Re: Musica
Posted: 26/09/2008, 13:40
Ma che è, quello dei Thrice? Siamo sicuri che non sia il solito lavoro uguale ai precedenti con sempre (sempre) [SEMPRE] le solite quattro-cinque idee musicali? (chiedo per sapere, almeno me lo procuro)SafeBet wrote: Non saprei a chi consigliare questo (quadruplo) disco verso cui ho sviluppato una moderata dipendenza negli ultimi due mesi. C'è dentro elettronica, post-rock, blues, country, post-metal. Niente è spinto all'eccesso, niente è particolarmente complesso, ma avverto un'urgenza di fondo, un'irruenza emotiva che mi lasciano davvero senza parole. Ecco, credo che dovrebbe ascoltarlo chi crede che il rock sia morto (posizione che proprio non riesco a condividere), perché qui c'è un compendio delle possibili forme che il rock ha assunto in questo nuovo millennio.
The Alchemy Index: Vol. I, II, III & IV (Fire, Water, Air, Earth)
Si, quello dei Thrice. Nel torpore mi sono dimenticato di suggerire l'artista. Direi che con i precedenti ha davvero poco ha che vedere (a parte il disco Fire, che comunque va più sul post-metal). Il resto mi ha davvero spiazzato, anche perché Vheissu non mi aveva per nulla convinto. Dagli una chance. Non è un capolavoro, ma la varietà c'è.Contropelo wrote: Ma che è, quello dei Thrice? Siamo sicuri che non sia il solito lavoro uguale ai precedenti con sempre (sempre) [SEMPRE] le solite quattro-cinque idee musicali? (chiedo per sapere, almeno me lo procuro)
Ok.SafeBet wrote: Si, quello dei Thrice. Nel torpore mi sono dimenticato di suggerire l'artista. Direi che con i precedenti ha davvero poco ha che vedere (a parte il disco Fire, che comunque va più sul post-metal). Il resto mi ha davvero spiazzato, anche perché Vheissu non mi aveva per nulla convinto. Dagli una chance. Non è un capolavoro, ma la varietà c'è.

quest'ultimo cd non c'entra assolutamente niente con tutti gli altri,a mio avviso e un po' noioso,ma dico questo perchè a me piacciono i vecchi Thrice,quelli di una volta,i Thrice post- hardcore,i veri Thrice,quelli di Identity Crisis,The Illusion of Safety e The Artist in the Ambulance.gli album venuti dopo ovvero: Vheissu e The Alchemy Index Vols. I,II,III & IV sono due album che non c'entrano praticamente niente.Contropelo wrote: Ma che è, quello dei Thrice? Siamo sicuri che non sia il solito lavoro uguale ai precedenti con sempre (sempre) [SEMPRE] le solite quattro-cinque idee musicali?
Onestamente la vedo diversamente. The Artist in the Ambulance e Wheissu sono distribuiti da Island Records, una major con budget elevatissimi, mentre l'ultimo disco è prodotto da Vagrant, che pur avendo un certo seguito nella scena indie americana, rimane un'etichetta minore.SULF6HC wrote: prima dell'ultimo album hanno cambiato casa discografica,hanno iniziato tour con gruppi con cui non avrebbero mai suonato, insomma hanno cambiato genere naturalmente per il solito scopo,solo soldi.
questo naturalmente dispiace,soprattutto se si parla di un gruppo come questo che durante i suoi primi anni,dominavano la scena post hardcore,metal-core o simili.
Boh fra, c'è da dire che in quegli album (per quanto mi piaccia ascoltarli ogni tanto) ci sono davvero poche, poche idee. Riff molto simili tra di loro, batteria sempre sempre uguale, canto a volte identico in certe canzoni... Insomma, non potevano certo continuare all'infinito a ricopiare se stessi.SULF6HC wrote: i veri Thrice
ora non esageriamo,d'accordo sulla batteria,riguardo ai riff,non mi pare,e dire "canto identico"...? il "metodo di cantare" non è che per ogni canzoni lo devi variare.Contropelo wrote: Boh fra, c'è da dire che in quegli album (per quanto mi piaccia ascoltarli ogni tanto) ci sono davvero poche, poche idee. Riff molto simili tra di loro, batteria sempre sempre uguale, canto a volte identico in certe canzoni... Insomma, non potevano certo continuare all'infinito a ricopiare se stessi.
a parte che Underoeath,non mi sembrano tanto simili,anzi per niente,,e poi dire che hanno preferito una crescita artistica,mah...secondo me, esageri;SafeBet wrote: I Thrice sono andati in una direzione per nulla battuta in questi ultimi anni, avrebbero potuto continuare a far il post-hardcore dei primi dischi e seguire le orme dei molti che hanno fatto il botto di vendite (Scary Kids Scaring Kids, Underoath) e invece hanno preferito una crescita artistica che gli fa onore.
Addirittura opposto? Io non avverto questa distanza incolmabile. Fire è una diretta prosecuzione dei loro lavori precedenti, seppur meno su ritmi meno sostenuti. Gli altri sono aperture a generi differenti, ma non opposti per come la vedo io. Voglio dire per me un genere opposto (per quanto sia difficile fare un discorso del genere) potrebbe essere il pop, e qui non c'è niente che suoni nemmeno vagamente pop. E' solo musica un po' più complessa e varia rispetto al passato.SULF6HC wrote: e poi passare da un genere a un altro molto diverso,per non dire oppostoi,è peso!
Guarda, su Vheissu posso concordare, ma su quest'ultima uscita mi riservo qualche dubbio. Secondo Billboard il Vol I & II è stato per una sola settimana nella top200, mentre il Vol. III & IV non ci è mai stato (per fare un paragone, The Artist c'era stato sei settimane). L'etichetta conta, perché Vagrant non può avere né la capillarità nella distribuzione né gli investimenti pubblicitari di una Island.SULF6HC wrote: a parte che Underoeath,non mi sembrano tanto simili,anzi per niente,,e poi dire che hanno preferito una crescita artistica,mah...secondo me, esageri;
i soldi che hanno guadagnato con questi due album non si avvicinano minimamente ai guadagni di prima,lasciando da parte la casa discografica.
concordo che appartengono alla stessa scena,purtroppo,ma di scena si può parlare fino ad un certo punto,perchè molti gruppi di generi diversi ma con altre caratteristiche simili fra loro,appartengono alla stessa scena.SafeBet wrote:
Sui paragoni, effettivamente gli Underoath fanno un genere un po' diverso (ma non così diverso), però concorderai che appartenevano alla stessa scena.
Poi intendiamoci, per me anche i primi dischi dei Thrice sono dei gran dischi a loro modo, e li ascolto molto volentieri.
Solo credo che il cambio di stile, la sperimentazione non necessariamente vengano provate a scopo di lucro. Anzi, in questo panorama musicale così monotono, è molto più facile riproporre la stessa formula riciclando gli stilemi di un determinato genere in continuazione (e di esempi ce ne sono anche in questo genere: Silverstein, Senses Fail, ecc). Non è così banale provare qualcosa di diverso, anche se si perde in ruvidità e pesantezza di suono.