Peyton_Manning18 wrote:
Probabilmente quest'anno le spese dovranno essere ridotte perchè anche Fininvest avrà utili minori e potrà permettersi di assorbire una quota inferiore dei debiti del Milan.
Mi sembra una spiegazione piuttosto plausibile.
Una ragione è questa, un'altra che Silvio in questo momento non ha bisogno di pubblicità, un'altra che se sei capo del governo di una nazione con un PIL in calo non sembra una cosa carina spendere e spandere nel calcio.
Detto ciò, e detto che non credo che nello sport ci siano dirigenti che veramente ci perdono a lungo, magari possono farlo un anno, due, ma poi sarebbero dei fessi a rimetterci per tanti anni di fila, io tutto sommato della nostra dirigenza non mi lamento più di tanto. Mi sta bene, vorrei solo che tornasse a ragionare come qualche tempo fa, non tanto in tema di spese pazze, un Nesta a 30 milioni oggi non arriverà di certo, ma nel prendere i giocatori che più servono, nel prendere Rijkaard e lasciare a casa Borghi, prendere Desailly quando c'era in giro Romario, nel rifare una squadra dopo due anni di crisi aggiungendo Helveg, Bierhoff e Guly quando altrove c'era gente che prendeva giocatori di maggior nome.
doc G wrote:
Una ragione è questa, un'altra che Silvio in questo momento non ha bisogno di pubblicità, un'altra che se sei capo del governo di una nazione con un PIL in calo non sembra una cosa carina spendere e spandere nel calcio.
Detto ciò, e detto che non credo che nello sport ci siano dirigenti che veramente ci perdono a lungo, magari possono farlo un anno, due, ma poi sarebbero dei fessi a rimetterci per tanti anni di fila, io tutto sommato della nostra dirigenza non mi lamento più di tanto. Mi sta bene, vorrei solo che tornasse a ragionare come qualche tempo fa, non tanto in tema di spese pazze, un Nesta a 30 milioni oggi non arriverà di certo, ma nel prendere i giocatori che più servono, nel prendere Rijkaard e lasciare a casa Borghi, prendere Desailly quando c'era in giro Romario, nel rifare una squadra dopo due anni di crisi aggiungendo Helveg, Bierhoff e Guly quando altrove c'era gente che prendeva giocatori di maggior nome.
Ecco, magari due nomi dell'ultima riga li censurerei. Vorrei evitare di avere di nuovo una squadra come quella di Zac, più la prima che la seconda direi, si è vinto un campionato in maniera incredibile, in circostanze irripetibili. Ma giocatori tipo i vari Helveg e Guly, soprattutto Helveg, perchè Andres alla fine non era male come giocatore, mi auguro di non rivederli più in rossonero; significherebbe abbandonarsi alla strategia di Lilpol, preferisco di gran lunga gli acquisti dell'anno successivo, quando si prese Gattuso, Sheva (vabbè l'ho messo solo per precisione, non credo troveremo un altro come lui, nè spenderemo la stessa cifra), quando cioè si fecero degli investimenti su giocatori giovani che stanno dando i frutti ancora oggi.
No un milan come quello no dai... Molto meglio le campagne acqiusti degli anni sucessivi... Anche se è vero che Helveg Guly e qualche altro tipo Umit si sono rivelati molto utili al milan... Ho ancora in mente gli scambi Seedorf- Umit e pirlo- Guly... che affari!!!!
Si si Giusto.. Anche di lui mi ero dimenticato... Che affarone... Quella volta non si è mai capito bene che intrallazzi ci fossero sotto... Sembra dovessero sistemare i bilanci..
Lo scambio "originale", quello di riferimento è Seedorf per Coco, così, senza conguagli o altro.
Ancora oggi mi commuovo, e pensare che quasi nessuno era d'accordo con lo scambio, perchè Coco era il nostro presente e futuro sulla sinistra :lol2: mentre di Clarence non sapevamo cosa farcene. :lol2:
E’ un fenomeno interessante: gli scambi di giocatori tra compagini rivali appartenenti alla stessa città ci sono sempre stati, ma nel tempo si sono intensificati sempre più. E’ interessante analizzare questo fenomeno in particolare tra l’Inter e il Milan, le due formazioni calcistiche della città di Milano, capitale della moda. E proprio una moda sembra essere diventato questo valzer di scambio di casacche. Tralasciamo per un attimo il famoso discorso delle “Plusvalenze”, che ha coinvolto anche e soprattutto giocatori giovani e sconosciuti, militanti nelle formazioni “Primavera”, in bilancio valutati con valori a dir poco gonfiati. Ci addentriamo nel discorso puramente tecnico di questi scambi, concentrandoci sui giocatori maggiormente noti coinvolti in questo bizzarro “traffico”. Negli anni 80 all’Inter scartarono Franco Baresi a favore del fratello: sappiamo tutti come andò a finire. Fulvio Collovati, bandiera designata sin dalle giovanili, vinse anche lo Scudetto della stella ma, dopo la seconda retrocessione in B, preferì rinnegare il Diavolo e si vestì di nerazzurro. Negli anni 90 “El segna semper lu”, Maurizio Ganz, idolo e trascinatore dell’Inter, bomber rapace e smaliziato, leggero fisicamente ma crudele in zona gol, passa al Milan, non senza qualche polemica. Altri tempi: il fenomeno che analizziamo è figlio del nuovo millennio, caratterizzato dai bilanci truccati, ingaggi stratosferici e dalle pay-tv. Quel che si può notare è che in questi famigerati scambi, è quasi sempre il Milan a trarne beneficio, da un punto di vista tecnico. Si libera di un “Bidone”, o comunque di una mezza figura, ricevendo in cambio dagli odiati “cugini” un giocatore considerato come tale dai nerazzurri ma che, invece, in rossonero si rigenera diventando un vero e proprio campione. Tutto ebbe inizio con lo scambio tra Andrea Pirlo, che nell’estate del 2001 passò al Milan, e Andres Guglielminpietro detto “Guly”, che intraprese il percorso inverso: questa fu clamorosa. Pirlo, considerato una promessa incompiuta, fu mortificato all’Inter proprio dall’allenatore che lo aveva valorizzato all’Under 21, Marco Tardelli, che disse: «Se io fossi in lui e ci fosse una squadra che mi desse una maglia da titolare sicuramente andrei via». E così ha fatto, per sua fortuna: al Milan Ancelotti lo piazzò genialmente davanti alla difesa, sfruttando le sue geometrie eleganti e precise al millimetro, facendolo diventare in breve tempo un elemento imprescindibile dei rossoneri e della Nazionale. Guly, invece, già in netta fase calante in rossonero – dopo essere stato la fugace sorpresa del Milan che vinse lo Scudetto nell’anno del centenario – con la maglia dell’Inter si perse nella nebbia della sua fascia di competenza (in quelle poche gare in cui giocava). Sempre nel 2001, Christian Brocchi dall’Inter passò a Milanello, mentre Drazen Brncic andò alla Pinetina. Il buon Christian aveva fatto vedere ottime cose a Verona, poi all’Inter sembrava essersi incarnato in suo fratello (minore). Da quando andò al Milan, nonostante non fu impegnato molto, seppe comunque ritagliarsi uno spazio importante evidenziando un rendimento sempre eccellente. Inutile dire qualcosa sul croato, che all’Inter non interessava proprio, visto che lo spedivano sempre altrove (prima ad Ancona, poi a Venezia). Memorabile fu l’estate del 2002, allorquando Clarence Seedorf passa dall’Inter al Milan, e in cambio Francesco Coco effettua il percorso inverso. Seedorf diventa un titolare inamovibile dello scacchiere rossonero di Ancelotti, una delle pedine più preziose e costanti, mentre per Coco è l’inizio della fine. Subisce un’involuzione per cui arriva a giocare solo qualche scampolo di partita, per poi finire al Livorno, dove decide di ritirarsi prematuramente, in piena crisi d’identità. Stessa estate, stessi effetti: il croato Dario Simic passa in rossonero, mentre il turco Umit Davala abbandona i colori per Milan per indossare il nerazzurro. Non stiamo certo parlando di due fenomeni, ma se vogliamo essere obiettivi il croato è molto meglio del turco: infatti, se quest’ultimo la maglia dell’Inter non l’ha mai indossata – visto che preferirono lasciarlo partire – il terzino fu molto utile alla causa milanista. Infatti, incarnò alla perfezione il rincalzo di lusso, facendosi trovare sempre pronto nel momento del bisogno, per poi tornare tranquillamente dietro le quinte senza fare alcuna polemica. E sull’altra sponda del Naviglio ha vinto praticamente tutto. Poi c’è il caso di Thomas Helveg. Il difensore milanista, dopo aver trascorso qualche anno alla corte di Zaccheroni prima e di Ancelotti poi, era passato all’Inter garantendo la bellezza di 6 milioni di plusvalenza al Milan. La società di Moratti l’ha subito ceduto in prestito. Indovinate a chi? Ma al Milan, ovviamente. E per un prezzo simbolico: 1.000 Euro. Morale della favola: Helveg è tornato al punto di partenza, ma il Milan ha incassato un lauto profitto contabile. E negli stessi giorni un altro difensore, questa volta Cyril Domoraud, ha fatto il percorso inverso: dall’Inter al Milan, con oltre 6 milioni di plusvalenza per i nerazzurri. Il Milan l’ha poi messo da parte cedendolo in prestito in Francia. L’Inter però, grazie ai “cugini”, aveva già messo in bilancio il guadagno. Come cambia il corso degli eventi, con il passare degli anni. Il fenomeno “Plusvalenza” è figlio dei nostri tempi. In questo marasma c’è anche Taribo West, che dopo un paio di stagioni all’Inter passa come “meteora” nel Milan ma è comunque amatissimo dai tifosi. L’ultimo a compiere il “tradimento” è stato Christian Vieri, ma questa è un’altra storia: non ci sono stati scambi di mezzo, questa volta. E’ quindi sotto gli occhi di tutti che gli “scarti” dell’Inter, prontamente “riciclati” al Milan, una volta indossata la maglia rossonera sembrano subire una sorta di metamorfosi che da tristi ed incompresi interpreti del proprio ruolo li trasforma in stelle di primo piano. Una volta, ad Adriano Galliani, fu chiesto il motivo di tutti questi scambi; non potendo evidentemente dire la verità cercò di cavarsela rispondendo con una improbabile freddura: «Ci scambiamo i giocatori con l’Inter perché le loro mogli e fidanzate sono ormai abituate a vivere a Milano e non saprebbero più farne a meno». In realtà, mente sapendo di mentire, ma intanto se la ride sotto i baffi. Come tutti i tifosi rossoneri: e tanto basta.
Se la memoria non mi ha abbandonato,Dražen Brnčić fu dato come contropartita per Pirlo e valutato 8 miliardi(prezzo lievitato grazie ad una gran prestazione in un'amichevole estiva contro la Cremonese).
A.F.D.U.I. President wrote:
Se la memoria non mi ha abbandonato,Dražen Brnčić fu dato come contropartita per Pirlo e valutato 8 miliardi(prezzo lievitato grazie ad una gran prestazione in un'amichevole estiva contro la Cremonese).
si anche io mi ricordo così.... grandi affari quelle estati :lol2: :lol2:
all3n wrote:
Ecco, magari due nomi dell'ultima riga li censurerei. Vorrei evitare di avere di nuovo una squadra come quella di Zac, più la prima che la seconda direi, si è vinto un campionato in maniera incredibile, in circostanze irripetibili. Ma giocatori tipo i vari Helveg e Guly, soprattutto Helveg, perchè Andres alla fine non era male come giocatore, mi auguro di non rivederli più in rossonero; significherebbe abbandonarsi alla strategia di Lilpol, preferisco di gran lunga gli acquisti dell'anno successivo, quando si prese Gattuso, Sheva (vabbè l'ho messo solo per precisione, non credo troveremo un altro come lui, nè spenderemo la stessa cifra), quando cioè si fecero degli investimenti su giocatori giovani che stanno dando i frutti ancora oggi.
Non c'è dubbio, sono d'accordo al 100%, preferisco pure io le campagne degli anni successivi. I nuovi Helveg e Guly li lascerei volentieri ad altri. Solamente ho citato un esempio per far notare come siamo passati dal decimo posto allo scudetto con un po di fantasia, senza grandi investimenti, prendendo i giocatori giusti. In fin dei conti le stelle erano Leonardo, Weah, Maldini, Albertini, non dovevano essere quelli le stelle, quelli erano i comprimari, solo che erano quelli giusti.
Avessimo preso un Mancini o un Signori a fine carriera, anche se entrambi qualche annata decente dopo l'hanno avuta, non avremmo migliorato una virgola. Irripetibile quel campionato, con la lazio che si suicidò quasi come l'Inter il 5 Maggio e crisette sparse fra le altre grandi, ma oggi non siamo nemmeno al decimo posto.
Oggi uno Sheva in quel ruolo non avrebbe senso, abbiamo già trovato Pato, Paloschi cresce bene, ma un giovane bravo in un altro ruolo, , che abbia fatto faville solo in campionati minori, potremmo anche prenderlo. Ad esempio fra i nomi che girano per l'attacco ci sono Hoarau e Keirrison, li ho visti solo i qualche breve servizio, non ho idea se possano essere forti come Sheva, l'importante è che l'idea ci sia e venga seguita.
anche perchè qualche giovane italiano dobbiamo prenderlo, se no rischiamo di diventare come l'inter...cioè senza italiani in campo...
nel prossimo anno si dovrebbe giocare più o meno con :Abbiati;Zambrotta-T.Silva-XXX-janku o XXX; Gattuso-Pirlo-Flamini;Kakà-Pato-Borriello
pensando che il difensore centrale e il terzino sinistro che prenderemo non saranno di sicuro italiani, ci ritroviamo con 5 italiani titolari di cui solo uno sotto i 30 anni...
non una bella cosa, anche perchè resto dell'idea che i giocatori italiani si impegnino maggiormente nella lotta per lo scudetto, mentre agli stranieri preoccupa di più la CL... salvo eccezzioni...