Gas wrote:
parlando di kobe.... che lui è egocentrico e sta antipatico a molti...
ma mj quando era air era amato da tutti? non mi sembra, anche se non ero in età per giudicare, ero piccolo allora.
il discorso, visto da qualcuno che ha vissuto entrambe le epopee e che, prettamente per questioni di tifo, non nutriva grandi simpatie per mj e non le nutre per kobe, mi sembra su due livelli diversi.
è vero che anche jordan, soprattutto ad inizio carriera prima che divenisse un intoccabile, a volte ha avuto le sue brave critiche perchè tirava troppo, perchè segnava tanto, eccetera... ma i percorsi quasi inversi compiuti da due players portano comunque a mettere le due situazioni su piani diversi.
mj è arrivato in nba in punta di piedi. bravo per carità, ma nessuno in una lega tutta presa dallo scontro titanico magic-bird, pensava potesse diventare jordan.
bryant arriva in nba già con la nomea del prescelto. è costruito fin dalla più tenera età per diventare il numero uno. tutto intorno a lui.
mj finisce in una delle squadre più scarse della lega, ma la prende come una sfida.
kobe quando gli viene ventilata la prospettiva di giocare nel new jersey, minaccia di andare a giocare in europa. finisce gioco forza ai lakers, squadra che per tradizione non rimane a lungo senza vincere un titolo o comunque senza essere competitiva.
mj rimane per 7 anni senza vincere un anello. soffre questa mancanza di vittoria, arriva a tagliarsi lo stipendio pur di potersi contornare da giocatori di livello assoluto, li richiede, li vuole fortemente, tanto sa per certo che il leader della squadra sarà in ogni caso lui.
kobe fa quasi il percorso inverso. vince quasi da subito ma per contro non è il numero 1 e al contrario di jordan soffre non la mancanza di un titolo, ma il suo non essere il leader della squadra. e questo lo porta comunque ad avere atteggiamenti che non sono stati esenti da critiche (ora indipendentemente da come si sia conclusa la vicenda shaq/kobe).
quando shaq era rotto, kobe si ritrovava a strafare per dimostrare di poter essere il leader. quanti si ricordano qual era il record dei lakers campioni in carica nelle prime 12 partite della stagione 2002-03 con shaq rotto? e le percentuali dal campo di kobe in quell'arco di partite? giusto per la cronaca, la risposta alla prima domanda è 3 vittorie, 9 sconfitte. la risposta alla seconda si aggira intorno al 30%.
e quanti si ricordano lo sciopero del tiro? chamberlain aveva certi atteggiamenti! e pur essendo stato la più devastante macchina da canestro nella storia del gioco, è stato sepolto vivo dalle critiche, dai giornali, dai tifosi.
e la serie di quarantelli che per non essere interrotta ha procurato parecchi patemi ai lakers? chi si ricorda la partita con i sonics?
queste sono cose che negli states da sempre lasciano il segno e che spesso hanno tracciato il solco fra un fenomeno ed un campione vero.
e quando al di là dell'oceano ti segnano con un epiteto, poi scrollarselo di dosso diventa dura!
bryant ci sta riuscendo, ci è riuscito. ma negare gli errori passati significa, come ho scritto in un altro post, non essere obbiettivi oppure non essere stati attenti.
così come accomunare l'antipatia che sucitava un mj con quella di kobe.
il primo era antipatico/odiato a molti perchè ad un certo punto ha iniziato a vincere e vincere e vincere. e chi vince alla lunga risulta sempre antipatico. l'nba ruotava tutto attorno a lui. non si muoveva foglia senza che lui non avesse detto la sua. ma il suo gioco, la sua evoluzione cestistica, le tappe percorse, non potevano comunque non essere ammirate. basti chiedere a qualsiasi tifoso dei knicks/pistons/pacers/jazz o qualsiasi altra squadra.
per kobe il discorso è diverso. le sue tappe, la sua evoluzione non sono state esenti da critiche.
probabilmente la differenza sta nel fatto che uno aveva fatto il college arrivando al taglio della retina e probabilmente era arrivato nella lega più maturo, più pronto! probabilmente l'aver patito la mancanza di vittorie gli aveva fatto capire prima cosa servisse nella lega per vincere.
l'altro è arrivato indubbiamente meno pronto. si è trovato (anche per sua volontà principale) catapultato in una squadra da titolo con uno dei centri più forti di sempre e quindi certi passaggi li ha colti dopo, rimanendo vittima di alcuni errori.
poi per carità, io sono stato il primo a dire, che oggi kobe è un giocatore diverso, più maturo, che ha meritato pienamente l'mvp, che punta a cose più importanti che non siano i record individuali, i trofei.