doc G wrote:
(parlando del Barcellona..)
Siamo d'accordo, qui siamo all'eccellenza, il modello di tutti i settori giovanili. Però se il termine di paragone è questo pure Arsenal e Manchester fanno cagare.
Mahor wrote:
Barcellona?
C'è uno straniero e mezzo in quella lista che t'ho fatto, eh. :D
Dire che il loro settore giovanile si fonda sui giovani pescati in giro per il mondo è azzardato anzicheno. Tanto che in realtà la maggior parte dei giocatori della cantera non è nemmeno spagnola, è proprio catalana.
Come vedi sul Barcellona concordiamo! :lol2: :lol2: :lol2:
E per altro il Barcellona ha sia un vivaio strepitoso, che gli consente di tirar fuori gente come Xavi, Iniesta, Pedro e compagnia, come una serie di osservatori eccezionali, capaci di trovare in giro per il mondo i vari Messi, che posso essere lanciati o monetizzati tipo Dos Santos o Maxi Lopez. Poi sono bravi anche a lanciarli, i giovani, sono eccelsi in tutte e tre le fasi dello sviluppo dei giovani, vivaio, reclutamento all'estero ed infine il lancio.
Ripeto però che ci vorranno anni ed anni per arrivare ad un simile livello, per ora mi accontenterei se le squadre italiane cominciassero a lavorare per costruire un vivaio decoroso, e lo stanno facendo quasi tutti, e poi però imparassero a far crescere questi giovani e lanciarli.
Mahor wrote:
Ma, poniamo, SORRENTINO, MASIELLO, CRISCITO, PARO, CHIUMENTO, PALLADINO, SCULLI è una panchina superiore a MANNINGER, ZEBINA, GROSSO, POULSEN, CAMORANESI (posto che io non lo vedo titolare in questo modulo, ma comunque se non ci metti lui devi metterci quasi sicuramente uno tra Sissoko e Melo), TREZEGUET e IAQUINTA?
No, io penso che sia superiore la panchina attuale.
Poi oh, sicuramente qualcuno di questi farebbe comodo eh. Però se andiamo a vedere: Criscito era stato lanciato titolare e c'era molta fiducia attorno a lui, non è stato protetto ma comunque s'è bruciato. Paro non parliamone. Chiumento fa ridere anche sè stesso. Sculli sono 10 anni che è professionista e direi che non serve provarlo a Torino per sapere che oggi, sulla carta, potrebbe rubare il posto giusto a Paolucci (quinta punta), Palladino ha giocato 57 partite in Bianconero e direi che le sue chance se le è giocate... gli unici alla fine sono Masiello, che una chance non l'ha mai avuta ed a me è sempre piaciuto (come centrale era dominante in primavera, poi arrivi tra i pro e il fisico non ti aiuta dato che trovi chi è più grosso e cattivo di te :D) e Sorrentino che non sarebbe un brutto secondo portiere.
Concordiamo, ma quanto sono costati i vari Manninger, Zebina, Grosso, Poulsen Camoranesi, Trezeguet e Iaquinta? E quanto si potrebbe ottenere oggi cedendoli? E quanto percepiscono di salario? Sbaglio di molto dicendo che facendo a cambio delle due panchine uscirebbero fuori i soldi per una seconda punta da favola capace di sostituire al meglio un Del Piero che inizia ad avere i suoi anni? Questa è una delle regioni che rendeva forte la squadra di Moggi, che per i vari Pessotto, Di Livio, Torricelli, Conte, Iuliano spendeva due soldi, per l'epoca, e poi si poteva permettere Sousa prima e Zidane poi a dirigerli. Se la squadra di Capello poi aveva 11 titolari celebri, non c'erano mezze figure, la panca era sempre fatta di giocatori molto economici e se si poteva cedere un giocatore sostituendolo con uno più economico lo si faceva, così poi potevano arrivare gli Ibrahimovic.
Mahor wrote:
In Italia non ce ne sono tanto che vengono lanciati solo i potenziali top player, tipo De Rossi e Balotelli. Un "buon giovane" che possa anche essere utile alla squadra in una grande non trova posto, salvo rarissimi casi (tipo Khrin, che comunque quante presenze ha?).
Però qui si torna ad una questione di cultura, secondo me. E quella che abbiamo in Italia non aiuta gli allenatori a lavorare con tranquillità coi giovani. Percui anche se abbiamo diversi esempi di buoni/ottimi settori giovanili (mica solo la Juve è messa bene) è raro vedere un giocatore che possa essere considerato quantomeno una "prima riserva" prima di una certa età, mentre all'estero la cosa è più facile. Tutto lì.
E questo è, sostanzialmente, quello che sostenevo pure io, la prima cosa che a mio parere deve cambiare. In tutte le squadre. Tralasciando l'Inter, che ha trovato spazio per Balotelli e Santon, ma quello forse lo avrebbe fatto pure un Capello, Juve, Milan e Roma parlano tanto di giovani, ma al momento alla Juve preferiscono tenersi tre centravanti ultratrentenni fragili fisicamente e non danno spazio ad Immobile, hanno Grosso e Brazzo e cedono Criscito, al Milan giocano il Khaladze attuale (Dio ce ne scampi e liberi), il quasi mio coetaneo Favalli, uno Jankulowsky che in difesa ha sempre avuto problemi ed oggi non spinge più manco tanto, ma Albertazzi resta in tribuna, girano le punte come trottole ma Verdi e Zigoni stanno fuori e Paloschi è a Parma, nella Roma dopo aver lanciato De Rossi ed Aquilani sono ancora fermi li. Si può anche decidere di spedire i giovani in prestito altrove per farli maturare, come facevano Juve, Inter e Roma negli anni '80, ma poi alla fine devono avere un percorso prestabilito, due o tre anni in squadre di provincia con cui ci siano solidi legami e dopo qualche stagione con buone valutazioni si torna alla base. Qui abbiamo l'assurdo di gente che magari viene convocata o comunque tenuta in considerazione per la nazionale eppure sta ancora in comproprietà, non li si cede monetizzando, col rischio che abbiano una stagione o due negativa ed il loro valore crolli, come Sculli, ma non li si richiama, prendendo magari Grosso al loro posto. Ma Criscito è solo l'esempio più clamoroso, non si tratta di un errore, si tratta proprio della normale gestione che hanno Milan, Inter e Juventus, come pure la Roma e spesso la Fiorentina.
Teo wrote:
Bah, io sono dell'idea che qui si sopravvaluta un po' troppo presto il valore di un giocatore giovane.
Può essere, ma se non hai un progetto preciso ed un programma per lanciarli, o ti capita il Kakà del 2003 o il Pato del 2008, gente che comnque devi pagare tanto, oppure devi puntare su giocatori esperti, ed allora o hai i soldi per prenderti gente come Stam, Nesta, Sheva, che non arriva gratis, oppure devi provare a rilanciare i Ronaldinho o i Beckham, se ti va bene, gli Sheva dell'anno scorso, gli Olivera, gli Onyewu se ti va male.
Lavorare sui giovani oggi è un obbligo, una necessità, non una scelta, se ne prendi uno o ti prendi Pato o il rischio è enorme, se ne hai tanti di buon valore allora puoi pensare di programmare.
Se hai un gruppo come quello messo a disposizione da Corvino a Prandelli, magari Lupoli può rivelarsi una delusione, per carità, come tanti altri, ma se del mazzo di gente conosciuta che aveva fatto benissimo al livello giovanile e tiri fuori solo Montolivo prima e Jovetic poi qualcosa che non quadra c'è.