Hank Luisetti wrote:
La Commissione ritiene che la legislazione italiana non soddisfi gli obblighi imposti dalle norme di concorrenza UE dal momento che introduce restrizioni ingiustificate alla prestazione di servizi di radiotelediffusione e attribuisce vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti.
(“…un chiaro vantaggio, a danno di altre imprese, in particolare di quelle che, come Europa 7, hanno una concessione analogica ma non possono fornire servizi di trasmissioni analogiche terrestri per mancanza di frequenze”.)
Ne consegue una procedura di infrazione contro l’Italia.
Per completezza di informazione questa procedura è stata sospesa( non archivito o chiuso) dopo delibera Agcom.Per finire su questo punto,una corrente di pensiero accomuna l'ultima delibera Agcom alla Mammì...
Ma qui sono d'accordo, io mi riferisco ad una cosa differente! Oggi la situazione non va bene, con l'analogico siamo in una situazione di illegalità.
Sull'analogico non so come essere più chiaro, due reti dovrebbe essere il massimo consentito.
Io parlavo di digitale terrestre, li non capisco come mai ritieni non esserci pluralismo. Tanti canali, limiti ben definiti, frequenze nuove assegnate con gare d'appalto. Certo che Berlusconi parte avvantaggiato, ha già la sua struttura, ma le condizioni per un pluralismo mi pare ci siano. Le condizioni, un vero pluralismo sarà difficile, in quanto non credo ci saranno tanti soggetti pronti a realizzare reti generaliste su tutto il territorio, ma questo non puoi attribuirlo a Silvio.
Le critiche al digitale terrestre infatti quali sono? Che privilegia la televisione alla carta stampata e che somma la raccolta pubblicitaria, ai fini del calcolo dei tetti, di qualsiasi forma di editoria, anzichè restare ad ogni singolo mezzo di comunicazione di massa. Non mi pare ci siano critiche all'assegnazione dei canali digitali, se ci sono non le conosco.
Torno a ripetere che la situazione dell'analogico al contrario non è legittima.
Poi se qualcuno tira in ballo Mammì per altre ragioni non so, specificale.
Hank Luisetti wrote:
è una giustificazione?nel senso, tano ci sono altri casi di soprusi e di azioni sopra la legge allora va bene?...
No, assolutamente no.
Ma spieghiamo meglio.
Tornando alla assegnazione delle frequenze del digitale terrestre, si sono assegnate prima le frequenze a chi già ce le ha, poi se ne assegnaranno altre con bandi, ponendo limiti. Fotografia della situazione esistente, limite del 20% alle frequenze in chiaro, io non vedo soprusi clamorosi. Si tratta di una soluzione che spesso si è adottata in Italia, legata al buon senso, che a volte non ha funzionato, perchè alle volte occorrerebbe progettare per il futuro anzichè mantenere le cose usando il buon senso, ma tant'è.
Differente è la situazione dove la fotografia della situazione esistente deriva dall'ignavia del legislatore, come nel periodo precedente alla Mammì, quando erano almeno 15 anni che era chiara l'esigenza di una legge, e si lascia in essere una situazione contraria alla costituzione, in quanto crea una situazione di violazione delle norme sulla concorrenza e sull'editoria, come allora nella televisione analogica, situazione certificata sia dalla Corte Costituzionale che dalla Unione Europea.
Nel primo caso si può parlare di una legge forse miope, legata alla conservazione ed al buon senso, scarsamente valida per il futuro, se vogliamo a tutela di interessi di parte, ma non di sopruso, nel secondo il termine può essere adeguato.
Confondendo le due situazioni per me ci si allontana dalla possibilità di capire e si finisce in guerra di religione, pro o contro (non che una delle due posizioni la ritenga corretta, non a caso le ho citate entrambe).