Hobbit83 wrote:
E qui per me ti sbagli. I processi non si fanno sui giornali ma in aula.
Se si limitano le intercettazioni non si fanno i processi (ovviamente semplifico all'estremo), se non le si pubblica al massimo non si sputtana una persona.
Che poi questi si meriti o meno di essere sputtanato non è una cosa che si può decidere per legge, quindi nel dubbio è meglio garantire l'individuo; pure se questo, in un sistema come quello italiano, rischia di creare impunità e intrallazzi.
Niente mi toglie dalla testa, infatti, che la "fuga" delle intercettazioni di Bertolaso sia scaturita dall' "emergenza" di fermare la cosiddetta "Protezione Civile SPA". Diciamo che il fine lo posso condividere, ma i mezzi sono stati assolutamente sbagliati.
Faccio un esempio che tanto piace: prima del maxiprocesso di Palermo Falcone e Borsellino fecero trapelare pochissime notizie, quasi nulla, e ci furono molte sentenze ci colpevolezza che nemmeno Carnevale riuscì a fermare.
Di Bertolaso ora sappiamo che tipo di preservativo usava, ma dato che si è dato tutto in pasto alla stampa subito prima di fare i riscontri non c'è possibilità che su quel fatto si arrivi a sentenza. Nessuna. Quindi o abbiamo sputtanato un innocente o abbiamo permesso ad un colpevole di farla franca, di sicuro non è stato reso un servizio alla collettività, che anzi è stata colpita e danneggiata da gente che ora vuol farsi passare per garante della popolazione che ha invece danneggiato.
margheritoni10 wrote:
Io credo che il problema fosse semplicemente uno e legato all'etica di chi fa informazione. I testi sbobinati è giusto che per legge siano pubblici e depositati in un tribunale, serve alla difesa per avere un quadro dettagliato del procedimento, per la strategia difensiva, etc... il problema è poi come e quanto viene utlizzato di quel materiale. Su questo tema credo fosse giusto discutere ed eventualmente legiferare (Es: tagliere tutto ciò che non è penalmente rilevante, il gossip puro, tagliare i nomi delle Francesche di questo mondo o di chi non ricopre cariche pubbliche, etc...). Mi rendo conto sia difficile trovare un punto di equilibrio perchè le eccezioni potrebbero essere moltissime, ma in un pease normale si dovrebbe discutere di questo. Invece sti quattro suini, partendo da questo, sono passati con il lanciafiamme su tutto, creando un ddl che praticamente occulta sotto il cappello della privacy (di sto cazzo...) ogni possibilità di utilizzo efficace dello strumento.. praticamente un sigillo sulla possibilità di renderci almeno informati su gran parte della merda che affoga sto paese. Oh, se poi la gente è disponibile a barattare la libertà di sapere in nome della privacy (di sto cazzo...)... fanculo alla gente. E forza stato estero a caso, invadici al più presto.
Mi preparavo ad un post lunghissimo, ma perchè, quando Margheritoni l'ha già scritto in modo più breve e piacevole di quanto avrei fatto io?
Il risultato è che stanno litigando un gruppo di gente che di fatto pensa di attaccare la maggioranza sfruttando il pettegolezzo, lo sputtanamento ed i vari buchi della serratura, a costo di mandare a puttane un sistema giudiziario già compromesso, ed una maggioranza che semplicemente vuole evitare che chiunque possa verificare ciò che sta facendo, in qualunque modo, a costo di compromettere le indagini anche su altri settori. Non accenno nemmeno all'informazione perchè in quell'aspetto le cose sono ancora peggiori. Almeno questo emerge dalla discussione attuale.
Con qualche politico capace ed onesto si potrebbe ancora arrivare ad un accordo ed una buona legge, ma fra i Robespierre ed i Peron non vedo alcun margine per l'intelligenza.