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Parlando di Fair Play Finanziario, non si può non chiedersi quali siano le sanzioni previste dalla Uefa in caso del mancato rispetto della normativa. Il Malaga, per esempio, è stata tra le prime squadre a essere punita per non aver ripianato il debito in tempo utile. Ma quali sono, in che termini e modalità verranno fatte rispettare le sanzioni previste, lo abbiamo chiesto a Paolo Ciabattini, esperto di calcio business e autore del libro "Vincere col Fair Play Finanziario", che, in esclusiva a SportMediaset.it, ha parlato anche di alcune novità.
Parlando del Psg ha espresso perplessità su un'eventuale mancanza di sanzioni nei confronti del club. A proposito di sanzioni, si dice sia stata aggiunta anche quella che prevede la revoca di un titolo o di un premio. Si riferisce forse al PSG?
"In effetti le misure disciplinari dovrebbero essere diventate 9. In ordine di gravità sono: l’avvertimento, la nota di biasimo, la multa, la penalizzazione di punti, il blocco dei premi provenienti da competizioni UEFA, il blocco del mercato calciatori riguardo competizioni UEFA, la limitazione del numero di giocatori che il club può registrare per la partecipazione a competizioni della UEFA, la squalifica dalla competizione in corso e/o l’esclusione da future competizioni e infine la revoca di un titolo o di un premio. Credo che l’ultima, la revoca di un titolo potrebbe riguardare il PSG nel caso io ritengo davvero molto remoto che dovesse vincere la Champions in questa stagione o nella prossima. Il ritiro del premio in denaro invece, non dovrebbe essere un grosso problema per gli sceicchi".
Lei prima ha accennato al Malaga. Non crede che la sanzione afflittagli sia stata fin troppo pesante? Che ripercussioni potrebbe avere sull’atteggiamento dei club rispetto alla normativa del FPF?
"In effetti il Malaga, di proprietà di uno sceicco stanco di pagare e di conseguenza molto indebitato, aveva previsto un piano di rientro già in parte realizzato con una serie di cessioni illustri come quella di Cazorla all’Arsenal avvenute nel corso del calciomercato estivo. Non ha rispettato alcune scadenze, ma si stava seriamente impegnando a farlo. L’anno di squalifica dalle competizioni europee nella prima delle prossime 4 stagioni in cui si qualificherà mi sembra una sanzione molto pesante e addirittura troppo vincolante anche per la UEFA che si troverebbe costretta a comminare sanzioni ancora maggiori nel caso di colpe più gravi. Io credo che il ricorso del Malaga al CAS, abbia buone possibilità che la sanzione venga ridotta ad un’esclusione con la sospensiva. L’atteggiamento dei club rispetto alla normativa diventerà secondo me ancora più rispettoso.Non partecipare alla Champions significa, ora che i diritti distribuiti dalla UEFA sono pure aumentati, perdere dai 30 nel caso di eliminazione nel girone ai 100 e oltre milioni di ricavi. Può significare anni di purgatorio a causa di ridottissime risorse da investire sul mercato".
L’UEFA ha fatto sapere che, per quanto riguarda le sanzioni, qualora il criterio del break-even requirement non venga rispettato, ma sia dimostrato che la società ha concretamente iniziato un percorso di miglioramento, le sanzioni non saranno automatiche e potranno essere mitigate e/o sospese. Può spiegarci meglio questo aspetto?
"Credo o meglio spero che la UEFA intenda dire che a parità di scostamenti rispetto alla massima deviazione consentita di 45 milioni verranno sicuramente “premiati” o meglio sanzionati più benevolmente i club che avranno fatto registrare un trend positivo. Dare lo stesso peso al trend ed alle perdite di bilancio oltre che non in linea con quanto contenuto nella normativa sarebbe profondamente ingiusto verso i club più meritevoli che hanno messo in atto fin da subito azioni correttive ed efficaci, come ad esempio il Milan. Migliorare il trend è molto facile se si parte da 225 milioni di perdita come il Manchester City nel 2011. Peggiorare è praticamente impossibile. Viceversa, bilanci in pareggio, possono facilmente deviare verso una perdita anche significativa in conseguenza ad esempio di una mancata qualificazione o di una precoce eliminazione dalla Champions. I margini di discrezionalità che la UEFA si è tenuta almeno inizialmente in termini di sanzioni rispetto alle inosservanze della normativa sono elevatissimi. Ha senso nel momento in cui l’obiettivo è aiutare i club ad intraprendere il giusto cammino sempre però tutelando tutti. Sarebbe clamorosamente ingiusto non sanzionare il Manchester City per la competizione 2014-2015 soltanto perché ha ridotto la clamorosa perdita registrata nel 2011 pari a 225 milioni ad una sempre altissima di 100 milioni. Le squadre che faranno registrare una perdita aggregata nel biennio 2012-2013 superiore ai 45 milioni consentiti, dovranno essere sanzionate in maniera commisurata ai vantaggi competitivi che avranno potuto avere nelle stagioni 2012-2013-2014, grazie ai soldi spesi in più. Tre stagioni sono tante. Il costo a stagione di un top player, definizione abusata in questi ultimi anni, ma che comunque sottintende il riferimento ad uno di quei giocatori che fa la differenza, che è costato 30 milioni, che guadagna 6 milioni netti con un contratto di 5 anni, è di 18 milioni di euro all’anno circa. I club che hanno uno scostamento di 60 milioni rispetto alla massima deviazione consentita, vale a dire una perdita aggregata sul biennio di 105 milioni contro i 45 consentiti, possono permettersi l’equivalente di 2 top player in più a stagione. E’ evidente che tale scostamento genera un notevole vantaggio competitivo. La UEFA dovrà riequilibrare il tutto con sanzioni appropriate. Il trend positivo, cioè la riduzione delle perdite è importante, ma le cifre, vale a dire lo scostamento rispetto alla deviazione dovranno esserlo molto di più".
p.s. sarebbe forse utile aprire un thread che si parli di fair play finanziario, aspetti economici o similari...
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)