Jakala wrote:
Studi seri hanno dimostrato che la pirateria aiuta a diffondere la cultura e gusti non mainstream, pensa solo al cinema orientale che difficilmente ha accesso alle sale italiane.
senza dimenticare che chi pirata tanto vuol dire che ha molti interessi, e quindi compra anche tanto: ma se non piratasse, comprerebbe meno, per pura e semplice questione economica. chi compra poco, non è un appassionato, e quindi pirata anche poco: ma se non piratasse non cambierebbe molto.
mi spiego meglio:
non credo che esistano molte persone che guardano 5 film alla settimana ma SOLO scaricati e non vanno mai al cinema, o ascoltano 5 nuovi cd alla settimana ma SOLO piratati senza mai comprare nulla.
se "consumi" una grande quantità di qualcosa vuol dire che sei un appassionato di quel qualcosa, e quindi inevitabilmente finirai per spenderci parecchi soldi a prescindere.
io ad esempio amo il cinema, e generalmente guardo 2-3 film al cinema ogni mese, ne compro 2-3 in dvd o blu-ray, e ne "pesco" 15-20 altri.
ma se non ci fossero i torrenti e i muli, non è che andrei al cinema 15 volte al mese e/o comprerei 15 dvd al mese, per il semplice fatto che per un film che mi stuzzica ma su cui non sono totalmente convinto non ho voglia di spendere 15-20 euro tra cinema, cena, parcheggio, varie ed eventuali: se posso guardarlo "al mio prezzo" (cit) lo guardo, altrimenti non lo guardo proprio. e se da "mi stuzzica" diventa "lo adoro", SICURAMENTE lo vado a vedere poi al cinema. idem per quanto riguarda i libri.
e nel complesso non solo non ho alcun senso di colpa in questo mio meccanismo (che molti di voi ritroveranno nei fumetti, nella musica e quant'altro), ma mi sento di contribuire maggiormente all'industria del settore rispetto all'italiano medio, che magari non pirata niente (perché non è capace) ma va al cinema ogni sei mesi (un cinepanettone a natale e uno ad agosto) e legge un libro ogni due anni. io posso anche "piratare" il 60-70% di quello che leggo o guardo, ma nel restante 30-40% investo nel settore tanti soldi quanto 10-20 italiani medi, senza dubbio.
se il settore è in crisi il problema non sta certo qui.