Emmanuelle wrote:
Marcare male vuol dire che si sta facendo arrabbiare qualcuno...
Ok, grazie.
Emmanuelle wrote:
Si', e' vero, non l'ho visto
Eh eh, A Sherlock Dazed non la si fa.
Emmanuelle wrote:
ma mi e' stato raccontato da due persone: una invasata di cinema horror e l'altra invasata di buon cinema. Curiosamente questa me ne ha parlato molto bene. Ma io sono molto resistente ai film di questo genere.
Sì sì, è un tuo diritto. Non sono film che devono obbligatoriamente piacere a tutti. Insomma, non si parla di capolavori irrinunciabili della cinematografia mondiale. Semplicemente si parla di due film abbastanza estremi che possono essere apprezzati pienamente solo da una fetta abbastanza esigua di pubblico.
Però toglimi una curiosità... La persona invasata di buon cinema te ne ha parlato molto bene (ottimo

) e invece come te ne ha parlato quella invasata di cinema horror?
Contropelo wrote:
Prima di tutto la troppa violenza che evidentemente in molti avvertiamo non è che non c'è perchè ci sono (o ci sono stati) film molto più violenti. La normalità è il metro di paragone. E un bagno di sangue non è normale, è troppo violento, punto e basta.
Troppo violento? Per un film horror?
Forse troppo violento per i film "horror" patinati che hollywood propone al grande pubblico.
E comunque non è certo frutto della mente "malata" di Roth: è un episodio basato su un personaggio a metà fra storia e leggenda, ovvero la mitica Elizabeth Bathory, vissuta nel '500 in Transilvania.
Contropelo wrote:
Mi dispiace che il post precedente mi abbia fatto sembrare superficiale. Ma è proprio per un'analisi opposta che mi faccio delle domande su questi film. Mi chiedo: qual è il significato di tutta questa violenza? E poi: perchè non dovrebbero essere malati, registi come Eli Roth? E' sano un bagno di sangue, un pene mozzato? Che minghia mi significa? Se non sono malati questi registi, sarò malato io, che queste cose nemmeno le potrei immaginare. Toh, quante cose si imparano.
Cito da MyMovies.it:
La componente psicologica degli aguzzini - che nel primo capitolo veniva appena abbozzata con la richiesta di un cliente di torturare chi non parlasse la sua lingua - è messa in risalto attraverso il comportamento dei due ricchi americani - Stuart (Roger Bart) e Todd (Richard Burgi) - che giungono in terra slovacca assetati di trasgressione. Anche il messaggio del regista è più chiaro nel suo tentativo di affrontare il lato oscuro del capitalismo: "chi ha più soldi degli altri decide chi vive e chi muore".
Componente psicologica? Il messaggio del regista? Ma dove? E meno male che nel primo capitolo l'introspezione psicologica era appena abbozzata!
E quando dei fan dello splatter mi vengono a dire della "denuncia della pochezza della società"... Per favore, la verità è che i contenuti non ci sono (almeno nei film che ho visto, e non voglio vederne più) e si da la colpa (stranamente!) al sistema.
Su questo sono d'accordo con te.
Ma partiamo da due presupposti completamente diversi.
Non sta scritto da nessuna parte che un film deve per forza avere un messaggio. Per come la vedo io, l'ho scritto anche poco sopra, molti film horror non hanno un messaggio (ovviamente escludo da questi fin da subito i capolavori di Romero, decisamente e apertamente schierati nella loro feroce critica sociale).
I due film di Eli Roth hanno indubbiamente un messaggio (vedi appunto quello che hai quotato dal link su mymovies) ma a mio avviso passa abbastanza in secondo piano. Diciamo che lo scopo principale al quale punta il regista è shockare e divertire, e in questo non si può negare che sia riuscito pienamente.