...

Probabilmente ridurre il numero delle squadre aiuterebbe, ma non credo sia una via che si vuole percorrere.

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 14:56
by ShadowMosesHR89
Image

:polliceverso:

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 15:00
by Brian_di_Nazareth
Ri-posto anche qua

DECISION TIME: Unrestricted NBA free agent Joel Anthony of UNLV will announce where he will play next season during a 30-minute special on ESPN2 called "A Smaller Decision." Either John Buccigross or Trey Wingo will host.

fonte

:lmao: :lmao: :lmao: :lmao: :sticazzi:

Re: WELCOME TO MIAMI, BIENVENIDO A MIAMI

Posted: 12/07/2010, 15:02
by hispanico82
DNGMRZ wrote: vediamo se stern batte un colpa ma ne dubito.
penso che a lui vada bene la cosa.
Io invece resto convinto che Stern non sia contentissimo di quello che è successo. In un batter d'occhio un mercato come Cleveland è praticamente morto, e diciamo che quello degli Heat, invece, è sempre stato florido a parte alcuni anni bui.

Inoltre, ha visto accasarsi 3 star di una FA particolare come questa nello stesso posto, senza aprire nuovi scenari e senza creare nuove "rivalità", su cui si basa il mercato NBA e sempre si baserà. Inoltre, come ci stiamo ragionando noi, lo sta facendo anche lui e potrebbero farlo anche le franchigie "povere": a Charlotte, a Minnesota, a New Orleans, potrebbero domandarsi se vale la pena di continuare, non avendo una bella città da offrire e rischiando di perdere per questi accordi la propria stella. Ed a quel punto un "ritiro" di una franchigia non sarebbe tanto una bella figura per Stern.

Inoltre io credo che anche lui si renda conto che 30 squadre diluiscono il talento, ma non le diminuisce per il potere economico. Ma, se attualmente possiamo dire che sono forse 5 le squadre che possono puntare all'anello, ciò non fa bene alla diffusione e alla crescita del bacino di utenza dell'NBA.