Gerry Donato wrote:Il fallimento di Taiwo è scritto nella sua stessa storia: mi citate anche solo un giocatore di scuola africana che è riuscito ad imporsi ai massimi livelli come difensore in Europa?
Tourè a parte (comunque ben lontano dal vertice assoluto), chi è stato fino ai 20 anni in Africa non diventa mai un difensore credibile a causa di limiti strutturali poco recuperabili che FM riassumerebbe con "qualità mentali", dalla posizione alla concentrazione.
Che me ne faccio di un fenomeno muscolare se non sa fare la diagonale?
Che poi è il motivo per cui secondo me il calcio africano si è bruciato tra il 1990 ed i nostri anni la possibilità di far valere la superiorità fisica nei confronti di europei ed americani. Ora coi nuovi mezzi di preparazione il gap si è colmato, ed infatti le africane stanno regredendo fallendo persino Sudafrica 2010.
A meno di un altro miracolo di Tassotti, secondo me Taiwo va provato a centrocampo, alla Desailly - Van Bommel - Song - Yaya Tourè per capirci.
Sui discorso hai pienamente ragione, non a caso quei difensori africani forti (qualcuno ce n'è) sono praticamente tutti giocatori che da ragazzini sono venuti a giocare in Europa, come quel Desailly che hai citato. Per fare un nome a caso, l'ottimo Benatia, ad esempio, è andato in Francia da adolescente.
Premesso ciò, la trasformazione di Taiwo in centrocampista mi pare difficile, almeno al Milan, dato che centrocampisti di fascia nel Milan non ne vengono impiegati e lui non mi pare abbia la visione di gioco per fare la mezz'ala.
Infine il fallimento non era affatto scontato, o meglio, era scontato (col senno di poi, prima non lo conoscevo certo al punto di immaginare la sua resa) se tornavamo con la memoria non solo a Cafù (evito paragoni blasfemi che nessuno oggi al mondo reggerebbe), ma anche a Pancaro e Khaladze, non certo fulmini di guerra ma molto attenti in fase difensiva.
Ricordiamoci anche però che negli ultimi anni a sinistra abbiamo avuto uno Zambrotta, che a volte ha lampi del campione che fu ma in genere mostra ormai una condizione atletica da dipendente del catasto, e poi gente come Jankulowski ed Antonini, non è che le diagonali difensive siano state la specialità della casa a sinistra.
Per le critiche, come sempre sono fiducioso di allenatori che vedono i giocatori continuamente, mi secco solo quando la panca a vita spetta ad un giovane che potrebbe essere sviluppato e da cui si potrebbe tirar fuori qualche cosa di buono.