Non so se quella di ieri sera sia stata la più grande partita che abbia mai visto giocare dalla Juventus. Diciamo che è sicuramente la miglior partita che abbia mai visto giocare dalla Juventus nel XXI sec.

(sono indeciso tra questa e la semifinale di ritorno della Champions 2002/2003, sempre contro il Real).
Difensivamente, una delle partite più perfette a cui abbia mai assistito. E, come giustissimamente ha rimarcato Teo, perfetto soprattutto l'utilizzo delle piramdi difensive e delle diagonali difensive. Siamo una squadra senza regista basso, e con giocatori di quantità in mezzo al campo. Quindi, fondamentalmente, attacchiamo in due modi: o sfruttiamo le fasce o le ripartenze. Ieri sera il piano tattico prevedeva di lasciare l'iniziativa al Real e di attaccare in ripartenza: al proposito, mi piacerebbe spiegare come un'applicazione divina delle piramidi e delle diagonali difensive (ossia due tattiche della difesa a zona) porti benefici offensivi più che difensivi nel contesto di una tattica di gioco che prevede che si attacchi in ripartenza.
La piramide è stata applicata, mercoledì sera, soprattutto dalla linea dei centrocampisti. Infatti, mentre un giocatore, quasi sempre Sissoko, si staccava dalla linea per andare incontro al portatore di palla (non con l'intenzione di attaccare la palla, ma con atteggiamento di temporeggiamento per evitare il dribbling e quindi per evitare che si creasse la superiorità numerica in mezzo al campo per il Real), gli altri tre centrocampisti stavano in linea e circondavano lo spazio intorno al playmaker avversario per ostruire tutte le linee di passaggio. Ora, attaccando in ripartenza, due sono i vantaggi che questo tipo di difesa produce in fase offensiva:
1) essendo un lavoro di copertuta più che di marcatura, comporta meno dispendio energetico. Ed essere meno stanchi quando si riparte significa avere maggior lucidità nelle occasioni in cui ci ritrova palla tra i piedi. Sottolineo questo fatto, che potrebbe sembrare di poca importanza, perché mercoledì sera sono rimasto impressionato soprattutto dalla capacità di concretizzare e di non sprecare quasi mai le non moltissime occasioni avute. Un dato è significativo più di ogni altro, e riguarda il Capitano:
SHOTS: 3 ON TARGET: 2 GOALS:2
2) la piramide, essendo una difesa a zona e non a uomo, non prevede ovviamente la marcatura diretta, ma principalmente il mantenimeto della propria posizione: non si insegue in lungo e in largo il giocatore da marcare, anzi, non si abbandona la prorpia zona di competenza. Quindi, anche in fase di non possesso, la squadra rimane schierata come previsto dal modulo, ossia rimane visibile il 4-4-2. Quindi la difesa a zona è efficacissima per chi attacca con immediate ripartenze, perché non comporta una scomposizione del modulo in fase di non possesso. Quindi, quando si recupera il pallone, non bisogna perdere tempo per ricomporre il modulo, cosa indispensabile per cominciare la manovra. Il modulo non si è scomposto, ma ci si ritrova già schierati secondo un 4-4-2: non serve tempo per riassemblare il modulo, che è rimasto intatto in fase di non possesso, e questo velocizza la ripartenza.
Il fatto poi che fosse proprio la linea dei centrocampisti a eseguire la piramide più che quella dei difensori, significava chiudere le linee di passaggio a chi per il Real impostava in zona di regia bassa. Lo sfortunato di turno si ritrovava dunque con Sissoko che gli si faceva incontro per temporeggiarlo, le linee di passaggio più vicine a rischio, Amauri e Del Piero che lo pressavano come forsennati e con l'opzione del lancio lungo che spesso contro la Juve è sinonimo di palla persa, dato che i nostri centrali difensivi sono molto forti nei contrasti aerei. E ovviamente tutto questo ha posto le condizioni per recuperare molti palloni in zona pericolosissima, vale a dire a ridosso della trequarti avversaria.
Dino, come al solito, ha detto una cosa giustissima: in termini di occasioni per il Real, la sofferenza è stata quasi esclusivamente apparente. In altre parole: il Real è stato molto meno pericoloso di quanto non mostrino gli highlights. Se non altro perché il 90% delle occasioni costruite dal Real proveniva dalla zona del campo in cui noi volevamo mandarli e, quindi, in un certo senso erano controllate. Il 90% delle occasioni per il madrileni è provenuto dalla zona di Drenthe. Quella zona era la cosiddetta zona cieca, ossia lo spazio sul lato debole alle spalle dell'ultimo giocatore che compone la diagonale difensiva. Ma il fatto che si crei quello spazio non coperto, quando si dispone una diagonale difensiva, è fisiologico: è una carenza strutturale della diagonale difensiva, mi verrebbe da dire che si crea automaticamente, nel senso che non è creato né da qualche movimento degli attaccanti avversari né si crea a causa di qualche errore commesso dai difensori. Quindi, quando gli avversari trovano quello spazio, non c'è comunque nulla da imputare ai difensori: i difensori commettono un errore quando gli avversari bucano dal lato forte, vuoi perché l'uomo che va incontro al portatore di palla si è fatto saltare, vuoi perché si sbaglia il fuorigioco, vuoi perché quanche difensore ha omesso di seguire un tagliante. Ma la zona cieca si crea automaticamente e non si può fare nulla per evitare che si crei: quindi, quando gli avversari non sanno che sfruttare la zona cieca, significa che i difensori sono stati impeccabili, perché, se gli avversari non sfondano mai sul lato forte, significa che nessun difensore si è fatto dribblare o ha sbagliato il fuorigioco o ha omesso di seguire un taglio. Inoltre, proprio la Juventus, in virtù delle caratteristiche dei propri centrali difensivi, è una squadra che compensa più di ogni altra i difetti strutturali di queste gometrie della difesa a zona: possiamo permetterci di essere attaccati spesso nella zona cieca e questo perché, a sua volta, possiamo permetterci di subire molti cross in una partita, dato che abbiamo difensori fortissimi nei contrasti aerei.
Ha ragione Shilton: per chi concepisce il calcio diciamo all'italiana (vale a dire il calcio più tattico, fisico e difensivo comparso ad oggi sulla terra), la Juve di quest'anno è la squadra giusta per far salire la libidine. Per chi invece è abituato a vedere partite di calcio spagnolo o sudamericano: vade retro.
Io sto tutta la vita nella prima categoria di persone.
Per chi predilige la prima concezione del gioco del calcio, la partita di mercoledì sera è stata un capolavoro. Io ho sempre difeso Ranieri e l'ho sempre considerato un buon allenatore: ma, se devo essere sincero, in questa partita mi ha sorpreso perché mai avrei creduto che fosse in grado di preparare una partita così perfetta a certi livelli.
Un'ultima cosa: Alessandro Del Piero.