Ho sentito anche io Peterson blaterare oggi su SI, per quanto gli si voglia inevitabilmente bene tende a sparare sentenze improbabili sui giocatori che gli piacciono/non gli piacciono. Evidentemente il caso di Melo è tale, perchè perdente non è ( ha vinto il titolo Ncaa con Syracuse, come citato sopra, ma ha anche riportato i Nuggets ai PO dopo tanti anni di buio, fino alla finale di conference): chiaramente Anthony ha dei limiti, se no sarebbe tra i top 3 Nba, podio su cui si posiziona sicuramente per la fase offensiva.
Penso che i problemi attuali della nostra squadra siano diversi e derivanti da problemi di inofrtuni, gestione tattica e probabilmente chimica di squadra. Il primo problema è chiaramente un misto di sfiga e forse cattiva preparazione, il secondo problema riguarda il rapporto fra MDA e la squadra, il terzo problema ci accomuna ad un sacco di squadre, attualmente ( Dallas anyone?), e noi abbiamo l'aggravante che abbiamo rivoltato la squadra per l'ennesima volta in 12 mesi: training camp breve, giocatori non tutti in forma smagliante, emccanismi da rivedere/reinventare.
Io continuo ad essere fiducioso, chiaramente perdere al MSG contro Toronto e soprattutto Charlotte non fa piacere, ma la stagione è appena iniziata, e direi che dopo anni di schiaffi dovremmo avere un minimo di pazienza. Il potenziale per far bene c'è, io storicamente ho simpatia per D'Antoni, e gli darei ancora del tempo.
theref86 wrote: Io personalmente non sono stato un fan della trade che ha portato Melo a Ny, perchè ha sputtanato un progetto tecnico ben definito, con una logica e che stava portando a progressi verso un team competitivo. Sono pure io convinto che il sistema di Mike sia poco flessibile e che lui stesso non valga i mammasantissima della panchina proprio per questa incapacità di adattarsi al tipo di giocatori di cui dispone. Però l'errore non è suo, ma di un management che ha sputtanato la sua scelta affidandogli giocatori non adatti al suo tipo di pensiero.
Sulla parte in grassetto, non la vedo così: l'ho già scritto altre volte, per me il progetto Knicks di Dolan e MDA aveva una sua logica precisa fino al giorno in cui Lebron ha portato il suo talento a South Beach. Eravamo una squadra disegnata per inserire due tori da corsa come James e Stat in un sistema di Run&gun, con un play da corsa ma non necessariamente un terzo fuoriclasse: purtroppo a luglio 2010 ci è saltato il piano A.
Il piano B prevedeva allora Paul come perno del sistema, da accoppiare ad Amar'e ( ormai preso con un massimo salariale, specchietto per le allodole per altri FA importanti). Il problema non da poco è che Paul non era libero sul mercato, ma avremmo dovuto attendere. Idem, sulla carta, Deron Williams, la possibile alternativa.
In tutto questo, rimanevano a roster due giocatori di talento come Gallinari e Chandler, ma il secondo sarebbe già stato FA nell'estate 2011.
Febbraio 2011, finisce la telenovela Anthony-Denver: Melo lo prendiamo noi, dandogli il Gallo, Wilson Chandler e altri.
Motivazione? Hai una superstar sul mercato, vuole giocare con i Knicks, l'affare Paul è rischioso ( e infatti vedi quello che è successo quest'estate.. con che assett avremmo risposto all'offerta delle due squadre di LA? Il Gallo e...???), tanto vale prendere subito un giocatore importante, che ti faccia fare un salto di qualità: anche la pazienza della piazza ha un limite, come reagirebbe il pubblico della Grande Mela se Carmelo, mezzo prodotto locale, erede di Bernard King, finisse ai Nets o altrove?
Per me il progetto tecnico non è stato sputtanato, è saltato da solo nel momento in cui una delle variabili fondamentali ( Lebron) è venuta a mancare.. e il rischio di perdere anche Paul sarebbe stato davvero alto, a fronte della certezza di assicurarsi Melo. Tutto qua.