Ciombe wrote:
ti stia scavando la tomba sempre più in profondità così...
1 - Nelson allena da 30 anni, il solo fatto che abbia allenato per così tanto tempo significa che ha avuto sempre estimatori negli ultimi 30 anni o che il suo modo di allenare sia stato buono per addetti ai lavori più capaci di me e te non ti sembra?
2 - hai preso proprio l'esempio che ti condanna. perchè Nelson con 10 sciagiurati più sciagurati dei Lakers ha fatto di sua mano 1 trade e portato talenti ingestibili, anzi, dei reietti, a trovare una quadratura del cerchio e fare uno dei più clamorosi upset della storia della NBA quando i suoi Warriors hanno sbancato i mavericks finalisti uscenti al primo turno.
3 - Ci sono molti altri allenatori che hanno rotazioni ridotte all'osso, Saunders ai Pistons, Riley a Miami, D'Antoni ai Suns, per dire i primi che mi vengono in mente. E' una filosofia di coaching che adottano altri coach, non solo lui.
Quindi un allenatore è competente se vince e incompetente se perde e persevera?
Allora Byron Scott è un grande coach e Larry Brown un mediocre?
Ovviamente non sto nemmeno più a dirti che tipo di squadre ha allenato nelson nella sua carriera, nessuna contender per esempio ti basta?
4 - Forse non hai seguito la NBA nelle ultime annate, ma la coppia Nash-Dirk quello ti dava in attacco te lo toglieva in difesa e già è tanto concedere un casellante, ti immagini 2 (che poi a Dallas negli ultimi anni avevano anche un altro specialista della non difesa come Walker).
E cmq le carriere di Dirk e Nash sono svoltate da quando si sono separati (Per farti capire un altro paradosso ad esempio che 1+1 su un rettangolo di gioco non sempre fa 2), il primo raggiungendo una finale, l'altro andandosi vicino più volte (probabilmente nemmeno con tante colpe).
Con Jackson o Sloan avrebbero vinto un titolo NBA? Due coach più conservatori di Nelson? Di quelli che ho fai a modo mio non non fai, per due giocatori che a Dallas facevo nell'improvvisazione e dell'istinto il fulcro del loro gioco?
In linea di massima concordo, seppur non in tutto.
In primo luogo concordo nel boldato!

Concordo ad esempio su Dallas, tanto per iniziare la squadra della finale era molto simile a quella che aveva Nelson quando fu allontanato, a parte Stackhouse, ma per esempio Harris e Howard, fondamentali, li ha scovati proprio Donnie. Alla fine aveva perso il polso della squadra, c'erano uomini adatti a difendere e si poteva variare ritmi, come in parte fece Johnson, che comunque esagerò con gli isolamenti, ma quella è una squadra la lui costruita pezzo per pezzo, ulteriore testimonianza della sua bravura a costruire le squadre, anche con quello che caccia casa.
Il fatto delle rotazioni corte non mi piace personalmente per niente (come sanno i tifosi dei Suns, che ormai ho deciso di smettere di importunare sul loro topic!) ma ci sono molti coach che le sfruttano, anche vincenti. L'esempio di Riley è calzante; fiftheen strong un par di palle, in campo di andavano quei sei o sette. Quanto ha visto il campo Kapono, ad esempio? Anche i Lakers dello Showtime giocavano in 7/8 massimo.
Che poi una squadra con Nash e Dirk in campo insieme, specie qualche tempo fa, difficilmente poteva vincere tanto mi sembra piuttosto evidente. Prima di tutto i due non avevano la consapevolezza attuale, poi con loro due in campo sarebbero serviti i migliori Rodman, Mutombo e Bowen, nella loro metacampo erano a dir poco casellanti ed in attacco funzionavano bene solo se si correva tanto. Oggi sono meno condizionanti perchè sono maturati con l'età, ma in difesa continuano a non essere mastini.
L'esempio di Nelson nell'anno del secondo turno a spese dei Mavs, come l'esempio dell'anno in cui Kobe e compagni impensierirono i Suns, è l'esempio di quanto importante sia un bravo coach in fase di costruzione della squadra. Si tratta di risultati inspiegabili leggendo bene i nomi dei roster. Cosa avrebbero combinato Riley, Sloan o Jackson con i Mavericks di Nash e Nowitzki è difficile dirlo, probabilmente avrebbero costruito una squadra differente, avrebbero chiesto qualche scambio, ma in parte avrebbero anche adattato il loro stile di gioco. Per fare un esempio, i Lakers attuali giocano un basket molto più veloce ed offensivo di quello del Threepete, i Lakers dello Showtime non sembravano parenti neanche lontani dei Knicks di Starks e Ewing, nonostante il coach fosse sempre Riley. Nash con Sloan lo vedo poco in sintonia, non so se avrebbero legato, ma Dirk sicuramente si, lunghi tiratori, magari leggeri in difesa, Sloan ne ha sempre avuti. Jackson invece credo un modo di convivere l'avrebbe trovato, come è sempre riuscito a fare.
Il discorso Winter che facevi prima, in un altro post, mi trova invece in netto disaccordo, perchè una delle qualità di un coach è anche quella di sapersi costruire un staff valido, composto d gente capace, che sappia colmare le proprie lacune. A mio parere non si può dire che Jackson è un buon coach nonostante debba tanto a Winter, ma è un grande coach anche perchè si è reso conto di aver bisogno di un Winter al fianco ed è riuscito ad averlo sempre ed a dargli le giuste soddisfazioni, non solo economiche. Chi potrebbe oggi imporre a coach Zen un assistente? Quelli che ha se li è voluti lui. Carlesimo agli Spurs, per esempio Thibodeau ai Celtics, per fare degli esempi recenti, sono stati molto importanti nelle vittorie delle rispettive squadre, ma in cosa questo dovrebbe andare a demerito di coach Pop o di Rivers?
Ecco, semmai possiamo dire questo, che finora gente come Jackson, Popovitch, Riley si è dimostrata valida a costruire una squadra, darle una identità e poi guidarla all'assalto di vittorie importanti, anche quando le vittorie non sono arrivate, Nelson, come altri grandi, si è dimostrato ottimo a costruire una squadra, bravissimo a guidarla nella fase di crescita, dandole identità e consapevolezza, non altrettanto bravo quando si è trattato di fare il salto di qualità decisivo per puntare ad un titolo. Quante e quali siano le sue colpe è difficile però dirlo, ad esempio con il run TMC le colpe del mancato salto di qualità credo non siano sue nemmeno in piccola parte, ma siano state dettate da limiti nel roster, a Dallas, dove sperava di avere dividendi più rapidi nella cessione di Nash, forse qualcuna ne ha, ma non moltissime. Francamente non ho idea di quel che avrebbe potuto combinare a Milwakee, quando raggiunse le finali di conference un paio di volte nei primi anni '80, perchè allora sui giornali si seguivano quasi solo le squadre più famose, il televisione lo stesso, le partite trasmesse erano quasi sempre dei Lakers, dei Celtics, dei Sixers, comunque di squadre famose e seguite, e confesso di non averli mai visti all'opera.