ShOwmeHOw2play wrote:
Beh, qui in realtà si sta parlando di altro... hai tirato fuori il fatto che si sarebbe dovuto vedere anche come era stata construita la squadra e hai parlato dell'acquisto di Emerson. Io ho semplicemente detto che anche in serie C, al Milan, alla Roma e al canicattì le squadre si costruiscono anche giocando su queste cose..
Sbagliato? Sicuramente molto sulla linea tra il lecito e l'illecito, ma se tutte le squadre son state costruite così mi pare un po' fuori luogo fare quella precisazione.. solo questo.
Ma si, è prassi, l'Inter lo stesso lavoro che Moggi aveva fatto con Ibra lo fece un paio di stagioni fa con Hleb, facendo incazzare, e parecchio, Wenger, che voleva denunciarli alla FIFA. La stessa cosa sempre l'Inter la fece con Cassetti mi pare, che proprio in quegli anni incriminati disse, verbalizzato al processo GEA, che quando giocava per il Lecce era stato invitato in sede a Milano subendo pressioni per trovare un accordo con i nerazzurri quando era ancora sotto contratto con il Lecce.
Solo che in questi due episodi non c'era il nome Juve, quindi hanno perso appeal e sono stati dimenticati.
A.F.D.U.I. President wrote:
No spetta io dico che molte squadre probabilmente usano aizzare i giocatori contro le società.
Se uno,grazie ai suoi legami, mi viene a dire che o gli vendo uno dei centrocampisti più forti al mondo o mi attivo per far si che non riceva soldi dal satellite è ben altra cosa.
Di lecito c'è ben poco,altro che "sulla linea". :D
Comunque guarda, dimmi tutto quello che vuoi ma non che siamo od eravamo immanicati con Sky perchè ci hanno massacrato tanto e forse più degli altri nel 2006.
Il comportamento di cui sopra è stato vergognoso, ok, ma in un mondo dove 6 delle sette sorelle sopravvivevano tra plusvalenze, fidejussioni false e soldi degli azionisti di società quotate in borsa che di fatto hanno mandato in rovina milioni di famiglie non so alla fine chi si salva e chi conviene buttare giù dalla torre.
Dicendo tutti (buttare dalla torre), per un motivo o per l'altro, penso di non sbagliare.