Si, comunque sentenza molto, molto, strana.A.F.D.U.I. President wrote: Anche perchè se la sentenza verrà confermata negli altri gradi di giudizio,sarà in carcere(anche se con il sistema italiano attuale,dubito che si faccia un solo giorno).
Penso che un tantino gli interessa.
A quanto pare, da cosa emerge dagli organi di stampa, che come al solito sanno le motivazioni prima che queste vengano divulgate, la condanna sarebbe dovuta alla telefonata relativa a Brescia-Udinese, quella del famoso "se l'arbitro è furbo li, gli dimezza mezza Udinese" e ad altre due partite in cui avrebbe influenzato i sorteggi arbitrali.
Nel dettaglio:
- una telefonata che i media fin dal 2006 danno come fatta prima della partita quando dai verbali delle intercettazioni si nota che è successiva... :sbadat:
- una partita preceduta da una serie di telefonate tra Moggi e Giraudo dove si parla di Milan e di errori pro rossoneri, senza accusare nessuno ma con classici discorsi da bar sport, da un incontro con Pairetto e da uno con la Fazi, fino alle fantomatiche griglie, dove, udite, udite, alla fine della fiera non viene assegnato alla partita l'arbitro e i guardialinee previsti da Moggi. Eppure se non sbaglio c'era quella bella ricostruzione del 2006 in cui le griglie sembravano così uguali. :sbadat:Udinese-Brescia del 26 settembre 2004 arbitrata da Dattilo.
Già famosa come una delle più celebri bufale di Calciopoli, archiviata come tale anche dalla sentenza sandulliana. La partita, precedente all'incontro Udinese-Juventus, è parte del ciclo delle ammonizioni mirate, una teoria che, come sta agli atti, ha come primo esponente il disinteressatissimo addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani.
Interessante tra l'altro perché, meno di un mese fa, il guardalinee Babini, cui l'amico Meani aveva chiesto di verificare attraverso dati statistici questo teorema, testimoniava davanti al Tribunale di Napoli, nel corso del processo principale, l'incoerenza di tale bislacca teoria.
L'arbitro Dattilo aveva in questa partita espulso il terzino ceco Jankulovski e ammonito Pinzi, Muntari e Di Michele. Il tutto, secondo gli inquirenti, in maniera fraudolenta, tanto che, addirittura, lo si riportava nelle richieste di rinvio a giudizio.
Peccato che i tre giocatori ammoniti non fossero diffidati e giocarono contro la Juve!
Quanto a Jankulovski, tutti gli appassionati di calcio ricordano la mega-rissa scatenatasi negli ultimi minuti della partita, allorquando il bresciano Mannini insaccò nella porta udinese il 2-1 finale, nonostante il portiere friulano De Sanctis giacesse infortunato a terra. Jankulovski fu espulso fraudolentemente, secondo i Pm. Tanto fraudolentemente che sferrò un cazzotto a un avversario. Tanto fraudolentemente che il tutto avvenne su segnalazione del guardalinee, a cui non viene imputato assolutamente nulla.
Dattilo avrebbe, ad ogni modo, davvero potuto espellere metà squadra, ma non lo fece.
Ecco: questa stessa considerazione venne fatta da Giraudo al telefono con Moggi al termine della partita. "Se è sveglio gli fa fuori mezza squadra..."
Figurarsi addirittura che alcuni mezzi di informazione, nella fase iniziale di Calciopoli, scrissero, errore o frode?, che questa telefonata era avvenuta il sabato, ossia prima della partita!
Una considerazione, quella di Giraudo che, per quanto maliziosa, non può essere base di alcuna frode, di nessun accordo, anzi al massimo ne costituisce l'esatta negazione.
Questo è il primo caso di frode sportiva per cui un Tribunale della Repubblica ha condannato Antonio Giraudo. Una barzelletta fino a ieri, per tutti, anche per i più incalliti antijuventini.
-una partita che nei verbali dell'accusa è stata ritenuta fraudolenta facendo riferimenti ai commenti post match comparsi sul sito della squadra avversaria; errori da ambo le parti per Dondarini, lo stesso arbitro che Moggi dice di sapere già quando sente, al venerdì mi pare, la segretaria della Juve. Telefonata diventata famosa ai tempi per il "Ma come? Lo sa già?" pronunciato in tono scherzoso dalla segretaria quando apprende dal DG bianconero che era già a conoscenza del nome del direttore di gara; telefonata che, per dovere di cronaca, al processo di Napoli è stata tirata in ballo. L'ora della stessa era, stando ai verbali, all'incirca le 12:00, in una dichiarazione spontanea, supportata dagli stessi verbali delle intercettazioni, Moggi fa notare, in aula, come quella stessa mattina in una telefonata delle 11.30 Meani sapesse chi arbitrava Milan, Inter e Juve. Alle 11.40 addirittura sarebbe arrivato un fax con gli stessi arbitri anche nella sede dell'Inter, stando alla deposizione precedente di Manfredi Martino, che prima inguaia tutti con il sorteggio arbitrale truccato a forza di colpi di tosse e strannuti, e poi dice che era prassi mandare fax anche prima dell'ora prevista con i nomi degli arbitri. :gazza:Juventus-Udinese del 13 febbraio 2005 arbitrata da Rodomonti.
In questo caso, il reato di frode sportiva attribuito a Giraudo appare ancora più incredibile, stando agli atti.
La partita, terminata 2-1 per la Juve, segue un periodo di due sconfitte consecutive per la Juventus che si trovava allora a sole due lunghezze di vantaggio dal Milan. Un Milan che, soprattutto nell'ultima circostanza, nel match con la Lazio, sembrava aver avuto un occhio di riguardo da parte della classe arbitrale. In particolare nell'ultima occasione era apparsa clamorosa agli occhi della dirigenza juventina la mancata espulsione del difensore olandese dei rossoneri Stam da parte dell'arbitro torinese Rosetti.
Giustificata o no, la dirigenza juventina credeva, come desumibile dalle intercettazioni, di essere in una posizione di debolezza nei confronti del suo avversario per lo scudetto, in quanto ad arbitraggi corretti, e si attrezzava per protestare con i dirigenti arbitrali, un atteggiamento legittimo e affatto impedito dai regolamenti.
Come compare Giraudo in tutto ciò? Come interlocutore di Moggi.
Insieme decidono di organizzare una cena con Pairetto per potergli rappresentare i problemi; tanto più che un colloquio tra Luciano Moggi e Maria Grazia Fazi convince il ds juventino che il designatore piemontese stia giocando sporco a favore del Milan. Questo è: la Juve vuole un trattamento equo. Questo si dicono Moggi e Giraudo nelle telefonate, al di là delle interpretazioni dei pm, e ora del giudice.
Leggiamole queste frasi "sospette" tra i due: "Dobbiamo anche prendere l'altro ambiente (nella telefonata, infatti, la primaria preoccupazione dei due è lo spogliatoio e la squadra, esprimendo chiara convinzione che solo con una squadra più forte si vince, ndr) e quelli che sembrano degli amici ma, oramai, non ci danno più niente...". L'altro ambiente può essere sia quello politico-federale che quello arbitrale; ma anche nel secondo caso non vi si legge nulla di scorretto, se non la sensazione di essere in una posizione di debolezza.
Moggi dice chiaramente: "Secondo me non esiste niente che in pratica possa incidere sull'andamento della partita ma quando sei al limite deve essere in un'altra maniera", ossia esprime l'opinione che gli arbitri non possano condizionare le gare, ma che ad ogni modo vi debba essere equità di trattamento.
In riferimento ad alcuni arbitri Moggi dice: "Secondo me hanno paura di essere marchiati dopo così... di essere contro. Va a capire perché, poi gli facciam le polemiche, ma qui siamo arrivati al punto che nel dubbio ci dan, nel dubbio puoi dare a favore o contro, qui nel dubbio dai sempre contro e non va bene perchè tu ti vuoi prendere l'interno ma anche l'esterno". Insomma Moggi e Giraudo, che, si presume, tra di loro parlino in tutta sincerità, sono convinti che ci siano alcuni arbitri che, siccome marchiati come filo-juventini per episodi precedenti o stampa contraria, nel dubbio sfavoriscono la Juve, e questo è pericoloso e non garantisce equità di trattamento. Qualcosa di male?
In una successiva telefonata Moggi e Giraudo elencano i favori attribuiti al Milan, e si lamentano per un rigore non concesso da De Santis alla Juve, nella precedente partita contro il Palermo, sottolineando il discorso fatto precedentemente: "Ti dicono...ma è il vostro Massimo", dice Giraudo, riferendosi al marchio rimasto a De Santis dopo il famoso goal annullato a Cannavaro quattro anni prima. Ossia: alcuni arbitri fischiano a sfavore della Juve, perché vogliono tutelare un'immagine, condizionata dalla stampa.
Infine si esprime l'intenzione di avere un colloquio con i designatori prima della partita: "Sarebbe opportuno (...) ma di brutto muso, perché così non può andare, così ci assassinano in tutto", dice Moggi, a ribadire la (quanto meno percepita) posizione di debolezza e la richiesta di equità, e non la posizione di vantaggio e la richiesta di favori.
E poi? Poi, niente. Questo è tutto quanto a Giraudo.
Ci sarà un incontro privato con Pairetto, sui cui contenuti i pubblici ministeri non possono sapere. Ci sarà un colloquio tra Moggi e la Fazi, che poi quest'ultima riferisce a Bergamo, come da intercettazione.
Ci sarà la famosa telefonata delle griglie tra Bergamo e Moggi. Tra Bergamo e Moggi. No Giraudo. E come va a finire la telefonata delle griglie? Che alla fine viene designato un arbitro che Moggi nella "sua" griglia non aveva messo: Rodomonti. E gli assistenti? Gemignani e Ricci, non quelli che aveva chiesto Moggi, precisa Bergamo alla Fazi.
Errori arbitrali nella partita? Uno solo, per l'appunto dell'assistente Gemignani, che sul 2-0 per la Juve, a metà secondo tempo, annulla un goal regolare a Fava, sbandierando un fuorigioco sbagliato.
Qual è la frode? Qual è il ruolo di Giraudo?
Chi lo sa.
Ultima puntualizzazione, il favoloso sorteggio truccato secondo la corte d'appello di Roma: :shocking:Juventus-Lazio del 5 dicembre 2004 arbitrata da Dondarini.
Abbiamo deciso di invertire la cronologia per presentare il clou dell'assurdo alla fine.
Juventus-Lazio termina 2-1 per la Juve. Non ci sono grossi episodi arbitrali su cui discutere: un presuntissimo rigore su Simone Inzaghi nel finale, e un fallo di Ibrahimovic che avrebbe potuto costargli un presuntissimo cartellino di più. Questo, secondo gli inquirenti. Anzi, secondo il sito della Lazio. Eh sì, perché gli inquirenti, per analizzare la partita obiettivamente, scelgono di far riferimento al sito Internet della squadra biancoceleste.
In più, c'è addirittura un possibile rigore non concesso allo stesso Ibra.
Telefonate di Giraudo prima della partita? Nessuna. Per nessuna si intende esattamente nessuna.
Prima della partita, c'è un'altra cena, è vero. Dirigenti juventini e designatori. Ci sono dei regali di Natale per loro, emerge dalle intercettazioni. Ma, per quanto gli inquirenti si sforzino di ammiccare a tentativi di corruzione, nulla emerge a riguardo, né dalle intercettazioni né da successivi riscontri. Niente di niente.
C'è questa cena, prima delle designazioni, sui cui contenuti ovviamente nulla si può dire.
Una cena che non costituisce alcuna violazione di alcun regolamento.
Per la partita viene designato Dondarini, e Moggi, nel suo consueto colloquio telefonico con Alessia, della segreteria juventina, si bulla di conoscere già i nomi degli arbitri designati. Ripetiamo: tali nomi gli potevano essere stati riferiti da giornalisti presenti al sorteggio, se non addirittura in alcuni casi pervenuti a mezzo stampa, come per tutti. Non si ravvisa alcun comportamento fraudolento.
Moggi chiederà poi a Baldas, moviolista del Processo, di non insistere su eventuali errori di Dondarini, anche ai danni della Juve.
Ecco qua. Ecco tutto.
E Giraudo, direte voi? Ci state prendendo in giro?
Leggete gli atti.
Insomma, decidiamo, anzi, decidetevi, 'sto benedetto sorteggio, era truccato o no?? :forza:LA CORTE D’APPELLO HA DATO RAGIONE A BERGAMO E PAIRETTO DIFFAMATI DA DUE ARTICOLI DI GIORNALE.
Fonte: “LA NAZIONE” del 29/09/2007, pag. 51
“Il sorteggio arbitrale non era truccato”, lo sostiene una sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma alla quale si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto.
Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali.
I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dell’arbitro Borriello per Roma-Juve sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Il tribunale lo ha smentito dando ragione in primo grado e adesso anche in appello a Bergamo e Pairetto.
La vicenda potrebbe essere una delle tante “querelle” giudiziarie che non finiscono in cronaca, ma in questo caso assume una valenza diversa e ben più importante. Infatti, una delle colonne portanti dell’accusa nell’inchiesta napoletana su Calciopoli riguarda proprio il sorteggio. Secondo i giudici napoletani il sorteggio era irregolare, Bergamo e Pairetto ne erano gli organizzatori per conto della “famosa” cupola e per questo dovrebbero essere processati.
La sentenza di ieri, come già accadde a Torino con un pronunciamento analogo del giudice Maddalena, smonta questo teorema e potrebbe essere destinata a incidere anche sul processo napoletano. Perlomeno sarebbe curioso se il sorteggio fosse regolare per i giudici romani e truccato per quelli napoletani. Vedremo. Comunque questa sentenza è un’arma in più in mano alla difesa che cercherà di demolire l’impianto di accusa di Calciopoli. Il processo a Napoli dovrebbe tenersi nella prossima primavera.
Giorno: 30 settembre 2007. Come riporta la notizia la stampa? Non la riporta!
Le eccezioni sono Rocca e Ravezzani.
Christian Rocca, eccezionale come sempre, che sul suo blog (http://www.camilloblog.it) scrive:
Chissà che gran dibattito sulla Pravda rosa
La Corte d'Appello del Tribunale di Roma dice a chiare lettere che il sorteggio arbitrale di Pairetto e Bergamo non era truccato e condanna per diffamazione il giornalista che lo aveva scritto, indovinate un po' su quale giornale? Naturalmente sulla Stampa, quotidiano di famiglia.
Avete per caso letto titoloni, titolini (anche molto ini) sui giornali di questi giorni? No, ovviamente (con l'eccezione della Nazione di Firenze). Vi do uno scoop: anche la sentenza sportiva che ha condannato la Juve diceva la stessa cosa: i sorteggi arbitrali non erano truccati. A essere truccata è l'informazione.
Ravezzani, che in passato aveva condotto trasmissioni d'accusa (nelle quali venne simulato, in studio, il sorteggio facendo vedere come veniva truccato), ha "rettificato" e nella trasmissione odierna "Qui Studio a Voi Stadio", in onda su Telelombardia e Primocanale, ha esplicitamente ammesso che tutte le insinuazioni sul sorteggio erano infondate e che questa era una delle prove chiave per Farsopoli, in quanto senza il taroccamento delle designazioni tutta la teoria sul "sistema" non resta in piedi.







