Jakala wrote:
Io non metto in bocca niente, faccio notare in maniera pedante questa ipocrisia che mentre da un lato si accusa un politico di una nefandezza, non si applica lo stesso concetto a chi usa le stesse furbizie.
E assisto a dei balletti dialettici quando lo faccio notare.
Io personalmente sono per l'abolizione degli esami di stato o le cose le sai fare e un esame di stato che lo certifichi è inutile o non le sai fare e avere un'abilitazione farlocca non serve a migliorare le situzioni.
E si eviterebbero situazioni ambigue o furbizie di bassa lega.
Jakala... boh, credevo di essere chiaro.
Se Mario nasce a Reggio Calabria e lì cresce... lavorava la sera in un pub per pagarsi l'università, vorrebbe frequentarla a Milano ma già fatica a starci dentro così, deve quindi abbandonare il suo sogno e rassegnarsi a studiare nella sua città.
Mario però è un ragazzo intelligente, VUOLE diventare il Re del Foro e per questo studia 16 ore al giorno.
Termina l'università col massimo dei voti, fa l'esame di abilitazione nella sua città e lo passa senza problemi.
Ora... un ragazzo del genere sarebbe da mettere sullo stesso piano di chi nasce, vive e studia al nord e poi si trasferisce giù GUARDA CASO per fare un esame di stato, sapendo che statisticamente ci sono il triplo delle possibilità di passare?
Ripeto... se per te è così ok.
Per me non si possono mettere sullo stesso piano le cose.
Che poi la Gelmini non sia l'unica in Italia a fare una cosa del genere è fuor di dubbio. Ma questo non significa nemmeno che TUTTI coloro i quali fanno l'esame abilitativo a Reggio Calabria siano incompetenti che lo fanno lì perché sanno che in altre parti d'Italia non passerebbero.
(Poi se la tua idea è che chi lo fa lì è per forza di cose un inetto che vuole sfruttare lo stesso fattore sfruttato dalla Gelmini ok... punti di vista).
The goat wrote:
Veramente io con te avevo intrapreso altri fili di discussione (anche perchè questo non è il topic della riforma della scuola, ma il topic della politica in generale).
il primo filo riguardante pericoli di dittatura in Italia è andato perdendosi nel momento in cui hai detto di non voler parlare con qualcuno borioso, che ti dà dell'ignorante e mi può star bene.
Il secondo riguardante la finanziara del governo Berlusconi e del governo Dini, che io avevo preso solo a mò di esempio e su cui tu ti sei lanciato in una filippica didascalica, si è perso perchè in un post serio (in cui ti spiegavo perchè secondo il mio punto di vista, la tua filippica fosse molto parziale, oltre che inesatta) hai scorto due righe ironiche.
Fai prima a dire di non voler parlare quando trovi un contradditorio. O di non voler parlare con me. Mica mi offendo...
Il primo filo penso si sia esaurito quando ti ho spiegato che la vedevo come Spree e che il mio parallelismo non voleva portare ad evincere che io abbia paura di una dittatura in stile mussoliniano, ma che rivedo in molte cose delle situazioni che sono vagamente comparabili con le situazioni che si vissero prima del ventennio.
Almeno, dopo questa mia precisazione non ho più letto (mi sarà scappato, non so... non credo) una tua risposta in merito. Quindi pensavo che il discorso si fosse esaurito lì.
Ma se hai altro da dire fallo pure, invece di continuare la tua invettiva riguardo al fatto che io mi tirerei indietro davanti ad un contraddittorio.
Sulla questione del primo governo Berlusconi non c'è molto da dire.
Almeno, si è detto tutto.
Tu hai parlato di come i sindacati si mossero nei confronti di Berlusconi, io ho semplicemente aggiunto che, però, il governo lo fece cadere la Lega (come a dire che nonostante tutto quel governo con un pizzico di malizia in più li avrebbe governati tranquillo i 5 anni), e che la finanziaria Dini fu addirittura più leggera di quella Berlusconi (il quale però ebbe il demerito dei succitati condoni fiscali per allargare il gettito, invece che una vera lotta all'evasione).
Tu a queste cose (che per altro davano almeno parzialmente ragione a te :D) invece di rispondere nel merito le hai liquidate dandomi del professorino.
Guarda un po'... come al solito riducendoti all'attacco personale.
Contro di te non ho nulla.
Come detto semplicemente alla lunga mi stufa questo modo di portare avanti un discorso.
Tu saresti (a meno che tu non lo sia già) un ottimo politico, comunque.
Almeno, come modi di fare ti inseriresti perfettamente nel teatrino della nostra politica attuale.